Ecco l’immagine attuale del centrodestra: da una parte gli avvocati del premier che cercano cavilli cui aggrapparsi contro i processi; dall’altra i sostenitori accesi che scalciano i cronisti come puledri imbizzarriti. Furia cavillo del west
Ma come?!? Prima strepita contro il ‘putinismo’ del Cav, denuncia la mignottocrazia imperante, sbatte la porta…e poi torna all’ovile??? Ma che combina Guzzanti? Il pecoreccio smarrito
Il capo del governo cerca di superare la bufera accreditando la sua immagine di uomo del fare. Rientra in questa strategia la conferenza stampa, con Tremonti al fianco, sul rinnovo della moratoria dei mutui per le imprese. Parlare un po’ di economia basterà ad allontanare lo spettro del bunga bunga? Lele Mora-toria
L’idea è di un deputato Pdl: “Mettiamo una pedaliera tipo cyclette sotto ogni scranno di Montecitorio per consentire ai parlamentari di tenersi in forma anche quando trascorrono tutta la giornata in Aula”. L’immagine dell’eletto ciclista ci mancava proprio. Chissà se i comunisti che sono rimasti fuori dall’emiciclo saranno un po’ invidiosi. Karl Merckx
Arriva il momento della verità. Sale la tensione e tutti pendono dalle labbra dei peones indecisi. Manco fossero pontefici affacciati al balcone. Razzi-nger
Questa corsa verso il 14 dicembre sembra una di quelle gare in moto nelle quali vince chi si ferma più vicino al ciglio del burrone. Moto Guzz-anti
Intanto Tonino Di Pietro paga le conseguenze di un problema storico in seno all’Idv. La selezione poco avveduta del personale politico (soprattutto a livello locale). Troppa gente dall’ex Udeur, dall’ex Margherita o, comunque, troppi ex democristiani “maneggioni”. Veramente una sciagura per il partito. Sotto una cattiva (Ma)stella
La parentopoli romana mette in crisi il Campidoglio e appanna l’immagine di Alemanno, che accetta di fare la figura del rimbambito pur di non apparire disonesto. Folgorante il gioco di parole per cui il sindaco è stato ribattezzato Ale-Magno. La grande abbuffAtac

Tutto parte da un commento sul blog di Paolo Guzzanti, che vi abbiamo riproposto ieri nel nostro post. Ma come si arriva alla storia dei “rapporti anali non graditi” citata dall’ex Senatore PdL ora nel gruppo misto? Come siamo arrivati a tutto questo? Ve lo raccontiamo, se avete la pazienza di restare a leggerci.
Sono fatti recenti, che risalgono ad un anno fa circa - su wikipedia verremmo sicuramente accusati di avere creato una voce che soffre di “recentismo” - ma essendo un Paese dalla memoria corta, riguardo alle presunte intercettazioni Berlusconi Carfagna ci sono un sacco di altre cose “dimenticate” da sapere per capire da dove arrivi la bomba, chiaramente ignorata ieri dai media mainstream.
E’ storia giusto dell’estate scorsa. Vi dicono qualcosa: No Cav Day, La Privata Repubblica, El Clarin, la parola “meretrice” e “quelle intercettazioni esistono”, parola di Margherita Boniver? Nel caso abbiate qualche vuoto di memoria, dopo il salto potete colmarlo.

Riesplode, a mesi di distanza, la vicenda delle presunte intercettazioni Berlusconi - Carfagna. Perché è della inchiesta napoletana relativa a quelle intercettazioni che scrive Paolo Guzzanti sul suo blog - al momento inaccessibile, troppi contatti, potete leggere qualcosa a riguardo su l’Espresso - parlando, cito testualmente, di
“Rapporti anali non graditi, ore e ore di tormenti in attesa di una erezione che non fa capolino, discussioni sul prossimo set, consigli fra donne su come abbreviare i tormenti di una permanenza orizzontale pagata come pedaggio”
La mignottocrazia berlusconiana, il messaggio “Meglio essere generose e concedersi al potente di turno” trasmesso a migliaia di ragazze, l’umiliazione della donna e il legame troppo stretto con Putin sono da mesi uno dei pallini di Guzzanti padre, oltre che uno dei punti che hanno portato al suo distacco dal Cavaliere. Torneremo domani a scriverne con uno speciale.
