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Ore 12 - Berlusconi esce dalla porta per rientrare dalla finestra? Occhio a "Pierfurbi" Casini ...

pubblicato da Massimo Falcioni

altroPeggio di un thriller, peggio di una telenovela, la politica italiana corre sul filo della farsa che può sfociare in tragedia. Nel pomeriggio, nuova conta alla Camera con Berlusconi certo della ennesima vittoria.

E gli altri, gli anti Berlusconiani, quelli dell’ossessionate invito al premier per il “passo indietro”? Gli altri fingono di avere una proposta alternativa a questo premier e a questo governo, ma non ce l’hanno.

Il furbo Pierferdy Casini, per rispondere a chi lo vede come il burattinaio di un progetto teso solo a valorizzare se stesso e a mettere insieme vari pezzi per fare il partitone dei super moderati, dice che nel nuovo governo di unità nazionale deve esserci anche il Pd, “partito degli operai” vicino ai sindacati, utile per far digerire le nuove purghe ai redditi fissi e ai pensionati. Il Pd dentro ma, ovvio, con il Pdl ancora più dentro. Bersani ministro con la Brambilla, Sacconi, Brunetta, Calderoli, Reguzzoni?

Ovviamente con il Cavaliere fuori. Ma fuori dove, fuori come? Se vede la mal parata, Berlusconi inghiotte anche il rospo di un nuovo governo (Letta?) con lui, più che in panchina, ancora proprietario unico del Pdl e socio di maggioranza della nuova … maggioranza. Insomma un Berlusconi che esce dalla porta da padre della patria e rientra dalla finestra con lo slogan di sempre: “Qui comando io”. Questo il piano A.

Il piano B mette addirittura davvero out il Cavaliere. Un vero e proprio inciucio con Pdl, Udc-Terzo Polo e Lega più i vari transfughi che il floridissimo mercato delle vacche in corso definirà. Il programma? E’ la lettera della Bce. Passata la bufera, c’è tutto il tempo per presentarsi alle elezioni politiche del 2013 con uno schieramento di centrodestra ripulito e benedetto da Berlusconi, magari tirato a lucido per salire al Colle. Salita, non certo sgradita neppure a Casini. Fantapolitica?

Se tutto ruota sulla conta di un deputato in più o in meno e se determinanti sono i transfughi, questo scenario rischia di diventare realtà. All’opposto, c’è il rischio di precipitare avventurosamente verso una prova elettorale nel pieno di una travolgente crisi economico-finanziaria, e a regole del voto invariate. Spetta al Pd, ma non solo al Pd, non cadere nella trappola. Spetta a Napolitano cogliere il momento per l’avvio di un nuovo governo credibile, stoppando inciuci e gattopardismi di vario stampo.

Sono ore decisive. Le opposizioni presenteranno la mozione di sfiducia? Si deciderà solo dopo l’esito del voto di oggi. Quindi riflettori puntati sul rendiconto. I “ribelli” già cantano vittoria: 315 tra astensioni e no contro 311 voti a favore. Anche così Berlusconi non farebbe il “passo indietro”. “Ma so – dice il premier - che ci sono molte insidie, il presidente della Repubblica mi chiamerebbe al Colle”. Già.

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Due deputati Pdl passano all'Udc. La maggioranza si sgretola. E' l'ora della resa dei conti?

pubblicato da il passator cortese

Vale sempre l’antico adagio “chi di spada ferisce di spada perisce?”. Stando a quel che accade in queste ultime ore in politica, specificatamente nel Pdl, pare proprio di sì.

Dopo i successi (si fa per dire) dei mesi scorsi, la strategia berlusconiana di “acquistare” parlamentari per dare ossigeno (e voti) a una maggioranza stracotta, sta evidentemente diventando un boomerang. Prima i “malpancisti”, adesso inizia la moria vera e propria con passaggi ufficiali di parlamentari del partito del premier nel campo avversario.

