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Tutti gli articoli con tag nicola cosentino

Mara Carfagna è pronta per diventare il nuovo sindaco di Napoli

pubblicato da Giovanni Molaschi



Le dimissioni di Mara Carfagna, ministro per le Pari Opportunità, sono la vera notizia politica della settimana. Il tentativo di Pierferdinando Casini di riconquistare il potere o l’ennesima partecipazione televisiva di Roberto Maroni per smentire Saviano a confronto sono solo fuffa.

Da oggi fino al 15 dicembre, giorno in cui Mara Carfagna lascerà il Governo, si continuerà a ragionare su quanto potrebbe succedere a Silvio Berlusconi. Posticipare l’appuntamento elettorale sicuramente non gli ha giovato.

Un ruolo chiave potrebbe averlo proprio il momentaneo ministro per le Pari Opportunità. Cosa farà dopo aver abbandonato l’esecutivo? L’anno prossimo a Napoli ci saranno le elezioni comunali. La candidatura di Mara Carfagna sembra ormai un’eventualità certa malgrado le dichiarazioni che la diretta interessata ha rilasciato prima di ufficializzare le dimissioni.

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

La dinastia di Arcore potrebbe perpetuare di generazione in generazione il suo dominio sul Bel Paese. A meno che le sentenze dei giudici non si trasformino in macigni storici sul buon nome della casata. MaRiina Berlusconi

Giovane pulzella di sani principi. Pronta a sacrificarsi per i valori della giustizia e della libertà. Eccola qua la bella Mara: disposta a farsi da parte, ma non a tradire l’amato Cav. Giovanna d’Arco-re

Tuttavia il partito del premier e lo stesso governo sembrano ostaggio di potentati locali che sono in grado di mandare tutto all’aria da un momento all’altro. Quale sarà la prossima vittima della “guerra tra bande”? Per chi suona la Campania

Il Vaticano apre ai profilattici. Un fulmine a ciel sereno o una rivoluzione che parte da lontano? Giovanni Paolo Se-condom

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Cosentino: l'aula dice "No" alle intercettazioni, quando la Casta difende la Casta

pubblicato da V.

cosentino camorra governo autorizzazione rifiutoE così non è passata: l’aula della Camera ha negato l’autorizzazione all’uso delle intercettazioni a carico di Nicola Cosentino, già coordinatore campano del PdL e sottosegretario all’Economia. La votazione, a scrutinio segreto, si è conclusa con 308 no e 285 sì. Tra i “Sì”, c’erano anche quelli dei finiani, non tutti, ma l’intenzione di voto era quella. Eppure… eppure facciamo due conti.

Che cosa ci dice tutto questo? Che la solidarietà di casta è molto più trasversale di quanto crediate. Prendiamo per esempio la composizione attuale della Camera. Il gruppo parlamentare del PdL conta 237 deputati, il PD ne conta 206, la Lega Nord 59, l’UdC 39, Futuro e Libertà 35, l’Italia dei Valori 24, mentre il “gruppo misto” invece è composto da 30 deputati. Totale: 630.

Vediamo: i votanti erano 593. Chi sarà mancato all’appello o si sarà astenuto? Vediamo comunque di fare qualche conto. PdL avrà votato compatto per il “no”, quindi 308 - 237 = 71. Dove saranno sparsi questi 71? Qualche leghista? Uhm… forse, ma non ci giurerei. Qualche UdC? Più probabile. Non mi stupirei in ogni caso di una solidarietà ben più allargata, nel difendere uno dei più bizzarri diritti di cui godono i parlamentari, che li eleva un gradino sopra i comuni mortali.

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Pdl. Cos’è successo ieri tra Denis Verdini (indagato) e Gianfranco Fini?

pubblicato da Giovanni Molaschi


La giornata politica di ieri, come già scritto da Davide F., è stata segnata da un imbarbarimento del conflitto all’interno del Popolo delle Libertà che in queste ore, a pochi giorni dalle dimissioni di Nicola Cosentino (ex Sottosegretario all’Economia che avrebbe avuto dei rapporti con la Mafia), deve gestire la comunicazione relativa alle indagini in corso su Denis Verdini.

