Tutti gli articoli con tag partito socialista

Sinistra e Libertà verso la scissione: gestire i socialisti rimane un'impresa!

pubblicato da m.paganini in: Sinistra & Libertà Regionali 2010


Acque agitatissime e nubi oscure all’orizzonte per la precaria zattera che Movimento per la sinistra, Sinistra democratica, Socialisti, ex cossuttiani ed ex verdi hanno allestito a chiamato Sinistra Ecologia e Libertà. Il nuovo partito sembra infatti già sulla strada della scissione a causa delle “azioni destabilizzanti” che il Partito socialista denuncia, riferendosi alla scelta di alcuni componenti del Coordinamento nazionale di andare alle elezioni regionali del 2010 con il simbolo Sinistra Ecologica e Libertà.

Una scelta inammissibile per i socialisti di Nencini, che avevano già posto il veto sulla presentazione della lista in Toscana, dove vorrebbero correre da soli forse (ma su questo per ora non c’è chiarezza) in una lista comune con il Partito democratico. Nonostante le smentite del partito col garofano, appare più che plausibile, vista la storia recente e i personaggi che ancora albergano sotto queste bandiere, che all’origine dello scontro interno a S & L possano esserci i giochi e le strategie elettorali dei socialisti.

Lo strappo per ora si è reso visibile con l’oscuramento del sito di Sinistra e Libertà, ma il futuro della nuova, ennesima, formazione della sinistra italiana non sembra affatto rose e fiori…

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Socialisti senza pace: De Michelis sospeso per 3 mesi dal Partito

pubblicato da m.paganini in: Uomini Politici Partiti


Gli eredi di Bettino Craxi riuniti nel nuovo Partito Socialista non riescono a trovare pace. La Commissione nazionale di Garanzia ha decretato la sospensione dell’ex ministro degli Affari esteri Gianni De Michelis dalle attività del partito per tre mesi.

Un provvedimento contro cui si è levata la protesta di Bobo Craxi, che ravvisa un comportamento irresponsabile della segreteria del nuovo Ps che dovrà essere chiarito nel prossimo congresso.

Ignote per ora le cause del provvedimento punitivo, anche se, sicuramente per una beffarda coincidenza, De Michelis proprio oggi si era lasciato andare ad alcuni commenti (durante una intervista al Sardegna) riassunti nel titolo In confronto al Cavaliere i miei bagordi erano inezie.

Chi tocca il Papi muore. O almeno viene espulso…

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Paesi Baschi, per la prima volta dopo trent'anni sconfitto il partito nazionalista

pubblicato da davide f. in: Esteri

da flickr, common creative

Per la prima volta dopo trent’anni dalla fine della dittatura fascista di Francisco Franco non sarà un governo di nazionalisti a guidare i Paesi Baschi, regione di 2,2 milioni abitanti, segnata da sempre da tensioni separatiste e autonomiste e dalla lotta del gruppo armato Eta, considerato responsabile di più di 800 omicidi.

La svolta è stata possibile grazie all’inedita alleanza tra il Partito socialista e il Partito popolare, rispettivamente maggioranza e opposizione al governo centrale; il Psoe è arrivato secondo alle elezioni del primo marzo, mentre i popolari sono giunti terzi.

Così Patxi Lopez, 49 anni, verrà nominato oggi lehendakari, ovvero capo del governo regionale. Lopez otterrà la maggioranza assoluta nel parlamento regionale della città di Vitoria con i voti del Partito Popolare (Pp) pur essendo un esponente del Partito Socialista (Psoe).

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Ore 12 - Il "Patto del Minotauro" fra Berlusconi e Veltroni

pubblicato da Massimo Falcioni in: Il punto politico

altroNel Pdl tira vento e nel Pd soffia tempesta. Fra i due principali partiti si lanciano fendenti trasversali che però sono solo minuetti.

I partiti di Berlusconi e Veltroni procedono talmente a ruota libera da offrire un gioco confuso e malamente interpretabile.

In altre parole sembra tutto una “finta”, un gran polverone mediatico, per lasciare di fatto immutato il quadro politico e non procedere al ricambio della casta e al rinnovamento del Paese.

Marco Pannella sbraita contro la partitocrazia senza partiti. E magari stavolta ha pure ragione.

E c’è chi, come il segretario del Partito socialista Riccardo Nencini, accusa Pdl e Pd di un “patto del Minotauro”, una “alimentazione assistita del Partito democratico da parte del Pdl che non avviene per dare risposta alla grave crisi economica ed istituzionale del Paese, bensì perché chi sta al governo ha deciso di scegliersi il più conveniente competitore possibile dentro l’opposizione”.

In effetti il “quasi” accordo sulla riforma elettorale per le elezioni europee, quello su Federalismo, Rai, regolamenti parlamentari, caso Villari sanno di inciucio contribuendo ad aggravare la crisi di un sistema democratico che attua oramai riforme solo per decreto legge.

Il patto del “Minotauro” produce politica da stadio. C’è qualcosa in comune tra la politica e lo sport: il tifo, la competizione, la morbosa curiosità dei sondaggi.

