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Europee, la storia di Chiara Sgarbossa: prima cooptata, poi scaricata

pubblicato da fc


Potrebbe essere una favolosa lezione di politica. Prima cooptata, poi scaricata. A farne le spese Chiara Sgarbossa, 25 anni, già miss Veneto. Era una delle 20 show-girl scelte direttamente dal Cavaliere per la corsa verso Strasburgo. Aveva partecipato alla quattro giorni romana con Frattini e Brunetta a via dell’Umiltà (”Sul ruolo del parlamentare europeo Brunetta è stato molto sbrigativo. Ci ha detto che il parlamento europeo non conta niente. Il parlamentare europeo va lì per schiacciare un bottone ogni giorno ci sono centomila direttive da approvare, quindi tu fai solo tic-tic”). Poi, la sfuriata di Veronica Lario. E nella lista del Pdl per la circoscrizione dell’Italia nordorientale il suo nome sparisce.

Lei è incredula: “Non sono in lista?! Ma io ho firmato lunedì sera davanti al notaio”, si sfoga con un cronista del Mattino di Padova che le comunica la triste notizia. “Almeno fosse partita da me l’idea di candidarmi, mi è arrivata da loro. Io non ho saputo dire di no, la proposta era allettante… Mi sembra veramente una grande presa per i fondelli. Tra l’altro a Roma avanti e indietro, alberghi, aerei, treni, sempre a spese mie. Per ricevere le pacche sulle spalle da La Russa: signorina l’abbiamo appena candidata, mi lasci anche il numero di telefono, se ha bisogno per la campagna elettorale mi faccia uno squillo che io sono sempre disposto a dare consigli..”.

E invece … oltre il danno anche la beffa: “Mi ritrovo denigrata e non ho alcun modo di rimediare agli attacchi che mi sono stati fatti, all’opinione generale che può essersi fatta la gente leggendo della candidatura di queste soubrettes. Praticamente sono bruciata. Non ho modo di riscattarmi, di ribattere. Resterà scritto solo che ero nel corso delle ex veline candidate da Berlusconi. Una figura pessima”.
Gustosissimo il racconto del colloquio col Cavaliere: “Mi ha telefonato di persona a casa. Si ricordava di me, ha voluto di nuovo il mio curriculum, mi ha fatto tre domande: sei laureata?, sì; sai le lingue?, sì; ci sono foto nude di te?, no. Allora manda tutto a Marinella e poi vieni a Roma in settimana, al corso».”
Eurodeputata per un giorno? Nemmeno.

Chiara Sgarbossa
Chiara SgarbossaChiara SgarbossaChiara Sgarbossa

Foto | myspace (altre dopo il salto)

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Ore 12 - Berlusconi rinnova il Pdl: a Strasburgo "troniste, veline e letteronze"

pubblicato da Massimo Falcioni

altroOh, che belle candidate! E quel che si può dire di primo acchito osservando i volti “nuovi” che il Pdl mette in pista per le prossime elezioni europee.

Silvio Berlusconi sa ciò che vuole e nella selezione comincia sempre dal “basso”, dalle gambe lunghe delle avvenenti signorine. Comunque il Cavaliere procede con la ramazza.

Il rinnovamento del Pd è invece meno marcato perché le parlamentari più “stagionate” tengono duro e non hanno alcuna intenzione di lasciare la poltrona alle più giovani. Poi perché, pur con tutti i limiti e guai, nel partito di Franceschini ancora si discute (e si litiga) sulle candidature mentre nel “partitone” e sempre uno solo che compila la lista dei premiati e dei bocciati.

Sulla qualità, bisogna intendersi. Nel senso che conta il punto … di vista.

Berlusconi, come scrivono (non tutti) i giornali, mette in campo “troniste, veline e letteronze”. Sono ex attrici di “Incantesimo”, ex star del Grande Fratello ecc. che, a cinquanta giorni dall’essere “elette” a Strasburgo per rappresentare 60 milioni di italiani, vengono mandate a scuola per tre giorni (diconsi tre giorni) per imparare i ferri del (nuovo) mestiere, come fare politica e come fare le parlamentari europee.

