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Tutti gli articoli con tag nucleare

Politici italiani "voltagabbana"? E la Merkel?

pubblicato da il passator cortese

Sembra proprio di essere nell’italietta, dove fra i politici domina la vocazione del “voltagabbana”. Invece siamo nella grande Germania, dove a cambiare le bandierine sulla scacchiera è addirittura la cancelliera Angela Merkel.

Un’astensione sull’intervento militare in Libia e un voltafaccia da gioco dell’oca sull’energia nucleare: la cancelliera tedesca va controcorrente rispetto a molti dei suoi partner internazionali, ma la sua nuova posizione su temi così caldi sembra essere dettata più dalla paura di una sconfitta alle prossime regionali che da una scelta strategia.

Tira infatti brutta aria per la Cdu della cancelliera tedesca e per la sua alleata Fdp: potrebbero subire un ko alle elezioni di domenica prossima nel Baden-Wuerttmemberg (Sud). E’ quanto emerge da un sondaggio dell’istituto Forsa realizzato per il settimanale Stern e l’emittente televisiva Rtl. Spd e Verdi otterrebbero il 48% dei voti (24% ciascuno), contro il 43% della maggioranza (38% per Cdu-Csu e 5% per Fdp), che attualmente governa la regione.

Nei giorni scorsi, il capogruppo della Spd al Bundestag, Frank-Walter Steinmeier, si e’ detto sicuro che il suo partito ha una ‘possibilita’ concreta’ di andare al governo con i Verdi nel Baden-Wuerttmemberg. Secondo gli esperti della Forsa, la questione nucleare avra’ un peso notevole sulle elezioni. La Linke, da parte sua, otterrebbe solo il 4% e non riuscirebbe cosi’ a entrare in Parlamento.

La cancelliera, scrive la stampa tedesca, soffre di una crisi di credibilità che difficilmente riuscirà a superare nell’immediato futuro. E all’orizzonte avanza l’ombra delle elezioni del 2013. Un consiglio alla Merkel: chieda lumi a Berlusconi, uno che ha sette vite come i gatti.

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Ore 12 - Nucleare, pochi a naso in su a scrutare la "nube". E il governo cerca altri limoni da spremere

pubblicato da Massimo Falcioni

altroPochi col naso in su, nel Belpaese, a scrutare la nube radioattiva in arrivo dal Sol Levante.

In Italia il premier ha altre gatte da pelare, dai processi al “rimpastino”, al fuoco sull’ex amico Gheddafi. E il ministro Carfagna s’arrabbatta fra master più o meno taroccati, mentre in Germania una laureata in fisica, il cancelliere Angel Merkel mette la parola fine alle centrali nucleari nel Paese locomotiva d’Europa.

Anche su questa vicenda, esplosa con la tragedia in Giappone, il Governo fa la sua “bella figurina” da … pirla: è l’ultimo esecutivo in Occidente a puntare nelle centrali nucleari, poi, vista la … gaffe (e i sondaggi…) allunga il brodo, con pause di riflessione, rinvii o moratorie, solo perché teme perdite di consenso elettorali.

Alla fine di queste giravolte, la conclusione è una sola: il governo non sa che pesci pigliare, di fatto l’Italia è senza una politica energetica.

Mettere insieme i dodici mesi di moratoria e i 24 mesi per l’elaborazione della strategia nucleare, ovvero a scadenza delle legislatura, dà la misura di quanto il nodo nucleare fosse diventata esplosivo per il Governo.

Adesso, ammettere che il rilancio nucleare italiano era già morto prima di nascere e dire “scusate” alla lobby che già si stava fregando le mani al pensiero di tutti quei miliardi di euro di soldi pubblici necessari al programma nucleare spiazza le cricche amiche di chi conta e decide.

E’ in questa ottica che vanno lette le dichiarazioni di chi si attarda ancora nel dire che ci sono decisioni da ponderare e non da assumere sull’onda dell’emotività. Ma, anche se si chiude l’affaire del nucleare, c’è sempre un nuovo limone da spremere.