Il tutto è lo specchio di una crisi della politica che rischia di far sprofondare l’Italia.

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Il Psi di Bettino Craxi e i "mariuoli" di ieri e di oggi

pubblicato da Massimo Falcioni in: Alle 5 della sera

Torna alla ribalta, in queste ore turbolenti che ripropongono la questione morale, il nome di Bettino Craxi.

Il segretario del Psi riuscì a cogliere i fermenti e i cambiamenti della società e ha avuto molti meriti nell’ imprimere un “nuovo corso” al suo partito (fine dell’asservimento al Pci) e nel trasformare e rinnovare la politica italiana.

Ma è in quella fase che si ha un ridimensionamento del partito socialista (di fatto la fine del modello di partito di massa) e un indebolimento dell’iniziativa tra la gente.

E’ con la direzione di Craxi che emergono tendenze degenerative sul modo di essere e sul costume del partito socialista, per un certo uso del potere, del sottogoverno, del clientelismo. Al centro come in periferia.

I guasti di una concezione della politica come empirismo, manovra di vertici, mercato e spettacolo, espongono il Psi dell’epoca all’assalto di uomini e gruppi senza scrupoli.

Da lì il partito si trasformò in partito carismatico-plebiscitario e cominciò il dominio del “messaggio” e del leader.

Da lì i “mariuoli” diventarono la norma, non l’eccezione. Come si vede i mali di oggi vengono da lontano.

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PD in crisi, PS francese in guerra: chi si salverà?

pubblicato da giulio in: Esteri Walter Veltroni Partito Democratico PD


Il Partito Democratico è dilaniato dalle lotte interne, oggi più che mai: dalemiani contro veltroniani, ex margherita contro ex DS. In questi ultimi giorni i vari leader non sono d’accordo neanche sulla partecipazione al corteo per lo sciopero generale CGIL del 12 dicembre.

Il fatto è che la sinistra europea sta male, da tempo, e un po’ ovunque si scanna al suo interno: prendiamo i laburisti inglesi, che forse solo ora escono da anni di dilaniante guerra interna Blair-Brown; o la SPD tedesca, ridotta ai minimi storici dalla grande coalizione con i conservatori della CDU e divisa aspramente tra moderati eredi di Schroeder e sinistra interna, che spinge per un’alleanza con la più radicale “Linke”.

Il caso più interessante in questi ultimi giorni è però quello del PS francese, la cui corsa per la segreteria è stata vinta dalla tradizionalista Martine Aubry sul filo di lana (solo lo 0,04%) contro l’agguerritissima rivale Ségolène Royal, protagonista di una campagna elettorale a dir poco pirotecnica.

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Ore 12 - Il Pdl di Berlusconi come il Psi di Craxi?

pubblicato da Massimo Falcioni in: Il punto politico

altroGli assi portanti del bipolarismo italiano, Pdl e Pd, non godono buona salute.

Soffrono di malattie diverse. Ma il loro malessere si riflette sul Paese, che ne paga le conseguenze.

Dei due partiti, chi oggi sta peggio è il Pd, all’opposizione, in preda a convulsioni interne senza fine. Ma anche il Pdl, saldamente al governo, non è così florido come il “patron” assoluto Silvio Berlusconi vuol fare credere.

Fra poco il Pdl diventerà partito “unico” e Forza Italia e Alleanza Nazionale saranno un ricordo.

Di fronte a un evento politicamente di grande rilievo, non mancano in questa fase costituente, mugugni, malcontenti, dissensi.

Non è solo la solita questione della spartizione dei posti. Ci sono almeno due nodi di fondo, irrisolti.

Il primo riguarda l’identità di Forza Italia e di An, cioè i due partiti costituenti il Pdl. Di fatto sarà AN ad essere cancellato. E questo nel partito di Fini lascerà tracce, con dissensi e perdita di consensi.

Il secondo riguarda il carattere democratico della nuova formazione politica. Il Pdl, così come è stato Forza Italia, sarà la “fotografia” del suo leader, cioè Silvio Berlusconi.

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Francia: Martine Aubry segretaria del Partito Socialista per 42 voti su Ségolène Royal

pubblicato da paolo in: Esteri

Se il Partito Democratico italiano piange, squassato dalle divisioni interne (dalemiani vs veltroniani, as usual), il Partito Socialista Francese non ride. Chiamato ad eleggere il nuovo segretario, che sarebbe succeduto a François Hollande, il Partito si è ritrovato con un ballottaggio tutto al femminile: da un lato l’ex candidata alla Presidenza Ségolène Royal; dall’altro il sindaco di Lille Martine Aubry.

