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Crisi aziendali, 230 tavoli aperti. Le proteste e le proposte di Camusso, Angeletti, Bonanni

pubblicato da il passator cortese

La tenaglia della crisi non lascia spazio all’ottimismo prefigurando un 2012 molto fosco, soprattutto per le crisi aziendali in corso. Al ministero dello Sviluppo economico sono oltre 230 i tavoli aperti per affrontare situazioni di crisi aziendali con 300 mila lavoratori coinvolti.

“Le vertenze attive con tavoli che si convocano frequentemente - spiegano a TM News fonti del ministero vicine al dossier - sono oltre un centinaio, poi ci sono vertenze che invece hanno una dimensione un po’ meno pressante e arriviamo a 230 tavoli. Sono coinvolti oltre 300mila lavoratori e i posti a rischio sono tra i 30mila e i 40mila”. I settori più colpiti sono quello dei trasporti, del tessile, delle telecomunicazioni, ma anche l’auto viene monitorata da vicino visto che la situazione non solo in Italia è preoccupante. Intervengono i leader sindacali.

SUSANNA CAMUSSO (CGIL)
C’è un «rischio reale» di tensioni sociali crescenti nei prossimi mesi e va contrastato con un piano per il lavoro, la vera emergenza. Sebbene il premier Mario Monti sia fiducioso che non ci saranno «grosse» tensioni sociali. «Nei prossimi mesi - sottolinea la Camusso - la recessione avrà un impatto duro sull’occupazione e sui redditi. Il rischio che cresca il conflitto sociale man mano che cresce la disuguaglianza è reale».«Anche per questo - afferma il leader della Cgil - è meglio che il governo abbia più coraggio di quanto ne ha avuto finora e apra un confronto esplicito e costruttivo con le parti sociali sui temi della crescita e dell’occupazione. Noi vogliamo confrontarci sulla crescita del Paese, e per noi crescita vuol dire creare nuove occasioni di lavoro per giovani e donne e lavori meno instabili e precari per tutti». «Per questo - aggiunge la Camusso - proponiamo un nuovo ‘Piano del lavorò. Crediamo sia indispensabile ridurre il numero e la tipologia dei contratti instabili e atipici, moltiplicata in maniera irresponsabile dal governo Berlusconi». «Bisognerà anche - aggiunge la Camusso - riformare gli ammortizzatori sociali per tutelare maggiormente chi perde il lavoro, senza rinunciare agli interventi urgenti che si proporranno nei prossimi mesi. Fare queste due operazioni a parità di spesa 2011 ci sembra molto difficile». «Senza dimenticare - aggiunge il segretario generale della Cgil - che per noi il capitolo sulle pensioni non è chiuso: ci sono delle ingiustizie e delle discriminazioni che gridano vendetta e vanno risolte. Penso soprattutto a coloro che hanno perso e perderanno il lavoro e a chi stava maturando il diritto di andare in pensione che si vede di colpo allungato il lavoro di 5 anni. Questo non è giusto - conclude - e non è accettabile».
RAFFAELE BONANNI (CISL)
L’inasprirsi del conflitto sociale nei prossimi mesi di recessione dipenderà soltanto dal governo. Lo afferma il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, sottolineando che «dipenderà solo dal comportamento del governo. La Cisl chiede una concertazione vera su tutti i temi economici e sociali. La necessaria rapidità delle decisioni non può divenire un alibi per evitare il confronto con il sindacato. Non accetteremo - aggiunge - pacchetti prefeconfezionati o ispirati da altri». Il premier Mario Monti confida che non ci saranno «grosse» tensioni sociali. Tuttavia, sostiene il leader della Cisl a TMNews, «finora il governo ha voluto fare da solo e infatti la reazione del sindacato è stata la diretta conseguenza di questa scelta. Verificheremo nei prossimi giorni se ci sarà un cambiamento nella linea del governo e se alle parole del presidente Monti corrisponderanno i fatti». Nel confronto con l’esecutivo, sottolinea Bonanni, la Cisl avanzerà le sue proposte. «Noi pensiamo - dice - che il problema sia quello di alzare di più i salari dei lavoratori flessibili, estendere gli ammortizzatori sociali a chi oggi ne è escluso, rendere obbligatoria la previdenza integrativa e agevolare fiscalmente le assunzioni dei precari, delle donne e degli ultracinquantenni. Se non avremo una buona economia - afferma - non avremo più occupazione. Occorre soprattutto - aggiunge il segretario generale - un vero piano del lavoro che affronti il divario Nord-Sud. La gran parte dei giovani disoccupati sono concentrati nelle regioni del Sud. La vera emergenza sociale - conclude - rimane il Mezzogiorno, come ha più volte sottolineato il presidente della Repubblica».
LUIGI ANGELETTI
Il governo deve cambiare rotta o c’è il rischio di nuove tensioni sociali nei prossimi mesi di recessione. Lo sostiene il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, nonostante il premier Mario Monti sia fiducioso che non ci saranno forti tensioni sociali. «Non è nostra intenzione - sottolinea - fare del conflitto sociale la nostra regola, ma è chiaro che il governo si illude se pensa che possiamo sopportare un 2012 carico di disoccupati. La combinazione - sottolinea - di pensioni più basse, redditi reali decrescenti e minore occupazione non è un buon viatico per la pace sociale». Per questo, spiega Angeletti, nel confronto che si aprirà con l’esecutivo «andremo a chiedere una declinazione di questa politica per la crescita. Secondo noi si deve basare soprattutto su una riduzione delle tasse sul lavoro, perchè gli effetti benefici sulla crescita sono indiscutibili. Il problema principale che abbiamo è l’occupazione». Per rilanciare l’economia, afferma Angeletti, è necessario «modificare le norme sugli investimenti, perchè finchè le norme non cambiano gli investimenti resteranno solo ipotesi: gli ostacoli sono enormi. Solo un’autentica semplificazione, un’eliminazione radicale di molte norme può rendere credibile il fatto che si faranno sul serio gli investimenti». «Chiederemo anche - aggiunge il leader della Uil - che ci siano liberalizzazioni in alcuni settori, perchè è evidente che esistono situazioni di monopolio che non si conciliano per nulla con la parola crescita».