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Le pagelle del mercoledì

pubblicato da Massimo Falcioni

Franco Frattini: suonato Voto 4-. La crisi libica mette in luce lo stato di confusione del governo e della sua maggioranza. I giochi sono condotti da Usa, Francia e GB, l’Italia non conta niente. Pagherà solo il conto finale?

Paolo Romani: sonata. Voto 5-. Il ministro annuncia la moratoria di un anno sul nucleare. Ennesima giravolta del governo per paura di perdere voti e per fare fallire il referendum. E’ la solita manfrina, è il solito bluff. Stop and go?

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Sarkozy è partito in quarta a bombardare e il suo amore Carlà gli ha chiesto di curare l’aspetto umanitario della missione: “Perché non lanciamo brioches ai ribelli?”. I Sarkottini alla ciliegia

L’Italia ora chiede di diluire l’impeto francese in un comando Nato. Ma intanto il Cav si dice dispiaciuto per Gheddafi e fa capire che non avrebbe mai voluto sparare al suo vecchio amicone. CosterNato

Il ministro dell’Ambiente tedesco, Norbert Roettgen, si prepara a tirar fuori la Germania dal nucleare. Se la quarta potenza economica del mondo pensa di poter fare a meno dell’atomo, perché noi ci incaponiamo a dire che bisogna andare avanti (pur con una pausa di riflessione)? Ministro Prestigiacomo, qual è la differenza tra lei e il suo omologo Roettgen? Ci avete Roett le p…

Esilarante gaffe di La Russa che a Porta a porta chiama più volte “generale Loacker” l’ammiraglio americano Samuel Locklear che coordina la missione dalla nave Mount Whitney. Loacker?? Loacker??? Ma mica su Gheddafi stiamo lanciando praline o cioccolata. E anche l’opposizione se ne sta rendendo conto. Wafer Veltroni

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Napolitano rende omaggio al Milite ignoto e si gode la festa dei 150 anni. Berlusconi invece viene contestato in strada. Quanto tempo il governo potrà andare avanti? Il limite ignoto

Siccome al tavolo dell’esecutivo siedono in pochi, il Cav era salito al Quirinale a chiedere il permesso di allargare il magna-magna: tutti devono partecipare al festone di Palazzo Chigi. Il Gran Gala(n)

E’ surreale sentire il ministro Prestigiacomo parlare del nucleare con tale leggerezza, come fosse una peperonata (buona, ma può dare qualche problema di indigestione). Ne abbiamo le tasche piEnel

Ora, però, anche il premier sembra tentato dal cambio di linea e comunque predica prudenza. La tragedia giapponese sortisce i suoi effetti pure sull’Italia. Meno male che Silvio Chernobyl

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Le pagelle del mercoledì

pubblicato da Massimo Falcioni

Paolo Romani: inimmaginabile. Voto 3-. Mentre il commissario Ue per l’energia Oettinger evoca il peggio e parla di “apocalisse” atomica, il ministro dello sviluppo Economico rassicura: “’inimmaginabile tornare indietro sul nucleare”. Siamo in buone mani. Castronerie prezzolate.

Giuliano Ferrara: immaginabile. Voto 4-. Il direttore del Foglio nel suo sermone dopo il Tg1 delle 20 “scambia” l’adultera con la prostituta, Ruby con la Maddalena e consiglia la marocchina: “Vai e non peccare più”. E sulle sue notti ad Arcore del Cav.: “Fatti suoi”. Trombonate prezzolate.

Le pagelle del martedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Angelino Alfano: schiaffeggiato. Voto 4. Sul processo breve il guardasigilli è smentito dal suo stesso partito: il Pdl non presenta emendamenti. A Carnevale ogni scherzo vale. Confusione o furbate da partito del “predellino”?

Stefania Prestigiacomo: da schiaffeggiare. Voto 3. Il disastro in Giappone non scuote il ministro (?) dell’Ambiente che sul nucleare declama perentoria: “Il piano dell’Italia non cambierà”. Peggio dello struzzo, c’è la … struzza.

