
Le violenze razziste sono in questi giorni sulle prime pagine di tutti i giornali e molti si sono chiesti se questo rispecchi un’emergenza reale oppure niente più della solita bolla mediatica. Intervenendo ad un dibattito sul tema a Radio Popolare, il coordinatore italiano della “Rete Europea sul Razzismo e la Xenofobia” ha proposto un paio di considerazioni molto interessanti.
Primo: non c’è modo di accertare se questo tipo di violenze siano in aumento perchè non esistono statistiche ufficiali, un po’ perchè il fenomeno è in sè di difficile definizione e rilevazione, un po’ perchè l’ufficio italiano che dovrebbe occuparsene presso il Ministero delle Pari Opportunità è in condizioni materiali talmente disastrose da non potersene fare carico. In secondo luogo, a suo avviso, il vero fenomeno emergente non sarebbe tanto un aumento delle violenze verso gli stranieri, quanto il moltiplicarsi delle denunce da parte di questi ultimi. Casi come ad esempio quello del ragazzo picchiato dai Vigili a Parma, in questa prospettiva, sorprendono non tanto in sé quanto per il fatto che la vittima abbia deciso di farne pubblica denuncia.
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Continua la rassegna delle finaliste di Miss Parlamento, e dopo Daniela Melchiorre ci occupiamo del Ministro delle Pari opportunità Maria Rosaria Carfagna. Della Mara nazionale (ormai ben avanti alla Venier) si sa tutto o quasi, quindi risulta quasi pleonastico rievocare il suo passato di inviata televisiva e soubrette.
La cosa più difficile semmai è stata reperire una galleria di immagini che non fossero già abusate, visto che dei suoi servizi fotografici osè ne abbiamo fin sopra i capelli, senza contare il deciso cambio di look attuato al momento dell’ingresso nella politica attiva. Abbiamo così scelto un mix di foto pre e post-ministeriali scelte tra quelle meno viste.
Dopo Melchiorre e Carfagna sarà il momento di Barbara Mannucci e Gabriella Giammanco, il tutto in perfetto stile balneare-agostano, prima della finale di settembre, tradizionalmente mese-principe per i concorsi di bellezza.
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Ci credete? Silvio Berlusconi, intervistato riguardo alle presunte intercettazioni hot con la Ministra per le Pari Opportunità Mara Carfagna, in cui secondo i maligni, si parlerebbe anche di presunte fellatio, ha affermato che non avrebbe potuto dire nulla di simile. Come mai? Se ne parla anche su Wildgreta.
Perchè Mara Carfagna è una persona di “Santi principi, è una Maria Goretti”. Ora: vi quoto un breve estratto della biografia della Santa:
La costante frequentazione della dodicenne Maria in casa Serenelli spinse uno dei figli, Alessandro, all’epoca diciottenne, a tentare approcci di natura anche sessuale nei suoi confronti, che raggiunsero il culmine nell’estate del 1902: il 5 luglio, dopo un ennesimo tentativo fallito di ottenere riscontro alle sue proposte, Serenelli tentò di violentare la giovane e, avendo trovato resistenza, la ferì più volte con un punteruolo
Ma quanto è Santa Mara Carfagna?
Continua la saga Berlusconi, Carfagna, intercettazioni, e fellatio ad uso ministeriale. Dopo i brogliacci bufala che Sabina Guzzanti sosteneva fossero stati pubblicati dal Clarin, oggi è una specie di day after. Nel forum di Italians del Corriere c’è chi implora a gran voce una intervista alla Ministra delle Pari Opportunità: giusto.
La conceda a noi per esempio, sarei onorato di pubblicarla. Marco Travaglio invece parla di autogol, riguardo alla querela presentata dalla Carfagna contro l’autrice satirica “figlia di Paolo”: nel caso di un processo verrebbero finalmente mostrate quelle intercettazioni che - lo dico senza ironia - stanno facendo sognare gli italiani.
La Carfagna però per me sta sbagliando completamente strategia: il silenzio non è sempre la migliore risposta, anzi. Tantomeno le querele piccate, o le risposte da maestrina. Voi che dite? Per esempio, date un’occhiata al blog della ministra. Neanche mezza parola. E poi guardate qui sopra e sostituite a Clinton, Silvio Berlusconi. Andrà a finire così?
Silvio Berlusconi: vedi Napoli poi … Voto + 8. Il presidente del Consiglio mantiene le promesse fatte. Almeno riguardo a Napoli. “Verrò qui ogni settimana, finchè l’emergenza rifiuti non sarà superata”. Infatti oggi Berlusconi, insieme al sottosegretario Guido Bertolaso, sarà in Prefettura a Napoli dove incontrerà Bassolino, i Prefetti, i Presidenti delle 5 province e i sindaci dei relativi capoluoghi interessati all’emergenza. Poi ci sarà un vertice con le Forze dell’Ordine, i Vigili del fuoco e alcuni rappresentanti delle forze armate. Alle 17.30 il Premier terrà una conferenza stampa per fare il punto. Bravo Silvio! Ineccepibile. Quanto meno sul piano del metodo. Che non è poco, di questi tempi. Speriamo che il livello della monnezza cominci a calare almeno di qualche centimetro.