Update! Il Blog di Paolo Guzzanti ora è di nuovo raggiungibile, dopo il salto il testo integrale del commento incriminato che sta facendo tremare il Palazzo.
Continua a leggere: Intercettazioni Berlusconi: Guzzanti "Rapporti anali non graditi"

Oggi torniamo ad occuparci di Tetris, il programma di Luca Telese che con un’impostazione innovativa e originale sta lentamente guadagnando spazi di pubblico in prima serata. Prima di raccontarvi cosa ci attende stasera sarà bene ripercorrere la struttura della trasmissione, che si presenta come un talent-talk di politica.
In pratica gli ospiti discorrono di un tema, ma sono sottoposti al giudizio finale di una giuria che varia di puntata in puntata. A questo si aggiungono gli interventi del cosiddetto “editore di riferimento”, impersonato da Paolo Guzzanti e libero di intervenire in qualunque momento per correggere il tiro.
La giuria della serata sarà composta dai giornalisti Barbara Serra di Al Jazeera International, Maria Giovanna Maglie del Giornale e Francesco Bei di Repubblica. La giuria ha “il compito di monitorare e giudicare le risposte e il talento (vero o presunto) dimostrato dagli ospiti nel corso del dibattito”. Al termine della puntata viene decretato il migliore.
Nello specifico il tema della serata sarà Immigrazione e sicurezza e vedrà come ospiti Paolo Villaggio, Gianni Vattimo, noto filosofo e candidato alle elezioni europee nelle liste dell’Italia dei Valori; Matteo Salvini, deputato della Lega Nord; Monica Frassoni, presidente del gruppo dei Verdi al Parlamento Europeo e candidata nelle liste di Sinistra e Libertà; Mario Borghezio, candidato per la Lega Nord; Concita De Gregorio, direttore de l’Unità e Daniela Santanchè, Movimento per l’Italia.
Non è un caso che il picco di ascolti dell’ultima puntata, Tetris (il talent show della politica condotta da Luca Telese ogni venerdì sera in prima serata su La7) lo abbia registrato col battibecco tra Vittorio Sgarbi e Paolo Guzzanti presente in studio nelle vesti simboliche di “editore di riferimento”. In rete, il filmato è già un cult. Per un buon riassunto della vicenda potete leggervi il pezzo che Francesco Cramer ha scritto oggi per il Giornale.
Passato un po’ sotto silenzio per le concomitanti vicende del Pd, a Roma si è concluso il congresso del Partito Liberale Italiano, forza che si è presentata anche alle ultime elezioni ottenendo un modesto 0,3%. Stefano De Luca, del quale seguimmo una memorabile conferenza stampa durante le dirette elettorali di aprile, è stato confermato segretario, ma la grande novità è il vicesegretariato affidato a Paolo Guzzanti.
Ricordiamo che il giornalista aveva lasciato il Pdl in aperta polemica con Berlusconi (qui l’articolo di Marco Paganini che ne parlava), confluendo nel Pli, che a sua detta “deve rivolgersi ai cittadini delusi da un bipolarismo fasullo e illiberale”.
Anche nel piccolo partito che si propone di diventare la casa dei moderati delusi dal Pdl (ma a loro detta anche dal Pd) si sono confrontate due correnti. La prima, uscita vincente dal congresso con il 73% dei voti, è quella De Luca-Guzzanti, mentre la minoranza fa capo a Marco Taradash - cui va tutto il nostro rispetto per stare sempre e comunque all’opposizione - e Arturo Diaconale. Questi ultimi hanno ottenuto il 23% delle preferenze.
Continua a leggere: A Roma nasce il nuovo Partito Liberale Italiano. Paolo Guzzanti vicesegretario

Ti scrivo per annunciarti che oggi, 2 febbraio 2009, rassegno le mie dimissioni dal gruppo Pdl della Camera per iscrivermi al gruppo misto. Contemporaneamente mi dimetto dal partito e ti annuncio la mia iscrizione al Partito Liberale Italiano in cui intendo candidarmi per responsabilità politiche al prossimo congresso di Roma.
