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Tutti gli articoli con tag neofascismo

Dopo Milano, le ronde nere di Saya sbarcano a Roma

pubblicato da davide f.

naofascismo

Era un pò che non si facevano vedere quelli delle ronde nere, capeggiati dal Caporale Gaetano Saya. Se ricordate, vi avevamo mostrato come i nerorondisti si fossero ispirati nel loro programma a quello ben più noto del Partito Nazionalsocialista - ma tranquilli, sono tornati.

Dopo aver dato spettacolo in una conferenza stampa e aver tentato - invano - una marcia su Milano gli aspiranti neosquadristi con tanto di divisa (emulazionistico-fallita) ci provano con Roma, dove sotto l’occhio un pò distratto delle telecamere si esibiscono in un vero e proprio show. Quasi da cabaret.

Guidati da un Saya (nella foto) in versione ‘front man’ con tanto di sigaro alla Al Kapò, le guardie nere della Guardia Nazionale Italiana passeggiano impassibili per le strade di Roma, fanno il saluto quasi romano e si concedono a flash e interviste. Ma non sottovalutate il loro comandante, Saya.

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Il programma del PNI, promotore delle ronde nere, somiglia tanto a quello del partito di Hitler

pubblicato da davide f.

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Vi ricordate le camicie nere in arrivo per le strade di Milano, e non per carnevale? Bene, mentre i magistrati indagano anche per il reato di ricostituzione del partito fascista, è curiosamente sparito dal sito della Guardia Nazionale il programma ispiratore delle ‘ronde nere’.

Sarà, ma Peacereporter aveva previsto tutto e salvato il programma prima della sua “scomparsa”. Risultato, paragonando il programma del Partito Nazionalista Italiano, quello delle Ronde nere, con quello della NSDAP, il partito nazional socialista di Adolf Hitler, le differenze sono minime.

Non avrà per caso il Nuovo MSI di Gaetano Saya fatto un veloce copia e incolla da qualche sito nostalgico del nazionalsocialismo? Mi sa proprio di si…

Immagine|Peacereporter

Milano, arrivano le camicie nere. Chi sorveglierà le ronde neofasciste?

pubblicato da davide f.

Come segnalato anche dai colleghi di 02, arriva a Milano una versione quanto mai inquietante della “sicurezza fai da te”, le ronde nere. Di chiara ispirazione neofascista, indossano il tipico abbigliamento da balilla: aquila imperiale romana, elmetto, anfibi neri, guanti di pelle, una grossa torcia elettrica di metallo nero e una fascia nera con la “ruota solare”, che ricorda tanto il partito nazionalsocialista.

Così palese la somiglianza squadrista che è stato inevitabile per la procura di Milano aprire un’indagine; si è scandalizzato persino l’estremo centro, ovvero l’Udc, che senza di giri di parole ha riferito:”"Il governo intervenga subito per vietare le ronde nere di militanti neofascisti pronti a farsi giustizia come fossimo nel ‘ventennio’.

Ma chi sono questi fantomatici volontari della Guardia Nazionale Italiana?

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Forza Nuova e le ultradestre europee a Milano: la Moratti non dice niente?

pubblicato da davide f.

Come testimoniato dai colleghi di 02 la domenica di tensione a Milano è passata senza nessuno scontro da registrare e con il prevedibile tam tam di bracci tesi e desideri di crociate cristiano-romano-elleniche da parte del segretario di Forza Nuova, Roberto Fiore (per chi non lo ricordasse il segretario fu uno dei fondatori di Terza Posizione e venne condannato dalla magistratura italiana per banda armata e associazione sovversiva, ma l’Inghilterra, dove era latitante dal 1980, non ha mai concesso l’estradizione).

Contemporaneamente davanti al comune qualche migliaio di persone ha manifestato in nome dell’antifascismo contro questa reunion europea dell’estrema destra e contro il comune, come al solito “distratto” (Moratti e De Corato in testa) quando si parla di prendere posizione rispetto a queste parate.

La questione al centro rimane sempre se sia giusto consentire l’esistenza di un partito che diffonde idee socialmente pericolose _ come per esempio l’idea che l’immigrazione sia causa di gran parte dei problemi italiani, o che le camere a gas non siano mai esistite_ e che è per natura contro la costituzione, o invece sia giusto permettere di esprimersi a tutti, ma proprio tutti.