I deputati Alessio Bonciani e Ida D’Ippolito passano infatti dal gruppo Pdl a quello Udc. Lo annuncia su Twitter, dando loro il benvenuto, il deputato centrista Roberto Rao.

Casini e … Fini gongolano. Sgomento nel Pdl, con il segretario Angelino Alfano sulla via della disperazione. La prossima settimana la conta decisiva per la resa dei conti? Intanto il presidente Napolitano avverte la maggioranza: “La sua fiducia dipende dall’Aula”. Il pallottoliere si arroventa.

Governo appeso a un filo: al Quirinale Terzo Polo, Pd, Pdl e Tremonti. Alle 20 Cdm straordinario

pubblicato da il passator cortese

Tensione e fibrillazione a Roma in attesa della riunione di stasera alle 20 del consiglio dei Ministri straordinario che dovrebbe varare un decreto legge con le misure anticrisi chieste dall’Ue. Fonti del ministero delle Infrastrutture precisano che tale provvedimento potrebbe comunque essere affiancato da un maxiemendamento con norme da inserire nel ddl stabilità e da un disegno di legge. La giornata è convulsa.

Il Pd e il Terzo Polo, ma anche Pdl e Tremonti salgono al Colle per colloqui con Napolitano. Incontro importante, specie quello con le opposizioni, dopo i colloqui telefonici avuti ieri dal capo dello Stato con Bersani e Casini, dai quali è emersa la disponibilità a sostenere un governo di responsabilità nazionale.

Pesante la dichiarazione di Pierluigi Bersani al termine della riunione dei vertici Pd: “Non è più accettabile la sottovalutazione di ciò che sta avvenendo. Chi sottovaluta si prende una responsabilità storica. È il passaggio più difficile per l’Italia dal dopoguerra e deve corrispondere una presa di coscienza e un’assunzione di responsabilità”.

Della delegazione del Terzo Polo da Napolitano fanno parte Pier Ferdinando Casini e Lorenzo Cesa per l’Udc, Italo Bocchino e Benedetto Della Vedova per Fli, Francesco Rutelli per l’Api. “Chiediamo che il presidente del Consiglio venga in Parlamento per illustrare, prima della riunione del G20, le decisioni concrete che assumerà nelle prossime ore. Non è il momento di indugiare oltre in rassicurazioni di rito”. E’ quanto scritto in una nota congiunta, il leader Udc, Pier Ferdinando Casini, il presidente di Futuro e Liberta’ per l’Italia, Gianfranco Fini, e il presidente di API, Francesco Rutelli.

“Davanti ai drammatici avvenimenti di queste ore, che rischiano di compromettere irrimediabilmente il futuro degli italiani, non servono - avvertono i leader del Terzo Polo - polemiche ne’ impegni generici”. Incalza il segretario Udc Lorenzo Cesa:”Come avevamo purtroppo pronosticato stiamo scivolando verso la situazione greca, tra l’irresponsabilità generale di chi evoca complotti, speculazioni internazionali o è impegnato nella contabilità parlamentare. Berlusconi prenda atto che in tutto il mondo è considerato parte del problema e non la possibile soluzione. Faccia un passo indietro e dia il suo contributo a salvare l’Italia insieme a tutti coloro che in Parlamento si dichiareranno disponibili’.

Intanto, a buttare benzina sul fuoco ci pensa Umberto Bossi appena giunto a Monteciutorio:”Facciamo scoppiare la rivoluzione sicuro se togliamo le pensioni ai lavoratori che hanno sempre lavorato per Roma”. La prima reazione del Senatur alla parola pensioni è stato mostrare il dito medio. La farsa continua. E la “tragedia” non è lontana.

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Napolitano: verificherò le condizioni per le larghe intese

pubblicato da Bruno Marino


“Nell’attuale, così critico momento il paese può contare su un ampio arco di forze sociali e politiche consapevoli della necessità di una nuova prospettiva di larga condivisione delle scelte che l’Europa, l’opinione internazionale e gli operatori economici e finanziari si attendono con urgenza dall’Italia. Il Capo dello Stato ritiene suo dovere verificare le condizioni per il concretizzarsi di tale prospettiva.”

