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Tutti gli articoli con tag pari opportunità

Toscana: la Corte Costituzionale boccia il ricorso del Governo Berlusconi contro Enrico Rossi

pubblicato da Giovanni Molaschi


Tutti i presunti ragionamenti elargiti dagli esponenti politici scompaiono davanti all’attualità. Durante lo scorso fine settimana la Corte Costituzionale si è espressa a favore di Enrico Rossi e della sua capacità amministrativa in Toscana dove lavora in qualità di Presidente di Regione.

La gestione, in quota Pd, di Rossi era stata contestata dal Governo Berlusconi secondo il quale la tutela locale dei cittadini stranieri a scapito delle persone italiane i cui diritti, stando a quanto sostenuto dall’amministrazione nazionale, erano messi in pericolo da chi in Italia arrivava come rifugiato.

“La Corte costituzionale - sostiene Enrico Rossi a Repubblica - ha dichiarato inammissibile e non fondato il ricorso del Governo Berlusconi sulla Legge regionale che norma l’accoglienza, l’integrazione e la tutela dei cittadini stranieri in Toscana. E’ una vittoria della ragione e della civiltà.

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Umberto Veronesi all’agenzia sul nucleare e fuori dal Partito Democratico?

pubblicato da Giovanni Molaschi


L’inutile balletto in corso sulla ricerca di un possibile candidato premier da anteporre a Silvio Berlusconi ha allontanato, ancora di più, il Partito Democratico tanto che negli ultimi giorni si sta consumando una vicenda che tanto all’elettorato ricorda l’amore che i politici, talune volte, hanno per quella burocrazia che ha rallentato spesso il paese.

Tutto inizia quando il Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo, fregandosi della bandiera politica a cui appartiene, chiede a Umberto Veronesi (oncologo di fama internazionale nonché ex Ministro della Salute nonché senatore in quota Pd) di presiedere l’agenzia per il nucleare su cui sta lavorando.

Veronesi, inizialmente ostacolato da alcuni esponenti del Pdl (come accennato da Dagospia), prende in considerazione la proposta dell’ex Ministro delle Pari Opportunità fino al momento in cui il Partito Democratico pone al medico un ultimatum. O all’agenzia sul nucleare, con la maggioranza, o al Senato, con l’opposizione.

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Giorgia Meloni, con Rosy Bindi, contro le battute maschiliste di Silvio Berlusconi

pubblicato da Giovanni Molaschi


Giorgia Meloni, attraverso Repubblica, si è schierata con Rosy Bindi che ieri, per l’ennesima volta, era stata presa in considerazione dal Presidente del Consiglio per il suo aspetto fisico. Il Ministro della Gioventù, arrivata al Popolo delle Libertà dopo una carriera in Alleanza Nazionale, è stata l’unica donna dell’attuale Governo a precisare che certe dichiarazioni del Presidente del Consiglio sono inopportune.

Mara Carfagna (Ministro per le Pari Opportunità), né Stefania Prestigiacomo (Ministro dell’Ambiente ed ex responsabile del dicastero della stessa Carfagna), né Mariastella Gelmini (Ministro della Pubblica Istruzione) hanno voluto avallare le posizioni della collega.

Nessuna delle tre, malgrado il recente impegno sulla creazione di un’ipotetica corrente rosa del Pdl, davanti ad una discriminazione fatta e finita ha voluto mettere in pratica i dogmi del femminismo che hanno sovente citato nelle scorse settimane.

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Mara Carfagna si scopre gay-friendly e lancia la corrente rosa del Pdl

pubblicato da Giovanni Molaschi


Per Mara Carfagna, la settimana in corso, rappresenta il giro di boa del suo primo mandato come Ministro delle Pari Opportunità. Dopo anni passati all’ombra di Silvio Berlusconi, l’ex valletta di Davide Mengacci ha deciso di emanciparsi da tutti quei gli uomini che ancora vedono in lei solo un corpo televisivo.

