
Ci sono voluti mesi di lotte e pressioni, e un numero indefinito di fiducie poste al governo per “saltare” i franchi tiratori del Pdl, ma alla fine il più ambizioso progetto di legge di sempre in materia di sicurezza è giunto a destinazione. Il voto di ieri (157 sì, 124 no) lo consegna alla storia di un paese che finalmente può dirsi più civile e rigoroso, in barba ai furbi e ai delinquenti che - sebbene siano indebellabili - da oggi la faranno un po’ meno da padroni.
Si tratta di una vittoria epocale del centrodestra, che agli occhi dell’elettorato seppellisce tutti i gossip dei mesi scorsi e le numerose magagne governative. Una bella pennellata di bianco che mischia efficienza (speriamo) e soprattutto concretezza. Si tratta esattamente di quello che il popolo italiano vuole, e che il centrosinistra continua a non capire, abbacinato dalle sirene dei vari Monsignor Marchetto e Don Ciotti, i cui strepiti non rappresentano il Vaticano, ma posizioni oscurantiste che appartengono a quello stesso infelice buonismo di facciata che tanti danni ha arrecato al nostro paese.
Quando l’opposizione comprenderà che essere di sinistra non significa per forza avversare qualunque misura contro malfattori e clandestini, forse avrà di nuovo una chance di ricreare l’alternanza di governo. Fino ad allora Lega e Pdl manterranno le chiavi di un consenso plebiscitario e privo di concorrenza.
Ciò detto - e rimesso anche all’opinione dei lettori - vi rimandiamo al successivo post di analisi, che riassume il testo in 10 punti fondamentali.

Gli argomenti più associati alla parola “Italia” sulle pagine della stampa straniera questa settimana sono stati le politiche dell’immigrazione e la xenofobia. Causa scatenante, il discusso respingimento di imbarcazioni cariche di migranti provenienti dalla Libia e l’approvazione del pacchetto sicurezza firmato Lega Nord. Molto attenta come sempre la stampa francese: Le Figaro ad esempio ha dato voce fin dall’inizio alle inquietudini dell’ONU (che hanno avuto eco perfino in India), riferendo poi dell’”indignazione” che l’espulsione ha suscitato in Italia (di indignazione ha parlato anche il cipriota Phileleftheros).
A proposito del pacchetto sicurezza, invece, il giornale del centro-destra francese ha titolato “Il Parlamento italiano criminalizza l’immigrazione clandestina”, mentre Le Monde ha parlato di un’Italia che “si dota di una politica di immigrazione decisamente di destra”. La ragione, secondo il quotidiano francese, sarebbe che “a un mese dalle elezioni europee, il capo del governo non vuole che la Lega Nord rimanga più a destra di lui”. In un altro articolo infatti il corrispondente Philippe Ridet nota che “ad un mese dalle elezioni, Berlusconi predilige il fronte sicurezza della sua maggioranza” e sottolinea i giochi politici interni alla destra italiana:
“La vittima di questa escalation a destra non è altro che il secondo dei principali alleati di Berlusconi: il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ex-presidente di Alleanza nazionale. Nel suo discorso durante il congresso per la fondazione del Popolo della Libertà, Fini aveva giustamente descritto l’Italia del futuro come un paese multietnico. Da allora, moltiplica le uscite “umaniste” per meglio sottolineare la sua differente opinione. Berlusconi aveva dato ragione a Fini ritirando la legge sulla sicurezza che obbligava i direttori scolastici a denunciare i bambini di immigrati irregolari. Questa volta, ha scelto di seguire Maroni e cavalcare l’onda xenofoba che attraversa l’Italia”
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Il pacchetto sicurezza è ormai a un passo dall’entrata in vigore. Tra le varie norme che prevede vi sono l’obbligo di registrarsi all’anagrafe, di avere un reddito e un’abitazione che rispetti le norme igienico-sanitarie, la confisca di case affittate a clandestini e l’istituzione di una banca dati del DNA, al fine di controllare la veridicità dei ricongiungimenti familiari. Sarà infine attuato il censimento obbligatorio di tutti gli occupanti dei campi nomadi (non solo rom quindi), bambini compresi, fatto che ha scatenato una ridda di polemiche in parte riportate da Polisblog.
