
A Roma, domenica scorsa, il movimento omosessuale italiano ha, come spiegato da Giuliano Federico (direttore di gay.tv) a polisblog, iniziato la propria metamorfosi a seguito della quale si suppone che il confronto con le istituzioni non avverrà più attraverso il pride.
A Roma, domenica scorsa, il Ministro per le Pari Opportunità è stata fischiata da un gruppo di persone. Il gesto è stato fortemente criticato dalla giornalista Delia Vaccarello che da anni, per l’Unità, racconta storie di persone non eterosessuali.
A Roma, ieri, un’altra coppia omosessuale è stata aggredita. Ancora. Necessaria più che mai sembra dunque la legge contro l’omofobia che Mara Carfagna sta studiando grazie al prezioso contributo di Paola Concia. Esponente del Partito Democratico nonché sostenitrice di Ignazio Marino.
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Se il Nobel a Obama vale più come auspicio che come riconoscimento, allora l’anno prossimo diamolo per davvero al SuperCav. Nella speranza che dia una calmata ai suoi ormoni. Nobel per la pace (dei sensi)
La comunità Lgbtqi protesta contro una legge anti-omofobia giudicata troppo debole e timida. In Parlamento, però, gli unici ‘trans’ che piacciono sono i transfughi. Trans-atlantico
Alla (cir)convenzione (d’incapace) del Pd, Bersani lancia il suo grido: rifacciamo l’Ulivo, ci vuole una politica di combattimento. Avanti, miei…Prodi
Ma non tutti gli ‘eroi’ si faranno reclutare. Anzi, c’è qualcuno che sta già pianificando una ribellione e un addio. Guglielmo (Ru)Tell

Finirà, la prossima settimana, il VII Congresso dell’associazione Luca Coscioni a cui è legato da diversi anni Marco Cappato. Intervistato da polisblog l’esponente dei Radicali, oltre ad analizzare l’assenza in video del proprio partito, ci ha spiegato perché l’attuale opposizione non può essere definita tale.
Stando a quanto documentato dai mass media sembrerebbe che i radicali siano scomparsi. È davvero così? Perché, secondo lei, il partito a cui appartiene non cattura l’attenzione della televisione?
Parlano i dati, che ci danno sotto l’1% di presenza media sulle televisioni nazionali. Se fossero ponderati con l’audience effettiva saremmo ancora più vicini allo zero. Si può anche ricorrere a un metodo più empirico: chi c’ha visto in tv dopo le elezioni europee? Siamo cancellati perché non possiamo dire quello che pensiamo, cioè che è ora che il Sessantennio di questo regime anti-democratico si chiuda, e che ci candidiamo, come Radicali, a governare questo Paese in sintonia con l’opinione pubblica sui temi più importanti.
L’attuale Governo tace sulle politiche sociali. Tra i vari diritti non concessi agli italiani, quali sono i tre che secondo lei prima di altri andrebbero concessi?
La prima cosa sarebbe quella di rispettare i diritti che già esistono, a partire da quelli civili e politici. La più grande questione sociale è oggi quella della giustizia: 10 milioni di processi pendenti e 150.000 reati che vanno in prescrizione ogni anno. Da una parte il calvario di imputati e detenuti, dall’altra l’impunità garantita a chi è in grado di ritardare la giustizia.

A Milano, ieri, si è tenuta una fiaccolata contro l’omofobia. Dell’evento, al quale non hanno partecipato le autorità località, non ha scritto nessuno. Probabilmente non fa notizia un gruppo di persone che sfilano “in borghese” contro quanto è accaduto nelle scorse settimane.
L’unico accenno a quanto è accaduto ieri è stato fatto questa mattina dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Intervenuto alla Farnesina, durante la conferenza internazionale contro la violenza sulle donne il Presidente della Repubblica ha dichiarato:
“La lotta contro ogni sopruso ai danni delle donne, contro la xenofobia, contro l’omofobia fa tutt’uno con la causa del rifiuto dell’intolleranza e della violenza, in larga misura oggi alimentata dall’ignoranza, dalla perdita dei valori ideali e morali, da un allontanamento spesso inconsapevole dei principi su cui la nostra Costituzione ha fondato la convivenza della nazione democratica”.
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Il mandato di Gianni Alemanno, attuale sindaco di Roma, potrebbe essere compromesso dall’estrema destra locale che non perde occasione per sottolineare la propria leadership sulla capitale.
A pochi giorni dalla serie di aggressioni omofobe, culminate nel lancio di bombe carta, i quotidiani registrano il boicottaggio del nuovo film di Michele Placido “il grande sogno”. Sui cartelloni pubblicitari della pellicola è stato infatti scritto ripetutamente “No 68”.
Il sindaco ha già fatto sapere di partecipare alla prima dopo aver confermato la propria presenza al Gay Village a seguito, appunto, degli attacchi contro la comunità gay locale. Replicando, quindi, la possibile soluzione Gianni Alemanno tenta malamente di prendere le distanze da un gruppo di persone politicamente vicino a lui.
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