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Tutti gli articoli con tag newt gingrich

USA 2012 - Rick Santorum vince in Mississippi e Alabama

pubblicato da Alberto Puliafito

Rick Santorum vince in Mississippi e Alabama

Rick Santorum ha vinto in Alabama e in Mississippi. Un colpaccio che ora qualcuno si affretterà a sostenere come prevedibile, ma che in realtà non lo era affatto, vista non tanto la popolarità di Romney quanto le ottime possibilità che avrebbe dovuto avere Newt Gingrich nei due stati del sud. Che però, dovendo scegliere fra un conservatore e un super-conservatore, hanno preferito il secondo.

In Alabama Santorum ottiene il 34,5% dei voti (17 delegati), Newt Gingrich il 29,3% (12 delegati, per ora) e Mitt Romney, terzo ma “a punti”, dato importante in questa guerra matematica, il 29,0% (10 delegati). Al computo mancano 11 delegati, che verranno calcolati sulla base dei risultati nei vari distretti.

Stessa musica in Mississippi, dove però Romney poteva contare su tre delegati “non-bound” e così ne ottiene 14, nonostante sia terzo con il 30,3%
Al primo posto ancora Santorum con il 32,9% (13 delegati), al secondo Newt Gingrich con il 31,3% (12 delegati).

Le percentuali del Mississippi dimostrano, una volta di più, quanto sia spaccato l’elettorato repubblicano.

Ma, nonostante sia una scarsa perdita numerica per Gingrich in termini di delegati, il doppio appuntamento mancato con la vittoria, suggerisce il futuro a breve termine di questa corsa alla nomination come una lotta a due: Romney contro Santorum. Accadrà presto, è quasi inevitabile.

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USA 2012 - Primarie e caucus in Mississipi, Alabama, Hawaii e Samoa

pubblicato da Alberto Puliafito

Rick e Karen Santorum al Super Tuesday

Nuova giornata di voto negli States, per la corsa alla nomination dei Repubblicani: il 13 marzo 2012 tocca alle primarie in due stati del sud, Alabama (50 delegati) e Mississippi (40 delegati) e a due caucus “minori”, nelle Hawaii (20 delegati) e nelle Samoa Americane (9 delegati).

Secondo gli spin doctor di Mitt Romney, il loro candidato non otterrà i 1144 delegati necessari per la nomination prima dei prossimi due mesi. E così, ogni voto diventa importante, anche perché sul fronte dei conservatori l’elettorato si dividerà, fatalmente, fra Rick Santorum e Newt Gingrich, che non ha nessuna intenzione di mollare la competizione anche se il cattolicissimo Santorum ha provato in qualche modo a convincerlo, per vedere cosa succederebbe se l’elettorato più a destra del popolo repubblicano non dovesse dividersi fra due candidati ma ne avesse solamente uno da scegliere.

Non lo sapremo, per ora. Sappiamo però che Santorum ha cominciato a opporsi non solo al fatto che una vittoria così tristemente matematica di Romney è l’anti-narrazione americana per eccellenza, ma anche al fatto che la matematica sia davvero tutta dalla parte dell’ex governatore del Massachussets.

E l’idea di una open convention - per convenienza, ovvio - non sembra così peregrina. Vista da fuori, è ancora un’ipotesi di fantapolitica.

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Super Tuesday 2012 - Risultati: Romney vince, Santorum si rafforza

pubblicato da Alberto Puliafito

Mitt Romney

Il Spuer Tuesday 2012 consegna alle cronache delle primarie dei Repubblicani un verdetto complesso, che non fa che confermare che la corsa alla nomination per USA 2012 sarà uno stillicidio. E consegna anche a Mitt Romney una brutta immagine, difficile da togliersi di dosso: quella del vincitore perdente.

Con l’Ohio ancora in bilico anche alle 9.13 italiane, dopo quasi nove ore dalla chiusura dei seggi, e Mitt Romney che sembra prevalere leggermente su Rick Santorum e che, verosimilmente, lo batterà sul filo di lana, la lettura che si può dare è quella che emergeva già durante la lunga notte elettorale.

Mitt Romneyvince, Rick Santorum è diventato un candidato forte. Fra chi resta, Ron Paul e Newt Gingrich non hanno davvero altri motivi per andare avanti, anche se Gingrich si è aggiudicato la vittoria nella sua Georgia.

