
Mentre a pochi km si esibiva il reality di governo, con pupi pupette e papi, a Roma sabato più di duecentomila persone hanno sfilato per difendere il diritto all’acqua, una battaglia fondamentale che sempre più importanza andrà ad assumere nei prossimi anni. In gioco c’è l’acqua come futura miniera, cosiddetto “oro blu”, opposta all’idea di chi sabato ha ribadito che l’acqua è e deve restare un bene comune.
Alla manifestazione, promossa dal Forum italiano dei movimenti per l’acqua e aperta dallo striscione “ripubblicizzare l’acqua, difendere i beni comuni”, hanno aderito enti locali, sindaci (di destra e sinistra), partiti (Sinistra ecologia e libertà, Prc e verdi) e sindacati.
Obiettivo comune: abolire il decreto Ronchi (che nel frattempo stava nell’altra piazza tra Brunetta Mussolini e la Santanchè) dello scorso novembre, che privatizza la gestione del servizio idrico stabilendo che la quota del pubblico debba scendere progressivamente nei prossimi cinque anni. L’acqua dunque, per il governo, è una merce.

Acque agitatissime e nubi oscure all’orizzonte per la precaria zattera che Movimento per la sinistra, Sinistra democratica, Socialisti, ex cossuttiani ed ex verdi hanno allestito a chiamato Sinistra Ecologia e Libertà. Il nuovo partito sembra infatti già sulla strada della scissione a causa delle “azioni destabilizzanti” che il Partito socialista denuncia, riferendosi alla scelta di alcuni componenti del Coordinamento nazionale di andare alle elezioni regionali del 2010 con il simbolo Sinistra Ecologica e Libertà.
Una scelta inammissibile per i socialisti di Nencini, che avevano già posto il veto sulla presentazione della lista in Toscana, dove vorrebbero correre da soli forse (ma su questo per ora non c’è chiarezza) in una lista comune con il Partito democratico. Nonostante le smentite del partito col garofano, appare più che plausibile, vista la storia recente e i personaggi che ancora albergano sotto queste bandiere, che all’origine dello scontro interno a S & L possano esserci i giochi e le strategie elettorali dei socialisti.
Lo strappo per ora si è reso visibile con l’oscuramento del sito di Sinistra e Libertà, ma il futuro della nuova, ennesima, formazione della sinistra italiana non sembra affatto rose e fiori…
Siete dei democratici incalliti e delusi? Siete caduti nel tranello del voto utile a Veltroni? Avete votato il Pd nonostante la Binetti e Rutelli? Il baffetto di D’Alema vi dà ancora dipendenza nonostante la bicamerale? Nessuna paura, è arrivato il gruppo dei Democratici Anonimi, per chi non è ancora riuscito a smettere di votare Pd eppure pensa di essere democratico.
Come gli Alcolisti Anonimi, un gruppo di autocoscienza per uscire da una sindrome: quella della necessità di voto al PD. Esilarante o tragico a seconda dei punti di vista.
La trovata divertente, direi quasi geniale nella sua ironia, arriva dal blog Bobo Anch’io e dal gruppo Democratici Anonimi nato in Facebook, entrambi affini al giovane gruppo di Niki Vendola, Sinistra e Libertà. Da non perdere il finale: “Se ce l’ha fatta la Montalcini…”