
Il suicidio di Mario Monicelli è conciso con l’ultima puntata di Vieni via con me, l’evento televisivo che si è occupato anche di eutanasia attraverso le storie di Eluana Englaro e Piergiorgio Welby (qui l’intervista alla moglie Mina).
La morte del regista è diventata il pretesto per alcuni rappresentanti politici per continuare ad occuparsi male di malati terminali. Ieri alla Camera si è preferito disquisire sulla scomparsa del novantenne Monicelli invece di discutere di tutti i problemi reali che non si potranno affrontare a causa della sospensione dei lavori parlamentari. Il dibattito sul suicidio del regista è stato avviato da Rita Bernardini dei Radicali:
“Quest’aula dovrebbe riflettere su come alcune persone che non ce la fanno ad andare avanti sono costrette a lasciare la vita invece di morire vicino ai propri cari con la dolce morte”.
Continua a leggere: Mario Monicelli: il suicidio diventa un argomento politico

Ad una settimana dal voto sulla mozione Caliendo, di cui ci siamo occupati qui e qui, il grande centro che ha di fatto annullato la maggioranza parlamentare di Silvio Berlusconi inizia a fare i conti con la storia di ogni leader che ha deciso di aderire a questo ipotetico progetto.
Secondo quanto riportato da Giornalettismo, Benedetto Della Vedova (che abbiamo intervistato anche noi di polisblog.it qui) avrebbe approfittato della pausa estiva per riaprire il dibattito sul riconoscimento delle coppie di fatto e sul testamento biologico.
Contro le idee dell’esponente di Futuro e Libertà si è già detta Paola Binetti, attualmente dell’Udc, che ha già fatto sapere che un alleanza parlamentare con il gruppo finiano sarà difficilmente realizzabile se gli argomenti su cui convergere sono questi.
Ci sono alcune regioni dove la partita non si è mai aperta, dove le elezioni avevano un finale già scritto e senza incertezze. Una di queste è l’Umbria, che pur confinando con il Lazio non ne ha condiviso le vicissitudini e i dubbi (e neppure la scelta di campo!). Lì, nel centro geografico dello Stivale, il Popolo della libertà ha fallito l’ennesimo tentativo di scalare il Palazzo, finendo distanziato di 20 punti dal candidato del Pd (57,24% contro 37,7%).
Anche Paola Binetti, catapultata improvvisamente dall’Udc a tentare la sorte in una disputa assai ardua, è uscita non molto bene, con un 5% che le permetterà di entrare in Consiglio regionale (se lo farà…) ma non di incidere su alcunché. Il nuovo presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, sarà sostenuta da 20 consiglieri: 13 del Partito democratico, 2 dell’Idv, 3 della Federazione della sinistra, 2 dei Socialisti. La candidata del centrodestra, Fiammetta Modena, guiderà l’opposizione insieme ad altri 7 consiglieri del Pdl, 1 della Lega Nord e 1 dell’Unione di centro.
I risultati delle singole liste vedono il mancato sorpasso del Pdl sul Pd (che pure rispetto alle regionali del 2005 perde oltre l’8% dei consensi) e l’ingresso del primo leghista nordista nel Consiglio umbro: Pd 36,16%, Pdl 32,36%, Federazione della sinistra 6,86%, Italia dei valori 8,33%, Lega Nord 4,33%, Socialisti riformisti 4,16%, Udc 4,38%.

Al di là dei risultati (qui e qui trovate quelli dei sondaggi fatti da polisblog.it), della campagna elettorale che terminerà tra poche ore c’è da augurarsi che rimanga ben poco. Mai come le ultime settimane scrivendo di politica in molti hanno avuto l’impressione di raccontare un argomento distante dai cittadini.
Distante dalle loro esigenze. Distante dalle loro realtà. Distante dagli obiettivi che un buon amministratore dovrebbe darsi gestendo la cosa pubblica. Poche persone hanno accesso l’interesse dell’opinione pubblica.
Oltre a Nichi Vendola, candidato alla presidenza della Regione Puglia, una delle protagoniste più importanti di questa campagna elettorale è stata Emma Bonino che a polisblog.it spiega perché ha deciso di candidarsi.
Continua a leggere: Elezioni Regionali 2010: polisblog incontra Emma Bonino

Chissà come si sarà sentito Pierferdinando Casini, leader dell’Udc (Unione dei Democratici Cristiani e di Centro) leggendo le ultime dichiarazioni pubbliche fatte dal Cardinal Tarcisio Bortone, secondo il quale in Italia serve una nuova generazione di politici cattolici.
“Una nuova generazione - ha dichiarato il prelato - di politici cattolici che assumano l’impegno di iniettare buona e nuova linfa nella società, orientandola alla virtù, con rettitudine e discernimento alla luce del Vangelo e della dottrina sociale della Chiesa”.
Brutto colpo per Pierferdinando Casini che non viene più considerato neanche dai suoi più ragionevoli fans. A cosa è servita la candidatura (alle Europee) di Magdi Allam (giornalista islamico la cui conversione al cattolicesimo si è consumata in diretta televisiva durante una cerimonia pasquale)? Servirà a qualcosa la candidatura di Paola Binetti in Umbria?