In definitiva, conti alla mano Romney ha conquistato una larga vittoria in Massachussets (72%) e Idaho (73%) . Ha vinto senza entusiasmare in Vermont (39%) con Ron Paul a soffiare ala seconda piazza a Santorum, ha battuto lo stesso Paul nel ballottaggio a due in Virginia (59,5%). Vince in Alaska, di misura (32% contro il 29% di Santorum), si avvia verso la vittoria anche in Wyoming. E, appunto, sembra prendersi al fotofinish l’Ohio.

Santorum invece vince (senza percentuali bulgare) in Tennessee (37% contro il 28% di Romney), in Oklahoma (33,8% contro il 28% di Romney) e in North Dakota (39,7%, ma la seconda piazza è per Ron Paul, 28,1%).

Insomma, un 6-3 con Gingrich a fare da terzo incomodo. Ma Romney non può davvero dichiararsi soddisfatto: i commentatori U.S.A., durante la nottata, erano durissimi nel rilevare come il favorito abbia dovuto tenere un discorso (di cui abbiamo dato un breve resoconto, così come dei discorsi di Santorum e Gingrich) senza poter essere entusiasta dei risultati e dovendo esultare, ma con un’esultanza che in realtà voleva dire «We have three States, and counting…», quando invece ci si aspettava che i terreni di scontro fossero minimi e che l’Ohio potesse, in definitiva, trasformarsi in una formalità.

Gallup - I sondaggi del 6 marzo 2012 Così, Romney si trova di fronte ad un paradosso: quello di aver oggettivamente vinto il Super Tuesday (per numero di delegati e per numero di stati) ma di essere oscurato dalla buona performance muscolare di Santorum. Lui stesso lo ha confermato, dicendo durante il breve speech a Boston:

«Oggi facciamo un po’ di conti. Contiamo i delegati».

La matematica senza appeal politico ma dai verdetti inappellabili è dalla sua parte. Santorum potrà crescere in popolarità, ma finché Romney continuerà a racimolar delegati anche dove perde, sarà lui il vincitore. Una vittoria da pallottoliere che agli americani, appassionati di storie epiche, difficilmente potrà piacere fino in fondo.

La prova? Risiede in quei sondaggi Gallup di ieri. Che vedono Romney favorito su scala nazionale, con largo vantaggio ma in discesa; Santorum in ascesa; il paradosso: è Rick Santorum ad avere più possibilità di battere Barack Obama (comunque, dato per perdente 50%-43%), secondo gli elettori repubblicani. Romney è dato perdente certo (52%-43%).

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Mitt Romney vince anche in Nevada

pubblicato da Alberto Puliafito

Mitt Romney vince in Nevada

USA 2012 - Mitt Romney (nell’immagint TM News accanto alla moglie) cancella gli spettri della sconfitta, tiene lontano il diretto inseguitore Newt Gingrich e si porta a casa la terza vittoria, nei caucus in Nevada. Il divario è tale per cui anche se non sono stati assegnati tutti i delegati non c’è possibilità che Gingrich rimonti. La vittoria di Romney gli assicura perlomeno 10 delegati. Gli altri non rimangono a bocca asciutta: 4 per Gingrich, 3 per Ron Paul, 2 per Rick Santorum, ne restano ancora 9 da assegnare.


Ma intanto, la vittoria per Romney è assicurata - nessun rischio di cantar vittoria e poi essere sconfitti come in Iowa, insomma - e ora il suo ruolo di favorito per la sfida a Barack Obama si sta consolidando, anche se Gingrich ha smentito le voci che lo volevano prossimo al ritiro (insomma, 3 stati su 5 non sono ancora sufficienti, per Gingrich).

Dal canto suo, Romney nel suo ultimo discorso non ha rivolto alcun messaggio agli altri concorrenti repubblicani: si è concentrato solo sul suo obiettivo primario, Obama. E ha rassicurato gli elettori del Nevada che hanno rinnovato la fiducia espressa già nel 2008 all’ex governatore del Massachussets:

«Non è la prima volta che mi date la vostra fiducia. E questa volta la porterò alla Casa Bianca».

Il mese di febbraio sembra essere favorevole a Romney per affrontare il Super Tuesday di marzo con in tasca anche il Colorado e il Minnesota (7 febbraio) e il Maine (i caucus sono già iniziati, termineranno l’11 febbraio). Superato indenne questi appuntamenti, il 6 marzo potrebbe diventare solo una formalità e chiudere definitivamente i giochi.