L’apparente pace fatta con gli omosessuali italiani le ha causato un vero e proprio scontro con il Vaticano che sulla condotta di vita del Presidente del Consiglio non ha mai deciso di pronunciarsi malgrado ci fossero, in più occasioni, le condizioni per farlo.

Secondo la comunità ecclesiastica Mara Carfagna, sostenendo il Gay Pride romano da cui ha invece preso le distanze il sindaco capitolino Gianni Alemanno, ha dimostrato di essere una ragazzina che dopo aver sbagliato deve chiedere scusa.

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Veritometro:- Mara Carfagna e il diritto di voto alle donne

pubblicato da Giulio Mattioli

“In Italia paghiamo un grande ritardo: le donne hanno guadagnato il diritto di voto soltanto nel 1960″

Mara Carfagna

Scopri perchè dopo il salto

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Mara Carfagna pronta a cambiare la legge Basaglia per evitare altre aggressioni a Silvio Berlusconi

pubblicato da Giovanni Molaschi



Per completare, semmai ce ne fosse stato il reale bisogno, il dibattito di costume attorno all’aggressione di Silvio Berlusconi qualcuno doveva parlare della legge Basaglia grazie alla quale vennero i chiusi i manicomi.

L’incarico se l’è preso il Ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna secondo la quale quanto successo al Presidente del Consiglio, quindi al Papa, devono far riflettere poiché è evidente che chi accudisce persone mentalmente instabili non è aiutata adeguatamente dallo Stato.

“Diciamo – ha dichiarato l’esponente politico parlando della legge Basaglia - che sono favorevole a riaprire il dibattito, ma per arrivare dove non sono in grado di dirlo io”.

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Donne contro Rosy Bindi, Mariastella Gelmini appoggia Giorgia Meloni

pubblicato da Giovanni Molaschi



Invece di risolvere i propri problemi, con il Tar del Lazio, Mariastella Gelmini preferisce disquisire su delle provocazioni che i media qua e là riprendono alterando il dibattito sulle quote rosa che, come dichiarato da Daniela Occhiali su polisblog, andrebbe rivisto. Per essere davvero utile.

Avallando la posizione del Ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, il Ministro della Pubblica Istruzione ha deciso di non manifestare la propria solidarietà a Rosy Bindi su quanto Silvio Berlusconi e Roberto Castelli hanno detto in una recente puntata dello show di Bruno Vespa. Porta a Porta.

“Solidarietà a Rosy Bindi? Nessuna. Nemmeno io – ha dichiarato Mariastella Gelmini - a mio tempo l’ha ricevuta. Repubblica ed Espresso avevano scritto cose terribili su di me, che mettevano in discussione la mia onorabilità, tanto che li ho querelati. La Bindi non dia lezioni, sarebbe fuori dalla storia”.

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Paolo Guzzanti sulla Carfagna: "Se mi cita in giudizio porterò i testimoni"

pubblicato da Luca Landoni

Ha riaperto il blog di Paolo Guzzanti, o per meglio dire si è ripreso dall’eccesso di traffico registrato ieri, e il senatore del Pdl ne ha approfittato per correggere parzialmente il tiro contro Mara Carfagna, Ministro offeso delle pari opportunità. In mezzo a un mare di parole, facendo uso di quell’arte dialettica nella quale eccelle, il padre della nota attrice Sabina ha corretto parzialmente il tiro dichiarando di non aver mai preso visione diretta delle famose intercettazioni di cui tanto s’è parlato.

Però… c’è un però, che vi riportiamo fedelmente:

Poi c’è stata la questione delle voci sulle intercettazioni: non torno a ripetere ciò che ho scritto. A quanto pare qualcuno ha delle trascrizioni e le offre in lettura. Alcuni dei lettori, indipendentemente gli uni dagli altri, me ne hanno riferito ampiamente i contenuti. Ho provato un senso di sgomento, di nausea e di panico. Io non so queste trascrizioni chi riguardino. Lo ignoro. So che altri lo sanno.

