
Come sostenuto dai colleghi di tvblog.it, pochi minuti dopo la partecipazione di Riccardo Iacona a “che tempo che fa”, ci sono finestre della RAI per la quale vale la pena pagare il canone. “Presa Diretta” è uno di quei programmi che ben rappresenta il concetto di servizio pubblico.
Negli anni è cresciuto. Sostenuto dagli ascolti sempre più alti (la prima puntata della nuova serie è stata seguita da quasi la metà dei spettatori che abitualmente si sintonizzano su “Amici”). In piena armonia con la rete RAI, forse, più vicina al cittadino.
Di persone e del programma televisivo abbiamo parlato con Francesca Barzini che con Riccardo Iacona si occupa dei contenuti del programma in onda tutte le domeniche, su RaiTre a partire dalle 21.30 o in differita su rai.tv.
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L’allievo, Renato Brunetta, è riuscito a superare finalmente il maestro, Silvio Berlusconi. Più populisti del Ministro della Pubblica Amministrazione al Governo ci sono davvero poche persone.
A poche settimane dal rinnovo del canone televisivo l’esponente politico ha proposto al direttore generale della RAI, Mauro Masi, affinché nei titoli di coda di ogni trasmissione televisiva ci sia anche la voce riguardante i compensi del presentatore.
Al di là di tutta una serie di difficoltà pratiche (la stessa persona potrebbe essere stata pagata anche in qualità d’autore ma sul proprio contratto potrebbe non essere stato previsto una suddivisione specifica degli incarichi), l’intervento di Renato Brunetta è uno dei più sterili che siano mai stati fatti attorno alla televisione pubblica.
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Questione di ore. Giorni, al massimo. Entro la fine della settimana, salvo imprevisti, il direttore generale della RAI Mauro Masi ufficializzerà la defenestrazione di Paolo Ruffini, attuale direttore di RaiTre il cui operato non è ben visto dal Presidente del Consiglio. Silvio Berlusconi.
Ma è davvero imputabile a lui l’uscita di scena di uno dei più illuminati direttori televisivi? Probabilmente No. È una scusa utilizzata da altri che davanti al potere preferiscono genuflettersi piuttosto che rimane dritti.
Possibile che lo stesso imprenditore televisivo in meno di dieci anni abbia rinnegato il proprio operato? Possibile che Maurizio Crozza e Luciana Littizzetto, il cui passaggio a Mediaset è stato fondamentale sia per l’azienda che per loro stessi, oggi diano fastidio a Silvio?