Allarme rosso: per Alessandro Sallusti, Berlusconi è un prigioniero politico. I responsabili, secondo un articolo del direttore del Giornale, naturalmente, sono le orribili toghe rosse di Napoli che, come Di Pietro e D’Ambrosio, cercano di
“screditare Berlusconi proprio mentre i riflettori del mondo sono puntati su di lui, metterlo in difficoltà davanti agli occhi della comunità internazionale.”
L’articolo contiene alcune inesattezze: ad esempio, si parla, ancora, dell’avviso di garanzia del 1994 consegnato a B. durante un G8 a Napoli. Il giorno dopo, la notizia finì sul Corriere della Sera. In realtà, non si trattava di un avviso di garanzia ma di un invito a comparire e a Napoli non c’era un G8 ma un convegno internazionale sulla criminalità. Peraltro, c’è il sospetto che a passare la notizia al giornale fosse stato qualcuno a stretto contatto con il Cavaliere (è l’ipotesi sostenuta da Gianni Barbacetto, Peter Gomez e Marco Travaglio nel libro “Mani pulite”).
Il pezzo di Sallusti contiene anche eleganti giudizi riservati ai magistrati napoletani:
“Ieri la Procura di Napoli ha lasciato intendere che se Berlusconi non si presenterà, le persone incarcerate rimarranno al gabbio. La pratica mi ricorda quella dei terroristi che chiedevano lo scambio tra persone tenute in ostaggio e prigionieri politici.”
Non so se è chiaro. Sulla scia dell’amato Premier (come dimenticare la mitica frase “giudici matti, antropologicamente diversi dal resto della razza umana”?), alcuni magistrati vengono paragonati a dei terroristi. Probabilmente l’articolo di Sallusti non diventerà un caso politico, in fondo Berlusconi dice le stesse cose da 17 anni ed è ancora al governo, fate un po’ voi, ma noi dobbiamo tenerlo a mente. Soprattutto quando dice che l’obiettivo dei pm è mettere in difficoltà B. davanti al mondo.
Purtroppo, sul New York Times è uscito un articolo, intitolato “The Agony and the Bunga Bunga” (riprendendo il titolo di un libro e di un film dedicati a Michelangelo, “The Agony and the Ecstasy”), che ha dell’Italia e di B. una visione leggermente diversa. Seguiteci dopo il salto per scoprire di cosa parliamo…
Continua a leggere: Il Bunga bunga (di nuovo) sul New York Times: ennesima umiliazione per l'Italia

Pochi giorni fa ci eravamo occupati delle primarie per la Camera dei Rappresentanti negli Stati Uniti. Ieri sono arrivati alcuni importanti verdetti: in California, per i Repubblicani, due donne provenienti dal mondo degli affari, Carly Fiorina (ex Hewlett-Packard) e Meg Whitman (ex eBay), hanno vinto le primarie per il Senato (l’altra camera elettiva USA, che si rinnova di un terzo dei suoi componenti ogni due anni) e il Governatorato della California.
Il New York Times pubblica anche una mappa interattiva sui probabili esiti della competizione del 2 Novembre: per la Camera, i democratici avrebbero 164 seggi sicuri e altri 64 “leaning” (tendenti” verso di loro, in cui è probabile una vittoria democratica), i repubblicani invece avrebbero 157 seggi sicuri e altri 20 leaning. 30 sarebbero i seggi incerti. Facendo due conti, ai democratici andrebbero 228 seggi, ai repubblicani 177. La maggioranza è di 218 seggi.
Invece, per quanto riguarda il Senato, sempre grazie al NY Times, ai democratici andrebbero 55 seggi (48 sicuri più 7 leaning), ai repubblicani 43. 6 in seggi incerti. Maggioranza: 51 seggi. La differenza così rilevante tra il numero di deputati e quello di senatori si spiega facilmente: ogni Stato americano elegge un numero di deputati proporzionale alla sua popolazione (la California ha varie decine di deputati, il North Dakota uno), ma elegge sempre e comunque due senatori. California e North Dakota eleggono entrambi due senatori a testa. Questo fu previsto nella Costituzione per garantire i piccoli Stati. Insomma, un altro “balance” della democrazia americana.
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Cominciamo la nostra periodica rassegna dei commenti della stampa straniera sui fatti italiani con un articolo di Forbes in cui la rivista statunitense di economia e finanza ha riportato, facendo proprie, le parole di qualche giorno fa del governatore di Bankitalia Draghi, il quale oltre ad aver propugnato la necessità di un innalzamento dell’età pensionabile, ha sostenuto le ragioni di una riforma degli ammortizzatori sociali:
La percentuale di italiani che riceve il sussidio di disoccupazione, o che si avvale del part-time forzato pur di mantenere l’impiego, è il 40% del totale dei disocupati, mentre in Spagna è il 73% e in Francia il 97%. Mentre gli italiani impiegati nelle grandi aziende manifatturiere possono usufruire della cassa integrazione [in italiano nel testo N.d.T], che gli permette di essere lasciati temporaneamente a casa percependo una parte di stipendio, il settore dei servizi e le piccole industrie non possono avvantaggiarsi di questo schema

