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Annozero. La Diretta di PolisBlog

pubblicato da Luca Landoni



Cari amici di PolisBlog. Tra un’ora circa daremo qui inizio alla diretta di Annozero. Ospiti e temi li trovate nel post di stamani. Appuntamento a tra poco.

Ore 21. Fine Tg. Davvero nessun italiano candidato agli Oscar? O perbaccolina! Publicitè…

Ore 21,10. Apre Santoro, invitando a leggere il Messaggero che ha trascritto la scorsa puntata parola per parola. Difende a spada tratta l’impostazione della trasmissione di giovedì scorso e fa appello direttamente al Presidente Napolitano. Non multateci! Poi legge una lettera di uno dei magistrati salernitani trasferiti. La parola a Travaglio.

Ore 21,20. Grande inizio. Travaglio spara a zero su Romeo, già condannato nel 93, quando il Comune di Napoli si era costituito parte civile contro di lui, salvo poi riaffidargli appalti negli anni successivi. Riferimento alle intercettazioni Bocchino-Lusetti (Polis ne ha parlato ampiamente) e confronto con gli Usa, dove Obama si è sentito di giustificarsi per molto meno. Tornando a Romeo, altro attacco diretto ad Alfredo Vito (oggi deputato Pdl) “garante del comitato di affari interpartitico e reo confesso”; la battuta sulla V non gli riesce - Travaglio come aspirante comico è decisamente mediocre - ma il racconto della trattativa sulla supertangente per l’appalto da 100 miliardi è gustosa. Dc, Pci, Psi, tutti con le mani in pasta all’epoca, ma è cambiato poi molto? Sì, ora è peggio; prima comandava il corrotto ora il corruttore (sempre Romeo). I ppolitici chiedono la seprazione delle carriere dei giudici, ma farebbero meglio a separare le loro carriere dai tangentari. Travaglio stasera ha convinto come mai prima. Parole di fuoco e difficilmente contestabili per un grandissimo inizio programma, forse uno dei migliori di sempre.

Ore 21,25. Parte il filmato del congresso di Veltroni in Campania. Dire che Walterone ci fa una figuraccia è poco. Dalle poche parole trasmesse si capisce ampiamente perché il Pd sotto la sua guida è destinato ad affondare inesorabilmente. Paura fottuta di cambiare, e l’intervista allo sconcertante Bassolino non fa che confermare la penosa impressione precedente. Si rientra in studio.

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Annozero. La diretta di PolisBlog

pubblicato da Luca Landoni



Cari amici di PolisBlog. Tra un’ora circa daremo qui inizio alla diretta di Annozero. Appuntamento alle 21.

Ore 21.06 Buonasera a tutti. La trasmissione prende il via con Santoro che ricorda Curzi e la pausa natalizia di Annozero fino al 15 gennaio. Ironia sull’authority che si riunisce il 24 dicembre e presentazione di Marco Travaglio.

Ore 21.15 Travaglio apre sul governatore amico di Obama, sottolineando però che negli Usa le intercettazioni sono consentite. Da qui al confronto con l’Italia il passo è breve; tutti hanno parlato di presunzione d’innocenza per Del Turco, e ora? Paragone piuttosto azzeccato tra il suddetto Blagojevic e Totò Cuffaro. Nel complesso un po’ fiacca l’invettiva di Travaglio; sappiamo tutti che il confronto tra la magistratura americana e quella italiana - una delle più politicizzate al mondo - è pressoché inattuabile. Del Pd poi si è parlato pochissimo, quasi niente (solo un accenno nel finale all’Abruzzo). Siamo tutti d’accordo che Cuffaro è impresentabile, ma perché non citare neanche uno dei protagonisti dello scandalo napoletano? Era l’occasione per dimostrare di saper denunciare tutti con equidistanza, e questa occasione Travaglio l’ha immancabilmente persa. Delusione.

Ore 21.21 Al ritorno in studio la parola a Di Pietro (febbricitante) che affronta di petto il caso Margiotta. L’Idv è stato l’unico partito a votare a favore dell’autorizzazione a procedere per il deputato Pd, e il suo leader giustamente lo fa notare, sottolineando che non c’era alcuna ragione per votare contro. Difficile dargli torto e fin dall’inizio si ha l’impressione che sarà la sua trasmissione. Ghedini (Pdl) risponde che avrebbe votato anche lui no se fosse stato presente, ma fa notare che il voto negativo blocca solo l’arresto non le indagini, che possono comunque proseguire. Certo, risulta difficile inquadrare il suo intervento in qualcosa di diverso di una difesa d’ufficio della “casta”, e facciamo anche rilevare che il governo ha ritenuto di mandare un esponente del tutto secondario per sostenere le sue posizioni.

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Scandalo Romeo-Global Service. Spunta il nome di Rutelli. I testi delle intercettazioni che lo riguardano

pubblicato da Luca Landoni

La tangentopoli napoletana si allarga sempre più, e da caso locale si trasforma in cartina di tornasole nazionale. Ieri abbiamo detto del coinvolgimento dei parlamentari Bocchino e Lusetti, ambedue apparsi fiduciosi nella magistratura e intenzionati a consentire l’uso delle intercettazioni (tanto sarebbero saltate fuori comunque, come stiamo vedendo); oggi cominciano a fare capolino nomi grossi. Ciò non significa ovviamente che si siano macchiati di qualche colpa, non fino a prova contraria almeno, ma dimostra in ogni caso la presenza di una rete di conoscenze quantomeno anomala e tutt’altro che trasparente.

Occupiamoci dunque di Francesco Rutelli e vediamo come ne parlavano (fonte Il Giornale) il presunto corruttore Romeo e l’assessore suicida Nugnes:

N: “Stamattina mi ha chiamato Renzo (Lusetti, NdR). Mi ha detto che voleva fare una chiacchierata con te, insomma eventualmente per vederci con Rutelli”.
R: “Dobbiamo parlare con Francesco?”
N: “Insieme parliamo con Francesco, perché a me sinceramente questo percorso mi sta stretto…” E qualche giorno dopo:
R: “Pensavo di vederti a Roma perché ho avuto un invito di Francesco di suo pugno […] Ti ho fatto una buona piazza.”
N: “Hai parlato con Francesco?”
R “Sì, gli ho detto le cose mie napoletane, come andavano, chi mi stava aiutando, ha voluto sapere se il tuo capo (la Iervolino, NdR) era disponibile con me, oppure…”

Questa è la prima parte delle intercettazioni riguardanti Rutelli. Ricordiamo sempre che stiamo parlando di un imprenditore, il nostro Romeo, estremamente chiacchierato. Finito in carcere durante Tangentopoli, quella del 92, Romeo si è incredibilmente riciclato, riuscendo a ricreare il medesimo sistema a Napoli. Se la veridicità dei testi delle intercettazioni venisse confermata, avere anche solo contatti con un personaggio così ambiguo sarebbe di per sè una colpa. Passiamo comunque alla seconda parte, sempre pubblicata dal Giornale:

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