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Berlusconi, italiano "tipo"? Newsweek: "Il Cav non un vecchio ciarlatano qualsiasi. Vi mancherà"...

pubblicato da il passator cortese

Stavolta Newsweek prende due piccioni con una fava. Almeno ci prova, impietosamente e, forse, dimenticando tratti importanti della storia dell’Italia e degli italiani. L’equazione del settimanale americano è semplice: Berlusconi uguale popolo italiano, italiani tali e quali il Cavaliere.

Dal titolo di copertina dedicato all’ex premier di casa nostra si capisce l’aria che tira: “Not just any old charlatan”, non un vecchio ciarlatano qualsiasi. Da qui, la grandinata, non proprio benevola, sugli italiani.

Agli italiani, scrive il settimanale americano, Berlusconi mancherà, perchè rispecchia la loro essenza. “Ne sentiranno la mancanza, quando sarà andato. Perché anche se pochi italiani sono disposti ad ammetterlo, Silvio Berlusconi è uno di loro, alla quintessenza. Nel bene o nel male la sua partenza lascerà una ferita sulla psiche nazionale. Berlusconi non è rimasto al potere grazie alla sua ricchezza o alla sua influenza mediatica. La sua vera risorsa sta nel riuscire a tentare una popolazione e indurla a credere di poter vivere la sua ‘dolce vita’ (un equivalente del sogno americano) di prosperità con l’aggiunta di signorine vestite succintamente”. E l’articolo, prima di passare in rassegna le opinioni di diversi editorialisti italiani, prosegue così: “Berlusconi non è un vecchio ciarlatano qualsiasi. È colui che ha permesso per quasi due decenni agli italiani di avere la sensazione di poter ingannare tutto e tutti, dalle tasse alle moglie, tranne se stessi”.

Che ne dite, italiani?

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Speciale rassegna stampa estera: Berlusconi contro La Repubblica, i giornali stranieri, L'Avvenire, Il Vaticano...

pubblicato da Giulio Mattioli


Il fatto che il presidente del consiglio abbia fatto richiesta di danni, oltre che a Repubblica (per le 10 domande), a numerosi giornali stranieri avrà prevedibilmente l’effetto di una bomba H sui media internazionali, provocando una ridda di commenti.

Già nella prima giornata infatti il numero di articoli pubblicati è altissimo: vediamo dunque le prime reazioni a caldo. Il premio per il miglior titolo va in my humble opinion al sito statunitense gawker.com: “Berlusconi fa causa a ogni giornale europeo che non possiede“:

Il primo ministro italiano Silvio Berlusconi ha fatto causa a un quotidiano di sinistra in Italia, oltre ad altri in Francia e in Spagna, e ne ha adocchiati un paio in Gran Bretagna. Perché? Perché continuano a porgli domande calunniose riguardo alla sua ridicola vita privata! (..) Silvio, sappiamo che le leggi sulla diffamazione sono molto meno amichevoli qui negli USA che nella maggior parte d’Europa, ma comunque: sei un puttaniere moralmente corrotto con un debole per le minorenni! Tu, il primo ministro italiano Silvio Berlusconi, paghi per fare sesso con prostitute quando non stai dormendo con minori!

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La vera immagine dell’Italia all’estero e gli italiani auto-razzisti

pubblicato da Giulio Mattioli

Gli italiani sono un raro caso di popolo auto-razzista, con manifesti complessi di inferiorità verso quasi ogni altro paese occidentale. Per questo il giudizio degli stranieri è sempre tenuto in grande considerazione e i nostri media fanno da cassa di risonanza ad ogni sentenza negativa pronunciata dai grandi quotidiani stranieri. Salvo poi sorprendersi quando, per una volta, il giudizio sul nostro governo è (quasi) positivo, ed imbastirci sopra furiose (quanto assurde) polemiche agostane.

Tuttavia l’immagine del nostro paese all’estero è prodotta da molti media, non solo dai sopravvalutati settimanali economici statunitensi. Prendiamo ad esempio NEON, mensile tedesco senza troppe pretese ma brillante, con un target prettamente giovanile. Una rivista di cui non sentireste mai parlare, se non vi capita di bazzicare spesso la Germania. Ebbene questo mensile sbarazzino se ne esce con una mini inchiesta-viaggio attraverso l’Italia che, nel suo piccolo, è capace di distruggere qualsiasi apprezzamento Newsweek possa mai aver fatto sul governo Berlusconi IV.