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USA 2012 - Nevada caucus, Mitt Romney in testa nei sondaggi

pubblicato da Alberto Puliafito

Nevada Caucus 2012

USA 2012 - Il 4 febbraio è il giorno dei caucus in Nevada, un altro appuntamento chiave per le primarie Repubblicane che spalancheranno a uno dei candidati le porte delle presidenziali di novembre.

Secondo l’ultimo sondaggio condotto dal Survey Center dell’Università del Nevada a Las Vegas, Mitt Romney (che ha incassato anche l’endorsement di Donald Trump) si conferma ancora in testa nei sondaggi: il 45% degli intervistati ha confermato il proprio appoggio all’ex governatore del Massachussets che tenta di prendere il largo con il terzo successo. Segue Newt Gingrich, distanziato di ben 20 punti percentuali (ma in crescita). Poi Rick Santorum (11%) e Ron Paul (9%). Gli indecisi sarebbero circa il 9%: fra di essi dovranno cercare di trovare consensi gli avversari di Romney.

Quattro anni fa, nel 2008, il favorito vinse le primarie in Nevada con il 51% delle preferenze (cosa che non gli portò bene per il risultato finale). Se Romney dovesse confermare il risultato, superando il 50% delle preferenze, questo significherebbe che avrebbe finalmente trovato il consenso dei conservatori. Ma il Nevada non è quello di 4 anni fa. Se nel 2008 il tasso di disoccupazione era del 5,5%, ora si è saliti al 13% e anche i candidati repubblicani dovranno fare i conti con uno stato estremamente scontento della politica (e in particolare di quel Presidente Obama che, nel 2008, venne preferito anche in Nevada a John McCain).

Naturale, dunque, che i Repubblicani vedano nello stato un importante punto di partenza.

I mormoni (un quarto dell’elettorato locale) dovrebbero concentrare i propri voti dei caucus su Romney. Per Ron Paul - che pure sembra intenzionato a continuare anche negli altri Stati - il Nevada sarà una specie di ultima spiaggia. Poi c’è l’incognita dei Tea Party: a loro si rivolgono, in particolare, Santorum e Gingrich. Il primo attacca duramente: «uno schiaffo in faccia ai Tea Party», dice una sua pubblicità a proposito del sostegno al salvataggio di Wall Street da parte di Gingrich.

Eppure, secondo quanto ha detto al New York Times Jeri Taylor-Swade, una delle organizzatrici del Tea Party a Las Vegas (nell’immagine © TM News), molti, fra gli attivisti, sono ancora fedeli proprio a Gingrich. Ma fino a quando?

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Usa 2012 - Romney vince in Florida, Gingrich non molla

pubblicato da Alberto Puliafito

Mitt Romney vince in Florida

Usa 2012 - Primarie in Florida - Mitt Romney si porta a casa il suo secondo successo personale, dopo quello in New Hampshire, e comincia a pensare in grande e a cercare di convogliare l’attenzione dell’opinione pubblica - almeno quella Repubblicana, per ora - sul fatto che la sua sia una leadership indiscussa:

«Le primarie competitive non ci dividono, ci preparano. E vinceremo. La mia leadership porrà fine all’era di Obama e sarà l’inizio di una nuova era di prosperità americana».

Parole che non fanno i conti con i numeri e con le intenzioni degli avversari.

Risultati Florida 2012

E’ vero, in Florida Romney ha vinto con un buon margine, e quello della penisola meridionale era il voto con il maggior numero di elettori fino a questo momento. Ma attualmente, colui che si proclama già come l’anti-obama può contare solamente su 71 delegati conquistati nelle quattro votazioni che si sono già tenute. Fra gli avversari, Newt Gingrich è a quota 23, Rick Santorum a 13 e Ron Paul a 3. Sembrerebbe fatta, non fosse che - dettaglio affatto trascurabile - per avere la nomination in tasca occorre ottenere 1.144 delegati. Quelli assegnati fino ad ora sono una piccola frazione, e dunque il tono trionfalistico di Romney appare giustificato più da ragioni propagandistiche che dai fatti.