Ecco un estratto della nota pubblicata ieri dal Quirinale, nella quale si invita B. a prendere subito tutte le misure necessarie per scongiurare la catastrofe. Poi, come “monito”, avvertimento o semplice comunicazione, si fa presente, soprattutto a Berlusconi, che, in caso di necessità, c’è una concreta possibilità di formare un governo di larghe intese. Il Presidente della Repubblica verificherà, appunto, la possibilità di formare questo esecutivo di “salute pubblica”.

A leggere su Repubblica l’articolo di Claudio Tito, Napolitano sarebbe “sceso in campo”, con tutta la sua autorevolezza, per chiedere al governo di non restare paralizzato in un momento così grave. Secondo una ricostruzione di Dagospia, Napolitano starebbe tramando nell’ombra per

“”licenziare’’ Bunga Bunga ma non lo può fare da solo. Così chiede aiuto ad un gruppo, che spera abbastanza nutrito, di ‘’elettricisti’’ della Camera e del Senato, per staccare la spina al governo. Solo così Napolitano potrà mandare a casa Mr. Banana. […] Il sogno non tanto nel cassetto di Bella Napoli sarebbe un governo di unità nazionale (a guida Schifani o Monti?) per il quale avrebbe già in tasca il via libera dell’opposizione-proforma.”

E Berlusconi? I sondaggi pubblicati da Repubblica danno il Centrosinistra in vantaggio di dieci punti sul Centrodestra (riusciranno i nostri eroi a ripetere l’impresa del 2005-2006, quando dilapidarono un patrimonio di voti molto simile, facendo quasi rivincere B.?) e, soprattutto, rivelano che la fiducia nei confronti del Cavaliere e del suo governo è a terra. Cosa sta facendo Berlusconi?

Seguiteci dopo il salto, vi parleremo di alcune misure economiche a cui starebbe pensando il premier…

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Ore 12 - Disastri del maltempo. Le colpe della politica

pubblicato da Massimo Falcioni

altroGoverno e Parlamento, di fatto tutta la casta, sono in ben altre faccende affaccendati che pensare alla prevenzione del territorio e dell’ambiente. Quando il maltempo, come in questi giorni in Liguria e in Toscana, provoca devastazioni e morti, tutt’al più ci si prodiga in condoglianze e in promesse future.

Ieri il governatore della Liguria Burlando commentava i gravissimi fatti con le lacrime. Cosa ha fatto la Regione per evitare questa tragedia annunciata? Siamo al solito giochino italico dello scaricabarile. A dirla tutta, non ci convince neppure il capo dello Stato Napolitano quando parla di un: “tributo molto doloroso pagato per i gravi turbamenti climatici in atto”.

Cambiamenti climatici indubbiamente reali e tutt’altro che da sottovalutare, ma non possono fornire alibi allo Stato e agli enti locali totalmente negligenti, e spesso anche impreparati a fronteggiare queste situazioni. Un temporale non aveva già messo in ginocchio la capitale d’Italia pochi giorni addietro? La verità è che quasi tutta l’Italia è a rischio idrogeologico e (quasi) da nessuna parte si cura il territorio, si fa prevenzione.

Politici e amministratori pubblici “inventati”, la mancanza di cultura per l’ambiente, l’insensibilità, i tagli insensati ai bilanci, una urbanizzazione e una cementificazione selvaggia (nelle città del nord il cemento mangia ogni giorno dieci ettari di terreno!), l’abusivismo impunito e alimentato dai condoni, un modello di sviluppo incentrato solo sul business da rapina, hanno prodotto questa realtà da Paese del terzo o quarto mondo.

