Tutti gli articoli con tag partito democratico

Giustizia a orologeria: arrestato l'ex vicepresidente della Giunta regionale pugliese Sandro Frisullo (Pd)

pubblicato da m.paganini in: Partito Democratico PD Politica & Tribunali


Ancora una volta i giudici intervengono a turbare il regolare svolgimento del processo democratico, influenzando gli elettori che stanno decidendo per quale partito votare il 28 e 29 marzo 2010, se per il Partito dell’Amore (Pdl) o per quello dell’Odio e dell’Invidia (meglio conosciuto come Pd).

L’incresciosa invasione di campo è avvenuta a Bari, dove i magistrati politicizzati - dopo aver trascinato nel fango il Premier associando il suo nome a escort e daddarie - ora hanno fatto tintinnare le manette. La vittima sacrificale di questa ondata giustizialista stavolta è l’ex vicepresidente della Giunta regionale pugliese Sandro Frisullo del Partito democratico.

Da quanto è emerso dai verbali degli interrogatori a cui è stato sottoposto Tarantini a novembre 2009, il Gianpi avrebbe procurato “compagnia femminile” e versato tangenti a Sandro Frisullo in cambio di agevolazioni nelle delibere e dello sblocco dei pagamenti delle fatture: Frisullo è accusato di associazione per delinquere, corruzione e turbativa d’asta.

Che ne dite, Alfano manderà gli ispettori anche a Bari?

Continua a leggere: Giustizia a orologeria: arrestato l'ex vicepresidente della Giunta regionale pugliese Sandro Frisullo (Pd)

Ore 12 - A che (e a chi) serve "spegnere" la Tv

pubblicato da Massimo Falcioni in: Il punto politico

altroQuelli del Partito Democratico, e non solo loro, si scandalizzano (ingenuamente) e protestano (giustamente) per la Rai che “spegne la luce” sulla campagna elettorale, lasciando sotto i riflettori il Re Sole Silvio Berlusconi.

Oscurati i programmi politici che contano, che fanno opinione, che spostano voti, la Rai pubblica si … “consegna” al Premier, protagonista unico del circus mediatico, pur con l’ultimo carico della procura di Trani che conferma che il presidente del Consiglio è indagato per concussione e minacce. Mica bruscolini.

Con l’aria che tira, (scandali personali-crisi che non passa-pdl a pezzi-Fini con un piede fuori-Bossi pronto a “fare i conti dopo il voto-astensionismo da ko) Berlusconi fa quello che sa fare meglio: la vittima, “eliminando” tutti gli altri competitors, privando il 30% degli indecisi di una Tv che conserva uno straccio di confronto e di democrazia.

Scandalizzarsi? No! Indignarsi? Sì. Contro Berlusconi ma anche contro gli … “altri”, tutti gli “altri”, corresponsabili di aver ridotto così il Paese.

La televisione è diventata la nostra cultura della apparenza. La televisione è diventata la nostra politica della banalità.

Via i ferrivecchi dei partiti. Via i professionisti della politica. Basta analisi, basta contraddittori, basta riflessioni, basta collegamento fra fatti. Tutto diventa “intrattenimento”, “spettacolo”, liquido, i collant della rossa Brambilla.

Berlusconi commette un grave errore: esagera. Il Cavaliere non ha bisogno della censura. Perché con questa politica, con questa tv, con questi media (e con italiani ammaestrati all’indifferenza), la censura non serve: perché tutta la politica è diventata una barzelletta. E, in questo, nessuno eguaglia Berlusconi.

Ma ci sarà sempre chi non si adatta all’incoerenza e non si crogiola nell’indifferenza.

Continua a leggere: Ore 12 - A che (e a chi) serve "spegnere" la Tv

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ

Ore 12 - Fra i due litiganti, il terzo ... gode

pubblicato da Massimo Falcioni in: Il punto politico

altroResta valido e attuale l’antico adagio che fra i due litiganti, il terzo gode. Soprattutto quando ci si azzuffa anche all’interno stesso dei singoli schieramenti, in perenne contrasto.

A un Pdl, partito di “aria fritta”, come dimostrato dal pasticcio delle liste, si contrappone un Pd “frittata” e autolesionista.

Berlusconi ha le sue gatte da pelare: Fini tira stilettate a non finire in attesa di salutare la campagnia “azzurra” e metter su bottega in proprio; Bossi osserva e alza il tiro mettendo il cappello sul governo.

Ma Bersani non è … da meno. Con un Pidì a corrente alternata sempre pronto alla resa dei conti interna e soprattutto con un alleato (Di Pietro) inaffidabile e impegnato a “pugnalare” alle spalle. Ma sbaglia chi se la prende con l’ex Pm, che fa solo il proprio mestiere.

