
“Tra i più grandi problemi del processo Eichmann, uno supera per importanza tutti gli altri. Tutti i sistemi giuridici moderni partono dal presupposto che per commettere un crimine occorre l’intenzione di fare del male.
Se c’è una cosa di cui la giurisprudenza del mondo civile si vanta, è proprio di tener conto del fattore soggettivo. Quando manca questa intenzione, quando per qualsiasi ragione (anche di alienazione mentale) la capacità di distinguere il bene dal male è compromessa, noi sentiamo che non possiamo parlare di crimine.
Noi respingiamo e consideriamo barbariche le tesi che ‘un delitto grave offende la natura sicché la stessa terra grida vendetta; che il male viola un’armonia naturale che può essere risanata soltanto con la rappresaglia; che una comunità offesa ha il dovere di punire il criminale in nome di un ordine morale’ (Yosal Rogat).
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A pochi giorni dall’arrivo, in Italia, di Avatar qualcuno su facebook ironizzava sulla scena di sesso che è stata tagliata dal regista per impedire che la censura potesse ridimensionare un investimento degno di Ben Hur.
Ebbene, a pochi giorni dal 27 gennaio (dedicato, come sempre, alla Shoah) un deputato della Lega Nord, tale Paolo Grimoldi, ha presentato un’interrogazione parlamentare al Ministro dell’Istruzione sul Diario di Anna Frank.
Secondo l’esponete leghista il libro non sarebbe adatto a dei bambini frequentanti la quarta elementare per via della pagina in cui la protagonista della storia racconta delle proprie parti intime.
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L’attuale organizzazione dei Ministeri è adeguata alla classe politica italiana? Probabilmente No. Per capirlo è sufficiente riflettere su alcune dichiarazioni di Franco Frattini che dimenticandosi, evidentemente, del suo incarico invece di parlare del rapporto tra l’Italia e l’Estero ragiona sulla riforma della Costituente.
Sì. Anche lui. I problemi del Governo, che rispetto al precedente può contare su una maggioranza compatta (malgrado l’abuso del voto di fiducia), secondo il Ministro degli Esteri sarebbero risolvibili cambiando il sistema legislativo italiano.
“È – ha dichiarato l’esponente politico a proposito di una nuova possibile costituente - un’idea interessante proprio perchè limita i contraccolpi che la lotta politica quotidiana può avere sul dialogo per le riforme”.
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Contrariamente a quello che molti potrebbero pensare, i vescovi iper-conservatori e sempre pronti ad entrare a gamba tesa nel dibattito politico - à la Ruini, per intenderci - non sono una prerogativa della cattolicissima Italia. Se ne trovano infatti alcuni riuscitissimi esemplari anche nella ben più laica Germania.
Il vescovo di Ausburg Walter Mixa, ad esempio, si è recentemente scagliato contro la crescente mancanza di fede dei suoi connazionali, affermando che “nel secolo scorso i regimi senza Dio del nazismo e del comunismo (..) hanno dimostrato in maniera tremenda l’inumanità dell’ateismo messo in pratica” e aggiungendo, con una citazione di Dostoevskij, che “se Dio non esiste, tutto è permesso”.
Affermazioni che non potevano che scatenare una ridda di polemiche in un paese in cui solo il 22% della popolazione non dubita dell’esistenza di Dio, e il cui passato totalitario non ha mai cessato di essere una ferita aperta. Lo stesso Der Spiegel si è dedicato con una certa efficacia a smontare le tesi di Mixa, il quale non è peraltro nuovo a questo genere di esternazioni.
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Antonio Di Pietro taglia corto: “In Italia c’è un fascismo di ritorno. Come volevasi dimostrare: fascisti erano e fascisti sono rimasti e ora siedono anche nelle istituzioni e anelano alla riapparizione di quei periodi bui della nostra storia”.
Incredibile ma vero: almeno 150 mila giovani italiani sotto i 30 anni vivono nel culto del fascismo o del neofascismo. E molti di questi nel mito di Hitler.
Sono dati del libro di Paolo Berizzi “Bande nere, come vivono, chi sono, chi protegge i nuovi nazifascismi” (Bompiani editore), da domani in libreria. Un libro illuminante e inquietante. Con degli scoop che mettono i brividi.
Rivelazioni con preoccupanti contiguità: una recente foto del ministro La Russa in posa con un “camerata” della famiglia mafiosa siciliana Crisafulli, narcotraffico e spaccio di droga a Milano.
C’è anche, in altra pagina, il ministro Ronchi con uno dei fondatori del circolo nazifascista Cuore nero, i “bravi ragazzi” del brindisi all’olocausto.
Il camerata “amico” di Ronchi è Roberto Jonghi Lavarini capo del comitato Destra per Milano (confluito nel Pdl!) e sostiene le “destre germaniche”, il partito boero sudafricano pro-apartheid e si vanta di appartenere alla fondazione Augusto Pinochet.
Vi ricordate di Richard Williamson, il cardinale riabilitato da Benedetto XVI che nega l’Olocausto e mette in discussione l’esistenza stessa delle camere a gas? Il Williamson è stato recentemente espulso dall’Argentina, dove il ministro dell’interno gli ha intimato di “abbandonare il Paese in maniera perentoria entro dieci giorni”.