Inizia così la lettera con cui il senatore Paolo Guzzanti sancisce il divorzio politico da Silvio Berlusconi, dopo mesi di incomprensioni, dissapori e gelosie causate dalle passeggiate mano nella mano con Vladimir Putin e W. Bush. Stanco di ricevere così poca considerazione, il Guzzanti furioso ha scritto al leader del Pdl: Poiché le mie richieste di colloquio sono state da te rigettate come anche i miei messaggi scritti, ricorro alla formula della lettera aperta per spiegare a te e ai colleghi i motivi delle mie scelte, adempiendo così a un dovere di lealtà politica e personale.
Nella missiva Guzzanti elenca le tante divergenze con il leader maximo che lo hanno portato alla sofferta decisione: prima il sostengo entusiasta a Vladimir Puti, poi lo svilimento del Parlamento oggi ridotto al rango di cane da slitta del governo, costretto a correre sotto i colpi di frusta dei voti di fiducia, a cui va aggiunta la totale assenza, malgrado operazioni di facciata come i ridicoli gazebo, di una sia pur larvata forma di democrazia interna in Forza Italia.
Silvio Berlusconi viene dipinto come un un monarca assoluto assediato da una corte osannante poi portata in Parlamento o al governo con criteri che provocano in qualche caso imbarazzo e rossore, che nel corso di quasi 15 anni di impegno politico, non ha fatto nulla per dare a questo Paese la tanto attesa rivoluzione liberale che le grandi democrazie hanno avuto e che all’Italia è stata negata.
Un altro componete della Guzzanti che detesta il premier…
Nel giorno della soppressione del programma Report a favore di Speciale Elisir (boh?!) da parte degli imperscrutabili strateghi del palinsesto Rai, segnaliamo una chicca imperdibile. Alle 14,30 su Rai3 Lucia Annunziata ospita infatti il senatore Paolo Guzzanti nel suo consueto appuntamento denominato In 1/2 ora.
E’ di questi giorni (6 novembre) la polemica pubblicazione sul suo sito web personale dell’intervista che chiedeva conto di risultati e costi della Commissione Mitrokhin, quindi sarà lecito attendersi un punto sull’argomento.
Ma naturalmente ci aspettiamo anche il ritorno sullo scontro con il ministro Mara Carfagna, anche per capire se finalmente si andrà in fondo a una stucchevole questione che da settimane campeggia su giornali e blog: intercettazioni sì, intercettazioni no… e fatecele ascoltare!
Nell’attesa godetevi un vecchio video dell’ex-giornalista di Repubblica in cui accusa chiaramente Romano Prodi di essere uno dei responsabili dell’omicidio Moro, a partire dal famoso caso della seduta spiritica “di Gradoli”.
Ha riaperto il blog di Paolo Guzzanti, o per meglio dire si è ripreso dall’eccesso di traffico registrato ieri, e il senatore del Pdl ne ha approfittato per correggere parzialmente il tiro contro Mara Carfagna, Ministro offeso delle pari opportunità. In mezzo a un mare di parole, facendo uso di quell’arte dialettica nella quale eccelle, il padre della nota attrice Sabina ha corretto parzialmente il tiro dichiarando di non aver mai preso visione diretta delle famose intercettazioni di cui tanto s’è parlato.
Però… c’è un però, che vi riportiamo fedelmente:
Poi c’è stata la questione delle voci sulle intercettazioni: non torno a ripetere ciò che ho scritto. A quanto pare qualcuno ha delle trascrizioni e le offre in lettura. Alcuni dei lettori, indipendentemente gli uni dagli altri, me ne hanno riferito ampiamente i contenuti. Ho provato un senso di sgomento, di nausea e di panico. Io non so queste trascrizioni chi riguardino. Lo ignoro. So che altri lo sanno.
Di nuovo quel dico e non dico, cui si affianca alla perfezione l’intervista rilasciata oggi ad Antonello Caporale di Repubblica. Il tono qui è estremamente scherzoso, e si ribadisce che il senatore se l’era presa per quell’avviso di querela emesso dal Ministro in cui si chiamava Sabina “la figlia dell’On. Guzzanti”. Qualche lettore con buona memoria forse ricorderà che noi di PolisBlog, o per meglio dire il sottoscritto, ce ne occupammo qualche tempo fa, sottolineando già allora la caduta di stile di questo riferimento.
Continua a leggere: Paolo Guzzanti sulla Carfagna: "Se mi cita in giudizio porterò i testimoni"