
Ogni tanto succede qualcosa che ci fa capire che non cambia mai niente: che il sesso, resta il motore universale, un po’ come qualcuno sosteneva che fosse l’amore. Guido Bertolaso, coinvolto in una vicenda di “ripassatine”, scandaletti e appalti, è solo l’ultimo a finire nel cortocircuito tra vizi privati e pubblici poteri.
Per tutta l’estate, eravamo stati martellati dalla vicenda Berlusconi - Noemi Letizia, poi dalla escort Patrizia d’Addario e le sue registrazioni in cui il cav. la invitava a “toccarsi di più”, e ancora, abbiamo vissuto il caso Piero Marrazzo, con i trans, la cocaina, il sottobosco di chi preferisce il trans alla escort. Sempre amore a pagamento è, non ci vedo questa enorme differenza etica, se stai tradendo tua moglie.
Sei disprezzabile in entrambi i casi: ma il meccanismo che trascina questi scandali allo scoperto, poi, non porta a niente. I sex scandal, in Italia, non portano a nulla. Non portano a nulla le condanne per concorso esterno in associazione mafiosa, volete che avere rapporti sessuali a pagamento affondi una carriera politica? Ma per carità: vediamo…
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Emulando la cocciutaggine de l’Espresso, Panorama ha deciso continuare ad occuparsi di Patrizia D’Addario anche questa settimana. Secondo il settimanale la signora, dopo lo scandalo creato sulle sere consumate con il Presidente del Consiglio, avrebbe aperto un conto in banca sul quale è stato versato quasi un milione di euro.
Supponiamo che l’informazione, per ammissione della stessa diretta interessata, si rivelasse vera. Ci sarebbe da stupirsi? No. Dopo quello che è successo probabilmente quello che colpisce è l’occhio dell’amministratore che non legalizza una pratica solo perché considerata osé.
Perché su questo stiamo ragionando. Di percezione che dilatano le proporzioni che si devono fare davanti a quelle che Panorama definisce notizie. Con i presunti soldi intascati da Patrizia D’Addario, ad oggi non candidata a nessuna poltrona pubblica, Silvio Berlusconi all’ex moglie Veronica Lario paga le vacanze estive (l’assegno di mantenimento proposto si aggira ai 300mila euro mensili).

Panorama preannuncia un clamoroso scoop sul caso D’Addario. Nel numero in edicola da domani (e l’indiscrezione giornalistica sarebbe addirittura a puntate) si segnala che la procura di Bari starebbe indagando su un presunto complotto anti Berlusconi nel quale sarebbero coinvolti oltre a Patrizia D’Addario altre 12 persone, tra cui appartenenti alle forze dell’ordine, giudici, politici e giornalisti.
Secondo l’inchiesta la “D’Addario sarebbe stata selezionata e successivamente `consegnata´ a Tarantini. Selezionata afffinché portasse a termine la missione di compromettere la reputazione del presidente del consiglio, mettendolo politicamente in difficoltà”. Fonti giudiziarie dalla procura smentiscono questa indagine ma a Panorama confermano in pieno.
Per il settimanale ci sarebbero anche giudici che avrebbero partecipato al complotto e per i quali dovrebbe scattare un procedimento parallelo che sarà affidato alla procura di Lecce, competente a indagare sulle toghe del capoluogo pugliese. Anche dei giornalisti sarebbero coinvolti perchè avrebbero cercato di indirizzare le inchieste con degli articoli e avrebbero alimentato il clima antipremier con notizie a sostegno delle tesi della D’Addario. Ci sarebbero anche dei riscontri economici sulla situazione patrimoniale della D’Addario tra cui un milione e mezzo di euro, trasferito in Qatar dalla stessa escort
Di certo Panorama si espone alla possibilità di un clamoroso svarione giornalistico ma dalla redazione del settimanale, come già detto, confermano la veridicità dell’inchiesta, delle accuse e in generale del complottone. Staremo a vedere, si preannunciano novità, smentite e conferme nei prossimi giorni e sicuramente non mancherà un probabile nuovo round della diatriba giornali di sinistra-Berlusconi.
La pubblicazione del primo libro di Patrizia D’Addario, “Gradisca Presidente”, non ha suscitato grandissimo clamore sui media italiani. Lo ha fatto invece su quelli stranieri, che sono attrati come dal miele da qualsiasi cosa includa il nome della escort più famosa d’Italia.
L’autorevole quotidiano tedesco Sueddeutsche Zeitung si è proprio concentrato sulle ragioni dell’atteggiamento tiepido delle testate italiane:
Le rivelazioni della squillo vengono trattate con cautela dalla stampa italiana. Viene messa in dubbio la “versione della escort”, alcuni critici parlano di ricatto consegnato pubblicamente. La coautrice Tulanti si difende da questa critica: il libro è una “storia simbolica sul ruolo delle donne, del loro corpo e della loro dignità nell’Italia odierna”, ha detto in una intervista
Continua a leggere: Rassegna stampa estera: Berlusconi, Patrizia D'Addario e "Gradisca Presidente"

