
La morte di Brenda, la transessuale travolta dallo scandalo di Piero Marrazzo, non è solo un fatto di cronaca. Con annesse prevedibili opinioni, come quella Vladimir Luxuria secondo la quale la persona sarebbe stata uccisa.
La morte di Brenda racconta molto di più. Per capirlo è sufficiente riflettere sulle dichiarazioni rilasciate da Barbara, amica transessuale della persona morta, poche ore dopo il ritrovamento del cadavere.
“Né la Polizia né Carabinieri hanno fatto nulla. Tutti le trans che abitano in questa zona – ha dichiarato Barbara - sono a rischio di morte, abbiamo molta paura dei romeni”.
Continua a leggere: Caso Marrazzo: la morte della trans Brenda non è solo una storia di cronaca

Dalla bocciatura della legge contro l’omofobia presentata da Paola Concia è passato un mese. Il dibattito postumo, soprattutto sull’identità del Partito Democratico che ha contribuito ad affossare la proposta fatta da un membro di questo schieramento, è stato piuttosto acceso.
Tra le molte persone che hanno manifestato il proprio disappunto si è contraddistinta Cristiana Alicata. Manager. Scrittrice. E impegnata politicamente con i Mille di Giuseppe Civati e di molte altre persone che hanno sostenuto la mozione di Ignazio Marino.
Nelle ultime legislature ci sono stati diversi esponenti LGBT in Parlamento, uno su tutti Vladimir Luxuria, eppure i diritti alle persone non eterosessuali tardano ad arrivare. È colpa, secondo lei, anche dei rappresentanti?

Negli ultimi giorni si è molto parlato di Paola Concia. Non solo perché sostiene la mozione Marino. Di Paola Concia si è disquisito, soprattutto, per via della bocciatura contro l’omofobia sulla quale stava lavorando. Da più un anno.
L’intervista che trovate di seguito è stata registrata prima di questo momento. Dopo, però, della sentenza del Tar di Lecce a causa del quale è stata sciolta la giunta (a maggioranza Pd) di Taranto per assenza di donne.
Con Paola Concia non abbiamo parlato solo della scomparsa delle donne in politica. Anzi. A lei abbiamo chiesto delucidazioni sull’assenteismo a causa del quale il progetto sullo scudo fiscale, contestato dal proprio schieramento, è diventato legge.
“Ghe pensi mi“, ha detto il SuperCav riferendosi alla democrazia. E la Carfagna vuole fare la stessa cosa in merito alla legge sull’omofobia. Ha tranquillizzato la Concia e ha detto che ci pensa lei. Gay pensi mi
Repubblica attacca De Bortoli per il suo “terzismo”, ma sulla graticola finisce anche Sansonetti, giudicato frequentatore troppo assiduo delle poltrone bianche di Vespa. Sc-Altro
‘Mr scucchia’ Belpietro si lamenta che nessuno lo difende sulla storia dei fusillotti e del presunto vilipendio al capo dello Stato. Ebbene, lo difendiamo noi: i fusillotti non sono vilipendio e Belpietro è notoriamente un signore. Una pasta…d’uomo
Anche il ct della Nazionale di calcio si fa prendere dagli attacchi di delirio persecutorio in stile Cav e dopo la prestazione barbina con Cipro si scaglia contro il pubblico disfattista e anti-italiano di Parma, reo di aver fischiato la squadra e di avergli chiesto per l’ennesima volta Cassano. Cos’è, vilipendio pure questo? Denunciamo qualche migliaio di persone? Non sarebbe il caso di sdrammatizzare? Lippi calzelunghe
Suor Binetti dopo il voto della discordia sull’omofobia: “Voglio sapere cosa farà il Pd: ammetterà libertà di coscienza o ogni volta che qualcuno la invocherà sarà buttato via?“. Giustificazione s-Concia
Ma si può invocare la scelta etica di fronte a una legge che bada solo all’ordine pubblico e alla difesa dell’incolumità fisica delle persone? Finanche il cattolicissimo Soro, da capogruppo, perde le staffe con la Binetti. Abiezione di coscienza
Che la legge sia stata affossata perché in realtà entrambi gli schieramenti vogliono prendersi il merito di averla promossa? Non è tutto ‘omo’ ciò che luccica
Proposta choc dei movimenti lgbtqi: una norma che dia un’attenuante a tutti quelli che aggrediscono politici con un cognome che inizia per ‘B’. Buttiglione, Binetti, Berlusconi, Bossi, Branceschini, Basini, Balderoli…
Governo: bocciato in economia. Voto – 9. L’esecutivo bocciato sulla Finanziaria dalla Confindustria. Il presidente Emma Mercegaglia non fa sconti: “Ci vuole una politica di lungo respiro che elimini il debito pubblico”. Padroni e lavoratori uniti contro il governo?
Pd: fiction gay. Voto – 9. Lotta all’omofobia: la destra divisa (ma con l’aiuto dell’Udc) blocca la legge. Gay buttati al macero. Anche (o soprattutto?) dall’incomprensibile Pd che contribuisce ad affossare un atto di civiltà. Nuovo errore tattico o miseri calcoli congressuali?
Stavolta è stata probabilmente la goccia che farà traboccare il vaso: suor Binetti rischia l’espulsione dopo il voto sulla legge contro l’omofobia. Se va via lei, Rutelli avrà un pretesto in più per sbattere la porta (a porta). E qualcun altro della pattuglia teodem si aggregherà ai fuoriusciti che viaggiano verso il centro. Trans-umanza
L’immagine dell’Italia all’estero è già alquanto malmessa. Ci salvano ancora la Ferrari, i vini, Morricone e la nostra partecipazione da protagonisti a qualche missione di ‘pace’ tipo il Libano. SputtaNATO
Che si faccia prima o dopo altre riforme, comunque è certo che il SuperCav vuole mutare il volto della Consulta. Corte prostituzionale
Halloween si avvicina. Pure le primarie del Pd. Insomma, è il mese dei mostri. Ma anche delle zucche vuote. Pensate a Gasparri? Nooo…e perché? Intanto il superpremier pensa a un festone a Palazzo Grazioli. Ducetto o scherzetto?