E’ prevista infine l’introduzione dei reati di accattonaggio e immigrazione clandestina, altra novità per la quale il governo è stato accusato di razzismo, discriminazione razziale e quant’altro. Ma siamo davvero così intolleranti come si dice? Per rispondere alla domanda, il Senato della Repubblica ha commissionato uno studio approfondito sulla regolamentazione di questo reato nei principali paesi europei.
Gavino Angius: Berlusconi replay. Voto + 9. “Una peculiare forma di immunità parlamentare per le alte cariche dello stato non è affatto uno scandalo. Ma va ricercato il percorso legislativo più efficace, di individuare le norme più equilibrate per il nostro ordinamento istituzionale lavorando per consentire le più larghe convergenze politiche e parlamentari. In ogni caso è un tema del tutto distinto ed estraneo alla materia e alle norme contenute nel “pacchetto sicurezza. Sempre va rispettata la sovranità del Parlamento, da parte di tutti, e dunque da parte della stessa Magistratura”. Della serie: quando si parla forte e chiaro.
Antonio Di Pietro: briglie perse. Voto – 9. Le pensa e le fa tutte l’ex pm per smarcarsi e arraffare consensi. Proprio un bell’acquisto, per Veltroni! Dov’è finita la leale sintonia dell’Idv con il Pd per una strategia comune? Di Pietro è oramai incontrollabile nella sua deriva giustizialista, respinta dagli italiani. Alla fine fra Di Pietro e Veltroni sarà divorzio, anzi “ripudio”. Non è quella la strada del riformismo, fatta di azioni moderate e responsabili per raggiungere obiettivi concreti di giustizia sociale e civile. La protesta indistinta e giustizialista è, paradossalmente, l’altra faccia del “berlusconismo”. Comunque porta acqua al mulino del Cavaliere.
E’ passato poco dopo le 12 in Senato il decreto legge che contiene in pacchetto sicurezza del governo e che soprattutto contiene il c.d. emendamento Salva-Berlusconi, la norma blocca processi. Certo, i legali del Premier hanno fatto sapere che Berlusconi non ne beneficierà (e anche qui si dovrebbe capire com’è che certi reati che dovrebbero essere coinvolti alla fine ne resteranno esclusi), ma la polemica è ancora forte, tanto più che si attende ne pomeriggio il parere del Csm.
Il dibattito in aula è stato connotato da un paio di interventi piuttosto pacati e improntati anche alla salvaguardia del dialogo tra maggioranza e opposizione (Briccolo - Lega Nord - e Finocchiaro - Pd -), ma gli interventi più interessanti sono stati quelli del presidente dei senatori della maggioranza, l’onorevole Gasparri, e quello del senatore a vita Cossiga. Il primo ha difeso strenuamente il provvedimento elencando tutti o quasi gli interventi che attuerà, e rimarcando alcune incoerenze dell’opposizione, che approvò provvedimenti da lui definiti simili. Molto più interessante il parere di Cossiga, che dichiara la sua astensione, un voto che sarebbe stato contrario, per il timore che la sua obiezione dovuta più che altro al suo anti-razzismo e alle sue credenze religiose, venisse interpretato come segno di approvazione per l’opera di quella che definisce una lobby sindacale ed eversiva, cioè l’Associazione Nazionale Magistrati.
