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Tutti gli articoli con tag partito del sud

I mille partiti del sud: il 30 ottobre nascerà Forza del Sud

pubblicato da paganini


Il mitico, inevitabile, Partito del Sud sembra finalmente prossimo alla nascita: dopo Io Sud e il Movimento per le autonomie ecco a voi Forza del Sud. Il nome scelto dal sottosegretario Gianfranco Miccichè ricorda un poco il titolo di una telenovelas brasiliana, ma l’intento è serio e il momento è solenne.

Il nuovo partito, di cui, inutile dirlo, si avvertiva la mancanza, nascerà il 30 ottobre 2010 dalla “necessità per il Meridione di essere rappresentato nel Governo da un partito che ne sappia condizionare le scelte. Una forza meridionalista che s’appresta ad ingaggiare la difficile sfida di attestarsi nel panorama politico italiano come l’altra Lega. Un vero partito meridionalista, aperto e dinamico alle logiche del territorio e alleato, non prono, del Centrodestra”.

Insomma ci risiamo col piagnisteo eletto a programma politico: forse serviva davvero un partito meridionalista. Ma non sono forse meridionalisti i partiti e gli amministratori che governano la Sicilia, la Calabria e la Campania? Immagino di sì. E allora - domanda retorica che non mi stanco di ripetere - il problema è il governo nazionale che dimentica il sud oppure chi il sud lo governa e pensa per lo più solo al saccheggio e se ne frega di migliorare le condizioni di chi ci vive?

Il Pd tentato dall'alleanza con il "nuovo" Partito del Sud

pubblicato da Christian De Mattia


Il Partito del Sud non è più una minaccia che Raffaele Lombardo e Gianfranco Miccichè usavano per “impaurire” il Pdl in merito alla composizione e alle politiche del governo regionale in Sicilia. In una conferenza stampa, tenuti sabato, si sono poste le fondamenta per questo nuovo progetto: il sottosegretario e fondatore dello “scissionista” Pdl Sicilia è addirittura pronto a lasciare la casa madre.

Al di là dello sviluppo di questo nuovo partito (che secondo i fondatori potrebbe mirare al 40% nell’isola) sarà interessante vedere cosa succederà agli equilibri, già piuttosto instabili, nell’assemblea regionale siciliana. Come tutti sanno Lombardo ha perso nel tempo l’appoggio di Udc e Pdl (la componente legata ad Alfano e Schifani) e si trova in una situazione quasi di immobilismo, con un nuovo esecutivo sostenuto da Mpa e Pdl Sicilia e appoggiato esternamente in maniera piuttosto ambigua dal Pd.

Ed è proprio il Pd a vedere di buon occhio il Partito del Sud, forse immaginando di poter, tramite loro, recuperare consenso in una regione da anni molto legata al centrodestra. In molti incominciano già a parlare di alleanza, come il duo Lumia-Cracolici

Guardiamo con molto interesse a quanto sta avvenendo dall’altra parte, cioè al Partito del Sud, chiaramente non ci sogniamo nemmeno di lasciare il Pd, ma è chiaro che sulle alleanze siamo disponibili a confrontarci

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Nasce il Pdl Sicilia, il Pd diventa il primo partito in Regione

pubblicato da paganini


Dopo averlo annunciato in tutti i modi, dopo aver creato un gruppo consiliare al Comune di Palermo, ieri Gianfranco Miccichè ha tenuto a battesimo la prima rilevante scissione del Popolo della libertà in chiave etnico/regionale, la nascita del Pdl Sicilia all’Assemblea regionale siciliana.

Ben 15 consiglieri (anzi onorevoli, come amano farsi chiamare i componenti dell’Assemblea legislativa siciliana), provenienti da Forza Italia e Alleanza nazionale, accomunati da un rilevante fastidio nei confronti della dirigenza isolana del Pdl e meno conflittuali col presidente Raffaele Lombardo, hanno formato un nuovo gruppo regionale, spaccando quasi a metà quello ufficiale del Pdl.

Uno smacco notevole, anche se il nuovo gruppo non potrà fregiarsi del nome Pdl, che porta il Partito democratico a diventare inaspettatamente e immeritatamente ad essere il primo partito per numero di eletti all’Ars, potendo vantare 29 consiglieri/onorevoli. Segue il Pdl con 17, il Pdl Sicilia (o come si chiamerà) con 15 e l’Udc con 13. I popolani siciliani della libertà non rivendicano una maggiore autonomia ma, assicurando di non voler creare il famoso Partito del Sud, invocano una sorta di commissariamento del Pdl ufficiale da parte di Fini e Berlusconi, per “fare politica seria senza andare appresso ai matti”, che sarebbero i due assessori del Pdl che fanno opposizione dall’interno alla Giunta Lombardo.

