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Tutti gli articoli con tag paolo guzzanti

Ore 12 - Berlusconi/Kim Il Sung, la Carfagna e l'arte della "mignottocrazia"

pubblicato da Massimo Falcioni

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Di solito, specie in politica, sono gli “ex”, una volta cacciati o sbattuta la porta, a sparlare e a sputare sul piatto in cui avevano mangiato in precedenza.

Ma Paolo Guzzanti l’estroso, il discusso ex presidente della commissione Mitrokhin, l’onorevole azzurro e giornalista del Giornale nonché padre dei notissimi Sabina e Corrado, non è un “ex” e non lascia il Pdl di Silvio Berlusconi, contro il quale spara ad alzo zero, paragonandolo al dittatore rosso Kim Il Sung. Che non è proprio un complimento.

Guzzanti, come Polisblog qui sotto riporta, ha messo nero su bianco, con parole che qui non ripetiamo, sui rapporti … sessuali fra Berlusconi e la Carfagna (che ha annunciato querela), “La calendarista dalle pari opportunità”, “La meretrice che ha ben …”.

Il parlamentare azzurro ne fa una questione di moralità: “E’ possibile diventare ministro solo in base alle relazioni personali che si hanno con il premier? Questa è democrazia?”.

No. E’, come dice con un eufemismo Guzzanti: “mignottocrazia”. L’onorevole non si ferma e annuncia che ci sono “orripilanti intercettazioni hard” sulla Carfagna e il Cavaliere che potrebbero presto essere messe in circolazione.

Ma la questione è politica. Paolo Guzzanti si lamenta “perché nel Pdl è tutto in funzione del Capo. Sembra di stare in una democrazia orientale. Silvio è il nuovo Kim Il Sung”. Se lo dice lui ….

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Intercettazioni: la Carfagna querela Paolo Guzzanti. Ecco le frasi incriminate, da calendarista a meretrice

pubblicato da Luca Landoni



Mara Carfagna e la famiglia Guzzanti, un conflitto che pare ormai radicato e perenne. Prima la querela contro Sabina per le famose parole pronunciate davanti alla piazza dipietrista, e la bufala del Clarin che PolisBlog era stato tra i primi a smascherare. Ora è il turno del padre Paolo, già forzista e capo della Commissione Mitrokhin, ma ultimamente decisamente schierato dalla parte della figlia.

I fatti. Il senatore Guzzanti sul suo sito personale è voluto tornare sulla questione Carfagna in un post dal titolo Non parliamo della signorina Mara Carfagna, calendarista dalle pari opportunità, ma… Già dalle premesse si vede benissimo dove vuole andare a parare, anche se si sforza di elevare la questione a un livello più alto, “di principio”, per discutere sull’opportunità delle scelte personali del Cavaliere. Di fatto il sito di Guzzanti è irraggiungibile per l’alto traffico generato, ma noi abbiamo reperito l’articolo incriminato. Eccolo, dopo il salto:

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“Berlusconi abbandona la Georgia per compiacere Putin”: Paolo Guzzanti critica il premier.. e vomita

pubblicato da paganini


Il deputato del Popolo della libertà Paolo Guzzanti è in rotta di collisione con il suo premier nonché leader. Il motivo del contendere riguarda il rapporto, stretto ed affettuoso, tra Silvio Berlusconi e Valdimir Putin, zar di Russia. La misura è stata colmata dalle ultime dichiarazioni rilasciate dal premier durante una riunione con i deputati del Pdl: il presidente della Georgia Saakarsvili, secondo Berlusconi sarebbe come Saddam Hussein e quindi benissimo avrebbe fatto Vladimir e spezzargli le reni.

Guzzanti arriva a parlare di “connubio moralmente indecente” e di istinto al vomito di fronte alle asserzioni del suo capo, ricordando che zar Putin è l’uomo sospettato di aver fatto assassinare Litivinenko e la giornalista Anna Politkovskaya, oltre ad aver materialmente raso al suolo la Cecenia.