Il costo del dissesto idrogeologico degli ultimi 60 anni è stimato in oltre 50 miliardi di euro, solo per riparare i danni. Degli ultimi 2,5 miliardi del Fas, sforbiciati ripetutamente da Tremonti, alla fine sul territorio non è arrivato neppure un euro! Il governo è stato impegnato a gonfiare la Protezione civile del “modello Bertolaso”, basato sull’emergenza e incentrato sui poteri speciali che hanno scardinato i poteri ordinari favorendo cricche e speculatori e la mala pianta degli appalti drogati. In Parlamento, presentati dalla Associazione nazionale Bonifiche e irrigazioni giacciono 2500 progetti (dal valore di quasi 6 miliardi di euro) per la messa in sicurezza del territorio nazionale.

Giacciono, appunto. E nessuno li tira fuori dai cassetti. Siamo proprio sicuri che la salvezza sta nella riduzione dei parlamentari?

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Ore 12 - Berlusconi a Bruxelles con le "orecchie basse". Napolitano pronto a una soluzione d'emergenza

pubblicato da Massimo Falcioni

altroNon manca molto per sapere cosa pensa la Ue dell’accordicchio raggiunto ieri sera in extremis fra Berlusconi e Bossi.

Dalle primissime indiscrezioni pare che da Bruxelles arriverà l’ennesima tirata d’orecchie per il governo italiano, ma nessuna rottura. L’Italia farà una nuova figuraccia di fronte a tutta l’Europa ma nessuno, tanto meno Germania e Francia, vogliono fare saltare il tavolo. E’ l’intero pacchetto sullo sviluppo, non solo sulle pensioni, a non essere credibile rispetto alle richieste comunitarie.

Così nessun nodo sarà sciolto, ma proprio per questo Berlusconi e il governo riceveranno una ulteriore boccata d’ossigeno. Sarà l’ultimo respiro? Realisticamente il governo rimarrà ancora in questo stato di agonia e questa situazione, gravissima per il Paese, permetterà a Berlusconi e a Bossi di preparare le elezioni anticipate nella primavera prossima.

In questa situazione non si può certo escludere una improvvisa scivolata dell’esecutivo sulla classica buccia di banana. A quel punto potrebbe tornare alla luce l’ipotesi del governissimo, o governo tecnico.

Il presidente della Repubblica, con tatto e discrezione, è in queste ore al lavoro incontrando i massimi esponenti istituzionali e dei partiti. Non è un fatto anomalo ma neppure di normale amministrazione. Di fatto Napolitano sta facendo delle pre-consultazioni. Ciò dimostra che la situazione è legata a un filo sottilissimo e che tutto può accadere. Ecco perché il capo dello Stato lavora anche a una soluzione di emergenza.

Non si sa, però, se a fine giornata il quadro politico sarà più chiaro o se addirittura la matassa sarà ancora più ingarbugliata.

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Ore 12 - Berlusconi, la "fiducia" del Parlamento dei nominati e la "sfiducia" del Paese reale. Le colpe delle opposizioni

pubblicato da Massimo Falcioni

altroE’ la minaccia del voto anticipato con sicura perdita dello scranno per molti parlamentari l’arma che Silvio Berlusconi usa oggi per incassare la 53esima fiducia.

Un voto che salva il premier ma condanna il Paese, sempre più stretto da un cappio che, però, ha origini lontane. Oggi, la sinistra, il PD e altre forze d’opposizione, lanciano strali contro il “despota” di Palazzo Chigi dimenticandosi le cause di questa situazione.

Non fu il PDS a giocare la carta della semplificazione bipolare, di fatto un bislacco bipartitismo all’italiana, per far fuori i velleitari residui di rinascita della DC e del PSI? Via via fino ai DS e al PD di veltroniana memoria, con il “porcellum”, la decapitazione della sinistra dal Parlamento ecc. Oggi si raccoglie ciò che si è seminato.

