
Oggi, probabilmente, la Consulta si esprimerà sul lodo Alfano. Fare delle previsioni ora non avrebbe senso, oltre che essere di cattivo auspicio per tutti coloro che diversamente da Niccolò Ghedini pensano che la legge e la relativa applicazione debbano essere uguali per tutti.
Oggi, più di ieri, è giusto omaggiare l’esponente politico a cui si deve la creazione di questo provvedimento che ha spostato l’attenzione degli italiani dalla tragedia nel messinese alla santificazione di Silvio. Non è certo un caso che ieri Bruno Vespa si sia dedicato ai miracoli di Lourdes.
Oggi qualcuno dovrebbe intervistare il Ministro della Giustizia, Angelino Alfano. Qualora il lodo passasse il suo nome, più citato della sua persona, sarebbe ricordato. E non solo da quei quattro comunistelli che manifestano. Di sabato. Sulla libertà di stampa.

È iniziata da pochi minuti il live blogging di Paolo Biondani dal palazzo della Consulta dove si sta decidendo la correttezza del Lodo Alfano. Presenti in aula quasi 50 giornalisti, italiani e stranieri. Alle 9.38 sono stati fatti accomodare fuori dall’aula fotografi e cronisti televisivi.
9.59 Stando a quanto riportato in home page dal Corriere della Sera è possibile che la decisa prevista oggi dalla Consulta slitti di una settimana.
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L’apparente assenza odierna di notizie, strettamente legata alla politica italiana, ci permette di ragionare su una sentenza della Corte d’Appello di Milano riportata in prima pagina dal Corriere della Sera.
Secondo quanto stabilito dal giudice un rapporto di convivenza, se protratto nel tempo, è soggetto agli stessi doveri a cui devono adempiere due persone regolarmente sposate. Nel caso ciò non avvenga uno dei due conviventi rischia da uno a 8 anni di carcere.
Ma anche su questo l’attuale Governo, di cui ci occupiamo solo perché è l’attuale amministratore del Paese, non si pronuncerà. E pensare che la giustizia è uno di quei pochi ambiti sul quale Silvio Berlusconi rivendica da sempre un proprio intervento.
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Chiuso il caso Boffo, al seguito del quale Gianfranco Fini aveva chiesto espressamente di alzare il livello della discussione per evitare l’imbarbarimento, sulle pagine dei quotidiani sembra essere scomparsa l’etica. Di nuovo.
Esemplificativa è l’intervista che l’avvocato del Premier, Niccolò Ghedini, ha rilasciato al Corriere della Sera per spiegare le motivazioni della querela all’Unità colpevole, secondo il parlamentare del Pdl, di aver scritto dei possibili problemi di erezioni di Silvio Berlusconi.
Tralasciando tutti i possibili ragionamenti che si possono fare sull’età del diretto interessato, che tra pochi giorni spegnerà la 73esima candelina, è necessario riflettere sulle accuse dell’avvocato Ghedini.