Il coordinatore nazionale del Pdl è stato interrogato per 9 ore. Tanto è servito al braccio destro di Silvio Berlusconi per provare a spiegare che le accuse di corruzione su alcuni impianti eolici, per i quali venne interrogato anche Ugo Cappellacci (attuale Governatore della Sardegna per il Pdl), e sulla violazione della legge Anselmi, relativa alla costituzione di una P3, sono infondate.

Parlando degli impianti eolici Denis Verdini ha spiegato che l’unico investimento importante, pari a 2,6 milioni di euro, è stato fatto nel 2004 (anno in cui la Presidenza della Regione Sardegna era affidata a Italo Masala, ex Segretario Regionale del MSI). Di quei soldi, ha precisato l’interrogato, esiste una documentazione che ne tutela l’onestà.

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Scelti dai lettori: la legge è davvero uguale per tutti? Breve ritratto del Paese degli impuniti

pubblicato da V.

scelti dai lettori legge uguale per tutti

Tra i tanti suggerimenti per la rubrica scelti dai lettori di questa settimana, quello più piacevole e interessante da affrontare era secondo me di marchetto73, che in un commento spiegava:

La legge è uguale per tutti. Va scritta col punto o col punto interrogativo?

Certo, anche altri temi meritavano attenzione: dal ruolo del giornalismo nella democrazia, al futuro dell’Italia se sarà mai federalista, ai leader della sinistra da venire - Vendola, su tutti - fino alle interminabili querelle tra Caprotti, patron dell’Esselunga e Coop.

Ma per stavolta, trasformeremo in una domanda - grazie a una virgola e un punto interrogativo in più - quanto vedete scritto in ogni tribunale italiano: la legge, è uguale per tutti?

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P3: Formigoni, Caliendo, e "l'amico di Milano"

pubblicato da V.

formigoni p3 mozzarelle martinoTorniamo a parlare di P3: la singolare congrega di “pensionati sfigati”, così definita da Silvio Berlusconi non accenna a uscire dalle prime pagine dei giornali. Giustamente: è uno scandalo grossino, che penalmente prevedo avrà ben poche conseguenze per i protagonisti, ma che offre uno splendido spaccato del potere in Italia.

Di come sia gestito da chi lo detiene, di come chi lo detiene venga mosso, di quali siano i pedoni della scacchiera e quali i pezzi più importanti. Un pezzo molto importante - oggi Repubblica dedica un’intera pagina solo a lui - è Roberto Formigoni, “zar” della Regione Lombardia. Anche il Post ne scrive, e naturalmente anche noi.

Due i punti chiave che mettono in imbarazzo il governatore ciellino: le “mozzarelle” e le “passeggiate”.

Passeggiate e mozzarelle. Sono i termini usati dal presidente della Lombardia, Roberto Formigoni, in alcune conversazioni telefoniche intercettate nell’ambito dell’inchiesta sulla cosiddetta P3. Il periodo è marzo-aprile scorso. La lista di Formigoni è stata esclusa dalla competizione per le elezioni regionali a causa di alcuni vizi formali. Si registra il tentativo, si legge nelle carte dell’inchiesta, di influire sull’esito del ricorso presentato contro l’esclusione della lista

e anche molto altro ancora…

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Basteranno le dimissioni dal governo? I finiani non sono soddisfatti per come si è chiusa la vicenda Cosentino. Il casalese è comunque rimasto coordinatore del Pdl in Campania. Forse le opposizioni esterne ed interne al partito di maggioranza insisteranno nella battaglia. Batti il ferro finché è Caldo-ro

Siparietto tra il Corriere e Tremonti. Il giornale: “Al ministro dell’Economia è andato di traverso il mancato invito alla cena vip in casa Vespa”. La replica: “Non è vero, in quel momento guardavo gli emendamenti alla manovra e mangiavo panini”. Inconfessabili trame(zzini)