Satira: non spariamo "castate"

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Libia o non Libia, la nostra pattuglia acrobatica è uno dei (pochi) orgogli della nazione. Domanda retorica: possiamo dire lo stesso dei nostri politici e del loro modo di trattare Gheddafi? Fecce tricolori

Il premier pensa di aver sventato il pericolo di una fronda siciliana? Sbagliato. Nell’Isola tutto resta magmatico. Mentre Mega Papi si preoccupa di denunciare Repubblica, Micciché dice esplicitamente che una forza politica meridionalista è un fatto ineluttabile. Intanto molti notabili locali stanno lavorando sottobanco per mettere in crisi il Pdl. Il mare è calmo solo in apparenza. Il partito del sub

Il giovane Piotr Kowalski sostiene di aver visto e filmato il vero uomo delle nevi tra le Tatra Mountains, in Polonia. In realtà, secondo gli esperti che hanno visionato le immagini, si tratterebbe di un Romano Prodi in stato confusionale. L’ex premier, convinto di trovarsi sull’Appennino emiliano, vaga alla eremitica ricerca del senso della vita, tra un passato amaro e un futuro tuttora incerto. Yeti, oggi e domani

Pd in stallo sulle nomine di Rai Tre. A via del Nazareno non si mettono d’accordo su nulla. La confusione è tale che qualcuno avrebbe addirittura suggerito di premiare Boffo con la direzione del Tg3. Di Bella e le bestie

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Le pagelle del venerdì

pubblicato da Massimo Falcioni

Silvio Berlusconi: ribelli domati. Voto + 8. Il premier pone l’alt ai “capricci siciliani” del nuovo partito del sud. “Extra ecclesiam nulla salus”, non c’è salvezza fuori dal Pdl.

Nichi Vendola: Dr Jekil e Mr Hyde. Voto – 8. Il giustizialista e colpevolista Vendola diventa garantista da quando le inchieste della Mgistratura lo “stringono”. Double face.

Casi italiani: Miccichè, Lombardo e l'incredibile commedia del Partito del Sud

pubblicato da Luca Landoni



Ne son passati di anni dalla Prima Repubblica, con tutto il suo contorno di voti di scambio, casse del mezzogiorno e finte carità fatte passare sotto il pomposo nome di questione meridionale. Elargizioni finte, in quanto mai utilizzate per migliorare infrastrutture e condizioni degli abitanti, ma esclusivamente per ingrassare politici locali e appaltatori collusi.

Sentivamo davvero la mancanza di questi sperperi conditi a giochini di potere, e allora è spuntato fuori un semi-oscuro (ma in realtà ben noto) deputato del Pdl ad ovviare a questo bisogno. Si tratta di Gianfranco Miccichè, ex-uomo di punta di Publitalia e poi di Forza Italia, e attualmente sottosegretario di stato con delega al Cipe.

Il nostro Miccichè, in un ben collaudato asse con il turbolento governatore di Sicilia Raffaele Lombardo, sta usando il grimaldello ricattatorio della fondazione di un non meglio identificato Partito del Sud, per bussare a soldi (ma guarda un po’) non tanto per il meridione in generale, ma specificamente per la regione siciliana (qui il post di Marco che riassume le origini della vicenda).

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Ore 12 - E' Berlusconi il "burattinaio" del Partito del Sud

pubblicato da Massimo Falcioni

altroLo spettacolo dell’annunciato partito del sud non è solo desolante ma anche pericoloso. Si rischia un tonfo all’indietro di almeno 50 anni: l’Italia divisa con la cesoia.

Il progetto è in parte “trasversale” (per gli uomini interessati) ma il cuore, la testa e i soldi sono Made in Pdl e/o zone limitrofe.

Da dentro il Pdl (in chiave anti Tremonti, uomo cerniera tra Forza Italia e Lega Nord) si tenta di avvilire e ridicolizzare ulteriormente la politica italiana, asservire le istituzioni a gruppi e comitati di pressione (vere e proprie bande “legalizzate” con il voto) per esclusivi interessi di parte: recuperare i “delusi”, alzare polveroni per cercare consenso per avere più potere e più soldi.

Come se il Sud non fosse questione nazionale, non fosse decisivo per tutta l’Italia. Lo diceva Mazzini: “L’Italia sarà quello che il Mezzogiorno sarà”.

Siamo al limite di rottura: una ulteriore trasformazione della politica italiana in uno spezzatino corporativo può davvero portare al collasso generale. Si vuol far nascere l’Italia delle piccole leghe, nuove mini formazioni del “predellino” che imbarcano il “peggio del peggio” (degenerazione clientelare, con forte presenza della malavita organizzata), con l’obiettivo di ricattare con un pugno di voti i “due forni” maggiori.