E dunque, come ammette la stessa Repubblica, Berlusconi avrebbe risposto alle sue famose dieci domande. O almeno a buona parte di esse (otto, più o meno). Per farlo avrebbe utilizzato il libro-intervista di Bruno Vespa dal litfibiano titolo Regine di cuori. Vediamo il contenuto delle risposte, in base alle prime indiscrezioni sul libro, corredate dalla controreazione di Repubblica. Quest’ultima viene qui sintetizzata, ma potete trovarla per intero ai link suggeriti.
1. Quando, signor Presidente, ha avuto modo di conoscere Noemi Letizia? Quante volte ha avuto modo di incontrarla e dove? Ha frequentato e frequenta altre minorenni?
SB: «Non ho avuto alcuna relazione con la signorina Noemi. Al riguardo si sono dette e scritte soltanto calunnie»
REP: Repubblica ha documentato, con una testimonianza mai smentita, come il premier abbia conosciuto Noemi Letizia attraverso un book fotografico. Berlusconi dice invece di aver incontrato Noemi in quattro occasioni, dunque nelle uniche circostanze già scovate da Repubblica. Quel che il premier dice oggi è in contraddizione con quanto hanno detto, nel corso del tempo, Elio Letizia, Noemi e lo stesso Berlusconi.
Continua a leggere: Le risposte di Berlusconi alle 10 domande di Repubblica
Il Cav annuncia la costruzione di nuove carceri per 20mila detenuti. Ci chiediamo: si riserva un posticino anche per sé? E soprattutto: è l’ennesima favola? Chi crede più ai nani di Biancaneve? Pisolo, Brontolo, Mammolo, Ergastolo
Un anno fa, di questi tempi, Obama entrava alla Casa Bianca e la D’Addario entrava nelle lenzuola bianche di Palazzo Grazioli. Quest’anno Berlusconi si darà a un inverno più sobrio e tranquillo? Sciarpa-me senza pudore
Usa irritati con l’Italia per la nostra politica filo-russa e filo-libica? Il Superpremier la definisce “fantapolitica” e riferisce: “Obama apprezza la mia ’strong leadership’. E io mi vanto della mia politica del cucù”. Beh, non sembra che la Casa Bianca apprezzi…almeno a giudicare dalla prima, irrituale, intervista (a metà settembre) del nuovo ambasciatore americano a Roma. La stronz leadership
Crocifissi sì, crocifissi no. Quando fu crocifisso Walter, qualcuno piangeva. Altri facevano finta. Maria MadD’Alema

Avete tutti indosso le vostre calze turchesi? Bene: allora possiamo partire: la settimana scorsa è stata piuttosto particolare. Prima di tutto, perché ci ha mostrato la rapidità - qualora ce ne fosse bisogno - con cui chi possiede, direttamente o indirettamente i media più visti e ascoltati, può attaccare chi osa mettersi contro di lui. E’ il caso di Silvio Berlusconi, il giudice Raimondo Mesiano, e il vergognoso video di Mattino 5.
Ma non è solo come questo. Ci sono due livelli su cui si agita questo tipo di infamia, di squadrismo. Uno, apparentemente dignitoso, “alto”, quello che parte principalmente da Il Giornale - della famiglia Berlusconi, va da sé - visto che Libero, dalla partenza di Vittorio Feltri, conta come il due di briscola, nella guerra civile a bassa intensità attualmente in corso.
Il secondo livello, è stato raccontato in alcune pagine de Il Fatto di settimana scorsa, che purtroppo non ho sottomano: ma che erano straordinariamente simili a quanto vi avevamo raccontato in tutta la serie di post sul gossip ad uso politico. Perché fare ragionare le persone, quando le si possono infamare con il nulla - v. Corrado Augias spia! Un delirio… - con il pettegolezzo, la delazione, sui giornali di gossip? Gli italiani, quelli leggono! Vediamo…