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Stangata: pesa 1.130 euro a famiglia, 3160 sommandola con quella di Berlusconi!

pubblicato da il passator cortese

Il premier Monti insiste anche oggi al Senato: “Non pagano solo i soliti noti”. Quel che è certo è che le stangate, come i cazzotti, non sono tutte uguali e soprattutto, non producono lo stesso effetto su chi li riceve. La stangata si abbatte come una scure su chi meno ha, pesando ben 1.129 l’anno a famiglia.

Questo il dato reso noto oggi da Adusbef e Federconsumatori. Ma, si sa, i mali non vengono mai soli: il pacchetto anti crisi 2011 del precedente governo Berlusconi pesava già sulle famiglie per oltre 2.000 euro. Per cui la doppia “botta” pesa su ogni famiglia per 3.160 euro. Altro che stangata!

E non è detto che la barca si raddrizzi, tant’è che si ipotizza un ulteriore pacchetto per la prossima primavera di altri … 20 miliardi di euro!

Secondo i calcoli delle due associazioni, a regime le ricadute della manovra in via di approvazione saranno pari a 197 euro di tagli e 932 euro di imposte. I tagli riguardano il mancato adeguamento dell’indicizzazione delle pensioni oltre 1.000 euro (34 euro l’anno) e quelli agli enti locali (163 euro l’anno). In riferimento alle imposte la tabella evidenzia 270 euro da aumenti dell’Iva, 405 euro per l’Imu prima casa, 120 euro per le accise sulla benzina, 47 euro per il bollo sui depositi, 90 euro per l’addizionale regionale allo 0,3%.

Basta? No. Dice la sua (pesante) anche la Banca d’Italia: dalla fine del 2007 - quando aveva raggiunto i suoi livelli massimi - alla fine del 2010 la ricchezza netta delle famiglie italiane (somma di attività reali e finanziarie) è diminuita del 3,2% a 8.640 miliardi di euro. Sempre in termini reali la ricchezza complessiva è scesa dell’1,5% tra il 2009 e il 2010. Ancora, gli italiani stanno anche ricomponendo i loro portafogli finanziari: più liquidità, meno azioni e meno titoli di stato.

Meglio fermarci qui. Per adesso.

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Pensioni, mazzata alle "maxi" sopra i 200 mila euro?

pubblicato da il passator cortese

Il ministro del Welfare Elsa Fornero vuole “tosare” le maxi pensioni con un prelievo del 25%. Mai fatto. Ma si farà?

