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Tutti gli articoli con tag passaparola

Passaparola di Marco Travaglio: il caso Marrazzo trans, Berlusconi e l'informazione monodimensionale

pubblicato da davide f.

Marco Travaglio torna sul caso Marrazzo, scegliendo per questo Passaparola la lente del giornalismo e di chi ne usufruisce, il pubblico. Primo: in Italia esiste un sistema collaudato di diffamazione, che va a nozze con il conflitto di interessi. Storia già nota, a cui assistiamo tristemente da anni: giornali, televisioni, settimanali, case editrici, aziende in mano a una, l’attuale premier. Secondo, il profilo del giornalista in Italia, molto variegato:

Non tutti quelli che sono iscritti all’ordine dei giornalisti in Italia fanno lo stesso mestiere e ancora dimostra come, in Italia, ci sia ormai da anni una centrale della diffamazione, della calunnia, del dossieraggio che, immancabilmente, si rivolge in una certa direzione, perché in quella direzione sa, oppure spera di poter trovare terreno fertile, soldi, posti, favori, in cambio di informazioni che possano sputtanare qualche avversario politico o qualche ritenuto avversario politico.

Il caso Marrazzo: preso atto delle dimissioni del governatore (NON per immoralità, ma per non aver denunciato un ricatto), l’ex governatore è finito sotto il fuoco dei media per il caso trans, morbosità della notizia vouyeristica.

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Passaparola di Marco Travaglio: il Lodo Alfano e le pressioni sulla Corte Costituzionale

pubblicato da davide f.

Mentre su Facebook impazza la protesta per la cancellazione di una pagina di fan di Travaglio con 80.000 iscritti (censura o problema tecnico?), arriva un durissimo Passaparola, alla vigilia del giudizio che la Corte Costituzionale dovrà dare sul Lodo Alfano.

L’editorialista de “Il fatto quotidiano” attacca a testa bassa, in primis naturalmente Lui, il presidente corruttore (come sottolineato anche da un editoriale di D’Avanzo oggi), il presidente imputato, il protagonista delle leggi ad personam che mai si dimetterà anche dovesse cadere il Lodo Alfano.

Alla Corte dovrebbero discutere la costituzionalità o meno del Lodo, gli effetti poi sono affari della politica, degli elettori, del Parlamento, del governo, del Capo dello stato, lì devono stabilire se la legge è uguale per tutti oppure per tutti tranne 4, anzi tranne uno…

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"Lo scudo delinquenziale": il Passaparola di Marco Travaglio

pubblicato da paganini

Lo scudo fiscale, ovvero il condono per gli onesti cittadini che hanno portato i loro capitali all’estero, senza prendersi la briga di dichiararli al fisco e di pagarci le tasse, diventerà presto una delle luccicanti norme che fanno grande il nostro ordinamento. E allo scudo delinquenziale (le sue definizioni sono spesso piuttosto azzeccate) Marco Travaglio dedica il Passaparola settimanale, ritagliando un po’ di tempo alle quotidiane fatiche al Fatto Quotidiano (a proposito, lo avete letto? Che ve ne pare?). L’apertura non poteva che essere dedicata alla questione AnnoZero, alle infinite polemiche contro il programma di Santoro e alla delirante campagna di Libero e Giornale contro il canone Rai, che va bene quando serve a pagare Paris Hilton e Maradona ma non quando sostiene i programmi komunisti di Santoro, Floris e Fazio.

Passando al nocciolo della questione, Travaglio spiega che Lo scudo fiscale è una soave espressione per nascondere il condono sugli evasori, sui trafficanti di droga, di armi, di persone umane, però lo scudo fiscale uno dice “ è lo scudo che mi protegge da qualcosa”, ti protegge dai gendarmi che ti dovrebbero portare via, perché non hai pagato le tasse su capitali che hai dovuto nascondere, perché spesso li hai accumulati con attività di mafia, di ‘ndrangheta, di traffici illegali.

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Un linciaggio preoccupante: il Passaparola di Marco Travaglio sullo scontro Feltri - Boffo

pubblicato da paganini

Si intitola L’informazione delle denunce anonime il Passaparola che Marco Travaglio, come d’abitudine, ha messo online lunedì. Come forse era inevitabile, Travaglio dedica la sua striscia settimanale allo scontro tra Vittorio Feltri e il suo Giornale e il direttore di Avvenire, Dino Boffo, capro espiatorio scelto dall’armata del Caimano per iniziare a reagire alle critiche sul suo allegro stile di vita sparando in prima pagine le pagliuzze (più o meno grandi) situate negli occhi dei suoi detrattori.