A supporto dell’opinione del Presidente Cossiga era arrivato anche l’editoriale di Famiglia Cristiana che definisce le regole introdotte con l’approvazione del dl contrarie alla democrazia, anticostituzionali, e dettate dalla semplice ossessione del Premier verso i magistrati. A gran voce infatti l’opposizione ha chiesto fino a pochi minuti dal voto il ritiro di alcuni emendamenti, in particolare quello che introduce l’aggravante di clandestinità e la norma blocca-processi. A favore di quest’ultima, o più che altro in cerca di una tregua, anche l’Anm che, con l’approvazione dell’ex Ministro della Giustizia Castelli, proponeva l’eliminazione di questo emendamento a favore dell’impunità per le alte cariche dello stato. Per quanto riguarda il c.d. lodo Schifani-bis è proprio di oggi l’intervista del ministro Alfano al Sole 24 Ore, il quale annuncia che il provvedimento è pronto e passerà all’esame del consiglio dei ministri, per proporre uno “scudo” di protezione per le 4/5 cariche più alte dello Stato. Ora intanto si passa con il pacchetto sicurezza all’esame della Camera.
Parliamo un po’ di sicurezza. O di immigrazione. Anzi, di tutte e due, dato che negli ultimi tempi sembra siano diventati due argomenti indistinguibili. Non c’è bisogno di rifarsi al concetto di tautologia della paura di Alessandro dal Lago per capire e rendersi conto del clima creato recentemente, dove l’immagine è polarizzata tra i biechi delinquenti extracomunitari (un po’ meno delinquenti ma pur sempre sospetti se hanno il permesso di soggiorno) e gli italiani, onesti, virtuosi e vittime di una legislazione fin troppo tollerante.
La possibilità di rendere la clandestinità un reato, oltre alle perplessità sul piano della morale e del diritto, pone numerosi problemi pratici, come rileva Maurizio Ambrosini: un decreto che colpirebbe oltre 700.000 persone trova le carceri piene, e i tanto decantati Cpt hanno 2700 posti, occupati tra l’altro. Senza senso sembra anche la distinzione tra le badanti e il resto degli immigrati, neanche rifacendosi ad una visione totalmente utilitarista dell’immigrazione (perchè le badanti sì e i muratori no?).
Continua a leggere: Pacchetto sicurezza: qualche dubbio sociologico
Vi ricordate di Martin Schulz? E’ roba di qualche anno fa, del 2003 per la precisione. Possiamo fare in fretta e rivedere il video qui sopra, uno dei momenti più bassi (guardate la faccia di Fini mentre dalla bocca di Berlusconi esce la parola “Kapò”), oppure leggere con calma. Con il passare degli anni le strade si incrociano di nuovo, manco fossimo in una canzone dei Tiromancino. Ecco cosa ha dichiarato il capogruppo del Pse sul Riformista:
«Sui rom servono interventi urgenti e condivisi, ma ci opporremo sempre a certi atteggiamenti xenofobi di cui è portatore il governo Berlusconi»: chi credeva che Martin Schulz, il granitico capogruppo del Pse al Parlamento europeo, avesse smussato gli spigoli dell’opposizione dura senza se e senza ma, quantomeno per preservare l’accordo con i popolari europei che potrebbe portarlo alla presidenza dell’assise di Strasburgo, resterà deluso. Per lui, la battaglia è appena cominciata, con l’approvazione del pacchetto sicurezza: «Adesso che è stato adottato sembra confermare la giustezza delle nostre preoccupazioni»
La biografia di Martin Schulz potete leggerla su wikipedia: è figlio di deportati in un lager, comprensibile se la sia presa ai tempi. Gianni de Michelis, redivivo totem della Prima Repubblica, ieri, su L’opinione, non ha avuto parole delicate con l’eurodeputato tedesco:
Schulz ha qualche rancore di troppo, ma se è diventato presidente del gruppo socialista è in buona parte grazie a Berlusconi. Lo ha sdoganato, lo ha reso noto nel mondo, lo ha fatto diventare un eroe per il suo elettorato.