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Lega Nord, regionalismi e fascismo, Borghezio dixit: "dietro tutto ciò, siamo sempre gli stessi"

pubblicato da davide f.

da http://www.flickr.com/photos/youblob/2728961244/

Lo conosciamo, ne abbiamo di viste scene orribili con protagonista Mario Borghezio, se n’è fatta quasi una triste abitudine. Eppure in questi giorni in cui un governo lontanissimo dalla costituzione e da uno dei suoi pilastri, l’antifascismo, cerca di far passare una legge per equiparare repubblichini e partigiani con un rispetto della memoria storica e del presente pari a zero, le sue parole ad un congresso dover era ospite del movimento francese xenofobo Nissa Rebela paiono quasi coerentemente normali.

Dopo il solito comizio in stile “padroni a casa nostra”, Borghezio è stato sorpreso da Canal Plus (qui il video, il passaggio è intorno al quinto minuto) mentre con esponenti del movimento di destra francese (già accusato oltralpe di ricostituzione del partito fascista) pronunciava queste esatte parole, un suggerimento ai “cugini” su come uscire dall’isolamento politico: “Occorre insistere molto sul lato regionalista del movimento. E’ un buon modo per non essere considerati immediatamente fascisti nostalgici, bensì come una nuova forza regionalista, cattolica, eccetera eccetera…ma dietro tutto ciò, siamo sempre gli stessi”.

Stupefacente? No, d’altra parte sono anni che la Lega è presente a raduni neofascisti in giro per l’Europa, con la differenza che è l’unico partito che sta al governo, gli altri sono una minoranza quasi da estinzione. Uno dei motivi l’ha spiegato il raffinato parlamentare, il “travestimento” localista. Su una cosa mi sbagliavo, lo sanno di governare in un paese antifascista, quindi usano la parola “regionalismo”…

Immagine/Flickr

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Ore 12 - Allarme, i fascisti sono fra noi! A braccetto con alcuni ministri. E Berlusconi tace

pubblicato da Massimo Falcioni

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Antonio Di Pietro taglia corto: “In Italia c’è un fascismo di ritorno. Come volevasi dimostrare: fascisti erano e fascisti sono rimasti e ora siedono anche nelle istituzioni e anelano alla riapparizione di quei periodi bui della nostra storia”.

Incredibile ma vero: almeno 150 mila giovani italiani sotto i 30 anni vivono nel culto del fascismo o del neofascismo. E molti di questi nel mito di Hitler.

Sono dati del libro di Paolo Berizzi “Bande nere, come vivono, chi sono, chi protegge i nuovi nazifascismi” (Bompiani editore), da domani in libreria. Un libro illuminante e inquietante. Con degli scoop che mettono i brividi.

Rivelazioni con preoccupanti contiguità: una recente foto del ministro La Russa in posa con un “camerata” della famiglia mafiosa siciliana Crisafulli, narcotraffico e spaccio di droga a Milano.

C’è anche, in altra pagina, il ministro Ronchi con uno dei fondatori del circolo nazifascista Cuore nero, i “bravi ragazzi” del brindisi all’olocausto.

Il camerata “amico” di Ronchi è Roberto Jonghi Lavarini capo del comitato Destra per Milano (confluito nel Pdl!) e sostiene le “destre germaniche”, il partito boero sudafricano pro-apartheid e si vanta di appartenere alla fondazione Augusto Pinochet.

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Repubblica su neofascisti e destra di governo: a volte ritornano?

pubblicato da davide f.

da kataweb

E’ un’abitudine, la storia italiana lo dice. Pochi paesi al mondo, o forse nessun’altro, hanno visto come l’Italia intrecci così complessi tra politica ed estremismo di destra, nero. E mai come di questi tempi, ad un anno dall’elezione del Berlusconi III, si sono visti tanti casi in cui esponenti di quello che viene definito neofascismo si sono resi protagonisti di manifestazioni, aggressioni, e dichiarazioni violente. A braccetto con esponenti di governo, come La Russa e Ronchi, sostiene Paolo Berizzi di Repubblica in un articolo pubblicato ieri.

Perchè se vanno riconosciuti i passi in avanti di Fini in temi di antifascismo e antirazzismo, soprattutto nella disputa sul diritto alla cura dei clandestini, non si può dimenticare che il ministro della difesa è uno dei più appassionati nostalgici del ventennio all’interno del partito che a breve dovrebbe scomparire, An. Come non si può ignorare che Ronchi, Ministro delle politiche europee, ha avuto rapporti con i gestori di “Cuore Nero”, circolo neofascista aperto da quasi un anno a Milano. Naturalmente è partita subito la polemica politica, che non ha niente di interessante. Come sono scontate le smentite di La Russa e Ronchi, che non rispondono alla vera domanda posta dal servizio di ieri di Repubblica. Quali sono i rapporti tra governo e movimenti di estrema destra?