Nel dubbio non sarebbe male, intanto, conoscere quanti sono e chi sono i beneficiari di pensioni da 200 mila euro e passa. Una bella cifra: facendo il conto della serva, un pensionato così incassa quanto … 230 pensionati ex operai. Tant’è.

“Un prelievo del 25% come contributo di solidarietà per le pensioni sopra i 200mila euro”. E’ questa la proposta a titolo “personale” (?!) del ministro del Welfare in audizione alla commissione Lavoro della Camera le ha fatte. E la Fornero precisa: “Io la proposta la faccio, la palla passa a voi, al Parlamento”, aggiungendo: “Non è un contentino”.

Il ministro ha ricordato che la riforma delle pensioni “si è resa necessaria non per accelerare la transizione ma perchè eravamo sull’orlo del baratro. Spero che chiuderemo presto, non per la soddisfazione di tutti, perchè io non credo ci sarà soddisfazione, ma per il futuro di tutti”. Ha poi concluso:”C’è un atteggiamento del governo di disponibilità ad attenuare gli aspetti più severi, inclusa la mancata perequazione delle pensioni”, quindi “un allargamento della platea”.

Il governo continua a parlare di riforma delle pensioni. Ma è una riforma o solo un (duro) taglio per fare cassa?

Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

La Fornero racconta nel dettaglio la riforma delle pensioni. E agli interessati che ascoltano sale il nervosismo come se bevessero una caraffa di caffè. Nespresso, what Elsa

E va bene il rigore. Ma ora il governo dovrà dimostrare con le prossime misure per lo sviluppo di essere un cavallo di razza e non un ronzino. Brocco e i suoi fratelli

Ieri sera, per la prima volta, invasione in tv di ministri del debuttante governo. Facce nuove un po’ ovunque, soprattutto in Rai: una specie di sbarco dei Visitors sulla Terra. Comunque, tutto un altro film…e non certo comico. Jerry (Catri)calà

Nel frattempo il primo salasso arriva alla pompa, tanto per cambiare. Com’è che qualsiasi governo il suo primo pensierino lo fa sempre sulla benzina? Cogito, Erg sum

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Satira: non spariamo "castate"

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Altro che pensioni, il governo doveva ancor di più intrufolarsi nei circoli milionari e nei club esclusivi per prendere quei soldi che possono generare equità. Penetrare come un coltello caldo nel burraco

Tra le misure minori potrebbe pesare il ventilato aggravio delle tasse sugli animali come i cani. Non esattamente un’idea geniale per fare cassa e sviluppo. In cata-Lassie

Un governo a trazione nordista come l’attuale terrà ben presente che la crescita del Sud passa attraverso un duro contrasto alle mafie? Serve grande coraggio per combattere i boss e gli inquinamenti malavitosi dell’economia. I cento Passera

Tutti lì a corteggiare Marchionne quando minaccia di lasciare l’Italia. E’ come una donna capricciosa e bizzosa. Una malafemmena che ci sta rovinando? No woman no chry-sler

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Monti spiazza tutti: alle 19 illustra la manovra da 24 miliardi

pubblicato da il passator cortese

Mario Monti, dietro il suo aplomb all’inglese, gioca in modo effervescente, multicolore, all’italiana, forse novello Arlecchino che meraviglia , confonde e sconcerta. Giocando d’anticipo, il premier ha convocato alle 16 il Cdm, che è in corso. Alle 19 di stasera c’è la conferenza stampa per illustrare la manovra anticrisi da 24 miliardi al lordo della delega fiscale.

Una manovra di «rigore, equità e sviluppo» che vedrà interventi strutturali in diversi campi, continua a dire il premier. Ma il mondo politico, e non solo quello, è in subbuglio.

L’appoggio al governo Monti potrebbe «penalizzare» il Pd. Getta benzina sul fuoco il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, intervistato da Lucia Annunziata a In mezz’Ora, «da questa situazione rischia di uscirne peggio il Pd, che era un partito che ormai aveva un consenso notevolissimo. E appoggiare misure che dal proprio elettorato sono viste in negativo, nel senso che non sono apprezzate, rischia di indebolire un partito che è fondamentale per la coalizione di centro sinistra».

La Cgil considera il blocco della rivalutazione delle pensioni e le misure sulla previdenza un «durissimo colpo ai redditi dei pensionati». Lo ha detto il leader della Cgil, Susanna Camusso sottolineando che l’aumento dell’età pensionabile è un «allungamento insostenibile» per tanti che si troverebbero «sconvolte le prospettive di pensione e molto incrementati gli anni di lavoro». Cisl e Uil sono sulla stessa lunghezza d’onda.