Dal canto loro, gli altri candidati non hanno espresso intenzione di ritirarsi e sono già pronti per i prossimi due appuntamenti: i caucus in Nevada e quelli in Colorado (4 e 7 febbraio). Con gli occhi puntati al super tuesday di marzo: il 6 si voterà in ben 11 stati. Probabilmente, per allora, un verdetto più significativo verrà attribuito anche dai numeri e non solo dalle parole.

Foto | © TM News

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USA 2012 - Newt Gingrich vince le primarie in South Carolina

pubblicato da Alberto Puliafito

Newt Gingrich ha vinto in South Carolina

Usa 2012: è Newt Gingrich a vincere le primarie in South Carolina. Se non fosse che lo si era definito favorito dopo l’ultimo dibattito, il risultato sarebbe quasi una sorpresa. Invece non lo è, se non nei numeri. Perché se prendiamo in considerazione i numeri, la vittoria di Gingrich diventa addirittura schiacciante: ottiene 23 delegati con 243.153 voti (pari al 40,4% del totale). Mitt Romney si deve accontentare del 27,8% (167.279 voti). Terza piazza per Rick Santorum (102.055 per il 17%), quarta per Ron Paul (77.993, 13%).

La situazione delle primarie Repubblicane è dunque estremamente fluida: tre vittorie per i primi tre Stati al voto, segno che gli elettori repubblicani non sono affatto convinti a proposito del nome che dovrà fronteggiare Obama alle Presidenziali. In Iowa, dopo il riconteggio, la vittoria è stata assegnata a Rick Santorum e dopo la sconfitta in South Carolina, quello che doveva essere il favorito nazionale si trova solamente ad aver ottenuto un risultato utile su tre, quello in New Hampshire.

Romney ha cercato di minimizzare: «Ho sempre detto che vincere in South Carolina sarebbe stata un’impresa, per un ragazzo del Massachussets». E non poteva fare altrimenti: d’altro canto, anche nella scorsa tornata il South Carolina gli fu estremamente ostile: si piazzò appena quarto, nel 2008. La cosa paradossale è che il mormone del Massachussets perde consensi negli stati più conservatori perché passa per moderato e, verosimilmente, anche per la confessione religiosa. Ma non solo. A fronte di una campagna meglio organizzata e più ricca (la più ricca in assoluto fra i repubblicani), che gli consente di essere in corsa con buone speranze in tutti gli stati, Romney ha mostrato il fianco nel corso dei dibattiti, esibendosi in performance poco convincenti. Dall’altro lato, invece, Gingrich, che ha un’organizzazione meno sistematica alle spalle, ha ribaltato, proprio nei dibattiti, gli scandali che riguardavano il suo secondo matrimonio, utilizzandoli per attaccare la stampa. Ed ha convinto alla grande gli elettori di uno degli stati più conservatori dell’unione.

Santorum e Paul stanno a guardare. Ma prima o poi, verosimilmente, lasceranno. E la cosa potrebbe non essere una buona notizia per Romney, che potrebbe trovarsi a fronteggiare, anche negli stati in cui è favorito, un avversario che gode del favore di tutti gli ultra-conservatori, una volta che Santorum sarà più in corsa.

Ora si vola in Florida: è il prossimo appuntamento, l’ultimo del mese, il 31 gennaio. Secondo i sondaggi di USA Today (ultima rilevazione il 18 gennaio) Romney è ampiamente in testa. Ma lo era anche in South Carolina.

Primarie Florida 2012 - I sondaggi del 18 gennaio

[Lo speciale USA 2012 di Polisblog]
Foto | © TM News
Risultati dal NYTimes

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USA 2012 - Primarie in South Carolina. Newt Gingrich favorito, nonostante il caso "open marriage"

pubblicato da Alberto Puliafito

Newt Gingrich, favorito in South Carolina

Primarie in South Carolina: mancano poche ore all’esito del voto, e pare proprio che l’incertezza domini fra gli elettori repubblicani. Anche se c’è ufficialmente un favorito: si tratta di Newt Gingrich, che ha schiantato con un recupero incredibile l’altro favorito, Mitt Romney, per il quale le cose sembrano non andare affatto per il verso giusto.

Tanto per cominciare, c’è il caso-Iowa. Nel testa a testa che aveva visto Romney protagonista con Santorum, con il primo a sopravanzare il secondo di appena 8 voti, è nato un giallo. E alla fine il riconteggio dei voti ha stabilito che è stato Santorum a vincere, per 34 preferenze. Questo, per ora, non cambia la sostanza delle primarie repubblicane ma sicuramente cambia il racconto che se ne può fare, permettendo al candidato iper-conservatore Rick Santorum di dire di aver battuto Romney.

