
Ricordate la meravigliosa campagna lanciata dai lanzichenecchi del Pdl e sostenuta dal Giornale di Famiglia in favore dell’abolizione del canone Rai, odioso balzello utile soltanto a pagare lo stipendio dei giornalisti comunisti?
Benissimo, forse l’idea di abolire il canone non era poi così sbagliata, visti i milioni di euro sputtanati per finanziare la barzelletta cinematografica sul Barbarossa voluta dal Bossi e considerato il milione virgola sei di euro all’anno che dovrebbe essere pagato per rinnovare il contratto a Bruno Vespa.
Secondo il Corriere della sera questo sarebbe solo il minimo sindacale, a cui poi si aggiungerebbero dei bonus per eventuali altri lavoretti e partecipazioni a programmi tv. Facendo una semplice divisione sarebbero circa 133 mila euro al mese. Attendiamo con ansia le denuncie di Libero e del Giornale per far tagliare lo stipendio a Vespa. Le faranno, vero??
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