Barack Obama, fresco di premio Nobel alle intenzioni, un Nobel evidentemente voglioso di un pò di pubblicità, porta a casa il primo round sulla sanità. E’ stata infatti approvata dalla Commissione Finanze del Senato con 14 voti a favore (tra cui quello della repubblicana Olympia Snowe, ringraziata personalmente dal presidente come sottolinea l’Independent ) e 9 contrari, la legge sulla riforma sanitaria.
Dopo il voto il presidente americano non ha nascosto la sua soddisfazione, sentendo avvicinarsi un traguardo che sarebbe storico, ovvero una riforma sanitaria che vede interessate milioni di persone:
Oggi siamo più vicini di quanto lo sia stato chiunque altro prima di noi a portare a termine la riforma. Quello approvato oggi non è un testo perfetto e manca molto lavoro da fare ma questo voto ci ha portato molto vicini all’obiettivo che ci siamo posti.
Immagine|Flickr
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La bocciatura del Lodo Alfano da parte della Corte Costituzionale ha inevitabilmente attirato l’attenzione di pressochè tutti i media del mondo. Nel seguito ampi estratti dei tre migliori articoli di questi giorni, più una lista di dieci “consigli di lettura”.
Il britannico Times si è espresso con particolare durezza, in un editoriale intitolato “Italian Gothic“:
Berlusconi può restare al potere solo se i suoi alleati lo appoggiano, ma sarebbero folli a farlo. La disintegrazione della litigiosa sinistra ha convinto molti elettori che non c’è alternativa a Berlusconi, se l’Italia vuole schierare un governo in grado di tirarla fuori dalla grave crisi economica attuale. Berlusconi può quindi immaginarsi di essere ancora discretamente popolare. E’ la classica illusione di un uomo che è stato persuaso dalla sua stessa propaganda
Continua a leggere: Rassegna stampa estera: Berlusconi e Lodo Alfano bocciati

È iniziata da pochi minuti il live blogging di Paolo Biondani dal palazzo della Consulta dove si sta decidendo la correttezza del Lodo Alfano. Presenti in aula quasi 50 giornalisti, italiani e stranieri. Alle 9.38 sono stati fatti accomodare fuori dall’aula fotografi e cronisti televisivi.
9.59 Stando a quanto riportato in home page dal Corriere della Sera è possibile che la decisa prevista oggi dalla Consulta slitti di una settimana.
Continua a leggere: Consulta sul Lodo Alfano, si attende la decisione nel pomeriggio
Silvio Berlusconi vuol fare l’americano ma negli Usa salgono le quotazioni dell’alleato/amico/nemico Gianfranco Fini.
Il New York Times, mai tenero con il Cav di Arcore, adesso incensa il nostro presidente della Camera: “Uno dei politici italiani più interessanti, con un piglio da statista”.
Quasi una investitura d’oltre Oceano! Anche se il grande quotidiano americano ricorda “l’ex fascista che nei primi anni Novanta aveva un busto di Mussolini esposto nel suo ufficio”.
Tant’è. Ma l’acqua corre sotto i ponti. E tutto si trasforma.
Specie in Italia, dove “evoluzionismo” (politico) fa rima con trasformismo. Dove i voltagabbana abbondano, non dopo reale travaglio e autocritica, ma per rimanere sempre in piedi. O meglio, attaccati alla poltrona.
Forse, a breve, si capirà meglio il percorso di Fini, la sua evoluzione politico-ideologica: cosa vuole davvero e dove vuole andare.
“Il futuro della libertà” è il libro appena scritto dal number two del Pdl, fra un mese in edicola per i tipi della “nemica” Rizzoli (mica la Mondadori del Cav!): un manifesto che chiarirà il Fini pensiero. Almeno si spera.
Chissà come sarà contento Berlusconi!

Barack Obama ha prorogato di un anno l’embargo commerciale contro Cuba, contenuto all’interno della Trade with enemy act, una consuetudine per tutti i presidenti dagli anni 60′. Niente di nuovo nell’atteggiamento rispetto all’America Latina, insomma.
Come sottolineato dal New York Times la decisione era prevedibile, nonostante le recenti anche se minime aperture.
Certo è che per chi si aspettava un cambio di rotta deciso dell’amministrazione Obama, la conferma dell’embargo unita all’atteggiamento ambiguo mostrato nel concreto verso il golpe in Honduras deludono non poco.
Continua a leggere: Obama rinnova per un altro anno l'embargo contro Cuba
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E’ un’ Obama deciso, battagliero, quasi arrabbiato quello che si presenta al Congresso (il video dell’intervento qui sopra da msnbc tv) , che sferza con parole chiarissime il parlamento:
“Non sono il primo presidente a provarci ma voglio essere l’ultimo. L’America è l’unica democrazia avanzata, è l’unica nazione ricca, che si trova in condizioni così penose. Dove le assicurazioni ti possono revocare ogni assistenza col pretesto di una malattia pre-esistente; o perché hai perso il lavoro.”
Continua a leggere: Obama all'attacco: "Assistenza sanitaria per tutti"

Il fatto che il presidente del consiglio abbia fatto richiesta di danni, oltre che a Repubblica (per le 10 domande), a numerosi giornali stranieri avrà prevedibilmente l’effetto di una bomba H sui media internazionali, provocando una ridda di commenti.
Già nella prima giornata infatti il numero di articoli pubblicati è altissimo: vediamo dunque le prime reazioni a caldo. Il premio per il miglior titolo va in my humble opinion al sito statunitense gawker.com: “Berlusconi fa causa a ogni giornale europeo che non possiede“:
Il primo ministro italiano Silvio Berlusconi ha fatto causa a un quotidiano di sinistra in Italia, oltre ad altri in Francia e in Spagna, e ne ha adocchiati un paio in Gran Bretagna. Perché? Perché continuano a porgli domande calunniose riguardo alla sua ridicola vita privata! (..) Silvio, sappiamo che le leggi sulla diffamazione sono molto meno amichevoli qui negli USA che nella maggior parte d’Europa, ma comunque: sei un puttaniere moralmente corrotto con un debole per le minorenni! Tu, il primo ministro italiano Silvio Berlusconi, paghi per fare sesso con prostitute quando non stai dormendo con minori!