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Corrispondente-fantasma, Colombo è recidivo

pubblicato da fc

Se il nostro mitico caporedattore - fortunatamente in vacanza a godersi sole e mare su qualche spiaggetta della Penisola - scoprisse che sono ritornato per la seconda volta a pochi giorni di distanza sullo stesso argomento, peraltro non certo di primo piano, chissà come reagirebbe. Ma, dopo aver letto l’editoriale di Furio Colombo stamani in prima pagina sull’Unità, non si poteva stare con le mani in mano. E’ l’ennesima conferma: Furio è recidivo. Sarà l’età, sarà che ultimamente non gliene va bene una, sarà la pesate sconfitta elettorale di aprile che ancora gli pesa. E poi, ammettere una gaffe non è proprio il suo forte. Quindi, oggi, ritorna sulla questione del corrispondente-fantasma regalandoci l’ennesima lenzuolata di banalità.

Il problema è semplicissimo: a Colombo quell’editoriale del Newsweek di qualche giorno fa in cui si loda l’operato del Cavaliere non è affatto piaciuto. Quale arma migliore per screditare il pezzo se non quella di attaccare direttamente chi lo ha scritto? Per Colombo quell’articolo, prima di tutto, “non rappresenta l’opinione di quel grande Paese lontano” in quanto “l’autore dell’elogio, italiano, sta in Italia”. Barigazzi (che ha firmato il fondo “Miracolo in 100 giorni”) - secondo l’ex senatore ulivista - ha “eseguito un ordine ricevuto, da portare a termine, ripetendo frase per frase i testi del dottor Bonaiuti”.

E questa potrebbe essere un’opzione. La veri tesi di Colombo, infatti, come noto, è ancora più spettacolare: l’autore non esiste, “è un falso”. In Rete - dice oggi ripetendo quel che aveva solo accennato domenica - “risulta un medico bolognese del Sedicesimo secolo”. Cosa lo porta a sostenere ciò? Tre cose. Uno: non c’è traccia di tale Barigazzi nella gerenza del giornale; due: l’ufficio di corrispondenza di Parigi sostiene che Newsweek non abbia corrispondenti italiani; tre: alla associazione Stampa Estera di Roma non lo conosce nessuno. Peccato che Paolo Bracalini del Giornale ci abbia anche parlato. E non era certo una seduta spiritica.

Le pagelle del mercoledì

pubblicato da Massimo Falcioni

Sandro Bondi: miracolati e storditi. Voto + 8. Il ministro per i Beni e le attività culturali Sandro Bondi, al PalaLexus di Cortina: “Il successo di Berlusconi ha fatto perdere il senno a molte persone. Newsweek è uscito con un titolo sul miracolo dei primi 100 giorni del governo e Furio Colombo, sull’Unità, sostiene che chi ha fatto l’articolo non esiste”. Non è la prima volta che il quotidiano del Pd scambia lucciole per lanterne.

Walter Veltroni: sotto tiro. Voto – 9. Ecco nel Pd i fuochi d’artificio del dopo ferragosto. Il primo a lanciarli contro Veltroni è Arturo Parisi che attacca il segretario a tutto campo: “Da Veltroni troppo poco e troppo tardi. Così, dalla schizofrenia, gli elettori democratici rischiano di precipitare nella depressione. Il tempo del “ma anche” è scaduto”. Parte l’autunno caldo. Ma non contro il governo. La fibrillazione è dentro il Pd.

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Colombo e il corrispondente-fantasma ... bastava leggere Linkedin

pubblicato da fc

Chi è Jacopo Barigazzi, l’articolista del Newsweek reo di aver promosso i primi 100 giorni di Berlusconi? Per Furio Colombo, già direttore dell’Unità, si tratta di uno pseudonimo: “Se cercate in rete troverete che Jacopo Barigazzi è l’autore di un trattato sulle fratture del cranio pubblicato nel 1518″.