Secondo il giornalista - che presto animerà la redazione del Fatto - Feltri si è installato al Giornale e ha cominciato a fare il suo mestiere, quello di sempre: picchiare. Picchiare chi? Solo ed esclusivamente quelli che lui ritiene essere i nemici di Berlusconi. Naturalmente l’uomo ha una certa età quindi non ha una grande dimestichezza con il calendario, infatti pesta alcuni obiettivi sui quali si va sul sicuro, De Benedetti, la famiglia Agnelli – tanto gli Agnelli sono tutti morti a parte Margherita, a pestare i morti il rischio è zero.

Per Travaglio, Boffo non è certo un antiberlusconiano militante: stiamo semplicemente parlando di un tizio che, dirigendo un giornale cattolico, evidentemente era inondato di mail, lettere, telefonate di lettori che dicevano “ma non dite niente nemmeno di fronte alle puttane?” e al puttaniere soprattutto, perché le puttane fanno un mestiere nobilissimo rispetto a quello del puttaniere. Anche se in effetti, sarebbe bene se il direttore dell’Avvenire non avesse questi scheletrucci nell’armadio perché è ovvio che ci si può difendere meglio da certe aggressioni se certe aggressioni non sono vere…

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Passaparola di Marco Travaglio: Napolitano e i Ricettatori di Stato

pubblicato da davide f.

Non vi preoccupate, ci pensa Marco Travaglio a rompere le tregue di comodo, istituzionali o politiche che siano. Il giorno dopo l’annuncio provocatorio di Grillo, pronto a sfidare il Pd per intero, Travaglio attacca Napolitano per i “condoni” agli scandali di Berlusconi “causa G8″, e difende la scelta di Di Pietro di non accettare nessuna tregua.

Altro punto caldo è lo “scudo fiscale“, definito un “condono mascherato, un vero e proprio atto criminale, l’ennesimo grande favore alle organizzazioni criminali”. Inevitabile anche la presa di posizione nei confronti del Pd per quanto riguarda la “questione Grillo”.

Sorprende un pò un’altra domanda posta a Napolitano, che è di quelle pesanti: “Perchè continui a difendere Berlusconi, perchè sei diventato la quinta colonna di questo governo?”. Voi che ne pensate? Buona visione.

Una legge ad personam per il diritto all'oblio su internet. Il Passaparola di Marco Travaglio

pubblicato da paganini

Il Passaparola di Marco Travaglio è sempre una fonte interessante di curiosità e notizie che altrimenti non troverebbero molto spazio sui grandi media.

Per esempio, una deputata leghista avrebbe presentato una proposta di legge per garantire il “diritto all’oblio” per coloro che sono stati indagati o condannati, cioè per fare in modo che queste notizie non rimangano per sempre in quell’archivio inesauribile e indelebile che è la rete Internet. La deputata, per una evidente quanto imprevedibile coincidenza, sarebbe la moglie di un onorevole del Pdl che avrebbe, diciamo, qualche interesse a che il suo passato venga obliato.

Una sorta di bavaglio che si affiancherà a quello imposto con i limiti sulle intercettazioni: non si potrà parlare e scrivere delle inchieste in corso e neppure di quelle già concluse e passate in giudicato.

Travaglio annuncia anche l’inserimento delle prime news nel sito del nuovo quotidiano, Il Fatto. Le trovate qui.

Aggiornamento: qui trovate il testo della proposta di legge dell’onorevole Lussana.

Zoo Italia a Passaparola: Marco Travaglio, i partiti e gli impresentabili in vista delle elezioni europee

pubblicato da davide f.

“Buongiorno a tutti, le liste per le elezioni europee sono complete, me le sono studiate, anche perché ho dovuto fare un lungo pezzo sugli Impresentabili per Micromega e quindi, come ci eravamo detti quando le liste erano ancora provvisorie, dedichiamo questo Passaparola a una specie di guida al voto, ai consigli per il non voto, ossia ai consigli per scansare quelli che, secondo il mio parere - poi ciascuno potrà decidere, ma almeno lo farà in base a elementi concreti - sono persone che bisognerebbe tenere lontane dalle istituzioni, soprattutto dalle istituzioni europee.

