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Tutti gli articoli con tag niccolò ghedini

Le pagelle del giovedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Niccolò Ghedini: “mavala”. Voto 6. Il deputato-avvocato del premier attacca il procuratore capo di Milano Bruti Liberati sulle intercettazioni in … libera uscita: “Non perda tempo in comunicati stampa e indaghi sulla fuga di notizie”. Il “Ma-va-là” salva Cavaliere colpisce ancora.

Susanna Camusso: ma va là. Voto 3. Primo maggio separato a Bologna, la Cgil in piazza da sola per la Festa del lavoro. Mai successo! Il sindacato “rosso” ha mille ragioni per dire “no” a Cisl e Uil. ma qui toppa alla grande. Triplice ko, Cgil “out”. Di Vittorio e Lama si rigirano nella tomba.

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Ultranazionalisti serbi scatenati allo stadio di Genova: sembravano militanti di Futuro e libertà che hanno visto passare la Santanchè. E intanto i burocrati del calcio italiano ed europeo tergiversavano sull’annullamento della partita. Non menare Arkan per l’aia

Il Cav è scontento del Pdl, è scontento per il generale assenteismo dei suoi alla Camera, è scontento per la diffidenza che gli trasmette una parte di certi poteri forti…è scontento un po’ di tutto. Ma soprattutto è scontento per l’incapacità dei consiglieri fidati di trovare una soluzione alle sue grane giudiziarie. La mamma dei Ghedini è sempre incinta

La Dc è defunta ma i democristiani sono ancora tantissimi. Spesso militano in minuscole formazioni cattoliche che a stento si vedono nel firmamento della politica, piccoli oggetti misteriosi che pochi conoscono e riconoscono. Mauro Cutr-UFO

Mentre l’Unità e il Giornale si rinfacciano reciprocamente i buchi di bilancio, al Fatto Quotidiano si godono gli ottimi risultati di mercato. Con la testata di Travaglio e co. gli altri organi di stampa della sinistra sono fritti. Quattro salti in Padellaro

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Ghedini la fa ... "fuori del vaso". Delirio contro Napolitano

pubblicato da il passator cortese

Questi, gli uomini “dorati” dell’entourage del Cavaliere, fanno a gara a che le spara più grosse.

Poi si compiacciono davanti allo specchio, congratulandosi vicendevolmente a due a due, muovendo la coda in attesa del bocconcino rifilato dalla clemenza del gran capo-padrone.

Stavolta, però, si è superato il limite.

Lo spiega bene Pier Luigi Bersani a proposito dell’ultima sparata di Niccolò Ghedini, parlamentare del Pdl e avvocato del premier Silvio Berlusconi.

Dice il buon Niccolò sul “bavaglio”: “Se Napolitano vuole valutare, si faccia eleggere”. Raglio d’asino non sale in cielo.

L’Idv taglia corto: “L’avvocato Ghedini straparla ignorando le norme della costituzione, così come ha dimostrato con leggi aberranti da lui elaborate e dichiarate sistematicamente incostituzionali”.

Qui oramai è tutto un talk show. Siamo nel misero e putrido “puttanaio” del “berlusconismo” al crepuscolo.

Intercettazioni Fassino-Consorte: Niccolò Ghedini si rifiuta di testimoniare

pubblicato da Giovanni Molaschi


Niccolò Ghedini ha deciso di fare propria la filosofia del suo assistito più illustre e piuttosto di spiegare le motivazioni, legittime o meno, a causa delle quali non si è potuto presentare in tribunale dove era atteso in qualità di testimone per il processo Favata (durante il quale si stanno discutendo le intercettazioni tra Piero Fassino e Giovanni Consorte) ha deciso di querelare tutti i giornali che hanno dubitato della sua buona fede.

Come riporta l’Unità, che prima di altri quotidiani è stato querelato dall’onorevole, l’avvocato di Silvio Berlusconi dopo aver declinato più volte l’invito del pm Massimo Meroni si è giocato la carta del legittimo impedimento a causa del quale come parlamentare ha la facoltà di testimoniare.

