Paolo Gentiloni: strenne natalizie. Voto 7+ L’ex ministro Pd delle telecomunicazioni dice che con una nuova asta delle frequenza tv del digitale terrestre si possono incassare da un miliardo e mezzo a due miliardi di euro. Colpo gobbo per Berlusconi? Tutta colpa dei professori comunisti di Monti. Sì sì …
Giulio Tremonti: re magi. Voto 3- L’ex ministro dell’Economia attacca la manovra economica del governo Monti: “E’ troppo sbilanciata sul lato delle tasse e
non c’è nulla sulla crescita. Il rigore si poteva fare riducendo la spesa pubblica, come avevamo in programma noi anzi che aumentare così le tasse”. Sì sì …

In attesa che Floris intervisti Bersani sul tema caldo della politica digitale, il forum proposto dal PD, a Roma, per una piattaforma PDigitale prosegue. Dopo la situazione imprese, ora si apre il tavolo che fa il punto sull’Ultrabanda. Partecipano, coordinati da Stefano Quintarelli, Luca Barbareschi, Franco Bassanini, Corrado Calabrò, Paolo Gentiloni, Stefano Pileri e Nicola Zingaretti.
L’introduzione di Quintarelli prova a fare ordine. In breve emerge che il mercato di riferimento è ancora soprattutto nelle mani di Telecom Italia. Occorre aggiornare la rete in fibra attuale, in Italia, il punto è questo. Ma è molto più facile a dirsi che a farsi. Perché? Principalmente perché gli operatori sono privati (compreso quello ex-monopolizzatore che ha ereditato la fetta più grossa).
La parola la prende il Presidente dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni Calabrò. Prova ad andare a braccio, ed è perfino peggio, poi ripassa la solita lezione e via con i numeri del lotto-sonnolenza. La platea si prepara al letargo. “Mettiamoci tutti insieme”, questa la straordinaria soluzione proposta, “dobbiamo crederci”… “in 3, 5 anni si può fare qualcosa di autentico” (!!!). Poi c’è un bel “no” di Bassanini, su eventuali tavoli di concertazione. Insomma, c’è di che essere ottimisti.
Continua a leggere: Diretta dal Forum PDigitale di Roma: Non stop banda larga, nessuno tocchi i blog
L’aggressione a Silvio Berlusconi potrebbe rappresentare, tra pochi mesi, un naturale divisorio tra un prima, figlio del gossip più becero, e un dopo, padre di un pragmatismo che raramente si è visto negli ultimi mesi di Governo. Al di là delle proposte. Altrettanto discutibili.
Mentre attorno a Silvio si continua a disquisire su come il Premier deciderà di eliminare dal suo volto i segni dell’aggressione il PdL si emancipa dal proprio leader annunciando i candidati alle prossime regionali.
Appuntamento troppo importante per Pierluigi Bersani per essere sottovalutato. Eppure così stanno le cose tanto che in molti cominciano a chiedersi se sia giusto praticare una laica eutanasia al Partito Democratico.
Continua a leggere: Guarirà prima Silvio Berlusconi o il Partito Democratico?

Massimo D’Alema non parla più dopo la bocciatura europea e il Pd incomincia a rendersi conto della sua pochezza dopo il tradimento del Pse. Qualche democratico ha cercato, senza convinzione, di incolpare in modo ridicolo Berlusconi per l’insuccesso della candidatura ma a freddo incominciano a pensare seriamente al proprio ruolo nello scacchiere europeo.
Alla delusione della scelta bisogna aggiungere il “Te l’avevo detto” che subito arriva da Francesco Rutelli
Gli eletti del Partito Democratico al Parlamento Europeo sarebbero saggi a lasciare il gruppo socialista. Il voltafaccia nei confronti di Massimo D’Alema, candidato autorevole e titolato, ha danneggiato l’Italia e conferma in pieno la mia diagnosi sulla assurdita’ dell’approdo socialista del PD
Continua a leggere: E se il Pd rompesse con il Pse dopo il tradimento su D'Alema?

Paolo Gentiloni scommette sul futuro del Partito Democratico. E, in questa intervista a Polisblog, rilancia: “Un Pd più forte - dice l’ex ministro delle comunicazione dell’ultimo governo Prodi - è indispensabile per fermare il rischio di deriva populista della destra italiana”.
Rai. Il premier Berlusconi spartisce le nomine Rai con gli alleati a Palazzo Grazioli. Dov’è lo scandalo? Che si dividono le poltrone tra loro o che lo fanno nella residenza romana del presidente del consiglio?
“Lo scandalo è che i direttori Rai si decidano a casa del proprietario di Mediaset. Ormai il conflitto di interessi viene esibito. Senza alcun pudore”.
Europee. Si avvicina il primo banco di prova per il Pd dopo le dimissioni di Veltroni. quali le aspettative?
“Abbiamo alle spalle un anno difficile, culminato con le dimissioni di Veltroni. Mi aspetto una reazione di orgoglio dell’elettorato di centrosinistra: un Pd più forte è indispensabile per fermare il rischio di deriva populista della destra italiana”.