
Chissà come si sarà sentito Pierferdinando Casini, leader dell’Udc (Unione dei Democratici Cristiani e di Centro) leggendo le ultime dichiarazioni pubbliche fatte dal Cardinal Tarcisio Bortone, secondo il quale in Italia serve una nuova generazione di politici cattolici.
“Una nuova generazione - ha dichiarato il prelato - di politici cattolici che assumano l’impegno di iniettare buona e nuova linfa nella società, orientandola alla virtù, con rettitudine e discernimento alla luce del Vangelo e della dottrina sociale della Chiesa”.
Brutto colpo per Pierferdinando Casini che non viene più considerato neanche dai suoi più ragionevoli fans. A cosa è servita la candidatura (alle Europee) di Magdi Allam (giornalista islamico la cui conversione al cattolicesimo si è consumata in diretta televisiva durante una cerimonia pasquale)? Servirà a qualcosa la candidatura di Paola Binetti in Umbria?

Non sono nemmeno passate 24 ore dal passaggio di Paola Binetti dal Pd all’Udc e Casini ha deciso di nominarla immediatamente come candidata presidente per le elezioni regionali in Umbria
Vi do un annuncio. Gli amici dell’Umbria mi hanno incaricato di dirvi che propongono la Binetti come presidente della regione Umbria
A questo punto in Umbria sarà uno scontro tra donne: il Pd ha scelto tramite primarie Catiuscia Marini (dopo aver archiviato non senza polemiche la governatrice Lorenzetti), il Pdl propone il suo capogruppo in regione Fiammetta Modena. Non si sa ancora cosa faranno i comunisti che avevano dubbi sull’alleanza con il Pd nelle scorse settimane (anche perchè era possibile un accordo Udc-Pd a loro sgradito). Nella regione storicamente rossa, nonostante l’estrema confusione e i litigi pre primarie Pd, il centrosinistra non dovrebbe aver alcun problema a confermarsi come maggioranza in regione. Sarà comunque interessante scoprire quale è il seguito elettorale della Binetti e dei teodem (quasi tutti passati dal Pd all’Udc).
Ha fatto il salto della … “quaglia”, la senatrice Paola Binetti, sbattendo la porta del Pd (dopo un inutile tormentone) per approdare sulla sponda dell’Udc.
Bersani si dice particolarmente dispiaciuto e Casini particolarmente contento. Da una parte, i “viaggiatori” scendono dal Pd-tram e dall’altra, il “terminal” dell’Udc li “ricovera”. De gustibus…
Un mese fa la Binetti, inaugurando l’adesione politica a percentuale, proclamava: “Al 40% vado in Alleanza per l’Italia di Rutelli, al 60% resto nel Pd”. Qual è adesso la percentuale con la quale la senatrice cattolica ha deciso di scegliere lo Scudo crociato centrista?
Non si discute la buona fede della Binetti, brava persona, cattolica tutta d’un pezzo, cioè “integralista”, convinta di cambiare la politica (in meglio) facendo l’assistente del parroco.
Discutibile, invece, la coerenza politica della senatrice: non ha votato la fiducia al Governo Prodi (dopo essere stata candidata ed eletta condividendo programma e formula di governo) contribuendo a mandare tutti a casa; recentemente ha augurato al Pd (il suo partito) di perdere nel Lazio, dichiarando di votare per la Polverini, candidata della destra.
Nel Pd, adesso i più tirano un sospiro di sollievo perché Paola “seminava solo zizzania”. L’Udc continua ad essere la zattera dei reduci. La senatrice, che dice di essere adesso nel posto giusto, capirà presto dov’è capitata. E anche Casini maledirà Bersani di non averla tenuta stretta!
Il presidente della Costituente di Centro, Savino Pezzotta “ringrazia” la Binetti per il “bel segnale” che “allarga la possibilità di costruire un nuovo soggetto politico di ispirazione cristiana, laico, confessionale e fortemente aperto al sociale e alla tutela della vita”. Ma la Binetti che c’azzecca? Lei vuole rifare la … Dc!
Continua a leggere: Ore 12 - Il salto della ... "quaglia" di Paola Binetti
Nello stesso anno, il 2006, in cui nasceva youtube su RaiSat una squadra di giovani professionisti, capeggiati da Luca Telese, realizzava il primo numero di Tetris, il programma televisivo che riparte questa sera su la7.
Trattasi evidentemente di una, fortunata, coincidenza che ha permesso al format di poter far notizia anche in momenti diversi della messa in onda. Se non ci fossero stati i siti di video sharing la lite tra Michele Placido e Raffaele Lombardo non avrebbe avuto l’eco che ha poi ottenuto.
Con il tempo il format è cresciuto fino a sfruttare il protagonismo figlio di quel voyeurismo che senza youtube non sarebbe potuto esistere. Con Luca Telese, prima della prima, non abbiamo parlato solo di questo. Tra i vari argomenti toccati la nostra attenzione è andata anche sulla querela che Renata Polverini avrebbe mandato alla redazione del Fatto.
Continua a leggere: Intervista – polisblog incontra Luca Telese prima del ritorno di Tetris
Gli sforzi di Paola Binetti sono stati ufficialmente soddisfatti da un gruppo di colleghi di partito che, come riporta il sito agoravox.it, ha deciso di presentare un disegno di legge affinché sia garantita la presenza del crocifisso nelle scuole italiane.
E fu così che il Partito Democratico decise di omologarsi alla maggioranza che nella persona di Gianni Letta, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha già fatto sapere di fare ricorso alla decisione europea.
Sul progetto Pierluigi Bersani, sempre più uomo del silenzio, non si è ancora pronunciato. Probabilmente fa bene. Ammettere pubblicamente che la sinistra italiana, di cui lui dovrebbe essere esponente, non intende più rappresentare gli elettori laici italiani non deve essere facile.
Continua a leggere: Proposta dal Partito Democratico una legge pro crocifisso nelle scuole
Binetti resiste, Binetti se ne va. Lascia. No, resta. Ormai è una telenovela esasperante. Che vada pure via Suor Paola…manco fosse legata al Partito democratico da un vincolo di sangue. Il Pd non è mica una loggia massonica, non è mica la P2! CiLicio Gelli
Attraversare Milano su rotaia è per cuori forti. Gli incidenti fioccano e ormai sono più rilassanti le montagne russe di Gardaland. Un tram chiamato desiderio (di scendere)
Immunità, lodo costituzionale, processo breve, legittimo impedimento: dopo Mani pulite la politica cerca una nuova via d’uscita dalla morsa dei giudici in nome dell’impunità? Cr-axit strategy
La querelle su Google riaccende la tensione diplomatica tra Cina e Stati Uniti. Pare che il presidente Obama abbia depennato Hu Jintao dai suoi amici di Facebook. Vaffangoogle

