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Tutti gli articoli con tag penati

Elezioni regionali 2010 Lombardia: l'ultimo sondaggio su Polisblog

pubblicato da Luca Landoni

Il 28 e il 29 marzo la Lombardia va al voto. Come sappiamo qui la situazione è molto particolare. A breve dovrebbe essere reso noto l’esito del ricorso al Tar di Formigoni, ma in ogni caso ci sarà ancora la possibilità di appellarsi contro questa decisione. Ne abbiamo parlato abbondantemente (l’ultima volta qui) e non resta che attendere gli eventi. In ogni caso noi per il momento inseriremo l’ex-Governatore nel sondaggio.

I candidati alla Presidenza della Regione sono sei (Marco Cappato dei Radicali è stato escluso per numero insufficiente di firme). Ecco i nomi: Roberto Formigoni (Pdl-Lega Nord); Filippo Penati (Partito Democratico, Italia dei Valori, Sinistra Ecologia Libertà, PSI, Verdi e Pensionati); Gian Mario Invernizzi (Forza Nuova); Savino Pezzotta (Udc); Vittorio Agnoletto (Fed. della Sinistra); Vito Crimi (MoVimento 5 Stelle).

Tu chi sceglieresti?

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Elezioni Regionali 2010: storia di Filippo Penati, perdente di lusso con un futuro a Roma

pubblicato da Giulio Mattioli


Qualche mese fa, proprio qui su polisblog, criticai i manifesti elettorali di Filippo Penati per le elezioni provinciali di Milano, che invitavano a “scegliere la persona” (e sottintendevano “non il così poco attraente PD”).

Oggi, dopo la mancata riconferma in Provincia, il centrosinistra ripresenta Penati come sfidante di Roberto Formigoni per la poltrona di Presidente della Regione Lombardia - utilizzando tra l’altro, nei nuovi manifesti, proprio la stessa foto di qualche mese fa.

Una scelta che potrebbe apparire paradossale ma che - se analizzata tenendo conto dei retroscena - rivela molte caratteristiche importanti del modo di fare politica di buona parte degli esponenti del Partito Democratico.

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Elezioni amministrative: Torino, Milano e gli altri scontri delle provinciali

pubblicato da Luca Landoni

Dopo esserci occupati delle comunali vediamo di prendere in esame i principali terreni di scontro delle provinciali. Anche qui i fari sono puntati su due amministrazioni-simbolo, entrambe di centrosinistra e ambedue a rischio-capovolgimento. Il caso-Milano poi è assolutamente anomalo.

Nel 2005 Penati approfittò di una situazione probabilmente irripetibile, con l’elettorato di centrodestra che disertò in massa le urne, anche per scarsa fiducia verso l’allora governo Berlusconi. L’affluenza più bassa della storia consegnò all’attuale presidente una netta e sorprendente vittoria su Ombretta Colli. Torino invece è da sempre un feudo del centrosinistra. Ma vediamoli da vicino.

Milano. Il Pdl, alleato con la Lega, si gioca tutta la sua credibilità con l’ex-An Guido Podestà. Una seconda sconfitta sarebbe assolutamente rovinosa, ma per la verità appare piuttosto improbabile. Penati le ha tentate tutte, provando persino a scavalcare il Pdl a destra, ma con scarso successo. La lista personale che ha fondato è accreditata di un misero 1%, mentre il complesso delle forze che lo sostengono secondo gli ultimi sondaggi vale al massimo il 43%. Troppo poco per battere un centrodestra compatto che si attesta ben oltre il 50%. Vittoria al primo turno per Podestà quasi certa.

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Rifondazione: Ferrero castigamatti farà tabula rasa delle giunte di sinistra

pubblicato da Luca Landoni

Si considera chiusa la fase di collaborazione organica con il Partito Democratico. Questa la lapidaria linea con cui la mozione Paolo Ferrero ha vinto il congresso di Rifondazione Comunista. E sempre questo in buona sostanza il motivo base per cui Vendola se n’è andato infuriato, annunciando ai quattro venti che “hanno voluto distruggere il partito”.

Ma quali sono le conseguenze pratiche della linea impostata dal nuovo leader? Sul fronte nazionale per il momento nessuna, dato che Rc non ha parlamentari, ma dal lato amministrativo sono innumerevoli le giunte che potrebbero cadere a causa dell’irrigidimento dei vertici. Il primo caso bollente è quello della Regione Calabria, che alle spalle già ha uno storia travagliata di fuoriuscite e ventilati rientri. «Entrare nella giunta regionale calabrese – ha detto Ferrero- è una cosa pessima politicamente e moralmente». Ma Scarpelli (vendoliano) ribatte che la decisione in questo senso era già presa, e che il neo-segretario “capirà”.

Più difficile la situazione a Bologna, dove gli organi locali di Rc hanno già fatto presente che “a fronte della ricandidatura dal Pd di Sergio Cofferati o di un candidato di stampo cofferatiano, il nostro partito ribadisce che sarebbe indisponibile a costruire un’alleanza elettorale con le forze moderate e sosterrà un candidato alternativo”. Ma l’attuale sindaco ha già annunciato che si ricandiderà, rinunciando dunque all’aiuto di una fetta consistente di chi lo appoggiava. A Milano dal canto suo Penati vanta il primato di presidente provinciale più detestato da Ferrero che lo ha sprezzantemente definito “uno dei volti peggiori della linea legge & ordine che oggi va di gran moda”. Per ora Rc siede in consiglio senza problemi, in futuro chissà.

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Multa a chi prega sui marciapiedi. Fascisti a Milano

pubblicato da Luca Landoni



Curia all’attacco su tutta la linea, in special modo contro la Lega, che rappresenta più di ogni altra forza politica la lotta per la parificazione di diritti e doveri di tutti i cittadini, immigrati e non. Dopo le aggressioni verbali di Famiglia Cristiana sulla questione Rom, questa volta l’occasione è rappresentata dalla paventata chiusura del centro islamico milanese di viale Jenner, una vera e propria moschea camuffata che oltre a essere stato l’alveo dell’intolleranza e dell’estremismo mussulmano in Italia, è anche luogo di raduno di fedeli che ogni venerdì occupano tutti i marciapiedi della zona Jenner-Maciachini per dedicarsi alla preghiera settimanale.

La foto è già abbastanza esplicativa. I fedeli portano con sè dei tappetini sui quali inginocchiarsi e trasformano l’intera zona in una succursale della Mecca con evidenti problemi di ordine pubblico, viabilità e igiene. Questo il motivo per cui il prefetto di Milano ha ricevuto ordine dal ministro degli interno Maroni di chiudere il centro entro agosto e trovare una differente collocazione per lo stesso, possibilmente fuori città.

Foto: corriere.it

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