Malgrado l’età e la malattia, Bossi rispolvera la pubblica canottiera. Ma la Lega non è più quella delle origini e oggi il mitico indumento da tinello estivo mostra una virilità cadente, un celodurismo molle. (S)palle nude

Il buon Verdini sta accumulando avvisi di garanzia qui e là manco fossero punti-premio del Mulino Bianco. Tuttavia il crinale sta diventando pericoloso e il suo cammino politico dentro il Pdl inizia a scottargli sotto i piedi. Carboni…ardenti

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Non è stata l’opposizione, di Dario Franceschini, a far dimettere Nicola Cosentino

pubblicato da Giovanni Molaschi


Dall’8 maggio 2008, giorno in cui è iniziato il quarto Governo Berlusconi, spesso si è ragionato su Nicola Cosentino tanto che non più tardi di quattro mesi fa, a causa del suo rapporto con la malavita casalese, il Pdl ha dovuto rinunciare alla sua candidatura per la Presidenza della Regione Campania.

Alessandro Gilioli, sul proprio blog, ricorda agli esponenti dell’opposizione che oggi rivendicheranno le dimissioni del Sottosegretario all’Economia come opera propria quanto successo un anno e mezzo fa.

In quell’occasione, come ricorda il giornalista, la Camera respinse la mozione presentata da Pd e Idv contro Nicola Cosentino dopo che alla votazione sulla proposta molti deputati della stessa opposizione non si presentarono per sostenere i propri capogruppo.

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P3: gli intrighi, "Cesare" Berlusconi, l'ombra delle elezioni anticipate e il PD che non c'è

pubblicato da V.

massoni verdini carboni massoneria p3Una settimana intensa quella che si avvia alla conclusione: lo scandalo P3 e l’inchiesta Insider della procura di Roma hanno scoperchiato un calderone di affarismi, clientele, corruttele, dossieraggi e inguacchi imbarazzante persino per un partito come il PdL, che di certo, al contrario di quanto spiega Maurizio Lupi oggi a Repubblica

“Ma quale questione morale. La moralità è nel dna del PdL. Su questo tema non prendiamo lezioni”

con un certo modo disinvolto di gestire il potere e il mandato degli elettori ha sempre avuto confidenza, fin dalle origini nel 1994…

Vediamo di fare l’ennesimo punto della situazione alla luce delle dimissioni di ieri di Nicola Cosentino, sottosegretario all’Economia - e sono tre: Scajola, Brancher e Cosentino - perché, ma sono le solite indiscrezioni che una volta uscite mai si verificano, si inizia a parlare con una certa insistenza di elezioni anticipate, magari a primavera 2011.

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Italo Bocchino chiede, e ottiene, le dimissioni di Nicola Cosentino e querela il Giornale di Vittorio Feltri

pubblicato da Giovanni Molaschi


Per dimostrare l’inesistenza di un’opposizione seria, che ne dicano Dario Franceschini e Antonio Di Pietro, a Italo Bocchino sono stati sufficienti tre giorni. In meno di una settimana l’esponente, finiano, del Popolo della Libertà ha avviato attorno a sé un terremoto sul quale vale la pena riflettere partendo da quanto successo la scorsa domenica.

In un’intervista, rilasciata al Post, commentando le indagini avviate sul coordinatore del Pdl Denis Verdini l’esponente politico ha fatto intendere che per la tutela del partito sarebbe meglio che il braccio destro di Silvio Berlusconi facesse un passo indietro.

“Io - ha dichiarato Bocchino parlando di Verdini - penso che sarà costretto a dimettersi. Finora solo una parte delle intercettazioni, quella relativa alle responsabilità addebitate agli altri indagati. Ma quando emergeranno le intercettazioni che hanno portato a indagare lo stesso Verdini, è difficile che riesca a resistere. La richiesta è per Berlusconi”.

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