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Ore 12 - Nel Pd domina lo "sconforto". Ecco perchè

pubblicato da Massimo Falcioni

altroAnche dopo la riunione (di basso profilo) della direzione di ieri si può dire che il Pd è il partito che decide di non decidere.

L’esempio viene da due questioni centrali, referendum e collocazione nel parlamento europeo.

Il Pd farà campagna per il “sì” al referendum elettorale (“per eliminare il porcellum” – chiosa Franceschini-) che dovrebbe tenersi il 21 giugno, ma non scioglie nessun nodo rispetto a quale legge elettorale vuole.

Perché c’è profonda divisione all’interno (con D’Alema che punta sul sistema tedesco con soglia di sbarramento e assegnazione dei seggi su base proporzionale per rilanciare le alleanze a sinistra e verso l’Ud, mentre Franceschini, Veltroni ecc. sono per un sistema semipresidenziale) e si spera solo che il quorum non venga raggiunto.

Altro punto dolente, l’europarlamento. Non si sa dove siederanno gli eletti del Pd a Strasburgo: staranno con quelli del Pse o formeranno un gruppo autonomo?

Franceschini, nella sua relazione in direzione, dice di non saperlo.

Di fatto Dario Franceschini combatte da solo. Tutti sono in attesa del ciclone delle prossime elezioni.

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Ore 12 - Europee: la metà degli italiani non è interessata al voto

pubblicato da Massimo Falcioni

altroMentre i partiti hanno incrociato le lame sul nodo election day-referendum e si apprestano a lanciare una campagna elettorale al calor bianco, gli italiani fanno sapere che sono poco interessati al voto europeo.

Secondo un sondaggio appena sfornato da Eurobarometro (della Commissione Europea) c’è un alto rischio di astensionismo.

La metà degli italiani non è interessata al voto.

Addirittura l’8% fa già sapere che non andrà al seggio. Solo il 44% degli italiani è interessata al voto, mentre il 6% non sa nemmeno di cosa si parla.

Ma il Belpaese non è una eccezione.

E’ anzi in buona (brutta) compagnia con le altre nazioni: in generale solo il 44% degli europei si sente impegnato per il voto del parlamento di Strasburgo, contro il 53% di “disenteressati” e il 3% che non dice nulla.

I Paesi più favorevoli all’Europarlamento sono Grecia (62%), Irlanda (61%), Malta(59%). Mentre in fondo alla classifica si trovano Lettonia (20%), Repubblica Ceca (24%), Polonia (20%).

Un dato di ulteriore riflessione (e preoccupazione) viene dalla fascia di età. Sono i giovani ad essere i più distaccati: il 27% degli studenti non andrà a votare.

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Rumors dal Palazzo: Rutelli fonda un ...partito. Emilio Fede lascia il Tg4 per il parlamento europeo

pubblicato da il passator cortese

Vietato scandalizzarsi, in politica. E infatti più nessuno si scandalizza di niente.

Rumors di ogni tipo vanno e vengono dal “palazzo”. Governo o opposizione fa lo stesso. Maggioranza e minoranza sullo stesso piano. Leader, capi e capetti si inseguono nel far peggio.

E, si sa, al peggio non c’è mai limite. Le ultimissime?

Francesco Rutelli con la valigia in mano, pronto a sbattere la porta del Pd dopo le Europee e a fondare un nuovo “partito” cattolico neocentrista. Un … “valore aggiunto” da portare in dote nella Costituente di centro che dovrebbe decollare in autunno con il nuovo Partito della nazione voluto da Pierferdinando Casini.

Rutelli, oltre che maestro dell’arte della migrazione, ci sa fare anche nella richiesta di poltrone. La sua, prima di tutte.

Sull’altro versante, quello del Pdl, rispondono con un gran squillo di tromba.

