Non si è fatta attendere la risposta dei talebani alla proposta di Obama di coinvolgere nel processo di ricostruzione la parte moderata dei talebani. Più che altro, il presidente degli Stati Uniti si è reso conto che per avere realisticamente minime speranze di pace è necessario un tentativo di mediazione. Perchè l’Afghanistan, come la storia del 900 insegna, è un labirinto impossibile da occupare.
La risposta dei talebani è riassumibile in un no secco. Il primo punto che motiva il no è, secondo il portavoce talebano Zabihullah Mujahed, che sarebbe “ridicolo distinguere tra moderati e fondamentalisti. Noi siamo un movimento unito sotto l’unica guida del Mullah Omar, il quale ha sempre detto che nessun dialogo sarà possibile senza il completo ritiro delle truppe straniere”.
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Otto membri della squadra di cricket dello Sri Lanka, almeno sei persone della sicurezza e due civili sono stati uccisi in Pakistan in un attacco contro l’autobus che si stava dirigendo a Lahore verso lo stadio Gaddafi per giocare contro la nazionale pakistana. Il bilancio è ancora incerto.
La polizia ha riferito di aver individuato almeno 12 aggressori che hanno aperto il fuoco sul convoglio e di aver circondato una zona commerciale della città, dove si pensa che si siano rifugiati gli attentatori. “Sono gli stessi terroristi che hanno attaccato Mumbai. Sono criminali addestrati. Non sono gente comune” ha commentato a caldo il governatore della provincia del Punjap, Salman Taseer, di cui Lahore è capitale.
All’arrivo presso lo stadio del pullman dei cingalesi il commando ha cominciato a sparare contro il corteo con mitra khalashnikov e a lanciare granate. Il commando è quindi fuggito in un vicino quartiere di negozi, dove la polizia li sta cercando. Dopo Mumbai oggi Lahore. La polveriera pakistana sembra definitivamente esplosa. Come si comporterà Obama?
Immagine/Cnn