Il Pdl è spaccato sulle tasse e è a rischio implosione. La road map delle misure in Parlamento non sarà senza rischi. Alfano: «Non è Vangelo, basta non stravolgerlo». Ma domani si temono assenze o astensioni.

La Lega grida forte e minaccia il referendum sulle pensioni. I leader leghisti lanciano la Manifestazione il 15 gennaio a Milano. Bersani, strattonato dentro il partito e dalla base, sempre più preoccupata e dulusa creca di prendersela con Bossi: «Non si azzardi la Lega ad accendere con la miccia le polveri che ci ha messo sotto i piedi». Vedremo dopo le ore 19 di stasera.

Ore 12 - Monti "così così", lunedì la "manovra": hic Rhodus hic salta!

pubblicato da Massimo Falcioni

altroDunque, ci siamo. Mario Monti ha confermato ieri che lunedì prossimo il pacchetto anti crisi sarà in Cdm. Il neo premier ha ribadito che la manovra sarà orientata a “rigore, crescita ed equità”. Ma ha anche aggiunto che: “Se l’Italia manca a questo passaggio ci saranno conseguenze molto gravi per tutti”. Un invito, un monito, una minaccia?

A dire il vero, il nuovo capo del governo parte in modo contraddittorio quando “loda” Berlusconi perché sul rigore e la disciplina di bilancio: “Il precedente governo aveva fatto passi significativi”. E’ così? In nove anni di governo Berlusconi l’Italia ha accumulato debiti alla velocità doppia - 60 miliardi di euro l’anno, mille per ogni cittadino - rispetto alla media dei governi “laici” di Spadolini e Craxi, indicati sempre quali capri espiatori della dissipazione della casse dello Stato. Gli italiani pagano il 30% di tasse in più e il Paese, oltre ai suoi mille altri guai, è sul ciglio della baratro della recessione.

In Italia il 10% delle famiglie più ricche detiene il 45% della ricchezza nazionale. Non è l’ora che chi più ha, più paghi? 
È una questione di equità, ed equità non può non comprendere patrimoniale (vera…), tassazione delle rendite finanziarie, tagli agli sperperi della politica (ma no ai tagli alla democrazia) con l’abbattimento dei privilegi e il riordino del sistema istituzionale, tagli agli stipendi e ai privilegi dorati di tutte le caste, pagamento dell’Ici sulle attività commerciali ecclesiastiche ecc. Le misure di Monti andranno in questa direzione?

Perché quando si parla di sacrifici si comincia sempre dalle pensioni e da quelle più basse? La logica pare quella di sempre: le pensioni per fare cassa. Le pensioni da molti anni continuano a perdere potere d’acquisto, penalizzando sempre più chi prende assegni quasi da miseria, cioè la stragrande maggioranza.

Con le nuove misure in arrivo le pensioni meno colpite saranno quelle più ricche. Chi prende 20 mila euro netti l’anno, se salta l’aggancio all’inflazione, perderà un aumento di 500 euro, un’inezia! Ormai quasi la metà dei pensionati non raggiunge i mille euro al mese, ed è questo uno dei motivi della discesa continua dei consumi nazionali. Quasi il 15 per cento non arriva a 500 euro mensili. E solo il 15 per cento supera i duemila euro. E’ chiaro chi salvaguardare e chi mettere “sotto torchio”?

La luna di miele di Monti è davvero finita. Da lunedì contano i fatti: hic Rhodus hic salta! Dove sono i partiti? Dov’è il Parlamento?

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Governo Monti, duro monito di Cgil e Cisl: "Basta di colpire i più deboli!"

pubblicato da il passator cortese

Non è un “siluro” ma una secchiata d’acqua fredda, sì. I sindacati, Cgil e Cisl, escono dal letargo delle loro beghe interne e mandano un chiaro e duro segnale a Monti: un vero e proprio monito, controcorrente rispetto al coro (quasi) unanime levatosi in questi giorni a favore del nuovo esecutivo “tecnico”.