Emilio Fede, fedelissimo del Cavaliere e super direttore del Tg4, sarà premiato di cotanto … zelo. Berlusconi in persona vuole candidare il direttore per le Europee, in Sicilia. Che succederà? La rivoluzione, al Tg4 e niente di niente al parlamento europeo.

Come dite? Niente di nuovo sotto il sole? Questione di punti di vista.

Le pagelle del venerdì

pubblicato da Massimo Falcioni

Parlamento europeo: schierato. Voto + 9. Il Parlamento europeo ha approvato (46 sì, 8 no) la risoluzione sul caso dell’ex terrorista Cesare Battisti “schierandosi”: “Il Brasile tenga conto della sentenza emessa da uno Stato dell’Unione europea nel pieno rispetto dei principi di legalità su cui si fonda l’Ue”. Adesso Battisti non è più un caso tra due Paesi ma tra l’Europa e il Brasile. Qualcosa si muove anche a Strasburgo.

Governo italiano: scaricabarile. Voto – 8. Non terminano le “speculazioni” sul caso Eluana. Berlusconi annuncia che il governo ha pronto un decreto legge per impedire la morte della sfortunata ragazza, proibendo l’interruzione di idratazione e alimentazione. Ovviamente se il Capo dello Stato accetta di firmarlo … Noi avremmo voluto ma … Scaricabarile. Effetti mediatici. Speculazioni. Per un pugno di voti.

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Parte da Milano la crociata di Magdi Cristiano Allam e dei Protagonisti Per l’Europa Cristiana

pubblicato da paganini


Magdi Cristiano Allam ci tiene proprio ad essere Protagonista Per l’Europa Cristiana: dopo aver lanciato il suo partito nel novembre del 2008 per assumersi “la storica missione di riscattarci sul piano personale e collettivo proclamando uno stato di emergenza etica, che consideri come priorità nazionale italiana e comunitaria europea la riscoperta, l’adesione e la difesa della nostra comune civiltà europea cristiana”, ora l’ex giornalista del Corriere si prepara a scendere in campo.

Da oggi, a Milano, il PPEC inizia infatti la raccolta delle 150 mila firme necessarie a permettergli di partecipare alle elezioni europee del prossimo giugno: un traguardo da raggiungere entro il 27 aprile. Si tratta di un primo test per capire se davvero questa nuova formazione politica, che parte con lo spirito dei crociati verso la Terrasanta, è in grado di raccogliere adesioni e consensi, seguendo una linea politica che ricorda un pò i proclami di W. Bush.

Magdi Allam vi attende con gioia, fiducioso nel successo della comune missione di Verità e Libertà, Fede e Ragione, Valori e Regole: il Parlamento europeo ha proprio bisogno di missionari della Verità…

Ore 12 - Il Pdl predica bene e razzola male. Lo "scandalo" dei compensi dei nostri eurodeputati assenteisti

pubblicato da Massimo Falcioni

altroI tg tacciono. E anche i giornali chiudono un occhio. Così gli italiani ignorano. Beati e … fregati.

L’altro giorno a Strasburgo è stata approvata a larghissima maggioranza (355 voti a favore, 195 contrari, 18 astenuti) una risoluzione a firma del radicale Marco Cappato che impegna (finalmente!) il Parlamento europeo a mettere online le presenze degli eurodeputati per smascherare i fannulloni assenteisti.

Chi ha votato contro? Il Pdl! Schierato e in linea come non mai.

Qualche nome? Fra i forzisti (Gabriele Albertini, Elisabetta Gardini, Guido Podestà, Lia Sartori, Beppe Gargani) e fra i nazional-alleati (Roberta Angelilli, Domenico Basile, Sergio Berlato, Antonio Mussa, Nello Musumeci).

Hanno votato per la “trasparenza” i leghisti e tutti quelli dell’italico centro sinistra.

Gli ultimi dati ufficiali (2004, fonte Università di Duisburg) sulle presenze degli eurodeputati erano sconcertanti. Ai primi posti per presenze c’erano i parlamentari finlandesi (89,5%), i belgi (89,3%), olandesi (88,7%) e gli ultimi, i nostri, col 68,6%, tredici punti sotto i penultimi, i francesi col 79,5%.

