
L’anno scorso, in questi giorni, Dino Boffo dalle pagine di Avvenire, il quotidiano della CEI che dirigeva prima di essere travolto da uno scandalo, criticava la condotta morale di Silvio Berlusconi.
Il Premier, all’epoca, era reduce dalla richiesta di divorzio fatta, attraverso la stampa, da Veronica Lario che come altri non aveva digerito i pettegolezzi che erano stati fatti sulla partecipazione dello stesso Silvio Berlusconi alla festa di compleanno di Noemi Letizia.
Il Vaticano, che sovente, si occupa della vita politica dell’Italia in alcune occasioni avevo persino preso le distanze dal Presidente del Consiglio tanto che Gianni Letta durante un incontro pubblico con il cardinal Tarcisio Bertone dovette sostituire lo stesso Silvio Berlusconi.
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Occuparsi degli articoli di Fabrizio Rondolino è sempre molto divertente. Un pezzo, dal titolo “Caro Berlusconi ci pensi lei” ha attirato la nostra attenzione. Ecco il magnifico attacco dell’articolo:
“Si è venuto ricompattando in queste settimane il blocco giudiziario-mediatico che nel ’92-’94 mise fuori gioco con successo i partiti democratici, e che oggi combatte la legge sulle intercettazioni.”
Come ho scritto in altre occasioni, sembra di sentir parlare Fabrizio Cicchitto ( o Gasparri o Stracquadanio ). Partiti democratici fatti fuori non per colpa di un sistema di corruzione che stava mandando l’Italia in bancarotta (l’Argentina era vicina), ma per colpa di un blocco giudiziario-mediatico. Sublime.
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Noemi Letizia e le sue rivelazioni: “Berlusconi mi chiama ogni settimana, vuole sapere come sto e cosa faccio”. Che storia romantica, malgrado tutte le malelingue. Sembra un film d’altri tempi. Via col ventre
La stessa Noemi aveva recentemente dichiarato: “Per i miei 19 anni ho un sogno: fare un film”. Intanto avremmo da suggerirle il regista. Papi Avati
Scandalo e ribellione anche all’interno del Pdl per le esternazioni del ministro La Russa su Siena-Inter, parole da accanito tifoso nerazzurro che tra l’altro si intrecciavano all’ultima tragedia in Afghanistan. Molti colleghi di partito (tra cui il sindaco Alemanno) gli hanno larvatamente consigliato di tacere. Stai Mou-to
Il sottosegretario Santanchè nella bufera per le sue dichiarazioni su intercettazioni, privacy e boss mafiosi. “Vogliono la mia testa”, dice. In realtà molti suoi colleghi vorrebbero ben altro della Santanché, non certo la testa. Ma non hanno il coraggio di dirlo. CodHard
La Germania non voleva prestare soldi alla Grecia. Berlusconi invece ha escogitato un accordo di cui Tremonti si è fatto portatore con il governo di Atene: noi diamo loro il danaro e loro ci danno l’Acropoli in concessione trentennale. Chissà cosa vuole farci il Cav: forse una villa delle sue? Il Partenano
Al premier piacciono le cose antiche, soprattutto i templi, le colonne e i capitelli. Però gli piacciono anche le cose di giovane età: l’altro giorno ha chiamato Noemi per augurarle un buon 19esimo compleanno. Papitello corinzio
Altro che sabotaggi dei finiani, il gruppo Pdl alla Camera sa bene come farsi del male da solo. Ieri le assenze erano oltre una novantina e la maggioranza è andata sotto sul tema arbitrato. I berluscones preferiscono fare compere in centro piuttosto che stare in Aula? Il capogruppo Cicchitto, se potesse, ne caccerebbe via un bel po’. Sciò(pping)
Rotola la testa di Bocchino? Allora Fini può iniziare a far leva su qualche casus belli. E i suoi cominciano a intravedere corroboranti motivi di lotta a viso aperto. Il Cav deve stare molto attento: malgrado i toni del presidente della Camera, ci sono parecchie nuvole all’orizzonte. Il cielo sopra Bocchino
Berlusconi avrebbe chiesto all’amicone Putin di fare lezione alla sua Università del pensiero liberale di Villa Gernetto. Certo, il signore delle Russie che parla di liberalismo è come il lupo che racconta la vita degli agnelli. Putin conosce il pensiero liberale come chi scrive conosce gli alieni della galassia NGC 4945. Zar Trek
Italo Bocchino si dimette e si ricandida per contare i finiani. La maggioranza interna del Pdl cerca di contare i finiani. I giornalisti tentano invano a ogni loro riunione di contare e ricontare i finiani. Alì Babà e i 40 finiani? Uno, nessuno, centomila finiani? Dieci finiani per me non posson bastare? Insomma, quanti sono ’sti finiani? Tutti gli uomini del dissidente
Almeno però adesso nel Pdl si sono spalancate le finestre e si parla di politica. Meglio così, si respira. Finora l’aria era infestata di pettegolezzi piccanti e bugie in salsa rosa. Un afrore puzzolente e appiccicaticcio che era come una specie di effetto serra del pianeta Cav. Noemissioni nocive
Pare che Fini abbia segretamente incontrato Veronica per avere lumi sulle migliori tecniche di logoramento del premier. Ma tanto alla fine, si sa, il presidente della Camera sarà neutralizzato dai patrioti del Cavaliere e gli interessi nazionali saranno salvi. Bianco, rosso e Verdini