Ognuno sul disegno di legge relativo alle intercettazioni è libero di pensarla come meglio crede. Probabilmente se gli esponenti politici decidessero di dare il buono esempio adempiendo a tutti i doveri pubblici in questo momento in torto sarebbero tutti coloro che appena possono disquisiscono di bavaglio.

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Intervista – il Trio Medusa a polisblog: “Gli ausiliari del Tg1 vengono citati anche dalla Vigilanza Rai”

pubblicato da Giovanni Molaschi



La satira in Italia, negli ultimi anni, è molto cambiata. Il successo televisivo è raggiunto da artisti che all’offesa, tanto gratuita quanto divertente, hanno preferito una rilettura intelligente della realtà.

La tanto criticata Serena Dandini per la versione settimanale di “Parla con Me” ha deciso investire sul Trio Medusa che tolta la divisa da Iena per la presentatrice sono diventati ausiliari del TG1. A polisblog.it raccontano come sono nati questi personaggi.

Ve ne siete andati da Mediaset nello stesso periodo di Enrico Mentana. Perché secondo voi si disquisisce più del suo cambiamento che del vostro?

Non crediamo si possano paragonare le due situazioni. Mentana è stato allontanato. Noi lo abbiamo fatto volontariamente.

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I risultati del Buon Governo: per Trasparency international l'Italia è sempre più corrotta

pubblicato da paganini


La corruzione è uno dei reati che, grazie al processo breve che Silvio Berlusconi si è fatto cucire dai suoi dipendenti, rientrerà tra le fattispecie per le quali ci sarà una amnistia di fatto, per la gioia di corruttori e maneggioni in doppiopetto.

Suonerà quindi particolarmente incoraggiante, soprattutto per chi occupa i Palazzi romani quasi esclusivamente per necessità primarie ed esigenze personali, la classifica 2009 sulla corruzione percepita stilata da Trasparency international. Il Bel Paese scivola infatti dal 55° al 63° posto, perdendo 8 posizioni in un anno e passando alle spalle di paesi come Cuba o Turchia. L’organizzazione non governativa ha anche messo in guardia contro i piani di rilancio economico portati avanti dagli Stati che potrebbero aumentare il livello di corruzione in presenza di grandi opere pubbliche.

A parziale rimedio per la pessima figura che l’Italia guadagna come paese diversamente onesto, possiamo citare la collocazione di Afghanistan e Somalia, che troviamo al 179° e al 180° posto. Qui trovate la classifica completa della corruzione percepita nel mondo.

Processo breve: "imbarazzante e incostituzionale" anche per Antonio Baldassarre (Pdl)

pubblicato da paganini

I commenti negativi e le condanne da parte degli esponenti dell’opposizione e della magistratura all’ultima porcata ad personam, scritta e pensata dai dipendenti di Silvio Berlusconi per porre il loro datore di lavoro al riparo dall’applicazione della giustizia, vengono facilmente catalogati come posizioni preconcette di persone che odiano il Caimano e che vorrebbero toglierlo da Palazzo Chigi.

Alcune valutazioni sul nuovo Processo Breve, davvero poco entusiasmanti, vengono però da soggetti che non sembrano mossi da ostilità preconcetta verso il Pdl. Oltre al nostro Landoni, destrorso illuminato che ha ben spiegato le conseguenze della Porcata breve, anche altri autorevoli osservatori si sono schierati contro il disegno di legge che porta anche le firme dei senatori Gasparri e Quagliarello.

Uno di questi è Antonio Baldassarre, che ha lo definito “imbarazzante e incostituzionale… stiamo parlando di leggi e non di regali”. Baldassarre si è detto “desolato come cittadino, in primo luogo perché (la legge) viola il principio di uguaglianza fra tutti i cittadini e poi perché si applica a reati gravissimi quali la corruzione e la concussione “. Per la cronaca, Baldassarre è Presidente emerito della Corte Costituzionale ed è stato candidato sindaco del Pdl a Terni nel giugno 2009.