Il post Piero Marrazzo probabilmente non è ancora iniziato se oggi, a settimane dallo scandalo scoppiatogli attorno, non stiamo ragionando su un sostituto ma sull’ennesima prostituta che con lui non faceva politica.
D’altronde neanche chi dovrebbe esercitare la professione si impegna a farlo tanto che qualcuno inizia a pensare che Renata Polverini, candidata alla presidenza delle Regione Lazio contro il Partito Democratico, potrebbe conquistare l’elettorato di centrosinistra evidentemente non soddisfatto del silenzio di Pierlugi Bersani.
“Dopo le dimissioni di Marrazzo – scrive Luca Telese sul suo blog - si potevano scegliere due strade: spiegare agli elettori cosa era accaduto e indire tempestivamente una consultazione per un nuovo leader. Oppure nominare direttamente un nuovo leader.
Continua a leggere: È Renata Polverini la nuova leader della sinistra italiana?

La posizione del Partito Democratico sul No B-Day è stata piuttosto ambigua tanto che alcuni rappresentati, Rosy Bindi in primis, hanno deciso di aderirvi solo in un secondo momento.
Capire come sia cambiato il progetto avviato da Walter Veltroni dopo l’uscita di scena di Dario Franceschini non è semplice. Anzi. Per questo motivo abbiamo deciso di intervistare Ivan Scalfarotto che dopo aver sostenuto la mozione di Ignazio Marino è diventato vice presidente del Pd.
Sei, da poche settimane, il vice presidente del Partito Democratico. Nel concreto cosa farai per la coalizione di Pierluigi Bersani?

Paola Binetti continua a far discutere e lo fa (e forse farà) sempre all’interno del Pd. In molti speravano che una volta uscito Rutelli dal partito l’esponente centrista lo avrebbe seguito. Invece la Binetti si conferma legata al progetto democratico e aspetta Bersani al varco. Addirittura si mette quasi a sfidare apertamente la dirigenza
Io seguo la mia coerenza cattolica: nutro rispetto per tutti, ma i provvedimenti disciplinari, davanti alla limpidezza di coscienza, non sono un dramma. Se mi espellono non casca il mondo. Il reale problema e’ che questo Pd non ha deciso che cosa vuole fare da grande, ma invece di maturare sceglie dei capri espiatori
La Binetti si conferma corpo estraneo al Pd e fiera di esserlo. Non si capisce però la sua ostinazione a rimanere in un partito che poco la sopporta. Così come sono poco comprensibili i motivi che stanno dietro alla scelta dei dirigenti di candidarla in ogni occasione, nonostante le sue idee in aperto contrasto con qualsiasi partito di centrosinistra europeo.
Continua a leggere: Binetti sfida il Pd: "Se mi espellono non casca il mondo"

Come faceva notare qualcuno, Paolo Ferrero non è stato l’unico esponente politico ad essersi rifiutato di fare il test antidroga riproposto dal Ministro della Difesa. Come documentato da Radio 24 anche Italo Bocchino non ha accettato l’invito del collega di partito.
Inutile supporre, ora, le motivazioni a causa delle quali uno dei più integerrimi esponenti del Popolo delle Libertà abbia deciso di non prender parte al progetto a cui hanno aderito anche rappresentanti politici che non condividono la linea politica di Silvio Berlusconi.
Più interessante capire perché Italo Bocchino rappresenti il vero tallone d’Achille del partito la cui esistenza, come dimostrano le attente e frequenti osservazioni di Gianfranco Fini, non deve necessariamente sovrapporsi al berlusconismo. Anzi.
Continua a leggere: Coppie di fatto: Italo Bocchino e Paola Binetti. Insieme contro Pdl e Pd