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Tutti gli articoli con tag parma

A Traversetolo la sinistra intitola una strada ad un ufficiale dei bersaglieri fascista

pubblicato da Alessandro

Traversetolo

Chi era Paride Mori? Come spiega a Repubblica Marco Minardi, direttore dell’Istituto storico della Resistenza di Parma, Mori è stato capitano del battaglione dei bersaglieri “Bruno Mussolini” (terzogenito del Duce), alle dipendenza dirette del Terzo Reich. Un ufficiale quarantenne che aderì consapevolmente alla Repubblica di Salò.

Il Comune di Traversetolo, in provincia di Parma, ha deciso di dedicargli una strada. Sconcertante la giustificazione del Sindaco, il quale spiega che il tutto risale al 2003, quando il Consiglio comunale “ratificò l’intitolazione di alcune strade discussa in commissione Toponomastica”, accogliendo anche la proposta di intitolazione di una via a Paride Mori, senza alcuna discussione su chi fosse costui.

Via Paride Mori di Traversetolo va così ad affiancare Via Mussolini di Serravalle di Sesia, in provincia di Vercelli, e altre strade intitolate a personaggi più o meno noti della storia fascista. Quanto tempo passerà perchè il Piazzale dei Partigiani a Roma torni a portare il suo antico nome di “Piazzale Adolfo Hitler”?

La foto di Traversetolo è tratta da Parmaitaly.com.

Le pagelle del giovedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Umberto Bossi: slegato. Voto + 8. Il Senatur torna a picchiare duro su tutto e tutti. Sul Premier: “Con Berlusconi per ora nessun accordo sulla giustizia”. Sul presidente della Camera: “ Fini ha difficoltà di giovinezza”. Sul Pdl: “Partito incerottato”. Sulla Cei: “Pensi alle anime no agli immigrati”. E sferza alla rivolta i sindaci del Nord: “Sforate il patto di stabilità”. La Lega vola nei sondaggi e Bossi tuona. Temporale in vista?

Vigili Parma: vergogna. Voto – 9. Il sindaco di Parma Pietro Vignali ha sospeso i dieci vigili urbani indagati per il presunto pestaggio di Emmanuel Bonsu. Il provvedimento, dopo che quattro vigili erano stati arrestati e posti ai domiciliari. La magistratura ha chiesto ulteriori provvedimenti cautelari nei confronti degli altri sei agenti indagati. Vengono contestati ai vigili l’arresto illegittimo di Bonsu e particolari “atti di atrocità” commessi in caserma a danno del giovane di colore. Giunta comunale a rischio. Come la faccia della città.

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Le pagelle del mercoledì

pubblicato da Massimo Falcioni

Silvio Berlusconi: consigliere. Voto – 8. In omaggio all’ospite Lula, Silvio Berlusconi si porta in conferenza stampa i giocatori brasiliani del Milan e si prodiga in consigli (non richiesti). Dice il premier: “Ho consigliato a Obama di fermare i rapporti negativi con Medvedev”. Poi indica la sua ricetta finanziaria per il G 20 e torna di nuovo a insultare gli “imbecilli e miserabili” che non hanno capito la battuta sul neo presidente Usa “abbronzato”. Parla che ti passa.

Vigili Parma: bastonatori puniti. Voto + 8. Il voto è relativo alla punizione dei vigili di Parma sul cosiddetto caso Emmanuel. Il sindaco di Parma in consiglio comunale ha fatto le prime importanti ammissioni sull’inquietante vicenda. Il primo cittadino della città emiliana, sui vigili: “Li abbiamo trasferiti, ci sono sanzioni in arrivo, quei comportamenti e quella condotta sono da perseguire”. Manca la parola “scusa”. Il sindaco aspetta il corso della giustizia. Sul piano culturale, politico e sociale il verdetto è già chiaro.

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Aggressione razzista a Parma: fioccano i testimoni

pubblicato da davide f.

da tiscaliEmmanuel Bonsu, il ragazzo aggredito e picchiato la settimana scorsa da un gruppo di vigili a Parma, è stato operato all’occhio per l’aggravarsi della ferita riportata dopo il pestaggio. L’esito dell’operazione è stato positivo, come riportato nel tardo pomeriggio dall’equipe chirurgica del reparto maxillo-facciale del Maggiore.

E in queste ore iniziano a venire fuori i testimoni di questa aggressione gratuita e xenofoba, dopo che è stato detto tutto e il contrario di tutto su Emmanuel, il cui coraggio ha permesso venisse fuori questa storia, lasciato da solo dai benpensanti e da chi per le aggressioni razziste ha sempre pronta una giustificazione.

Avere il “coraggio” di sostenere che un ragazzo ridotto così fosse propaganda della sinistra, vedere i sorrisini di Tosi e della Santanchè, fascisti in pectore ad Anno Zero, e tutto il fango buttato su un ragazzo italiano vittima di un pestaggio si commenta da solo.

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Violenze razziste: un problema di lungo periodo?

pubblicato da Giulio Mattioli


Le violenze razziste sono in questi giorni sulle prime pagine di tutti i giornali e molti si sono chiesti se questo rispecchi un’emergenza reale oppure niente più della solita bolla mediatica. Intervenendo ad un dibattito sul tema a Radio Popolare, il coordinatore italiano della “Rete Europea sul Razzismo e la Xenofobia” ha proposto un paio di considerazioni molto interessanti.