Cappato dice che la situazione è oggi notevolmente peggiorata. Al tempo.

E’ il caso di ricordare i compensi degli eurodeputati. Un eurodeputato polacco incassa 28.056 euro, uno spagnolo 39.463, uno svedese 61.704, un francese 63.093, un britannico 82.380, un tedesco 84.108, un italiano 149.215: quindici volte più di un ungherese, tre volte più di un portoghese, una volta e mezzo più di un austriaco, al secondo posto. Alle retribuzioni vanno aggiunti i benefit e le indennità di spese: per gli italiani circa 35.000 euro a testa!

No comment.

"Kapò" Schulz colpisce ancora: chiesta a Facebook la rimozione dei gruppi italiani anti-rom

pubblicato da Luca Landoni

Bruciamoli tutti. Diamo un lavoro agli zingari: collaudatori di camere a gas. Rendiamo utili gli zingari: trasformiamoli in benzina verde. Sono tre dei gruppi spontanei formatisi su Facebook che il capogruppo del Pse al Parlamento europeo, Martin Schulz ha chiesto di rimuovere dalla rete, in questo appoggiato dal capodelegazione italiano al Pse Gianni Pittella.

“Mi appello a Facebook affinché li rimuova immediatamente”, ha dichiarato il solerte socialista, noto per le sue campagne anti-italiane e per il celebre scontro con Silvio Berlusconi sfociato nella battuta di quest’ultimo “la proporrò per il ruolo di kapò”. Anche all’epoca del censimento Rom di Maroni, Schulz fece approvare una mozione contraria al provvedimento, salvo poi battere in ritirata quando l’Unione europea chiarì che le norme varate dal Ministro degli interni erano in applicazione alla direttiva continentale.

Ma diamo un’occhiata ai gruppi suddetti. Diamo un lavoro agli zingari: collaudatori di camere a gas conta al momento 669 membri, e ha per motto Affinché i gitani abbiano un posto di lavoro. La categoria è Svago-affermazioni bizzarre, e i commenti sin qui pubblicati (19) ondeggiano tra il goliardico e la ferocia da bar (”rega, nn semo noi che semo razzisti…sò loro che sò zingari…”) ne è un perfetto esempio.

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Grillo comes back: sotto accusa la modifica della legge elettorale per le europee

pubblicato da fc

Che la Casta cominci a tremare! Grillo è tornato. E, pronto a scuotere nuovamente il Palazzo per ergersi a paladino dei cittadini indifesi, mette sotto accusa, stavolta, la proposta di modifica della legge elettorale per le Europee avanzata dal Pdl. Berlusconi e i suoi collaboratori, infatti, stanno pensando, proprio in questi giorni, che le regole del gioco per l’accesso all’Europarlamento vanno cambiate. Così: eliminazione delle preferenze e sbarramento al 5%. L’accusa del comico genovese? “Vogliono toglierci ogni voce”.

Per Grillo si tratta di “due bastardate”: “La prima perpetua la nomina da parte dei segretari di partito dei Carra, dei Dell’Utri, delle Carfagne e delle Serafini anche in Europa. La seconda impedisce alle minoranze di essere rappresentate”. Perchè la verità - sostiene - è che “vogliono rimanere in due, Pdl e Pdmenoelle” costruendo “un tetto” che “serve solo a fare fuori tutti gli altri”.

In realtà - e lo dimostra l’intervista a Gianni Pittella (capo della delegazione del Pd nel Pse) che trovate qui su PolisBlog - i democratici non sono poi così entusiasti delle intenzioni del premier. Ma Grillo fa di tutta l’erba un fascio: “Al Parlamento Europeo non esiste il problema della governabilità sbandierato da Veltrusconi”. Veltrusconi? Ma se Veltroni è stato il primo a dire che una modifica come quella proposta dal premier era inaccettabile!
Abbiamo capito: vuoi vedere che anche i grillini sono interessati a uno scranno a Bruxelles?