Fin qui niente di strano, se non che i risultati del ballottaggio (arrivati nella prima mattinata, dopo la chiusura del voto alle 22 di ieri) hanno visto la Aubry vincere con il 50,02%, pari a un margine di 42 voti su 134.784 suffragi totali. Questo ha ovviamente portato la Royal a contestare il risultato, chiedendo nuove consultazioni. L’establishment del partito, però, sta facendo rapidamente quadrato attorno alla Aubry (figlia tra l’altro di Jaques Delors), che a sua volta ha annunciato di non voler considerare un inusuale “terzo turno”. Pare che l’uscente Hollande - ex compagno della Royal, tra l’altro - abbia concordato con lei. Intanto, Hollande ha convocato un Consiglio Nazionale del partito per mercoledì, col compito di sbrogliare la matassa. Qualunque sia la decisione, da qui a mettere il partito nel caos, il passo pare assai breve.

D’altra parte proprio la Aubry rappresenta la tendenza più “classicista” del Partito Socialista, alla quale si sono accodati, ad esempio, il sindaco di Parigi Bertrand Delanoe e altri dei cosiddetti “vecchi elefanti”. La Royal, invece, rappresenta una linea più spregiudicata, specie nelle aperture verso il centro, ma inevitabilmente più invisa ai militanti storici e meno strutturata nel partito. Secondo Liberation, però, qualcuno che festeggia c’è: è l’UMP, il partito del Presidente Sarkozy, che spera che le divisioni interne all’opposizione possano rendere più agevole la vita politica del Presidente e del Governo. Forse, in questo, Italia e Francia sono davvero cugine.

Foto | philippe grangeaud per partisocialiste su Flickr

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Ore 12 - Berlusconi vuole la "legge truffa" per le europee. Perchè?

pubblicato da Massimo Falcioni in: Il punto politico

altroLa nuova legge-truffa che Berlusconi vuole far passare per le prossime elezioni europee (sbarramento del 5% ed eliminazione del voto di preferenza) serve solo per evitare una resa dei conti nel Pdl, per rafforzare il partito del presidente e trasformare i deputati eletti dal popolo in ossequiosi dipendenti del padre-padrone (il deputato che dissente non verrà più ricandidato …), per fare abbassare le orecchie a certi alleati (vedi Lega nord e Mpa), per dividere ed isolare il Pd, per non far risorgere la sinistra distrutta dal voto di aprile, e, dulcis in fundo!, per la decapitazione dell’Udc del “nemico” Gianfranco Casini.

Con una sola fava il Cavaliere prenderebbe più piccioni. La svolta definitiva che darebbe il colpo decisivo a quel che resta del sistema rappresentativo, privando i cittadini del il diritto di scelta.

A Strasburgo non c’è da eleggere nessun governo, per cui non c’è nessun problema di governabilità.

Ieri il segretario del Partito socialista Riccardo Nencini ha scritto una lettera a Giorgio Napolitano in cui ribadisce che quella di Berlusconi è una truffa basata su tre falsi.

Primo: il voto di preferenza non esiste nei paesi europei. Falso, perché c’è in 18 stati su 27. Secondo: lo sbarramento c’è ovunque. Falso, perché esiste in 10 paesi su 27. Terzo: nessun tradimento verso la Costituzione. Falso, perché negli articoli 56 e 58 c’è scritto suffragio “universale e diretto”, cioè tutti gli elettori possono scegliere gli eletti.

Contro la deriva presidenzialista, Idv, Udc e Mpa promettono “barricate” insieme al Pd dove, però, c’è Veltroni che nicchia anche perché nella rossa Toscana le preferenze sono state già abolite.

La battaglia è appena cominciata a Montecitorio e si concluderà entro novembre. Ci saranno sorprese. Di qua e di là.

Sarà il primo vero scossone dopo il voto di aprile 2008?

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Sondaggio Euromedia: Pdl ai massimi storici

pubblicato da Luca Landoni in: Analisi e Dati



Sono stati resi noti dal Giornale i dati scaturiti dall’ultimo sondaggio Euromedia Research, l’istituto di ricerca diretto da Alessandra Ghisleri cui da anni si affida il premier. Si tratta di un sondaggio privato commissionato da Berlusconi, il cui esito è stato comunque pubblicato anche online.

La domanda diretta sulla fiducia attualmente riscossa dal Cavaliere vede il gradimento salire al 67,1%, mentre il governo nel suo complesso conferma il trend rispetto ai sondaggi precedenti, attestandosi al 62,5%. I dati di giugno presentavano la fiducia al premier nell’ordine del 61,5%, mentre per la squadra di governo si registrava il 59,4%.

Ma veniamo ai singoli partiti, di cui presentiamo i risultati anche nella torta che vedete sopra. Il Pdl raggiunge il massimo storico del 42%, che sommato ai risultati sostanzialmente stabili degli alleati (Lega al 9% - Mpa 1,1%) dà un 52,1% di coalizione. Ancora in calo il Pd (28,1%) mentre cresce molto meno del previsto Di Pietro (4,5%). Decisa invece la rimonta della sinistra extra-parlamentare (qui però divisa), il cui dato complessivo raggiunge il 6,6%, con questi parziali: Rifondazione comunista 4.0%, Comunisti Italiani 1.1% Verdi 1.0%, Sinistra Democratica 0.5%.

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