Primo: non c’è modo di accertare se questo tipo di violenze siano in aumento perchè non esistono statistiche ufficiali, un po’ perchè il fenomeno è in sè di difficile definizione e rilevazione, un po’ perchè l’ufficio italiano che dovrebbe occuparsene presso il Ministero delle Pari Opportunità è in condizioni materiali talmente disastrose da non potersene fare carico. In secondo luogo, a suo avviso, il vero fenomeno emergente non sarebbe tanto un aumento delle violenze verso gli stranieri, quanto il moltiplicarsi delle denunce da parte di questi ultimi. Casi come ad esempio quello del ragazzo picchiato dai Vigili a Parma, in questa prospettiva, sorprendono non tanto in sé quanto per il fatto che la vittima abbia deciso di farne pubblica denuncia.

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Di colpo in Italia siamo tutti razzisti

pubblicato da Luca Landoni

Basta leggere le news di corriere.it: “Razzismo: scritte contro romeno morto in incendio nel milanese” o la prima pagina di Repubblica, “Cinese pestato, piangono i picchiatori” condito da sondaggio sull’Emergenza Razzismo (ovviamente il sì è all’85% su 20.000 votanti). E poi il senegalese picchiato dai due ambulanti (per questioni di lavoro, pare), i casi (molto diversi) di Parma e Castel Volturno, e Gentilini indagato per le sue dichiarazioni, come ha riportato Massimo Falcioni poco fa.

Insomma, il razzismo è la nuova emergenza nazionale secondo una legge non scritta del giornalismo, che prescrive di creare di volta in volta un “caso” mediante il tam tam e i segnali di fumo tra testate autorevoli, subito seguite a ruota da quelle meno “potenti”. Quanti casi ci ricordiamo a riguardo? Le stragi del sabato sera (non se ne parla più), gli incidenti provocati da chi ha bevuto (a un certo punto eravamo tutti ubriaconi), le rapine in villa, l’emergenza stupri, la crisi delle piccole aziende per colpa dei cinesi, le morti bianche e mille altri casi, variabili a seconda del periodo.

Il giornalismo in Italia (ma anche nel mondo, credetemi) funziona così. I giornali si devono pur vendere, e creare il caso mediatico aiuta non poco. Per carità, tutte le cose citate sopra sono reali e quasi sempre celano problemi drammatici, ma noi lettori siamo chiamati ad azionare il cervello prima di cadere nella trappola emozionale tesaci dai maestri della notizia. Amplificare un problema è un espediente non lo specchio della verità. Le grandi crisi non sono quasi mai reali, o meglio, in parte lo sono tutte, ma nè più nè meno di prima e non vanno risolte perché si è alzato il polverone ma perché sono tare endemiche del paese. Quando lo sono.

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Razzismo a Parma: la solita bufala montata dalla sinistra?

pubblicato da Luca Landoni

Tutto già visto. Un ragazzo di colore che fugge alla vista delle forze dell’ordine, la colluttazione che provoca due giorni di prognosi al ragazzo e venti al vigile incaricato di fermarlo, il tutto nell’ambito di un’indagine sullo spaccio di droga quindi in ambienti la cui frequentazione e contiguità non porta nulla di buono. E poi le accuse di razzismo al corpo di polizia municipale, guarda caso in una città amministrata dal centro-destra, Parma, che fa magicamente da sponda alla presunta strategia “anti-intolleranza” della sinistra.

Infine la questione della busta intorno alla quale ruota tutta la vicenda. Secondo Emmanuel Bonsu, il ragazzo che avrebbe subito l’aggressione, la busta del Comune con i verbali del fermo consegnata alla famiglia avrebbe riportato la scritta «Emmanuel negro». Il tutto con scritta malferma e frettolosa. Dunque un componente del corpo dei vigili urbani, notoriamente gente facinorosa che non vede l’ora di menare le mani, dopo tutto l’accaduto si sarebbe anche preso la briga di rischiare il posto, ben sapendo che ci sarà una perizia calligrafica approfondita, per recapitare un insulto da terza elementare al ragazzo di origine ghanese.

Ma perché prima di strepitare intorno all’accaduto, come ha fatto ieri Paolo Ferrero del Prc («il clima di intolleranza, di odio e di vera e propria istigazione al razzismo e alla xenofobia che questo governo ha messo in atto è la perfetta cornice per il ripetersi di episodi di razzismo») non ci poniamo un paio di semplici interrogativi, del tipo: cosa ci faceva il ragazzo in prossimità di un gruppo di spacciatori al punto da far ritenere che agisse da palo per coprirli? Perché, se non aveva nulla da nascondere, si è dato alla fuga di fronte alle forze dell’ordine invece di fermarsi e consegnare i documenti come farebbe qualunque persona normale? E infine perché, una volta raggiunto, ha reagito furiosamente al punto da causare una distorsione al ginocchio e una al polso ai due agenti, come riporta l’Ansa?

Foto: Tg3 via corriere.it

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