In diretta dal Cdm di Napoli sono appena trapelate le prime urgenti decisioni assunte dall’esecutivo. La riunione è ancora in corso ma è stato approvato il decreto legge per l’eliminazione dei rifiuti in Campania, con la nomina del capo del Dipartimento della Protezione civile Guido Bertolaso a sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’emergenza rifiuti, come ampiamente previsto nelle scorse ore. Sono state inoltre individuate tutte le discariche da aprire in Campania.
Da notare che la nomina di Bertolaso costringerà il governo a una deroga al limite numerico dei sottosegretari (60 per la legge Bassanini). La deroga sarà dunque presente nel decreto suddetto.
Anche il Pacchetto Sicurezza che abbiamo anticipato in mattinata è stato licenziato, ma non è ancora dato sapere in che termini precisi. Ve ne daremo conto aggiornando questo stesso post in tempo reale.
Antonio Di Pietro continua a fare quello che il paese ha deciso debba fare: l’opposizione. Lo diciamo da qualche giorno, Tonino vuol fare il governo ombra e non l’ombra del governo. Italia dei Valori ha preparato una controproposta al pacchetto sicurezza che il Governo si accinge a presentare. E le differenze sono sostanziali.
Il tanto acclamato reato di immigrazione clandestina viene bocciato in toto. Per Di Pietro “l’immigrazione clandestina non può essere un reato in sé, perché non solo produrrebbe la conseguenza di avere milioni di latitanti in giro, ma costerebbe allo Stato dai 45 ai 50 miliardi di euro”. Insomma, tanto per cominciare non conviene a Tremonti.
Favorevoli invece all’obbligo dei clandestini di fornire le proprie generalità con ricorso all’esame del DNA in caso di rifiuto (Di Pietro fa notare che un cittadino italiano è già perseguibile penalmente se rifiuta l’identificazione). Poi una serie di disposizioni ad hoc che vanno da uno specifico permesso di soggiorno per cercare un lavoro, all’introduzione del reato di mancata collaborazione all’identificazione, all’introduzione di uno sponsor per la ricerca di lavoro, al blocco degli ingressi con documenti falsi.
Continua a leggere: Clandestini e illegalità: Di Pietro propone il contropacchetto sicurezza
Il centro-destra lo sa: la questione sicurezza è prioritaria e centrale per il nuovo governo, che vi deve in buona parte la sua elezione plebiscitaria. Da innumerevoli parti questa esigenza è arrivata forte, e ogni sondaggio (compreso il nostro) ha confermato la tendenza, peraltro inasprita da recenti fatti di cronaca, come il rapimento sventato della bambina di Napoli da parte di una zingara.
Vediamo allora come si articola il progetto, per ora ancora in fase embrionale. Innanzitutto l’immigrazione clandestina diventerà reato, un provvedimento duro che ha già sollevato innumerevoli critiche, buona ultima quella del cardinale Martini, e che rischia di essere solo di facciata. Va però detto che lo scopo finale del pacchetto è lanciare un segnale per togliere al paese la triste aura di “Bengodi”, e quindi ben venga un inasprimento anche solo nominale. A ciò si aggiunga l’allungamento a 18 mesi del limite di permanenza nei CPT, il cui numero dovrebbe aumentare. Ricordiamo che attualmente dopo 30 giorni il Centro di accoglienza è costretto a “licenziare” i suoi ospiti, col risultato di creare una cifra esorbitante di clandestini a piede libero.
Capitolo invasione via mare: qui si prevede che il pattugliamento vada (finalmente) oltre le acque territoriali, al fine di intercettare i barconi di disperati prima che arrivino in zona di traino obbligato a riva. Cosa si voglia fare delle carrette è tuttavia ancora imprecisato. I maltesi le rimandano indietro o le fanno proseguire verso gli stati limitrofi, ma mi pare una soluzione poco praticabile per l’Italia. Vedremo. Torna poi il vecchio progetto di legare il ricongiungimento dei familiari e il permesso di soggiorno in generale a un reddito minimo; provvedimento sacrosanto che non mi pare di difficile attuazione.
Continua a leggere: Pacchetto sicurezza del governo: il progetto completo