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Tutti gli articoli con tag nazioni unite

La "calma prima della tempesta". Se lo dice l'Economist ....

pubblicato da Massimo Falcioni

C’è un filo sottile, almeno nell’analisi politica, fra il “veggente” e il “menagramo”.

Ma non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire e peggior cieco di chi non vuol vedere. Dice il saggio.

Stavolta è l’autorevole settimanale inglese Economist (confermato dal Fondo Monetario Internazionale, dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro e dalle Nazioni Unite) a lanciare l’allarme.

Nel 2010, causa la crisi economica mondiale (oltre 60 milioni di disoccupati rispetto al 2008!), 78 Stati (su 166 monitorati) sono ad “alto rischio di rivolte popolari”.

Ammonisce Gianni Rossi su Aprile.online “Attenzione al malessere generalizzato, che potrebbe esprimersi fuori da qualsiasi schema e senza che le organizzazioni storiche del consenso (partiti, sindacati ecc.) potranno controllare e convogliare in dissenso democratico”.

Insomma, senza più partecipazione diretta, mediazioni, filtri e paletti, si rischia il caos con violenze e terrorismo, contraccolpi reazionari e addio democrazia!

In questo quadro potenzialmente “fosco”, il Governo italiano resta “ottimista” e si trastulla attorno a leggi censorie contro Internet (Facebook in primis), programmi tv, giornali e giornalisti “sgraditi”, accusati persino di essere incubatori del terrorismo.

Per l’Economist stiamo vivendo la “calma prima della tempesta”. Dentro la tempesta, l’Italia, si sa, è la zattera più a rischio.

Omofobia: l’Onu contro l’affondo della legge

pubblicato da Giovanni Molaschi



L’immagine dell’Italia all’estero, secondo quanto dichiarato dal Presidente della Camera dalla fiera del libro di Francoforte, non sarebbe stata danneggiata dagli articoli negati sul Governo Berlusconi che sempre più testate stanno realizzando.

Lecito e condivisibile il parere di Gianfranco Fini. Innegabile però la debacle che il nostro paese sta avendo a livello internazionale. L’Onu che con l’Italia, grazie ad Emma Bonino, ha condiviso la moratoria contro l’infibulazione ha fortemente condannato la bocciatura sulla legge contro l’omofobia.

Secondo Navi Pillay, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, ieri non approvando la legge proposta da Paola Concia l’Italia ha fatto un passo indietro mettendosi al livello dei paesi dove si muore di omosessualità.

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Corea del Nord, nuovo test nucleare nella notte

pubblicato da davide f.

da nyt

In un giorno solo il governo della Corea del Nord sfida la comunità internazionale con due atti che somigliano molto a una provocazione.

Secondo quanto riportato da un’agenzia di stampa locale infatti, oltre al “solito” lancio di un razzo con una gittata di oltre cento chilometri, Pyongyang avrebbe iniziato un programma di rafforzamento del proprio potenziale nucleare con alcuni test, il primo dei quali effettuato questa notte, provocando un “terremoto artificiale” con una magnitudo di 4,5 gradi registrato alle ore dieci locali.

Il test nucleare, più potente del precedente realizzato nel 2006, rischia di cancellare gli sforzi della comunità internazionale volti a convincere la Corea del nord ad abbandonare il suo programma nucleare. Il presidente statunitense Barack Obama ha definito l’azione di Pyongyang una minaccia alla pace internazionale.

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Battibecco Boldrini-La Russa. I retroscena del dissidio tra il ministro e il portavoce Onu in Italia

pubblicato da Luca Landoni

Cerchiamo di ricostruire cosa sia veramente accaduto tra il ministro La Russa e la rappresentante in Italia dell’Alto commissariato dell’Onu Laura Boldrini (nella foto) visto che molti alla reazione un po’ smodata del titolare della Farnesina avranno reagito domandandosi a cosa si riferisse.