Un personaggio non molto positivo, dunque, di cui si ricordano anche quelli della Lega Nord. Ma non per sputtanarlo come fanno tutti, quanto invece per tributargli un omaggio. Come potete vedere qui sopra, i Volontari verdi diretti da Mario Borghezio, mettono in rilievo la figura di Sua Eccellenza Reverendissima Mons. Richard Williamson, che ha ha rilasciato una interessante intervista esclusiva al sito del Circolo Christus Rex, sui temi religiosi e sociali più importanti del nostro tempo.
Quindi, secondo i Volontari verdi, si può “tutelare e promuove e il principio di legalità al fine di difendere il diritto dei cittadini ad una vita tranquilla nel pieno rispetto dell’ordinamento legale vigente” porgendo un tributo a chi nega lo sterminio di milioni di persone in modo tanto spudorato da essere espulso dallo Stato dove vive…

Indovinello: chi ha rilasciato la seguente dichiarazione?
Io so che le camere a gas sono esistite almeno per disinfettare, ma non so dire se abbiano fatto morti oppure no, perchè non ho approfondito la questione. Tutta questa polemica riguardo l’esistenza delle camere a gas è una potentissima strumentalizzazione in funzione anti-Vaticano.
Se avete risposto “il vescovo Richard Williamson“, avete perso. Si tratta infatti dell’italianissimo don Floriano Abrahamowicz, il prete belloccio che vedete ritratto nella foto qua sopra mentre inaugura con la sua benedizione il Parlamento padano di Vicenza. Era l’11 febbraio del 2007, e davanti al capo della comunità lefebvriana del Nordest c’erano Roberto Maroni e i vertici della Lega Nord al gran completo.
Continua a leggere: Floriano Abrahamowicz: il Williamson italiano che benedice la Lega Nord
Nel 2005, al momento dell’elezione di Josef Ratzinger al soglio pontificio, la Germania era quasi unanimemente in festa: dalla Seconda Guerra Mondiale in poi, infatti, non accade spesso che un tedesco occupi una posizione in cui (potenzialmente) si è oggetto di ammirazione e devozione da parte di uomini e donne di tutto il mondo.
Poco meno di 4 anni più tardi, il clima sembra ben diverso in terra teutonica: la riabilitazione del vescovo negazionista Williamson e la recente nomina a Vescovo di Linz dell’ultraconservatore Gerhard Wagner come Vescovo ausiliare di Linz hanno attirato al Papa tedesco una valanga di critiche nel suo paese d’origine.
E non solo - come ci si potrebbe attendere - dalla stampa più o meno liberale, ma anche in maniera crescente da esponenti della Chiesa Cattolica tedesca stessa, tra cui arcivescovi e teologi di spicco. E i toni che hanno scelto non sono stati dei più moderati.
Continua a leggere: Caso Williamson: la Germania in rivolta contro il "suo" Papa

Un segnale negativo, angosciante e incomprensibile. E’ terribile che un vescovo negazionista della Shoah, fatto storico incontestabile, sia riabilitato e legittimato. Le frasi da lui pronunciate sono a suo discredito e totalmente inaccettabili non solo dagli ebrei ma da tutti quanti. Il Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Renzo Gattegna, reagisce così alla revoca da parte di Benedetto XVI della scomunica dei vescovi lefebvriani, tra cui monsignor Richard Williamson, che in alcune recenti dichiarazioni ha negato la Shoah.
La scelta di riabilitare i vescovi che fanno riferimento a monsignor Marcel Lefebvre, morto nel 1991 e fondatore del movimento tradizionalista, non poteva cadere – al di là della sua opinabilità – in un momento più infelice, proprio a ridosso del 27 gennaio, Giornata della Memoria e del ricordo delle vittime dello sterminio nazista. Uno dei quattro si chiama appunto Richard Williamson ed ha affermato Io credo che le camere a gas non siano mai esistite… penso che dai 200mila ai 300mila ebrei siano morti nei campi di concentramento, ma nessuno nelle camere a gas. Una dichiarazione che il superiore dei lefebvriani, monsignor Bernard Fellay, ha sminuito relegandola a “private opinioni”.
Di fronte alla marea di critiche circa la scelta di conferire un riconoscimento a questi personaggi, revocandogli la scomunica, Angelo Bagnasco, presidente dei vescovi italiani, afferma che le parole di Williamson sulla Shoah sono «infondate» e «immotivate»: Mentre esprimiamo il nostro apprezzamento per l’atto di misericordia del Santo Padre manifestiamo il dispiacere per le infondate e immotivate dichiarazioni di uno dei quattro Vescovi interessati circa la Shoah; dichiarazioni peraltro rese alcuni mesi or sono e solo adesso riprese con intento strumentale; dichiarazioni già ripudiate dalla stessa Fraternità».
Quindi, secondo Bernard Fellay un vescovo può manifestare liberamente e senza conseguenze “opinioni personali” che mettono in discussione il più efferato genocidio degli ultimi secoli mentre per Angelo Bagnasco il fatto che quella dichiarazioni siano vecchie di qualche mese le rende accettabili.
L’urgenza di Benedetto XVI di reintegrare i seguaci di Lefebvre rientra nelle questioni interne e nei segreti del Vaticano. Però il messaggio che viene trasmesso riaprendo le porte a Richard Williamson va oltre i confini della Santa Sede e getta un’ombra cupa sul 27 gennaio 2009.
Nella galleria qui sotto vedete le foto del lager di Dachau, uno dei luoghi dove, secondo Williamson e altri personaggi del suo calibro, dal 1940 al 1944 non è successo quasi niente.