Ddl sul processo breve: ecco come funzionerà la nuova amnistia mascherata

pubblicato da Luca Landoni



Non è nostra intenzione muovere processi ideologici, nè addentrarci nella solita polemica sulle operazioni salva-Berlusconi. Il mio caso personale, ovvero quello di un osservatore di destra che si sforza di mantenere la più rigorosa obiettività anche se la cosa non sempre viene riconosciuta, è quello di una persona che si chiede come mai le riforma della giustizia si propongano sempre quando il Cavaliere rischia una condanna e contemporaneamente come mai certi provvedimenti dei magistrati (vedi anche la tempistica del caso Cosentino) cadano sempre nei momenti più sospetti.

Si obietterà che in Italia si è sempre in campagna elettorale e quindi bene o male una richiesta di arresto rischia sempre di cadere a ridosso di tali appuntamenti. Vero. Ma qualcuno dovrebbe anche spiegare come mai ipotesi di reato che sono in piedi da 10-20 anni (come quella del caso Cosentino per l’appunto) divengano concrete solo ora. La risposta appare scontata: ognuno fa il suo interesse e se ne frega di ciò che è giusto o sbagliato. Per cui appare difficile trovare una voce da ascoltare in questo mare melmoso. “Il più pulito c’ha la rogna” ha esclamato ieri Di Pietro nel corso di Annozero. Proprio così. Peccato che risulti difficile escludere da quel novero anche chi parlava.

Ma torniamo a bomba. Il ddl sul processo breve si basa su un principio giusto, che è quello dell’equa durata dei processi. La norma prevede che ognuna delle tre fasi processuali non duri più di due anni, per un massimo complessivo di sei; pena il decadimento, con possibilità per il cittadino di chiedere anche un risarcimento. Sono esclusi da questo tetto i seguenti reati: terrorismo, mafia, grave allarme sociale, pedopornografia, delitti di incendio, furto, sequestro di persona, atti persecutori, circolazione stradale, immigrazione clandestina, traffico illecito di rifiuti e violazioni delle norme su prevenzione degli infortuni e igiene sul lavoro.

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Stefano Cucchi: di carcere in Italia si muore. Attesa una risposta del Ministro Alfano

pubblicato da Giovanni Molaschi



Intervistato da Daria Bignardi, Toni Capuozzo condivise un concetto con i telespettatori che andrebbe rimarcato. Sempre. Secondo il giornalista la qualità della vita in un paese dipende anche da come una nazione tratta i propri carcerati.

Di questo concetto, e della sua semplicità, bisognerebbe ragionare. Oggi. Dopo che i genitori di Stefano Cucchi hanno deciso di diffondere le foto del figlio. Morto. Ucciso (questo sostiene la famiglia) in carcere dove si trovava dallo scorso 16 ottobre.

Fermo restando che non si sta ragionando sul reato (possesso di sostanze stupefacenti) a causa del quale Stefano è stato arrestato, perché oggi in Italia di carcere si muore? Anche a queste domande dovrebbe rispondere il Ministro della Giustizia. Angelino Alfano.

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Anche Annozero a corto di argomenti: si riparla di Lodo Alfano

pubblicato da Luca Landoni

Come ampiamente previsto ieri nel corso della presentazione di Ballarò, Annozero si occuperà dei medesimi argomenti, rimediando in qualche modo all’obbligo di rispettare un palinsesto frettolosamente confermato settimana scorsa. Si parlerà dunque… udite udite… di Lodo Alfano. Che barba che noia? In parte sì, ma questa è la zuppa che passa il convento e tocca mangiarla.

Si intitolerà dunque Io sono l’eletto la puntata di domani, e sarà dedicata “allo scontro istituzionale seguito alla bocciatura del Lodo Alfano, agli scenari futuri che ne usciranno e alle polemiche che hanno coinvolto Mediaset, il gruppo De Benedetti ed il Corriere della Sera”.

Ospiti di Michele Santoro tra gli altri il candidato alla segreteria del Pd Pierluigi Bersani e il viceministro Roberto Castelli (Lega Nord), che la settimana scorsa aveva lasciato il posto all’ultimo momento a Niccolò Ghedini del Pdl. Speriamo così di deviare almeno per parte della trasmissione dal solito argomento.

Lo spazio di PolisBlog sarà come sempre a disposizione per seguire e commentare insieme la serata.

Appuntamento su Raidue alle ore 21,00.