L’onorevole Guzzanti dovrebbe anche domandarsi come mai un uomo ossessionato dai comunisti (tipo Prodi e Veltroni) riesca ad essere tanto amico e tanto intimo con un personaggio, Vladimir Putin, che in quanto colonnello del Kgb ha rappresentato l’anima più nera del tanto odiato sistema sovietico.

Ore 12 - La "bolgia dantesca" dei tassisti romani, specchio d'Italia?

pubblicato da Massimo Falcioni

altroQualche volte, anzi spesso, uno come Paolo Guzzanti, (anche) senatore di Forza Italia esagera. Ma qualche volta, anzi spesso, uno come Paolo Guzzanti (anche) giornalista senza peli sulla lingua, dice quel che vede. Cioè la verità.

Stavolta Guzzanti si scaglia contro i taxi dell’aeroporto di Ciampino dove c’è (scrive sul suo blog www.paologuzzanti.it) “una bolgia dantesca” e l’assalto al taxi è “degno di Calcutta, Il Cairo, Beirut”.

Non c’è fila e tutti si accalcano “come davanti all’uscita di un palazzo in fiamme”. Quel che è ancora più grave è che sono i tassisti “a scegliere i clienti più convenienti”, a seconda della destinazione. “Dove va lei?” chiede uno di loro –racconta Guzzanti – “Gli dico l’indirizzo e si vede che non gli piace perché passa a un altro, fa la stessa domanda e mi carica”.

Alle infuriate proteste del senatore: “Ma non vedete che è un inferno, fate schifo!” la risposta di un tassista è esemplare: “Ah Guzzà, è mejo che se carmi, se deve adattà, nun po’ cambià er monno. Er monno va così, nun c’è gnente da fa: bisogna stesse carmi e adattasse”. Guzzanti sarà bollato di “qualunquismo”?

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Alfano grazia la Guzzanti

pubblicato da fc

Nei giorni scorsi la Procura di Roma aveva chiesto al ministro della Giustizia l’autorizzazione per procedere nei confronti di Sabina Guzzanti per vilipendio del Papa in riferimento alle parole (vedi video) espresse nei confronti del Santo Padre nel corso del “NoCav Day” celebratosi a piazza Navona lo scorso Luglio. Ieri, in mattinata, tra gli addetti ai lavori, già si rincorreva la voce dell’intenzione del ministro Alfano di non concedere l’autorizzazione. Nel pomeriggio poi l’ufficializzazione della scelta.

“Nonostante il parere favorevole sulla procedibilità nei confronti di Sabina Guzzanti, - ha spiegato - ho deciso di non concedere l’autorizzazione ben conoscendo lo spessore e la capacità di perdono del Papa che prevalgono alle offese stesse”. Nonostante - ha precisato - le frasi della Guzzanti lo abbiano “addolorato e indignato come cittadino e come cattolico” ha deciso di seguire questa linea anche perchè “la stagione delle riforme impone di spegnere i focolai e di non appiccare nuovi incendi”.

Soddisfatto per la scelta di Alfano anche il padre di Sabina, il senatore Paolo Guzzanti che al Velino confida: “Sono sollevato per l’Italia perché per questa storia il mondo ci ha riso dietro e ci ha paragonato alla Siria”. Alfano - secondo il parlametare del Pdl - ha fatto il suo dovere: “E’ la soluzione più razionale per la giustizia italiana. Non si può processare una personalità politica, perché in quel contesto Sabina parlava da politica, solo perché ha usato la tecnica di Dante, il quale metteva i papi all’inferno con la tecnica del contrappasso”.

La Carfagna querela Sabina Guzzanti chiamandola "la figlia di Paolo"

pubblicato da Luca Landoni



Drammatica caduta di stile del Ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna, la quale nell’ansia di vendicare il proprio orgoglio ferito, ha annunciato querela nei confronti della diffamante Sabina Guzzanti per il discorso pronunciato ieri in piazza Navona. La nota diramata dal dicastero recita: “In riferimento alle parole volgari e fantasiose della comica Sabina Guzzanti, il ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna ha dato mandato all’avvocato di Roma Federica Mondani per adire le vie legali nei confronti della figlia del parlamentare di Forza Italia Paolo Guzzanti”.

