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Tutti gli articoli con tag paolo borsellino

Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Indagine P3: tutto questo parlare di “passeggiate” e “mozzarelle” tra Formigoni e Arcangelo Martino lascia intendere quanto sia salutista e buongustaio il governatore lombardo. A lui piace rigorosamente campana, ma non di bufala. FiordiLetta

Si vota alla Camera sulle missioni internazionali e la maggioranza va sotto su due emendamenti del Pd a causa – come al solito – delle eccessive assenze in Aula. Siamo in piena estate e i deputati del centrodestra sono esausti: troppo, troppo lavoro in quest’ultimo anno. E chissenefrega delle missioni all’estero. Afghanistanchi

I magistrati antimafia di Caltanissetta: “Vicini a una verità su Via D’Amelio che la politica potrebbe non reggere”. La Spatuzza di Damocle

Finora la Cina e gli Usa. Adesso Bersani sta aspettando qualche altro passaggio topico della politica italiana per andarsene nuovamente. Prossima tappa, magari, il Giappone. A lui la leadership, si sa, viene meglio da lontano. Inoltre, dopo Ground Zero, vuole visitare Hiroshima per respirare l’atmosfera di un’altra catastrofe paragonabile all’avvento del Pd in Italia. Come si dice: mal comune, mezzo gaudio. Così il segretario si sentirà meglio. Re-sushi-tato

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Strage di via d’Amelio, Rita Borsellino: “Oggi è peggio del ’92”

pubblicato da Giovanni Molaschi

Alla vigilia dell’anniversario della strage di via d’Amelio, durante la quale persero la vita il giudice Paolo Borsellino e la sua scorta, in molti hanno posto l’accento sulle poche persone che hanno sfilato per Palermo in ricordo del magistrato che perse la vita.

In pochi hanno posto la propria attenzione sul ricordo di chi da quel giorno ha iniziato a combattere per evitare che la morte di Paolo Borsellino non diventasse, con quella di Giovanni Falcone, il preludio a qualcosa che poi non è avvenuto.

Scrive, a tal proposito, sul proprio blog Rita Borsellino:

“Oggi è peggio del ’92, perché allora avevamo le idee più chiare o almeno pensavamo di averle. Oggi, sappiamo che chi consideravamo nostro alleato nella guerra alla mafia era dall’altra parte della barricata.

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Legge Bavaglio: Enrico Mentana avvalla, in parte, la posizione di Silvio Berlusconi

pubblicato da Giovanni Molaschi


Lo scorso settimana si sono verificati due eventi politici su cui vale la pena riflettere. Come anticipato da noi nelle scorse settimane, Silvio Berlusconi sta tentando di fare entrare Pierferdinando Casini nell’attuale esecutivo.

La trattativa congelata prima del viaggio di lavoro del Presidente del Consiglio in Canada sarebbe stata ripresa, come raccontato da Dagospia, sarebbe stata ripresa dallo stesso leader del Pdl in occasione della cena privata che Bruno Vespa ha dato a casa propria.

Oltre a studiare un’alleanza con l’ex compagno di maggioranza Silvio Berlusconi, commentando lo sciopero dei giornalisti dello scorso venerdì, ha precisato che la libertà di stampa non è assoluta. Queste dichiarazioni opinabili, se valutate in termini assoluti, sono state avvallate in parte dal nuovo direttore del Tg della 7, Enrico Mentana.

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Silvio Berlusconi si dimentica delle vittime della mafia

pubblicato da Giovanni Molaschi



Del paradosso messo in scena lo scorso sabato abbiamo disquisito già in un paio di post. Il nostro ragionamento si è concentrato sull’evento senza considerare da cosa il circo prendeva le distanze.

Sabato scorso, oltre al raduno del Pdl, in piazza si sono tenute altre due manifestazioni. Mentre a Milano si ricordavano le vittime della mafia, a Roma si sfilava contro la legge (approvata dal Governo in carica) che agevola l’entrata dei privati nel mercato della gestione dell’acqua.

Silvio Berlusconi, durante il suo discorso pubblico in piazza San Giovanni, non ha menzionato nessuno degli altri cortei organizzati lo scorso sabato. Passi pure il silenzio su chi protestava per una legge approvata dal Governo in carica ma trascurare la memoria collettiva, che ancora oggi deve confrontarsi a viso scoperto con chi in nome della mafia uccide, non è ammissibile.

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Intervista – polisblog incontra Nicola Biondo autore de “Il Patto”, tra Stato e Mafia

pubblicato da Giovanni Molaschi



L’affermazione, progressivamente, di youtube, e siti analoghi, ha creato un alibi pericoloso. Chi dovrebbe occuparsi dell’approfondimento ha smesso di farlo convinto che la contaminazione tra media e pubblico avrebbe ridotto tale necessità.