L’affannosa rincorsa per fuor fuori Berlusconi usando tutto e il contrario di tutto (sperando negli aiutini esterni, dalla magistratura a Napolitano), ha prodotto questo ginepraio e una situazione in cui tutto e sempre gira attorno al Cavaliere di Arcore.

Le sceneggiate del mini Aventino di ieri dimostrano la mancanza di politica e servono a poco. Anzi, senza una proposta di governo alternativo (premier, alleanza, programma), diventano un boomerang. Se le opposizioni restano unite solo sul “no” a Berlusconi, è Berlusconi, ancora una volta, a dare le carte e vincere la partita (truccata).

Le pagelle del venerdì

pubblicato da Massimo Falcioni

Italo Bocchino: indignado. Voto 7+ Il vice presidente di Fli striglia Napolitano per l’iter del ko del governo sul “rendiconto”: “Sarebbe stato opportuno che il Quirinale convocasse Berlusconi per individuare un percorso formale meno all’acqua di rose di quello che c’e’ stato”. La quiete prima della tempesta?

Stefania Prestigiacomo: indignada.Voto 4- La ministra scalcia e minaccia di non votare la legge di stabilità che “cancella il Ministero dell’Ambiente”: da 1,3 miliardi a 120 milioni di euro! Così saltano gli interventi sul dissesto idrogeologico e la lotta alla Co2. Ecco tutti i saporiti frutti del “ghe pensi mi”!

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Le pagelle del giovedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Giorgio Napolitano: strafreddo. Voto 5- Il capo dello Stato ha offerto l’ultima chance al premier di un passaggio d’Aula, per ritrovare i numeri. Ma la “sfiducia” c’è stata, politica e numerica: perché non è stata staccata la spina?

Silvio Berlusconi: stracotto. Voto 3- Il Pdl si sfilaccia, la maggioranza si squaglia, il governo ibernato, il premier fuso. Oggi il Cav impone il rito della fiducia con un bla bla scritto dal ministro tascabile Brunetta: l’ultima beffa.

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Berlusconi "tira diritto". Opposizione sull'Aventino? Pd, ostruzionismo!

pubblicato da il passator cortese

La situazione politica si fa sempre più intricata. Napolitano dice papale papale che: “Tocca “a Berlusconi indicare alla Camera nell’annunciato intervento di domani la soluzione che possa correttamente condurre alla dovuta approvazione da parte del parlamento del rendiconto e dell’assestamento”.

Intanto le opposizioni sono sul piede di guerra, addirittura orientate a non ascoltare domani alla Camera le comunicazioni del presidente del consiglio.

In particolare il Pd valuta di non partecipare al voto di fiducia che seguirà alle dichiarazioni del presidente del Consiglio Berlusconi. L’ipotesi, chiariscono i democratici, non si configura come un aventino, nel senso che i deputati dell’opposizione non diserteranno tutti i lavori delle commissioni e dell’aula di Montecitorio.

E’ invece finalizzata a marcare una distanza da quella che Beppe Fioroni, che precisa di parlare a titolo personale, definisce come “un rito, una rappresentazione teatrale” che “non risolve i problemi del governo e che riguarda i rapporti tra berlusconi e il centrodestra.

Incalza Anna Finocchiaro: “Utilizzeremo ogni strumento concesso dal regolamento perché si torni a ripristinare il primato delle regole. L’obbligo delle dimissioni del presidente Berlusconi non è ovviabile”. Così la capogruppo del Pd al Senato Anna Finocchiaro annuncia l’ostruzionismo a oltranza del Pd. Un ostruzionismo che si concretizzerà in aula e nelle commissioni, come già è iniziato ad accadere per quanto riguarda la commissione Giustizia, dove è all’esame il ddl sul processo breve. “Che non ci sia un obbligo costituzionale alle dimissioni, dopo quanto accaduto ieri alla Camera, è fuor di dubbio, ma che ci sia un obbligo politico alle dimissioni del premier è del tutto derivabile”.

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