Poi, il ritiro di Rick Perry e i sondaggi favorevoli a Gingrich hanno fatto il resto. E, paradossalmene, anche lo scandalo occorso all’ex presidente della Camera a un giorno dal voto si è rivoltato a suo favore.

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USA 2012 - Le primarie in South Carolina

pubblicato da Alberto Puliafito

Primarie South Carolina USA 2012

Domani, 21 gennaio 2012, si terrà in South Carolina il terzo appuntamento del 2012 - il penultimo di gennaio - con le Primarie Repubblicane per la corsa alla Casa Bianca (il calendario), prima dell’ultimo appuntamento del mese, previsto per il 31 gennaio, in Florida. Si tratta delle primarie in South Carolina, probabilmente uno degli stati più conservatori degli U.S.A. (come vedete nell’immagine, uno scatto di EyeLiam su Flickr, di fronte alla sede dello State House nella capitale, Columbia, sventola ancora una bandiera della Confederazione. Una bandiera sudista, insomma).

Cosa aspettarsi, dunque, dai risultati di queste primarie? Mitt Romney si conferma solido nelle preferenze anche qui. Contrariamente a quanto si potrebbe immaginare, Rick Santorum è in crescita. Ma, a sorpresa, c’è l’incognita Newt Gingrich, che ha sostenuto, secondo gli analisti, la miglior performance nell’ultimo dibattito (trasmesso dalla CNN), durante il quale Romney, invece, è stato piuttosto evasivo e non ha risposto in maniera ficcante alle domande che gli sono state poste.

E’ noto, infatti, che i dibattiti, checché se ne dica, abbiano una notevole influenza sul voto e possano spostare in maniera significativa percentuali di votanti, al punto che gli analisti del New York Times tendono a dare Gingrich come favorito. E infatti il candidato balza in testa nei sondaggi.

Newt Gingrich in testa nei sondaggi

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USA 2012 - Rick Perry si ritira e appoggia Newt Gingrich

pubblicato da Alberto Puliafito

Rick Perry si ritira dalle Primarie - USA 2012
Rick Perry (Foto | © TM News) si è ritirato dalle primarie repubblicane per la corsa alla Casa Bianca. La notizia non sorprende affatto.

Il candidato repubblicano, che solo l’estate scorsa era dato per favorito alla vittoria finale (addirittura, secondo alcuni, in vantaggio nei confronti del Presidente uscente Barak Obama in caso di scontro diretto), è andato malissimo nei primi due appuntamenti elettorali: i caucus in Iowa e le primarie del New Hampshire. E infatti ci chiedevamo, annunciando il ritiro di Michele Bachmann, quando sarebbe toccato anche a Perry.

Così, a due giorni dal nuovo evento in calendario, le primarie del South Carolina, rimangono in lizza solamente quattro contendenti.

Newt Gingrich, Mitt Romney, Rick Santorum e Ron Paul. Anche Jon Huntsman, infatti, ha annunciato che non proseguirà nell’avventura.

Le speranze dei conservatori più oltranzisti sono tutte rivolte verso Santorum (che però, a meno di sorprese straordinarie, potrebbe essere il prossimo a dare forfait). Quelle dei moderati verso Ron Paul, che non è mai riuscito a ottenere la vittoria alle primarie (ci ha già provato nel 1998 e nel 2008). Il favorito rimane Romney, con Gingrich ancora intenzionato a guastargli la festa.

Sondaggi South Carolina 2012

Nell’immagine, i sondaggi (secondo USA Today) che riguardano proprio le Primarie in South Carolina, previste per il 21 di gennaio. Perry è ancora quotato perché l’annuncio del ritiro è di pochi minuti fa.

Come si può notare, Romney conduce con un 33.6%, segue Gingrich 26.0%, poi Ron Paul (14.2%) e John Santorum (13.4%). Bisognerà vedere come si ridistribuirà quel 4.4% attribuito ancora a Perry: non è detto che il suo annuncio di dare il proprio endorsement a Gingrich convinca tutti i suoi ex elettori.

[Le primarie Repubblicane - Usa 2012 su Polisblog]

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