Ecco perchè le lodi del settimanale americano al Cavaliere vengono subito etichettate da Colombo come “un miracolo tra i tanti del nostro padrone”. In realtà, secondo l’editorialista del quotidiano fondato da Gramsci, Berlusconi il pezzo se lo è scritto da solo: il giornalista non esiste, è un “corrispondente fantasma”, come si sono affrettati a chiamarlo tutti i giornali dopo la gaffe di Colombo.

Eppure, ancora oggi, c’è chi, in rete, pensa davvero che Jacopo Barigazzi sia solo un fantomatico medico del sedicesimo secolo. Bastava leggere Linkedin, come abbiamo fatto noi, per scoprire che il cronista che ha firmato il pezzo “Miracolo in 100 giorni” è un giornalista a tutti gli effetti e, al momento, non solo lavora per Newsweek ma anche per la nostra Adnkronos.

Le pagelle del mercoledì

pubblicato da Massimo Falcioni

Silvio Berlusconi: miracolo made in Italy. Voto + 9. Non è una nuova bordata contro l’Italia. Anzi! Scrive Newsweek: “Nei suoi primi 100 giorni Berlusconi ha fatto l’impossibile: mettere ordine in questa nazione apparentemente ingovernabile. Il premier ha dato prova di risolutezza soprattutto nella crisi dei rifiuti a Napoli e contro la criminalità. Ma, quello che gli italiani vogliono realmente è la stabilità economica, per la quale il pugno di ferro su rifiuti e immigrazione potrebbe non bastare”. Italia, dalle stalle alle stelle? Poi l’autorevole settimanale Usa non sa che sono quasi tutti gli italiani a fare miracoli per arrivare con il loro stipendio a fine mese.

Sindacati: vergogna! Voto – 9. Trenitalia licenzia 8 dipendenti: uno timbrava per tutti. Nell’officina di piazza Giusti a San Fruttuoso di Genova, il capoufficio sorprende un operaio mentre timbrava i cartellini dei sette colleghi, in procinto di salire su un treno per tornare a casa in anticipo. Dopo un mese dalla denuncia, per gli otto lavoratori è scattato il licenziamento senza preavviso. Proteste dei colleghi perché ritengono sproporzionata la punizione. I sindacati accusano il ministro Brunetta perché le sue campagne contro i fannulloni avrebbero influenzato la decisione di Trenitalia. La Cgil ha fatto ricorso contro i licenziamenti. No comment.

Newsweek elogia Berlusconi: "Miracolo in 100 giorni"

pubblicato da fc

Ok, bisogna essere coerenti: gli osservatori internazionali o ci piacciono o non ci piacciono. Non possono essere di nostro gradimento solo quando parlano bene di noi. Il Pdl, di questo, prenda nota. Perchè succede, oggi pomeriggio, che le agenzie battono la traduzione di un pezzo di Newsweek sul governo Berlusconi dal titolo “Miracolo in 100 giorni” ed è subito pioggia di dichiarazioni di esultanza da parte dei peones forzisti pronti a bacchettare l’opposizione: avete visto come si parla bene di noi all’estero? strumentalizzando, così, quei giornali definiti fino a due giorni fa poco obiettivi o, nel peggiore dei casi, “mistificatori della realtà”.

Il settimanale americano, nella sostanza, dice che Berlusconi, nei suoi primi 100 giorni al potere ha compiuto l’impossibile: “ha stabilito un controllo su questa apparentemente ingovernabile nazione a un livello senza precedenti nella moderna storia italiana”. Cita, quindi, a titolo esemplificativo il caso dei rifiuti di Napoli e il pugno fermo in materia di sicurezza nella lotta alla criminalità. Spiega, così, che in Italia il premier “ha un’approvazione del 55%, superiore a quella di Gordon Brown in Gran Bretagna, Nicolas Sarkozy in Francia e Josè Luis Rodrìguez Zapatero in Spagna”.

Eppure, secondo Newsweek, Berlusconi “deve ancora trovare il modo di mantenere le sue promesse di tagliare le tasse o stimolare la crescita perchè agli italiani interessa “la stabilità economica”. E, per questo, “eliminare la spazzatura e perseguitare gli immigrati non sarà sufficiente” dato che al momento - fa notare il settimanale - “pagano le tasse più alte d’Europa e hanno i salari più bassi”. La vera popolarità del premier, insomma, si potrà misurare realmente solo tra qualche tempo. Ecco perchè “miracolo”, forse, non è la parola giusta.