Il 10 maggio la Boldrini rilascia un’intervista a Carolina Pasolini di Repubblica. L’intervista verte sui respingimenti e sulla recente presa di posizione dell’Unhcr contro la politica italiana nel Mediterraneo. I passaggi contestati sono i seguenti:

Caterina Pasolini: L’Italia non rispetta diritti e convenzioni?
Laura Boldrini: Respingere in Libia gli immigrati entra in rotta di
collisione col diritto di asilo, cosi’ come e’ regolato da leggi nazionali,
europee ed internazionali. Esiste infatti il principio del non respingimento
nel caso di gente bisognosa di protezione.

Caterina Pasolini: Il governo dice che sono clandestini.
Laura Boldrini: Non lo sono. Il piu’ delle volte sono rifugiati e lo
dimostra il fatto che la meta’ di quelli che arrivano a Lampedusa e chiede
asilo lo ottiene dall’Italia dopo un accurato lavoro che vede la
collaborazione di prefetti e dell’Unhcr in 15 commissioni. Ecco, vorremmo
che si intensificasse la collaborazione che c’e’ sempre stata col governo
italiano.

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Onu e Governo ai ferri corti. Il punto sulla politica dell'immigrazione in Italia

pubblicato da Luca Landoni

È scontro tra l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) e il Governo italiano in materia di politica di immigrazione. Al centro del diverbio l’accordo di cooperazione con la Libia che prevede il respingimento dei barconi verso i luoghi da cui siano partiti, ovvero le coste libiche.

Prima di venire alle ragioni che hanno spinto l’Onu a una linea così dura, chiedendo di «riammettere quelle persone rinviate dall’Italia e identificate dall’Unhcr quali individui che cercano protezione internazionale», vediamo di mettere ben in chiaro una cosa: non esiste alcuna norma di diritto internazionale a suffragio della richiesta. Il “principio fondamentale di non respingimento” cui fa appello il portavoce Ron Redmond, mutuandolo dalla Convenzione sui rifugiati del 1951, non si applica ovviamente alle azioni svolte in acque non territoriali, e tantomeno in acque di paesi terzi, ove ciò avvenga.

Ricordiamo inoltre che il diritto internazionale ha caratteristiche normative estremamente fluttuanti, specialmente ove tocchi la sovranità decisionale dei singoli stati, e sovente basate sulla consuetudine. Dato che la pratica di respingimento ha innumerevoli precedenti, sarebbe facile opporre alle pretese dell’Onu il diritto consuetudinario e chiudere la vertenza sul nascere. Questo dal punto di vista “legale”.

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Ore 12 - L'invasione mondiale dei poveri. Anche l'Italia nel buio del tunnel

pubblicato da Massimo Falcioni

altroAltre sono le notizie che attirano e spingono in alto l’indice dei lettori dei giornali e l’audiences televisivo.

Ma sarà il caso di scendere dalle nuvole e tornare alla realtà, stare con i piedi per terra.

Nel 2009 un miliardo e quattrocento milioni di lavoratori nel mondo saranno ufficialmente “poveri”. Vivranno con (molto) meno di due dollari al giorno. Una cifra che parla da sola, perché equivale al 45% della popolazione attiva che ha un lavoro.

La crisi mondiale, come dimostra l’ultimo ed ennesimo crollo dei mercati di ieri, prosegue il suo corso travolgente: nel 2009 salteranno oltre 50 milioni di posti di lavoro, portando al picco di 210 milioni (7,1% della popolazione attiva) il numero di disoccupati nel mondo.

Sono numeri da capogiro. Ma non propaganda di parte. E’ la realtà disegnata dal rapporto dell’ILO, l’agenzia delle Nazioni Unite per il lavoro.