La nota ha suscitato l’immediata indignazione di Guzzanti padre, che ha commentato: “Le opinioni e le espressioni di Sabina Guzzanti non formano oggetto di rapporto di parentela ma, visto che la parentela viene tirata in ballo, esprimo a mia figlia Sabina, di cui non condivido tutte le opinioni, la mia solidarietà di fronte al miserabile tentativo di deprezzare e disprezzare la sua e la mia identità personale e politica”.

Gaffe doppia dunque per il discusso ministro, che non solo incorre nell’errore formale di coinvolgere il genitore di una persona fino a prova contraria maggiorenne in un annuncio ufficiale di querela, ma va anche allo scontro con un collega di partito, le cui idee sono notoriamente opposte a quelle della figlia. E costituisce solo parziale giustificazione il feroce attacco di cui la Carfagna è stata vittima, giacché la sua posizione di rappresentante dello stato dovrebbe indurla a sfoggiare un ben maggiore senso di responsabilità.

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Guzzanti (Pdl) a PolisBlog: “Dialogo, in politica mai dire mai”

pubblicato da fc

Paolo Guzzanti è un noto editorialista de Il Giornale (di cui è stato fino a qualche tempo fa anche vicedirettore) e Panorama nonché deputato del Pdl. Dal 2002 al 2006 ha presieduto la tanto discussa commissione parlamentare d’inchiesta sul dossier Mitrokhin. Ora, nonostante i suoi mille impegni, si dedica con passione a un movimento politico-culturale (“Rivoluzione Italiana”) da lui fondato che confluirà quanto prima nel Popolo delle Libertà.

Onorevole, l’Espresso ha pubblicato nei giorni scorsi ulteriori conversazioni tra il presidente del Consiglio e Agostino Saccà e, subito, si è ritornato a parlare di stretta sulle intercettazioni. Lei da autorevole giornalista quale è, prima che da politico, che idea si è fatto sul provvedimento messo a punto dal Governo?
“Come intercettato illegalmente attraverso il telefono di Scaramella (la legge vieta che un parlamentare possa essere intercettato “casualmente” per più d’una volta e che venga avvertito se ciò accade, e io sono stato intercettato 135 volte senza che nessuno mi dicesse nulla) rispondo che il sistema delle intercettazioni equivale alla barbarie allo stato puro, perché qualsiasi intercettazione può essere manipolata, amputata, trattenuta nel cassetto, servita calda o fredda, monca o intera o interpolata, a comando. Sono dell’idea che chi compie queste operazioni e chi le usa debba andare velocemente in galera. Cinque anni possono bastare, se non si configurano reati quale l’insurrezione contro i poteri dello Stato o l’attacco alle istituzioni. I giornalisti devono imparare a cercarsi le notizie e non a riceverle come cassette postali dal procuratore amico dalla cui generosità e faziosità dipende la loro carriera e il loro valore sul mercato”.

Berlusconi sembra che abbia escluso definitivamente qualsiasi possibilità di ritorno al dialogo con l’opposizione. Veltroni idem. Nei due schieramenti, però, c’è ancora qualcuno che crede in un confronto costruttivo tra le due parti. Lei cosa ne pensa?
“Mai dire mai, è la regola della politica. O meglio: sempre dire mai e poi agire in modo adatto alle nuove circostanze. Questa è la politica, altrimenti saremmo fritti. L’opposizione, come i giornalisti, deve imparare ad opporsi senza farsi sbirra di procure e procuratori, cioè di poteri storicamente reazionari. Io penso che il confronto riprenderà in termini civili non appena scenderà la temperatura. Per ora si opera a cuore aperto in presenza di sintomi gravissimi, dunque è l’ora del bisturi e della sega. Poi verrà l’ora della chirurgia plastica e dell’abbellimento. Ogni cosa al suo tempo”.

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