Ogni tanto succede qualcosa che ci fa capire che non cambia mai niente: che il sesso, resta il motore universale, un po’ come qualcuno sosteneva che fosse l’amore. Guido Bertolaso, coinvolto in una vicenda di “ripassatine”, scandaletti e appalti, è solo l’ultimo a finire nel cortocircuito tra vizi privati e pubblici poteri.
Per tutta l’estate, eravamo stati martellati dalla vicenda Berlusconi - Noemi Letizia, poi dalla escort Patrizia d’Addario e le sue registrazioni in cui il cav. la invitava a “toccarsi di più”, e ancora, abbiamo vissuto il caso Piero Marrazzo, con i trans, la cocaina, il sottobosco di chi preferisce il trans alla escort. Sempre amore a pagamento è, non ci vedo questa enorme differenza etica, se stai tradendo tua moglie.
Sei disprezzabile in entrambi i casi: ma il meccanismo che trascina questi scandali allo scoperto, poi, non porta a niente. I sex scandal, in Italia, non portano a nulla. Non portano a nulla le condanne per concorso esterno in associazione mafiosa, volete che avere rapporti sessuali a pagamento affondi una carriera politica? Ma per carità: vediamo…
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Emulando la cocciutaggine de l’Espresso, Panorama ha deciso continuare ad occuparsi di Patrizia D’Addario anche questa settimana. Secondo il settimanale la signora, dopo lo scandalo creato sulle sere consumate con il Presidente del Consiglio, avrebbe aperto un conto in banca sul quale è stato versato quasi un milione di euro.
Supponiamo che l’informazione, per ammissione della stessa diretta interessata, si rivelasse vera. Ci sarebbe da stupirsi? No. Dopo quello che è successo probabilmente quello che colpisce è l’occhio dell’amministratore che non legalizza una pratica solo perché considerata osé.
Perché su questo stiamo ragionando. Di percezione che dilatano le proporzioni che si devono fare davanti a quelle che Panorama definisce notizie. Con i presunti soldi intascati da Patrizia D’Addario, ad oggi non candidata a nessuna poltrona pubblica, Silvio Berlusconi all’ex moglie Veronica Lario paga le vacanze estive (l’assegno di mantenimento proposto si aggira ai 300mila euro mensili).

All’indomani della defenestrazione di Francesca Senette (ex Tg4 nonché presentatrice di RaiDue a cui l’attuale direttore di rete tolse un programma che venne poi affidato a Lorena Bianchetti) nei corridoi televisivi di Milano una voce era più insistente di altre.
Quanto successo alla giornalista è spiacevole ma capita se alle tue spalle hai un protettore che poi ad un certo punto viene meno. Francesca Senette arrivò in RAI su invito di Antonio Marano, in quota Lega Nord, che durante la sue direzione investì anche su Gianluigi Paragone (ancora in onda) e Daria Bignardi (in onda con qualche problema).
La storia di Francesca Senette, felicemente sposata, assomiglia a molte altre. Alcune delle quali molto più brutte. Secondo quanto pubblicato da Repubblica, e ripreso da Dagospia, Eleonora Daniele (volto di RaiUno nonché ex concorrente del Grande Fratello) avrebbe avuto una liaison con l’allora Ministro dell’Agricoltura Gianni Alemmano.

Ci sono programmi televisivi che per mangiarsi il pubblico hanno bisogno di un’edizione. Altri, invece, hanno bisogno di più. Il Festival di Sanremo, giusto per fare un esempio, per cannibalizzare la triste scena politica ci ha messo due anni.
Dopo essersi portati in casa il circo di Maria de Filippi si prepara ad uniformarsi alla linea editoriale di RaiUno manomessa dalla lottizzazione. Pendente verso il Governo se, come abbiamo più volte sottolineato su polisblog.it, Augusto Minzolini si concede più libertà di Antonello Piroso (direttore del telegiornale de la7).
Sdoganato il principe ballerino, che con Pupo e un tenore (uno a caso), renderà omaggio alla madre patria e Povia, che a differenza del cantautore medio italiano non si ispira all’amore preferendo occuparsi male della cronaca, sul parco dell’Ariston non è arrivata per poco Janet De Nardis.
Continua a leggere: Antonella Clerici boccia la canzone di Janet De Nardis “Tanto paga Papi”

Ieri Silvio Berlusconi, a una settimana esatta dall’aggressione di piazza del Duomo, è tornato a parlare. Chiaramente, lo sfruttamento del gesto sciagurato di Massimo Tartaglia, è all’ordine del giorno per il PdL, l’abbiamo visto nella scorsa settimana. Cicchitto e i falchi del Popolo della Libertà, hanno schiacciato l’acceleratore a tavoletta su un concetto molto semplice - oltre che fuorviante, insensato.
Una parte politica ha seminato odio - contro il partito dell’Amore! - ci sono dei precisi mandanti morali - e questo è delirio puro - che sono gruppi editoriali, quotidiani, singoli giornalisti. Tesi che non varrebbe neanche la pena di confutare, ma l’abbiamo fatto settimana scorsa. Volevo però concentrare l’attenzione sulle frasi di ieri di Silvio Berlusconi:
«Credo che a tutti sia chiaro che se di un presidente del Consiglio si dice che è corruttore di minorenni, un corruttore di testimoni, uno che uccide la libertà di stampa, che è un mafioso o addirittura uno stragista, un tiranno è chiaro che in qualche mente labile, e purtroppo ce ne sono in giro parecchie, possa sorgere il convincimento che essere tirannicidi e diventarlo vuol dire essere degli eroi nazionali e fare il bene della propria patria e dei propri concittadini e quindi acquisire un merito e una gloria importante»
Replichiamogli affermazione per affermazione.
Continua a leggere: Berlusconi e il clima d'odio: la macchina del consenso PdL