E’ il risultato del capitalismo e della globalizzazione a senso unico in mano a un manipolo di “burattinai, della supremazia della finanza allegra, falsa e propotente e dell’economia “finta” sulla politica. Che ha abdicato al suo ruolo, rifugiandosi nella torre “liquida” dei suoi privilegi di casta, , allontanando dalle istituzioni i cittadini ridotti al rango di “consumatori” da spremere, restringendo la democrazia.

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Road to Inauguration. N.3: Hillary Clinton, Secretary of State

pubblicato da paolo

Dopo aver parlato di elezioni ufficiali e del Chief of Staff del prossimo Presidente Obama, oggi ci occuperemo di uno dei pezzi da novanta del suo futuro Governo: Hillary Rodham Clinton.

Su Hillary, la sua carriera politica, il suo ruolo come First Lady nella tempesta del Sexgate e il suo controverso carattere si potrebbe scrivere non solo un post chilometrico, ma un libro di centinaia di pagine.

Piuttosto che dedicarci a un veloce quadro biografico (per cui vi rimandiamo alla sempre utile Wikipedia), vediamo di capire quali compiti ha il Segretario di Stato, e quale linea politica intende assumere la Clinton.

Nel descrivere le idee del nuovo Secretary of State possiamo usare un documento freschissimo, ovvero la obbligatoria audizione di conferma che la Clinton ha appena tenuto davanti alla Commissione per gli Affari Esteri del Senato. Vediamo quindi quale ruolo ricoprirà Hillary, e quali sono le premesse della sua azione.

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Reato di immigrazione clandestina: l'ONU e la Chiesa condannano l'Italia

pubblicato da Luca Landoni


Louise Arbour (foto a sinistra), Alto commissario ONU per i diritti umani (ancora per un mese), stavolta ha deciso di andarci giù pesante. Prima ha affermato che “in Europa, le politiche repressive, così come gli atteggiamenti xenofobi e intolleranti, contro l’immigrazione irregolare e minoranze indesiderate, sono una seria preoccupazione”. E poi che “esempi di queste politiche ed atteggiamenti sono rappresentati dalla recente decisione del governo italiano di rendere reato l’immigrazione illegale e dai recenti attacchi contro i campi rom a Napoli e Milano”.

La delegazione italiana non ha tardato a reagire, chiarendo mediante l’ambasciatore Giovanni Caracciolo di Vietri (ma da dove escono i nostri diplomatici, dal medioevo?) che il provvedimento non è ancora passato e comunque non fa altro che ricalcare norme già da tempo operative in molti altri paesi europei (come la Francia, NdG). Ma ancora non si era spenta l’eco della presa di posizione delle Nazioni Unite, che ad essa si univa il Vaticano mediante l’autorevole voce di monsignor Agostino Marchetto (foto a destra).

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Pd e Pdl: niente Africa nei programmi

pubblicato da filippo

E meno male che Veltroni se ne voleva andare a fare il missionario in Africa. Ne hanno già parlato in tanti, ma si può sempre aggiungere qualcosa. In questa campagna elettorale si parla di un sacco di cose interessanti: dal saluto fascista di Ciarrapico, a Boselli che abbandona Porta a Porta, fino al principe Emanuele di Savoia che entra in politica. Ma un accenno ai grandi problemi del sud del mondo?

Eppure anche l’Italia ha sottoscritto nel 2000 l’impegno degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio delle Nazioni Unite, da raggiungere entro il 2015. Qualcuno ne ha sentito parlare? Sappiamo di cosa si tratta? È qualcosa che ci riguarda o no? A che punto siamo?

Si tratta di otto punti che vincolano soprattutto i paesi ricchi del mondo: sradicare la fame e la povertà estrema, raggiungere l’educazione primaria universale, promuovere la parità tra uomo e donna, ridurre il tasso di mortalità infantile, migliorare la salute materna, contrastare l’AIDS, la malaria e altre malattie, assicurare la sostenibilità ambientale, creare una partnership globale per lo sviluppo. Noi a che punto siamo? Molto in basso. Ecco perchè.

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