Nuova uscita del picconatore nazionale, che anche stavolta non le manda a dire, come si legge in un’intervista rilasciata oggi al Giornale. “L’arresto di tutta la giunta regionale Pd abruzzese è il primo avvertimento. Poi toccherà, come è già successo, alla moglie di Mastella, alla moglie di Veltroni“. E sui motivi:
“E’ la reazione della magistratura al discorso di D’Alema, che alla Camera ha riconosciuto l’esistenza del nodo politica-magistratura. E anche al discorso di Violante, che ha aperto all’immunità parlamentare. Lo strapotere della magistratura” - continua Cossiga - “nasce proprio dalla soppressione dell’immunità parlamentare, che era il confine tra istituzioni rappresentative e magistratura e affermava la supremazia del parlamento”.
Quindi il presidente emerito torna su Tangentopoli:
“Questi non hanno capito che oggi non è più come ai tempi di Tangentopoli. Allora la magistratura non decise di aiutare la sinistra, ma comprese che non si poteva mettere contro tutti. Si pensava che i comunisti fossero i più forti e si mise con loro. Ora però la magistratura militante è un’entità politica distinta e non ha più bisogno dell’appoggio di un partito”.
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Da Parigi il premier Silvio Berlusconi coglie al volo l’occasione Del Turco per ribadire il suo pensiero sulla giustizia italiana. “Mi sembra una cosa molto strana che ci sia una decapitazione completa, quasi una retata, di un intero governo di una regione” - ha affermato, rispondendo alla domanda specifica di un giornalista. - “Ho sentito anche il teorema accusatorio, conoscendo l’attuale sistema dell’accusa in Italia, ma molto spesso i teoremi accusatori sono teoremi che non vengono confermati”.
Il fatto che questa volta a essere colpito sia un’esponente dell’opposizione non riveste alcuna importanza secondo il Cavaliere, che ha ricordato a titolo d’esempio il caso dei suoi ipotetici reati ambientali in Sardegna per Villa Certosa, caso poi finito in una bolla di sapone. Lo stesso uso della parola teorema è invece per l’Associazione Nazionale Magistrati un tentativo di gettare discredito sulla categoria, che dimostra la non conoscenza dei fatti da parte del Presidente del Consiglio, stando alle dichiarazioni del segretario Giuseppe Cascini.
In attesa di poter meglio valutare i fatti, di cui potete farvi un’idea bipartisan con gli articoli di Repubblica e Giornale citati nel pezzo di Marco Paganini, non possiamo non rilevare che il caso Del Turco per Berlusconi cada proprio al momento opportuno, consentendogli di dimostrare che la sua fissazione per la giustizia sarebbe fondata e del tutto indipendente dal ricavo di eventuali vantaggi politici. La strategia è simile a quella usata per il caso Unipol, che viene utilizzato dal governo per avvalorare la necessità di una legge di regolamentazione delle intercettazioni telefoniche, giacché questa sarebbe nell’interesse di tutti.
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