Come già spiegato in un altro post, la bocciatura del lodo Alfano, è stata commentata dai principali contenitori d’informazione del Paese (Porta a Porta e Matrix) proponendo ai telespettatori un commento del Presidente del Consiglio.
Dal coro, si è contraddistinta, Ilaria D’Amico che senza l’intervento di Silvio Berlusconi ha registrato un ascolto record per la7. In attesa di sapere se Michele Santoro è riuscito a bissare il successo della scorsa settimana, quando intervistò Patrizia D’Addario.
Ebbene. Dimenticandosi quel banale principio democratico a causa del quale è giusto che Silvio Berlusconi completi, compatibilmente con i processi, la legislatura il Ministro per sviluppo economico Claudio Scajola ha chiesto ai vertici RAI informazioni sul programma di Michele Santoro.
Continua a leggere: Claudio Scajola contro Anno Zero anche se gli ascolti premiano Michele Santoro

La manifestazione di Roma per la libertà di stampa - un successo clamoroso - ha messo di fronte ad una realtà difficile da oscurare il Tg1 di Augusto Minzolini. Chi ha seguito la diretta radiofonica dell’evento, ha potuto constatare con quanto timore, gli inviati del telegiornale della prima rete fossero sul posto. Però erano lì: e quello, era già un segnale che volevano lanciare, il senso era “Non possiamo unirci a voi, ma siamo con voi per quel poco che possiamo fare: raccontando quanto sta accadendo”.
Poche ore dopo, Augusto Minzolini in un editoriale piuttosto critico nei confronti della manifestazione appena conclusasi, spiegava che
«sono finiti nel “tritacarne” dell’informazione Berlusconi, gli Agnelli, De Benedetti (…) denunciare che la libertà di stampa è in pericolo è un assurdo, l’informazione è diventata il teatro di uno scontro di potere» e la manifestazione di Roma «fotografa una disparità: è stata convocata contro la decisione del premier di querelare Repubblica e l’Unità. Si contestano due sole querele e non quelle che colpiscono altri giornali, magari di diverso orientamento (…) Mi chiedo: è possibile che la libertà di stampa sia stata messa in pericolo solo dalle querele di Berlusconi?». In Italia, attacca Minzolini, «si ha una strana concezione del pluralismo dell’informazione: ci sono giornali che si considerano depositari della verità, che giudicano gli altri che la pensano in modo diverso come nemici o servi. Chi ha questa concezione - conclude - manifesta contro un ipotetico regime politico, per insediare un inaccettabile regime mediatico»
Uno dei problemi di chi attua un genere di disinformazione tale, dal pulpito più ascoltato, è che costringe chi ha un pulpito molto più piccino - noi di Polisblog per esempio - a smentire una per una le sue colossali facezie. Potete rivedere l’editoriale di Minzolini sul sito della Rai. Noi intanto vediamo come smontare quanto da lui affermato…
Continua a leggere: Augusto Minzolini: la disinformazione di Stato al potere

L’ottimo risultato, in termini di ascolto, registrato ieri da Michele Santoro ci induce a pensare che al pubblico tutto ciò che riguarda Silvio Berlusconi interessa. Molto. Per questo motivo abbiamo deciso di intervistare Carlo Lucarelli.
Lo scrittore aprirà questa sera (a partire dalle 21.10 su RaiTre) la nuova serie di Blu Notte raccontando ai suoi spettatori la storia della P2 che spesso si è intrecciata con quella dell’attuale Presidente del Consiglio. Silvio Berlusconi.
Quali sono i misteri che affronterai in questa serie?
In questa serie ci sono un po’ di argomenti che avevamo lasciato indietro dalle altre. Nel mosaico della storia d’Italia abbiamo incontrato dei tasselli che non abbiamo mai avuto modo di approfondire. Uno di questi è relativo, ad esempio, alla storia della P2.
Ci occuperemo anche di ecomafie e altri crimini legati all’ambiente.