Mara Carfagna: allarme donne. Voto – 8. La neo ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna sembra già essersi dimenticata delle promesse fatte in campagna elettorale per “difendere” le donne. Si sa che la coperta è corta. E se con una mano dai, con l’altra togli. E’ proprio quello che ha fatto il Governo che per recuperare i soldi per il taglio dell’Ici ha decurtato il Fondo per le donne vittime di violenza. Erano 20 milioni dati da Prodi e destinati al sostegno delle vittime e alla prevenzione. Addio ai numeri verdi dell’informazione alle donne minacciate, addio ai centri antiviolenza, addio alle case per le donne maltrattate e offese, addio ai monitoraggi sulle molestie. Insomma si torna al “fai da te”. Forse per coerenza con lo spirito decisionista e “imprenditoriale” del nuovo esecutivo?
Mara Carfagna e Pina Picierno sono le due star indiscusse del firmamento politico italiano, almeno quanto a bellezza. E non me ne vogliano Prestigiacomo, Meloni & Co. se le escludiamo dalla lotta, ma purtroppo ubi maior minor cessat, anche se naturalmente i lettori potrebbero pensarla diversamente e capovolgere un verdetto senz’altro soggettivo.
Ministro per le Pari opportunità la prima, ministro-ombra alle Politiche giovanili la seconda, hanno trovato il loro primo terreno di scontro sul Gay Pride, che la Carfagna vuole spogliare del suo onesto contributo statale annuo in quanto “molti altri sono i problemi di pari opportunità: donne, disabili, anziani, bambini”, mentre la Picierno ribatte: “Ci ripensi e partecipi al Gay Pride senza farsi condizionare nella sua attività da visioni manichee e fuori dal tempo”.
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Il sondaggio della scorsa settimana non aveva lasciato dubbi: il 50% di voi la preferiva prima, scosciata, a posare per calendari e foto patinate. Nulla di male, ma purtroppo quel genere di Mara Carfagna non è più tra noi, e infatti si lancia in questo genere di dichiarazioni, piuttosto perbeniste e destinate a compiacere l’elettorato più “bianco” del Pdl:
Mara Carfagna, ministro per le Pari opportunità, non esita: «Il patrocinio al Gay Pride? Non sono orientata a darlo. Non servono, i Gay Pride». Ne sono stati organizzati ben cinque quest’anno di Gay Pride e per quello nazionale (ci sarà il 28 giugno a Bologna) la richiesta ufficiale di patrocinio approderà oggi sulla scrivania di Mara Carfagna. Inutilmente.
La ex soubrette poi prosegue sulla stessa strada: potete leggere il resto del pezzo del Corriere qui. Eppure, come avevamo detto in occasione del rifiuto di Gianni Alemanno di patrocinare il pride romano, si tratta di manifestazioni che attirano turisti, sponsor, e fanno pubblicità alla città. Anche a non volerci vedere nulla di buono per quanto riguarda il “comune senso del pudore”, si potrebbe bene guardare il portafoglio. E chiudere un occhio.
Perchè i pride - vedi New York - un pò come tutti i festival che affollano l’Italia, portano un indotto enorme. Con un euro di investimento ne tornano indietro otto, almeno secondo il Venerdì di Repubblica della settimana scorsa.
Mercoledì, dunque, si parte: primo consiglio dei ministri operativo a Napoli. Tra i provvedimenti annunciati, la detassazione degli straordinari. Molti hanno messo in evidenza gli effetti più evidenti ed immediati, tra i quali un considerevole risparmio per le famiglie. Ma ci sono anche effetti più nascosti ed indiretti, ad esempio sulle disparità di genere. Vi abbiamo raccontato qualche tempo fa che il solo fatto di essere donna porta in Italia a guadagnare in media circa 4800 euro in meno all’anno, e che questo divario, anziché ridursi nel corso degli anni, sembra approfondirsi.
Secondo Francesca Zajczyk, ordinaria di Sociologia e consigliere comunale milanese del PD, intervenuta recentemente ad un convegno, la detassazione degli straordinari non potrà che portare ad un ulteriore accrescimento dei divari salariali tra uomini e donne. La spiegazione è molto semplice: in Italia, come dimostrano recenti dati Ires, il 77% del tempo dedicato alla famiglia viene dalle donne.
Che possono permettersi dunque molto meno degli uomini di aumentare il proprio orario di lavoro attraverso gli straordinari. La detassazione degli stessi porterà ad un loro aumento soprattutto tra le fasce maschili della popolazione lavorativa, e quindi a sempre più disuguaglianza, in termini di stipendi, tra uomini e donne. Chissà che cosa ne pensa la nuova ministra delle Pari Opportunità Mara Carfagna.
Foto: George Eastman House, Flickr