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Roma. Gianni Alemanno e l’incubo Parentopoli

pubblicato da Giovanni Molaschi

Gianni Alemanno, sindaco di Roma, non ha risolto tutti i suoi problemi con il rimpasto della scorsa settimana. Il siluramento di Umberto Croppi, assessore alla Cultura, non è piaciuto a molti intellettuali.

Dacia Maraini e Pietrangelo Buttafuoco sono solo due delle persone che hanno firmato un appello contro il ridimensionamento di Croppi. L’esponente politico sarebbe stato scelto come rappresentante dell’area finiana del Pdl. Il divorzio tra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini non gli ha garantito un futuro dopo il rimpasto.

Nei prossimi giorni Alemanno dovrà rispondere anche ai rappresentanti della maggioranza che gli contestano la nuova giunta. Stefano De Lillo, fratello di Fabio, assessore sostituito dal sindaco, sarebbe già pronto ad abbandonare il Pdl per difendere il parente. L’annuncio dovrebbe essere dato durante una conferenza stampa indetta al Senato.

Alemanno era convinto che il rimpasto avrebbe seppellito lo scandalo di Parentopoli. La vita gli ha invece ricordato che per un parente aiutato ne esiste anche un altro scontento. E se fosse il malumore di queste persone a decretare la fine politica del sindaco di Roma?

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La parentopoli siciliana colpisce il più grande seguace di Brunetta: si predica bene e si razzola male?

pubblicato da Alessandro T.


Avete mai sentito parlare di Giovanni Ilarda? E’ un assessore della Regione Sicilia, ed è uno dei più grandi fan di Brunetta e della sua guerra ai fannulloni nella pubblica amministrazione. Si vanta di aver ridotto del 57% l’assenteismo in un ente facente capo alla regione. Bene direte voi. Dieci, cento, mille Ilarda.

Già, c’è un piccolo problema però. Che Ilarda ha fatto assumere sua figlia per un incarico da dirigente presso l’Assessorato ai Beni Culturali. Roba da 75 mila euro l’anno, dice Repubblica. I sindacati lo aspettavano al varco: “Il governatore Lombardo ponga fine alla contraddizione fra la politica del rigore vantata davanti all’opinione pubblica e questi scandalosi privilegi della politica”.

Risultato: la figlia di Ilardo, Giuliana 27 anni, rinuncia all’incarico. Rasenta il ridicolo il commento del padre che dice di aver commesso “una leggerezza” nell’assumere la figlia. Sta a vedere che quando ha fatto la nomina non si è proprio accorto che si trattasse proprio di lei, un caso di omonimia, avrà detto. La mette anche sul meritocratico, visto che Giuliana “può vantare una laurea con 110 e lode in discipline artistiche, parla due lingue ed è un’esperta di informatica”. L’unico 110 e lode in Sicilia. L’unica a parlare due lingue. Non c’era proprio nessuno più idoneo di lei.