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Satira: non spariamo "castate"

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

L’obiettivo segreto del Cav? Trasformare larvatamente anche la narrazione del Risorgimento in una specie di cine-panettone. Giuseppe Gari-Boldi

Possibile che in Italia l’unica soluzione binaria sia quella di schierarsi contro i massimalisti comunisti o contro il bunga bunga dei puttanieri? Senza se(x) e senza ma(rx)

A Fukushima si rischia la catastrofe e i nuclearisti italiani predicano calma: “Noi faremo centrali più sicure”. Fukuscemi

Si spande ottimismo sull’uso dell’atomo e si cerca così di calmare gli animi. EletTrony, non ci sono paragoni

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Ore 12 - Energie rinnovabili: il governo fa pasticci (pro nucleare)

pubblicato da Massimo Falcioni

altroChi l’ha visto, il ministro Romani? E invece il ministro allo Sviluppo economico c’è.

E, come in questo caso, mette i … bastoni fra le ruote alle fonti energetiche “rinnovabili”, un settore innovativo che vale oltre 10 miliardi di euro di fatturato, uno dei pochi in attivo anche in Italia.

Romani (paludoso e zelante esecutore del premier) ha dimestichezza solo con il sistema radiotelevisivo e sulla politica energetica ha capito che deve chiudere la porta a qualsiasi tentativo che freni o metta in discussione la scelta del governo, tutta incentrata sul nucleare.

Da qui, il gran pasticcio, fatto di spregiudicatezza e approssimazione, sul nuovo decreto in versione definitiva che boccia le condizioni proposte dal Parlamento (all’unanimità), che insiste sul meccanismo delle aste al ribasso cedendo alle lobby su rifacimenti e cogenerazioni.

Il risultato è sconcertante: addio agli investimenti per centinaia di milioni di euro, imprese senza punti di riferimento certi, lavoratori in balia di un mercato in alto mare, a forte rischio il raggiungimento degli obiettivi europei.

E’ soprattutto sul fotovoltaico che il governo da il peggio di sé: chiudere a maggio di quest’anno la fase di incentivi che doveva durare fino al 2013 vuol dire aprire un periodo di grande incertezza sul sostegno economico alle rinnovabili.

Spiega Francesca Marchini di Assosolare: “ Il decreto compromette da subito gli investimenti in corso perché determina il congelamento immediato dei finanziamenti bancari, di fatto fermando i cantieri degli impianti in costruzione”. Tant’è.

“Eppure - affermano i senatori Francesco Ferrante e Roberto Della Seta - basterebbe guardare cosa succede in Germania, la locomotiva d’Europa, dove il settore delle rinnovabili e il relativo meccanismo di incentivi nessuno si sogna di mettere in discussione perché sta coniugando l’abbattimento della CO2 a occupazione e investimenti”.

In effetti, altro che tetto a 8000mw, in Germania ne sono già stati istallati più del doppio e si conta di arrivare al 2020 con 52mila mw. E se parliamo di costi, quello per le rinnovabili sostenuto da una famiglia tedesca media è già circa di 7 euro al mese, mentre in Italia circa 2 di cui appena un terzo per il fotovoltaico. Qui, questo passa il convento.

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Le pagelle del giovedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Antonio Di Pietro: c’azzecca. Voto 8+. La Corte Costituzionale dice sì a due referendum contro la “privatizzazione” dell’acqua e uno sul nucleare. L’ex pm esulta. A volte gridare aiuta. Bel colpo. Adesso costruire la vittoria in mezzo alla gente.

Pier Luigi Bersani: zecche. Voto 5-. Oggi Direzione “bollente” del Pd. O colpo d’ala o Pd verso l’irrilevanza politica. Attesa per il “fenomeno” Renzi. Ieri nel Pci, scontro politico fra “giganti” Ingrao e Amendola. Oggi, nel Pd, balletti fra pigmei.

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