Marco Travaglio a mille sulle elezioni con una puntata di Passaparola in cui affronta tutti i partiti, e ne spulcia un pò i nomi in lista. Date un’occhiata al sommario della puntata e capirete: Zoo PDL, Zoo Lega Nord, Zoo UDC, Zoo MPA, Zoo PDmenoelle, Zoo Alleanza di Centro, Zoo IDV, Zoo Sinistra e Libertà, zoo Sinistra Europea.

Naturalmente non c’è paragone, le pagine dedicate al Pdl più Lega sovrastano tutte le altre. La Lega difficilmente poteva scamparla, visto che presenta elementi che vanno da Borghezio a Brigandin a Salvini. Il Pdl poi è un trionfo di pregiudicati, a partire dal Mastella nazionale.

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Passaparola di Marco Travaglio: dalla libertà di informazione al caso Veronica Lario Silvio Berlusconi

pubblicato da davide f.

Appuntamento settimanale straconsigliato con il Passaparola di Marco Travaglio, tutto da gustare. Il giornalista, in occasione del premio ricevuto a Berlino per la libertà di stampa, fa un discorso senza peli sulla lingua sull’informazione in Italia.

“Buongiorno a tutti, anche questa settimana abbiamo avuto ottime occasioni per farci una idea di come funziona la stampa italiana e l’informazione in genere. Guardate non è questa una lamentazione per stracciarci le vesti e basta, credo che invece sia una occasione per studiare quali sono le tecniche di manipolazione dell’informazione e quindi per conoscerle e riuscire a difendersi”.

Naturalmente sulla bufera Lario Berlusconi Travaglio non poteva non dirci la sua. Come mai i giornalisti usano due pesi e due misure quando si tratta di gossip di governo?

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Passaparola di Travaglio: storia di Montanelli e la guerra di Berlusconi

pubblicato da davide f.

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“Buongiorno a tutti.Oggi dirò poche cose, di mio. Oggi vorrei far parlare Indro Montanelli, nel centenario della sua nascita. Montanelli è nato a Fucecchio il 22 aprile del 1909, quindi anche se è morto nel 2001 ha molte cose da dirci. Anzi, molte cose le ha dette quando molte belle addormentate nel bosco, molti di quelli che non vogliono vedere, molte Alici nel paese delle meraviglie, molti servi, molti killer non vedevano o non volevano vedere quello che in realtà era visibile fin dal 1994…”

Un passaparola ad alta tensione per Marco Travaglio, che ricorda Indro Montanelli e la sua “resistenza” contro Berlusconi, all’epoca assiduo nel tentativo di mandare via il direttore del vecchio “Il Giornale“.

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La macchina del complotto perpetuo: il Passaparola di Marco Travaglio

pubblicato da paganini

Hanno inventato la macchina del complotto perpetuo. Lo annuncia Marco Travaglio nell’ultima edizione del suo Passaparola, spiegando che se un potente viene indagato e rinviato a giudizio, ecco la polemica sull’appiattimento del giudice che si siede sulla linea del pubblico ministero, ne sposa acriticamente le tesi e quindi bisogna separare le carriere perché il fatto che il giudice dia ragione al PM indica che c’è stato un complotto fra magistrati. Questo nel caso di condanna o rinvio a giudizio, insomma di esito negativo per il potente. Se uno viene indagato e poi archiviato o prosciolto o assolto, polemiche perché è stato perseguitato per anni e ora finalmente un giudice ha riconosciuto la verità, ha fatto cadere il teorema dei PM. E’ la prova che c’era un complotto. Se un processo va male a un potente è la prova che c’è il complotto, se il processo va bene al potente è la prova che c’era un complotto e meno male che il giudice, sia pur tardivamente dopo anni di calvario, ha sventato il complotto ai danni del potente.

Insomma in ogni caso, quando un potente - o un politico - finisce in una inchiesta, sono sempre i giudici a sbagliare, qualunque ne sia l’esito finale. Travaglio ricorda che alla fine del 2008 vari uomini politici nazionali, regionali e locali sono finiti sotto inchiesta per vari scandali che coinvolgevano, tra l’altro, molte giunte di centrosinistra come il caso di Napoli, dell’Abruzzo, di Pescara, di Firenze, della Basilicata, della Calabria. Una serie di inchieste che vari commentatori, con cui Travaglio dissente, hanno utilizzato per sostenere con più forza la tesi della separazione delle carriere.

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