Non è diventata legge la proposta fatta da Paola Concia contro l’omofobia. Ad affossare il progetto sarebbe stata, per l’ennesima, una parte del Partito Democratico riconducibile alla stessa sostenitrice di Ignazio Marino.
A poche settimane, dunque, dalla votazione sullo scudo fiscale il copione cambia di poco. L’assenza fisica ingiustificata viene sostituita con quella mentale a causa della quale una coalizione politica, al di là del contenuto sulla quale è chiamata a legiferare, non rimane compatta.
Su questo, oggi, si dovrebbe ragionare per capire se sia giusto affidare a Dario Franceschini per l’ennesima volta un partito che ha contribuito a distruggere non sapendo scegliere la linea guida. Che piaccia o meno.

A Roma, domenica scorsa, il movimento omosessuale italiano ha, come spiegato da Giuliano Federico (direttore di gay.tv) a polisblog, iniziato la propria metamorfosi a seguito della quale si suppone che il confronto con le istituzioni non avverrà più attraverso il pride.
A Roma, domenica scorsa, il Ministro per le Pari Opportunità è stata fischiata da un gruppo di persone. Il gesto è stato fortemente criticato dalla giornalista Delia Vaccarello che da anni, per l’Unità, racconta storie di persone non eterosessuali.
A Roma, ieri, un’altra coppia omosessuale è stata aggredita. Ancora. Necessaria più che mai sembra dunque la legge contro l’omofobia che Mara Carfagna sta studiando grazie al prezioso contributo di Paola Concia. Esponente del Partito Democratico nonché sostenitrice di Ignazio Marino.
Continua a leggere: Contestata Mara Carfagna, per colpa di Luca Volontè?
Se il Nobel a Obama vale più come auspicio che come riconoscimento, allora l’anno prossimo diamolo per davvero al SuperCav. Nella speranza che dia una calmata ai suoi ormoni. Nobel per la pace (dei sensi)
La comunità Lgbtqi protesta contro una legge anti-omofobia giudicata troppo debole e timida. In Parlamento, però, gli unici ‘trans’ che piacciono sono i transfughi. Trans-atlantico
Alla (cir)convenzione (d’incapace) del Pd, Bersani lancia il suo grido: rifacciamo l’Ulivo, ci vuole una politica di combattimento. Avanti, miei…Prodi
Ma non tutti gli ‘eroi’ si faranno reclutare. Anzi, c’è qualcuno che sta già pianificando una ribellione e un addio. Guglielmo (Ru)Tell