Non sono nemmeno passate 24 ore dal passaggio di Paola Binetti dal Pd all’Udc e Casini ha deciso di nominarla immediatamente come candidata presidente per le elezioni regionali in Umbria
Vi do un annuncio. Gli amici dell’Umbria mi hanno incaricato di dirvi che propongono la Binetti come presidente della regione Umbria
A questo punto in Umbria sarà uno scontro tra donne: il Pd ha scelto tramite primarie Catiuscia Marini (dopo aver archiviato non senza polemiche la governatrice Lorenzetti), il Pdl propone il suo capogruppo in regione Fiammetta Modena. Non si sa ancora cosa faranno i comunisti che avevano dubbi sull’alleanza con il Pd nelle scorse settimane (anche perchè era possibile un accordo Udc-Pd a loro sgradito). Nella regione storicamente rossa, nonostante l’estrema confusione e i litigi pre primarie Pd, il centrosinistra non dovrebbe aver alcun problema a confermarsi come maggioranza in regione. Sarà comunque interessante scoprire quale è il seguito elettorale della Binetti e dei teodem (quasi tutti passati dal Pd all’Udc).
Ha fatto il salto della … “quaglia”, la senatrice Paola Binetti, sbattendo la porta del Pd (dopo un inutile tormentone) per approdare sulla sponda dell’Udc.
Bersani si dice particolarmente dispiaciuto e Casini particolarmente contento. Da una parte, i “viaggiatori” scendono dal Pd-tram e dall’altra, il “terminal” dell’Udc li “ricovera”. De gustibus…
Un mese fa la Binetti, inaugurando l’adesione politica a percentuale, proclamava: “Al 40% vado in Alleanza per l’Italia di Rutelli, al 60% resto nel Pd”. Qual è adesso la percentuale con la quale la senatrice cattolica ha deciso di scegliere lo Scudo crociato centrista?
Non si discute la buona fede della Binetti, brava persona, cattolica tutta d’un pezzo, cioè “integralista”, convinta di cambiare la politica (in meglio) facendo l’assistente del parroco.
Discutibile, invece, la coerenza politica della senatrice: non ha votato la fiducia al Governo Prodi (dopo essere stata candidata ed eletta condividendo programma e formula di governo) contribuendo a mandare tutti a casa; recentemente ha augurato al Pd (il suo partito) di perdere nel Lazio, dichiarando di votare per la Polverini, candidata della destra.
Nel Pd, adesso i più tirano un sospiro di sollievo perché Paola “seminava solo zizzania”. L’Udc continua ad essere la zattera dei reduci. La senatrice, che dice di essere adesso nel posto giusto, capirà presto dov’è capitata. E anche Casini maledirà Bersani di non averla tenuta stretta!
Il presidente della Costituente di Centro, Savino Pezzotta “ringrazia” la Binetti per il “bel segnale” che “allarga la possibilità di costruire un nuovo soggetto politico di ispirazione cristiana, laico, confessionale e fortemente aperto al sociale e alla tutela della vita”. Ma la Binetti che c’azzecca? Lei vuole rifare la … Dc!
Nello stesso anno, il 2006, in cui nasceva youtube su RaiSat una squadra di giovani professionisti, capeggiati da Luca Telese, realizzava il primo numero di Tetris, il programma televisivo che riparte questa sera su la7.
Trattasi evidentemente di una, fortunata, coincidenza che ha permesso al format di poter far notizia anche in momenti diversi della messa in onda. Se non ci fossero stati i siti di video sharing la lite tra Michele Placido e Raffaele Lombardo non avrebbe avuto l’eco che ha poi ottenuto.
Con il tempo il format è cresciuto fino a sfruttare il protagonismo figlio di quel voyeurismo che senza youtube non sarebbe potuto esistere. Con Luca Telese, prima della prima, non abbiamo parlato solo di questo. Tra i vari argomenti toccati la nostra attenzione è andata anche sulla querela che Renata Polverini avrebbe mandato alla redazione del Fatto.
Continua a leggere: Intervista – polisblog incontra Luca Telese prima del ritorno di Tetris
Gli sforzi di Paola Binetti sono stati ufficialmente soddisfatti da un gruppo di colleghi di partito che, come riporta il sito agoravox.it, ha deciso di presentare un disegno di legge affinché sia garantita la presenza del crocifisso nelle scuole italiane.
E fu così che il Partito Democratico decise di omologarsi alla maggioranza che nella persona di Gianni Letta, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha già fatto sapere di fare ricorso alla decisione europea.
Sul progetto Pierluigi Bersani, sempre più uomo del silenzio, non si è ancora pronunciato. Probabilmente fa bene. Ammettere pubblicamente che la sinistra italiana, di cui lui dovrebbe essere esponente, non intende più rappresentare gli elettori laici italiani non deve essere facile.
Continua a leggere: Proposta dal Partito Democratico una legge pro crocifisso nelle scuole
Binetti resiste, Binetti se ne va. Lascia. No, resta. Ormai è una telenovela esasperante. Che vada pure via Suor Paola…manco fosse legata al Partito democratico da un vincolo di sangue. Il Pd non è mica una loggia massonica, non è mica la P2! CiLicio Gelli
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