Tuona la Cgil: “Sono il lavoro ed il fisco i temi centrali della piattaforma Cgil, che riproponiamo al Governo, con la certezza che senza interventi sulla crescita e senza una vera svolta sull’equità, il Paese non esce dalla condizione difficile che si è determinata. Se fossero vere le notizie anticipate dalla stampa riguardo alle misure sulle pensioni, ci troveremmo di fronte a provvedimenti inaccettabili”.

Incalza la segreteria della Cgil:“Il ventilato blocco dell’adeguamento all’inflazione delle pensioni in essere è esattamente il contrario dell’equità perchè colpisce le fasce più deboli, già impoverite dalla caduta del potere d’acquisto di salari e pensioni, e non in grado di reggere ulteriori colpi a condizioni di vita che si sono fatte sempre più difficili, con effetti anche sulle condizioni generali del Paese segnate dalla caduta dei consumi e delle dinamiche recessive in atto”.

Siamo alle solite anche con il governo Monti? “Se sono vere le anticipazioni - dice la segretaria confederale Vera Lamonica - l’approccio ai temi più generali della previdenza sarebbe ancora una volta basato sulla volontà di fare esclusivamente cassa con le pensioni, e sarebbe anche la dimostrazione che il tema giovani viene usato solo strumentalmente, e non per dare risposte effettive”. Forte e chiaro.

Torna in campo anche la Cisl con il segretario generale Raffaele Bonanni: “Basta con queste notizie di stampa sulle pensioni. E’ arrivato il momento di un confronto trasparente e pubblico sul tema”.

Monti, adesso basta viaggi fra Roma e Bruxelles! La luna di miele è finita. E’ giunta l’ora di dire esattamente chi deve tirare di più la cinta, chi deve pagare di più i costi della crisi. Guai tornare al bunga bunga ma guai restare sopra le nuvole. Non siamo a una “partita di giro” contabile ma a decisive scelte politiche. Giusto fare in fretta, ma fare bene, nella direzione che chi più ha, più deve dare.

Governo Monti, servono altri ... 20 miliardi. Chi "spennare"? I soliti ...

pubblicato da il passator cortese

Solo a pensare che servirà, pare, una manovra da 20 miliardi, vengono i brividi. Con l’ipotesi di un calo del Pil dello 0,5% servirebbe infatti una correzione di 20 miliardi comprensiva di 4 miliardi della delega fiscale. Altrimenti, addio pareggio di bilancio nel 2013.

Chi stringe ancora la cinta? Si parla di blocco totale del recupero dell’inflazione per le pensioni per il 2012. L’intervento, varrebbe 5-6 miliardi compreso il blocco della perequazione già previsto per le pensioni più alte. Non basta: per accedere alla pensione di anzianità, indipendentemente dall’età anagrafica, bisognerà maturare tra i 41 e i 43 anni di contributi contro gli attuali 40. Questa insistenza sulla priorità assoluta di torchiare sempre le pensioni non puzza un po’?

Il premier è ottimista: “Faremo un buon lavoro e aiuteremo l’Italia a uscire da questa situazione difficile”. Il governo aiuterà “le forze politiche a ritrovare un clima più sereno e una riconciliazione con l’opinione pubblica”, ha rassicurato Monti. Ora la squadra di governo è completa, gente competente anche se non tutti a … prova di bomba.

Gli italiani sono di memoria corta. Il neo ministro della funzione pubblica era il capo di gabinetto di Brunetta, e il viceministro del lavoro è un sacconiano doc. Quale linea seguiranno in due campi decisivi come il pubblico impiego e il lavoro, già messi ko dal governo di Berlusconi? Ai posteri l’ardua sentenza.
Tocchiamo ferro.

Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Berlusconi commissariato dall’ircocervo di nome Merkozy. Il governo è come una nave che affonda e i topi stanno scappando. Esauto-ratto

Il fatto è che il premier suscita ilarità in Europa, è considerato quasi una star della commedia all’italiana in stile Banfi. Purtroppo per lui, però, Tremonti non caccia i soldi e le risatine europee sono venate di amarezza. Avaro Vitali

L’Ue ci attende al varco e noi ci presenteremo mercoledì con la fondamentale riforma della vendita del pollame. Casini è ammaliato dalla forza decisionale del governo. Terzo Pollo

Se il Cav condurrà il Paese al fallimento, poi dovrà scappare lontano per evitare i forconi della gente in Italia e dei partner Ue. E certamente, conoscendolo, fuggirà in qualche nazione celebre per le sue bellezze femminili. C’è del macho in Danimarca

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