Il Partito democratico si inguaia da solo: invece di pensare al Paese e confrontarsi sulla base di proposte di governo concrete, gioca di rimessa, porta gente in piazza per darla in pasto al leader dell’Idv, che non si lascerà sfuggire l’occasione di prendersi tutta la scena, magari gettando fango su Napolitano.

Il caos generale dimostra non solo l’inaffidabilità politica del Pdl e del Pd, ma la crisi del bipolarismo Made in Italy, dove a una sciocchezza del Pdl si contrappone una doppia sciocchezza di Pd e Idv.

A trarne vantaggio è il … “non schierato” Pier Ferdinando Casini, pronto a incamerare voti e poltrone alle elezioni, e, subito dopo, a dare forma al nuovo partito di centro, impensabile fino allo scorso anno.

Il bipolarismo dei due muri contrapposti è alle corde. S’ingrossano le file di quanti vogliono aria nuova. Non per tornare alla Prima repubblica, ma per non essere travolti dalla Seconda.

Continua a leggere: Ore 12 - Fra i due litiganti, il terzo ... gode

Intervista - polisblog incontra Cristiano Zecchi autore di “Cinzia Gate”

pubblicato da giovanni molaschi in: Intervista con...



La cattiva informazione che è stata fatta sulla ricostruzione de L’Aquila, e le relative proteste fatte contro l’operato di Augusto Minzolini (attuale direttore del Tg1), rappresentano parte del giornalismo contemporaneo. Elargito senza approfondimento.

Si è soliti fornire a propri utenti poche informazioni e slegate dal contesto. Per questo motivo ad alcune settimane dal Cinzia-gate (scoppiato a Bologna e che è costato a Flavio Delbono la poltrona da primo cittadino) abbiamo intervistato Cristiano Zecchi che della vicenda se n’è occupato molto prima di scriverci un libro.

Procediamo con ordine. Lei lavora come giornalista a Bologna. Prima che scopiasse il Cinzia-gate sull’ex sindaco Flavio Delbono circolavano delle voci che preannunciavano quello che poi è successo?

“Alcune voci circolavano, ma difficilmente i politici che si candidano non ricevono colpi bassi o illazioni nei loro riguardi.

Continua a leggere: Intervista - polisblog incontra Cristiano Zecchi autore di “Cinzia Gate”

....
condividi 3 Commenti

Via Padova: il Cardinal Dionigi Tettamanzi si sostituisce al Pd e attacca Letizia Moratti

pubblicato da giovanni molaschi in: Il fatto della settimana



L’ingerenza cattolica nella vita politica italiana è un dato di fatto. Se tale presenza non fosse così conclamata oggi, insieme a parte dei collaboratori di Guido Bertolaso, non si disquisirebbe del tal prelato che ha aiutato il tal politico per nascondere l’imbroglio.

La chiesa c’è. Per fortuna, in alcuni casi. Sopperendo le lacune del Partito Democratico lombardo, talmente poco illuminato da candidare ancora Filippo Penati malgrado la recente sconfitta alle elezioni provinciali, il Cardinal Tettamanzi ha deciso di esporsi sottolineando le lacune dell’amministrazione locale.

“Abbiamo ascoltato - si legge sul sito della diocesi - in questi giorni interventi istituzionali limpidi, capaci di richiamare con severità ed equilibrio ai valori che fondano la convivenza, ma anche al consueto e triste gioco politico di parte, nel quale i problemi reali vengono puntualmente sacrificati sull’altare della ricerca del consenso elettorale”.

Continua a leggere: Via Padova: il Cardinal Dionigi Tettamanzi si sostituisce al Pd e attacca Letizia Moratti

....
condividi 8 Commenti

Le pagelle del lunedì

pubblicato da Massimo Falcioni in: La pagella del giorno

Pd: sicurezza ko. Voto + 8. Dopo gli scontri fra immigrati a Milano, Il Pidì accusa il Governo: “Fallita la sua politica di integrazione e sicurezza”. La destra governa il Paese, la regione, la città e questo è il risultato. Scaricabarili di professione.

Lega: gestapo. Voto – 8. Il partito di Bossi soffia sul fuoco sulla rivolta di Via Padova e invoca il “pugno duro”. L’Eurodeputato Matteo Salvini si supera: “Occorrono controlli ed espulsioni casa per casa, piano per piano”. Carroccio con “croce uncinata”.