La settimana scorsa, ad esempio, ben pochi giornalisti hanno spiegato ai propri utenti la storia pubblica di Massimo Ciancimino. Chi è nato, ad esempio, negli anni novanta non è messo nelle condizioni di conoscere il proprio paese attraverso storie come queste.

Per questo motivo abbiamo deciso di incontrare il giornalista dell’Unità Nicola Biondo, autore insieme a Sigfrido Ranucci, de “Il Patto” che racconta appunto la relazione che c’è tra lo Stato e la Mafia.

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19 luglio 1992, Via D'Amelio: una strage di Stato?

pubblicato da paganini

Il 19 luglio 1992, in via d’Amelio a Palermo, il giudice Paolo Borsellino e la sua scorta venivano assassinati con un’autobomba collocata da uomini legati alla mafia. Questo almeno è quanto, dopo 17 anni, sembrava essere stato appurato dalle inchieste della magistratura.

Inchieste che invece sarebbero state riaperte dopo che un pentito avrebbe smentito un altro collaboratore che si era accusato di aver collocato l’auto piena di esplosivo in via d’Amelio. Ma non si tratta di un dettaglio nella ricostruzione giudiziaria della vicenda, dato che tornano fuori con forza le ipotesi di un coinvolgimento dei servizi segreti italiani (della loro attivissima quanto potente componente “deviata”) nella strage: una serie di strane coincidenze porterebbero infatti a presupporre una pianificazione molto professionale dell’attentato.

Secondo la ricostruzione di Repubblica, sono stati trovai appunti con i numeri di cellulare del capo dei servizi a Palermo, un castello e un albergo che sarebbero stati utilizzati come base dagli 007 attivi nel capoluogo siciliano, strani rapporti con chi avrebbe prodotto il telecomando usato per far saltare l’autobomba…

La solita passione italiana per la dietrologia oppure, come sostiene Salvatore Borsellino, la strage di via D’Amelio è una strage di Stato?

VIa D'Amelio, Borsellino, Nicola Mancino. Le trattative tra Stato e mafia

pubblicato da Bruno Marino

Prima di tutto, facciamo un breve riassunto, nel caso qualcuno si fosse perso le puntate precedenti (Altri dettagli sull’argomento si trovano in questo post, sulle stragi degli anni ‘90, e in questo, su Bruno Contrada). Il 1° Luglio 1992 Paolo Borsellino, probabile futuro Superprocuratore antimafia (dopo che i mafiosi e chissà chi altro avevano fatto fuori l’altro candidato, Giovanni Falcone), si trova a Roma. Dalle 15 alle 18:30 interroga Gaspare Mutolo, pentito di mafia, poi si incontra con Vincenzo Parisi, allora capo della Polizia, poi alle ore 19:30 ha un appuntamento col Ministro degli Interni Nicola Mancino, da poche ore insediatosi al Viminale.

E’ un momento importante per la storia italiana. Si parla di centrali destabilizzatrici esterne e interne, di tentativi di colpi di Stato, di manovre poco chiare da parte di pezzi dello Stato, della mafia, magari dell’economia.

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Scarcerato Contrada: la reazione di Salvatore Borsellino

pubblicato da Bruno Marino

E’ di pochi minuti la notizia della scarcerazione di Bruno Contrada. L’ex funzionario del SISDE era stato condannato a dieci anni per concorso esterno in associazione mafiosa. Ci eravamo già occupati della vicenda Contrada, e oggi tale vicenda sembra aver raggiunto una parziale conclusione: Contrada uscirà dal carcere. Ma attenzione. Leggiamo Repubblica.it:

Nella motivazione della scarcerazione i giudici Angelica Di Giovanni e Daniela Della Pietra spiegano di non aver concesso la sospensione della pena a Contrada e di aver disposto gli arresti domiciliari a causa della “pericolosità sociale dello stesso” e dell’”entità della pena sino a oggi sofferta e di quella residua”.

Naturalmente l’avvocato di Contrada contesta le parole dei giudici:

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19 Luglio 1992: in memoria di Paolo Borsellino

pubblicato da Alessandro T.


Il 19 Luglio torna tutti gli anni. Sempre uguale, da 16 anni a questa parte. Stesse commemorazioni, stesse parole, (spesso) stesse facce. Quest’anno è toccato al Ministro della Giustizia Angelino Alfano, a quello della difesa La Russa e al Presidente del Senato Schifani, ricordare uno degli uomini sacrificatosi per la lotta a Cosa Nostra, il Giudice Paolo Borsellino.

Torna come al solito il tormentone del 41bis, manco fossimo al Festivalbar, tornano i messaggi del Presidente della Repubblica alla vedova, tornano parole come “senso dello Stato” e “Magistrato esemplare”. Gia peccato, che ieri il Capogruppo al Senato del PdL, tale Maurizio Gasparri, aveva definito il CSM “una cloaca che offende gli italiani”.. Puntuali le scuse, come un orologio svizzero.

Sapete cosa manca ogni 19 Luglio? Mancano le risposte.

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