Mafia e stato. Puntata bollente questa settimana del Passaparola di Marco Travaglio, alle porte di giorni di fuoco, vedi il triangolo Berlusconi Dell’Utri Spatuzza , e nella settimana che si chiuderà con l’atteso No Berlusconi day.
Pronti? Dopo aver smontato le solite bugie, i rumors per cui i pentiti sono credibili solo se non danno fastidio a politici importanti, il giornalista spiega come l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa sia fondamentale per punire quelle condotte che non sono nella mafia, ma la appoggiano in cambio di qualche favore.
Il concorso esterno naturalmente era considerato fondamentale da Falcone e Borsellino, che infatti furono i padri del reato di concorso esterno, visto che ne definirono i contorni per la prima volta, a proposito della mafia, nella sentenza /ordinanza del processo Maxi Ter a Cosa Nostra nel luglio del 1987, per cui quando sentite che Falcone e Borsellino non avrebbero mai usato il concorso esterno, sono tutte stupidaggini, in quanto l’hanno teorizzato loro.
Quale è l’unico Presidente della Repubblica che ha firmato tutte, diconsi tutte, le leggi che gli sono state portate alla promulgazione e tutti i decreti che gli sono stati portati alla promulgazione? Quale è l’unico Presidente che ha firmato tutte le leggi fatte per o che potevano interessare Berlusconi in questi quindici anni, nei quali Berlusconi infesta la vita politica italiana? Non certo Scalfaro, che respinse delle leggi, non certo Ciampi…
Questa settimana l’attenzione di Marco Travaglio, all’interno del suo Passaparola, si sposta su Giorgio Napolitano, reo secondo il giornalista di non fare il suo dovere. Parere, tra l’altro, condiviso dal predecessore Carlo Azeglio Ciampi, che ieri su Repubblica ha punzecchiato l’attuale Capo dello stato sulle leggi dubbie firmate con futili motivazioni.
Basta leggi ad personam per Berlusconi, delegittimano le istituzioni. Intanto non si promulghi la legge in prima lettura, la Costituzione prevede espressamente questa prerogativa presidenziale: la si usi, è un modo per lanciare un segnale forte a chi vuole alterare le regole, al Parlamento e all’opinione pubblica.
Continua a leggere: Passaparola di Marco Travaglio: Ciampi, Napolitano e quelle leggi da non firmare
Un Passaparola lungo e istruttivo quello di questa settimana, dove Marco Travaglio spiega perché il cosiddetto processo breve è in realtà un processo morto. Il provvedimento, che secondo l’imparziale Belpietro sarebbe mirato a far lavorare i “magistrati fannulloni” (parole di giovedì scorso, Anno zero), è chiaramente una mazzata finale sulla già malata giustizia italiana.
Secondo quello che calcolano i magistrati che stanno, in questi giorni, cercando di fare una proiezione sulla strage di processi che produrrà questa porcata, la stragrande maggioranza di quei 100 /200. 000 processi destinati a morire morirà nella fase del primo grado. Badate, stiamo parlando di quei processi che moriranno in aggiunta a quei 150 /200. 000 processi l’anno che già muoiono per la prescrizione del reato. Andiamo verso il mezzo milione. Voi capite che è una catastrofe epocale.
Su questo provvedimento non c’è possibilità di dialogo: le parole del governo e dei suoi portavoce toccano punte paradossali, talmente chiara è questa ennesima legge salva Berlusconi. Negli ultimi mesi l’unico obiettivo del potere è stato salvare il suo egoarca. Continua Travaglio.
Continua a leggere: Passaparola di Marco Travaglio: Berluschino il breve e la morte dei processi
E’ un Marco Travaglio molto preoccupato e meno ironico del solito quello che si presenta a questo Passaparola. I motivi, come spiega lui, ci sono tutti:
Vorrei fare poco lo spiritoso oggi, perché credo che siamo in pieno colpo di Stato: l’aria tutt’altro che allegra che aveva il Presidente della Camera, Fini, nella bellissima intervista che ha fatto con Fabio Fazio secondo me dimostra chiaramente la tensione e la gravità del momento, siamo di fronte a uno squilibrato o, in alternativa, a un delinquente di tali proporzioni da non riuscire più a controllarsi (il premier, ndr).
Per il giornalista de Il fatto quotidiano il momento è tra i più pesanti, alla luce della settimana di passione italiana, che inizia oggi con il ricatto di Berlusconi a Fini e alleati, il famoso papello del premier.
Vediamo che cosa comprende questo papello, come l’hanno chiamato alcuni giornali, di Berlusconi, che è molto peggio del papello di Riina tra l’altro, perché danneggerebbe tutti i processi ovviamente: non i processi di mafia, ma tutti i processi per reati commessi anche da mafiosi, ai quali verrebbe data un’altra cadenza di prescrizione, sia per il computo finale dei termini di prescrizione e sia per il computo parziale perché, come vedremo, vogliono fare una prescrizione per ogni grado di giudizio.
Continua a leggere: Passaparola di Marco Travaglio: Berlusconi, il papello e il colpo di stato
Ad una settimana dalle prime copie de “Il fatto“, il nuovo quotidiano diretto da Antonio Padellaro che vede Marco Travaglio tra le prime penne e tra i principali promotori, ritorna Passaparola.
Non poteva Travaglio ignorare l’attacco di Berlusconi ai giudici, o meglio a “pezzi di procure” (di Milano e Palermo), per la possibile riapertura di fascicoli su mafia e stato, argomenti su cui il giornalista ha scritto più e più libri.
Continua a leggere: Passaparola di Marco Travaglio: la mafia fa le pentole, ma non i coperchi