Di nuovo quel dico e non dico, cui si affianca alla perfezione l’intervista rilasciata oggi ad Antonello Caporale di Repubblica. Il tono qui è estremamente scherzoso, e si ribadisce che il senatore se l’era presa per quell’avviso di querela emesso dal Ministro in cui si chiamava Sabina “la figlia dell’On. Guzzanti”. Qualche lettore con buona memoria forse ricorderà che noi di PolisBlog, o per meglio dire il sottoscritto, ce ne occupammo qualche tempo fa, sottolineando già allora la caduta di stile di questo riferimento.

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Intercettazioni hot: per Mara Carfagna la Guzzanti è mentalmente fragile

pubblicato da V.

carfagna schiaffoo guzzanti

“Le mie leggendarie intercettazioni hot non sono mai uscite, semplicemente perchè non esistono”

Sicura Mara? Sicura sicura sicura? Uhm. Vediamo. Ieri sera a Matrix c’era Mara Carfagna, ministra alle Pari Opportunità, una di cui Facci saggiamente disse

«Mara Carfagna è incompetente e non doveva diventare ministro, anzi non doveva neppure essere candidata (…) Punto di non ritorno per un elettorato cui puoi propinare quasi tutto ma non tutto. Ha cominciato a fare politica nel 2006 e a metà del 2008 è diventata ministro: è troppo, punto»

un’affermazione sulla quale credo che nessuno, che abbia a cuore i propri neuroni possa dissentire. Restiamo sulle intercettazioni, e dobbiamo tornare qualche mese indietro, ricordate? Dopo il no-cav day c’era stata la Guzzanti che aveva preso la cantonata delle intercettazioni pubblicate sul Clarin - quelle si, inesistenti - nel mentre si scatenava il putiferio per la vicenda delle altre false intercettazioni pubblicate da La Privata Repubblica. Ma c’era anche qualcuno che delle presunte fellatio ad uso ministeriale confermava l’esistenza, come Margherita Boniver ad esempio: allora esistono, non esistono, sono state distrutte per sempre? Chi lo sa. Nel mentre la Carfagna trova anche il tempo di affermare la “debolezza mentale di Sabina Guzzanti”: ed in questi casi c’è una sola soluzione, catfight!

Stasera a Matrix: faccia a faccia Mentana-Carfagna

pubblicato da Luca Landoni



Mara, o per meglio Maria Rosaria Carfagna è da sempre il ministro più chiacchierato del Berlusconi Ter. Fortemente voluta dal Cavaliere, alla sua prima esperienza politica ha subito ottenuto uno scranno di prim’ordine, insediandosi alle Pari opportunità. Arcinote le polemiche sollevate nel primo periodo del suo “regno”, tra le quali spicca ovviamente il mancato contributo al Gay Pride che le ha fatto piovere addosso accuse per la verità un po’ superficiali di omofobia. Associare l’omofobia alla Carfagna in effetti fa un po’ ridere, ma così va il mondo.

Da allora ne è passata di acqua sotto i ponti, e il politico più cliccato del web, anche qui su PolisBlog, nel frattempo ha avuto anche il suo battesimo di legge (quella sulle lucciole approvata l’11 settembre, e risparmiatevi le battute) e il debutto in Europa. Proprio pochi giorni fa, il 1° ottobre ha infatti partecipato a una riunione dei suoi omologhi continentali a Parigi tenendo una memorabile concione.

Tutto questo preambolo, che spero mi perdonerete, serviva a presentare la puntata di stasera di Matrix, che vedrà proprio un faccia a faccia con Mara Carfagna. Il conduttore Enrico Mentana “porrà domande anche sulle voci, le insinuazioni e le polemiche dei mesi scorsi, a cui il Ministro fino ad oggi non ha mai ritenuto opportuno rispondere”, citando il comunicato Mediaset.

La puntata andrà in onda alle ore 23.20 su Canale 5. Come sempre lo spazio di PolisBlog è a disposizione per ogni commento sulla trasmissione e i temi da essa trattati.