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Quando il neofascismo è di moda. Forza Nuova su Top Girl

pubblicato da davide f.

neofascismo

Il neofascismo in Italia, non solo è permesso e benvoluto, ma è anche fashion. Lo scopriamo grazie a Top Girl (mensile del Gruppo Mondadori), rivista difficile a pronunciarsi ma letta da migliaia di ragazzine/i che ha pensato bene di lanciarsi in uno speciale sui giovani di Forza Nuova.

La rivista per teenager ha trascorso una giornata con Angelo, Federico e Claudia. E ha scoperto che la nostalgia del duce esiste, ha il volto di ragazzi normali e parla di valori tradizionali: Dio, patria e famiglia. Ma può portare a gesti estremi, come la violenza sugli immigrati e sui “diversi” in genere, corruttori della società italiana. Claudia, per esempio, allo shopping preferisce la caccia agli zingari.

Contorno di questo lucente quanto ignaro servizio sono le foto dei giovani con svastiche, tatuaggi di Mussolini, fasci littori, eccetera. Quanto sono fashion questi ragazzi. Così come mai è stato poco di moda come in questi anni il reato di apologia del fascismo, che purtroppo per gli intervistati esiste ancora. Il meglio comunque l’ha data la direttrice del giornale, Annalisa Monfreda, rispondendo su Facebook alle critiche per la spataffiata pro Forza Nuova e a chi prevede un crollo delle vendite per chi fascista non è. Leggete un pò cosa dice. E’ illuminante.

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Storace: erano di Ciarrapico i manifesti contro Fini

pubblicato da Piero Capponi

Svelato l’arcano. I manifesti affissi a Roma lo scorso ottobre, che ritraevano Gianfranco Fini in posa equivoca, furono una trovata di Giuseppe Ciarrapico, ora collega del leader di An nel Pdl. A spiegare come andarono le cose non è il re delle acque minerali né Fini; bensì Francesco Storace, l’energico leader de La Destra che ai giornalisti ha così spifferato: «Ce lo diciamo qui, tra di noi: il 13 ottobre scorso, quando ci fu la manifestazione oceanica di Alleanza Nazionale, quella dove si moltiplicarono per tre e per quattro i partecipanti, mi chiamò Ciarrapico e mi disse: “hai visto che cosa gli ho fatto?”». Ora si attende cortese smentita.

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Ore 12 - Fascisti, voti e veleni nel Pdl: a che gioco giochiamo Cavaliere?

pubblicato da Massimo Falcioni

altroDato che ci tornano sopra i diretti protagonisti, ci torniamo sopra (malvolentieri) anche noi. Una volta, in tempi di ideologie, di enfasi istituzionale, di retorica politica, di prosopopea civile, si sarebbe detto e scritto: “ahò, qui c’è in gioco la democrazia!”. Appunto: qui c’è in gioco la democrazia.

A che gioco giochiamo? I fatti sono noti e riguardano la candidatura dell’imprenditore ed editore “fascista” romano Giuseppe Ciarrapico (anche ex andreottiano di ferro, ex presidente della Roma calcio) nelle liste del Pdl. Candidatura suggerita a Berlusconi dall’ineffabile “Richelieu” Letta senior (per portar via voti alla destra di Storace e camerati limitrofi), accettata obtorto collo dal sempre stralunato e finto ignaro Fini (definito da Ciarrapico “lo sguattero, uno che in pubblico mi dà del fascista e in privato mi invita a pranzo”), rifiutata dall’acidulo ma verace Bossi.

Candidatura che ha scatenato la sinistra e (anche), con sfumature diverse, il Pd. Berlusconi, cui si può imputare tutto ma non la chiarezza e la…faccia tosta, ha tagliato corto dicendo che Fini sapeva della candidatura e concordava (come sempre) con lui e che soprattutto Ciarrapico, anche se fascista e pluripregiudicato, dispone di giornali importanti e serve quindi per portar voti e per far vincere il Pdl. Capito? Zitti e marciare! Smentite e fraintendimenti non fanno altro che confermare il tutto e intorpidire il quadro.

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