Non solo, perché, specie a Berlusconi, il partito del Sud non dispiace: è la logica del divide et impera, la logica dei contrappesi (in questo caso all’asse Bossi-Tremonti).

In poche parole, alla fine, una ennesima operazione/truffa per accontentare “tutti” e ampliare il consenso pro Berlusconi. La campagna elettorale per le regionali 2010 è già iniziata. E’ proprio vero che al peggio non c’è mai fine.

Questione meridionale, Partito del Sud, finanziamenti pubblici: riparte il circolo vizioso?

pubblicato da paganini


Da qualche tempo c’è stato un ritorno di attenzione sulla Questione meridionale. La sua versione 2.0 si chiama Partito del Sud e rappresenta l’evoluzione (diciamo così) del concetto coniugato con una dose di autonomismo e una spruzzatina di orgoglio meridionale. Un progetto politico trasversale intorno al quale non fanno fatica a ritrovarsi esponenti politici con storie molto differenti, ma che sembrano uniti nello slogan Dateci i soldi!.

Sull’argomento interviene Il Giornale che, nella quotidiana missione di sostenere il Padrone in ogni sua uscita (più o meno felice), oggi parla di Sindrome del Sud: un circuito vizioso che funziona più o meno così. Il politico locale spende più di quanto ha. Viene rieletto grazie a queste spese. E al momento di pagare il conto ripropone la questione meridionale. Nel frattempo ai cittadini vengono ridotti i servizi, già di scarsa qualità. E Roma, per non rischiare di perdere consensi, copre i conti a piè di lista.

La teoria di Nicola Porro, pur leggermente sospetta dato che casualmente va a sostenere Berlusconi nel suo scontro con i meridionalisti del Pdl, ha un suo interesse e ci riporta a quanto pubblicato ieri dai giornali circa i conti della sanità nelle diverse regioni e il grado di soddisfazione dei cittadini. I dati dimostrano che le Regioni che hanno accumulato un debito mostruoso non lo hanno fatto per la proccupaizone di “coccolare” i cittadini nel momento del bisogno, dato che in Calabria, tanto per citare un esempio, la soddisfazione degli utenti sarebbe sotto il 10%, pur in presenza di una spesa sanitaria esorbitante e fuori controllo.

Forse gli animatori dei moti del “Dateci i soldi!” dovrebbero pensare più a come spendere il denaro pubblico e meno a come chiederne dell’altro..

Foto | Flickr

Le pagelle del lunedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Paolo Ferrero: ipocrisia alcolici. Voto + 7. Il segretario di Prc attacca Berlusconi e la Moratti sul divieto di vendita di alcolici agli under 16: “E’ solo ipocrisia. Bisogna vietare la pubblicità che forma i modelli di riferimento”. Già. Ma gli interessi delle grandi aziende, prima di tutto.

Antonio Bassolino: faccia di m … Voto – 10. Il governatore della Campania non molla la poltrona. Certo di subire un ko alle prossime regionali, punta a riprendersi la carica di … sindaco di Napoli. Il Pd lo ha scaricato e il boss “rosso” si candiderà con il nuovo partito del Sud. Vergogna!

Il Popolo della libertà è Partito verso il Sud ?

pubblicato da paganini


La Questione Meridionale di cui si diceva giusto ieri deve essere davvero una delle priorità politiche del momento. Secondo La Stampa sarebbe infatti in gestazione, per essere pronto entro le Regionale del 2010 e in ogni caso prima della fine (anticipata?) della legislatura, il nuovo Partito del Sud. Una forza politica che dovrebbe nascere da una costola del Pdl su iniziativa di alcuni esponenti sudisti del Popolo della libertà come Raffaele Lombardo, Salvatore Miccichè e Antonio Martino.

Nella fase fondativa il modello dovrebbe essere quello della “valanga azzurra” con cui Berlusconi sfondò nel 1994: facce nuove, giovani, professionisti, manager e imprenditori. Una volta preso il largo, i programmi, il ruolo da esercitare nelle singole realtà locali, le alleanze e le rotture del PSud saranno sempre improntate al pragmatismo, così come il voto nelle aule parlamentari sui singoli provvedimenti dell’esecutivo. Un partito agile e nervoso, in continua trattativa con il governo e le amministrazioni locali di cui farà parte. E in perenne gioco di sbarramento contro l’asse con la Lega, che ha spostato il baricentro politico verso le Alpi.

La prospettiva, se l’analisi di Marcello Sorgi è corretta, è quella di due grandi forze regionali (Lega nord e Lega sud), perennemente in lite per far prevalere di volta in volta le ragioni della questione settentrionale piuttosto che di quella meridionale. Il tutto a scapito della questione italiana…