Continua a leggere: Le pagelle del lunedì

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ

Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega in: Satira

La Rai rinuncia e Youdem.tv si lancia sul dopofestival di Sanremo. Ecco prendere corpo la strategia politica di Bersani: canta che ti passa. Previste le esibizioni dei New VelTrolls e di Marco D’AleMasini con la canzone ‘Vaffanculo (a tutti)’. Atteso un grande ospite internazionale: sì, proprio lui, il leader degli U2. Del Bono Vox

Al festival non mancherà anche una sezione ‘vintage’ dedicata alle cover d’annata. Arturo Parisi canterà ‘Amici non ne ho’ di Loredana Bertè, Paola Binetti si esibirà in cilicio da sera con ‘Cerco un centro di gravità permanente’ di Franco Battiato e Francesco Rutelli rispolvererà una canzone molto legata al proprio vissuto: ‘Uomini soli’ dei Pooh. Grazie dei Fior-oni

L’attentato di Tartaglia a Berlusconi fu solo una messinscena? Genchi ha corretto il tiro dopo le esternazioni al congresso Idv, ma intanto fioccano in Rete le ricostruzioni video che pongono interrogativi sulla reale natura di ciò che accadde il 13 dicembre a Piazza Duomo. Tutta finzione? Macchinazione quasi pirandelliana? Così è (se vi papi)

Intanto il Cav pensa a un rimpasto per il dopo-Regionali. In fila per entrare nel governo ci sono Santanchè, Augello e altri. Furioso Topo Gigio per la poltrona da sottosegretario alla Salute promessa e mai arrivata. Forse scriverà un libro a quattro mani con Paolo Guzzanti sugli scheletri (e i peluche) nell’armadio del premier. (Pu)pazzo di rabbia

Continua a leggere: Satira: non spariamo “castate”

....
condividi 0 Commenti

Francesco Rutelli a gamba tesa sull' "abbraccio francescano" Di Pietro-Bersani

pubblicato da il passator cortese in: Alle 5 della sera

Lo chiama “abbraccio francescano”, Francesco Rutelli, leader del neonato Api. E si riferisce alla nuova alleanza fra Di Pietro e Bersani.

Patto che non convince l’ex capo della Margherita, fra i principali fondatori del Partito democratico, appena abbandonato: “Ma quali novità: l’Idv slitta sempre più verso il giustizialismo. Se il partito di Di Pietro è passato dal 2% del 2006 all’8% del 2009 è stato perché non ha pagato dazio per le sue contraddizioni: peronismo, mentre reclama più democrazia; linea giacobina, mentre si proclama liberale”.

Le parole dell’ex sindaco di Roma sono ammalianti per gli insoddisfatti del Pd. Nel partito di Bersani sono in molti (cattolici in primis) che non credono alla “svolta” dell’ex pm e non si ritrovano a costruire alternative di Governo con qualunquisti, giustizialisti e populisti.

E’ il solito tira e molla. Con un Pd a ruota libera, o “assente”, o sbracato sul “muoia sansone con tutti i filistei”.

Continua a leggere: Francesco Rutelli a gamba tesa sull' "abbraccio francescano" Di Pietro-Bersani

....
condividi 6 Commenti

Bologna: per dimenticare il Cinzia-gate ci vorrà un anno. Si vota nel 2011

pubblicato da giovanni molaschi in: Interni Partito Democratico PD



Quando sembra che il Partito Democratico abbia toccato i suoi minimi storici succede sempre qualcosa che ricorda a Pierluigi Bersani, e a noi, quanto il progetto politico che sta amministrando abbia fatto il suo tempo.

È da considerarsi obsoleto se persino la Lega Nord grazie all’intervento di Roberto Maroni, secondo il quale a Bologna si potrà andare al voto non prima del 2011, dimostra quella lungimiranza che dall’opposizione un elettore in media si aspetta. E spera.

Possibile che i dirigenti di partito non avessero considerato, negli stessi giorni in cui agevolavano le dimissioni di Flavio Delbono, l’eventualità che al voto non si andasse subito ma nei tempi già stabiliti?

Continua a leggere: Bologna: per dimenticare il Cinzia-gate ci vorrà un anno. Si vota nel 2011

....
condividi 9 Commenti

Le pagelle del giovedì

pubblicato da Massimo Falcioni in: La pagella del giorno

Pier Luigi Bersani: vox populi. Voto + 8. Il segretario del Pd, sul legittimo impedimento approvato ieri alla Camera, non ha peli sulla lingua: “Berlusconi non vuole farsi giudicare e blocca l’Italia. Ciò suscita repulsione e indicazione”. E gli italiani stanno a guardare. Chi si contenta gode.

Umberto Bossi: pontificatore. Voto – 8. Il capo del Carroccio bacchetta l’Udc: “Diamo tempo ai peccatori di pentirsi”, fa il guardiaspalle di Berlusconi sul legittimo impedimento: “andava fatta e l’abbiamo fatta”, difende il figlio Renzo la “trota”, candidato imposto. Il Senatur vola … “alto”.

Continua a leggere: Le pagelle del giovedì

....
condividi 2 Commenti
Network Blogo