Logo Blogo

Tutti gli articoli con tag peppino caldarola

Gli scheletri nell'armadio e i buchi neri di Antonio Di Pietro

pubblicato da Massimo Falcioni

di pietro servizi segreti

Non è ancora fra l’incudine e il martello, Antonio Di Pietro, ma non si può negare che nuvoloni densi di guai si stanno addensando sopra il suo capo. Il leader dell’Idv ha troppi buchi neri che riguardano il passato (l’escalation in polizia, in magistratura e in politica) e il presente (“Un sistema di potere costruito con ex arnesi di altri partiti, gente di mano messa nelle liste, un figlio aduso alla clientela, un patrimonio immobiliare senza precedenti” Peppino Caldarola sul Riformista).

La goccia che fa traboccare il vaso è la “famosa” foto che ritrae l’ex pm nel convivio con Bruno Contrada e il capo della Kroll, il controspionaggio privato americano nel giro della finanza USA. Non sta a noi rifare qui la cronaca. Comunque, Tonino pare aver avuto e pare avere vuoti di memoria degni di un imputato sotto interrogatorio: non ricordo, non sapevo, non so.

Perché il capo dell’Idv minimizza e finge di non ricordare? Forse perché troppi scheletri ingombranti restano chiusi nell’armadio dell’ex pm. Molti sono gli interrogativi senza risposta, ma quello politicamente più inquietante riguarda il sospetto di un Di Pietro “strumento” e “terminale” di servizi segreti e americani interessati a destabilizzare la Dc e il Psi e far saltare la Prima Repubblica. Da lì la “copertura” a Di Pietro per innestare la bomba di Tangentopoli.

Continua a leggere: Gli scheletri nell'armadio e i buchi neri di Antonio Di Pietro

Ore 12 - Silvio Berlusconi nella "morsa" fra i sondaggi (virtuali) e gli umori (reali) della gente

pubblicato da Massimo Falcioni

altroI sondaggi valgono, ma il “naso” che percepisce gli umori della gente, vale di più.

I sondaggi confermano la popolarità di Silvio Berlusconi. Ma sotto traccia serpeggia il malcontento popolare, si allarga la forbice fra l’ottimismo di cartapesta del premier e la dura realtà quotidiana.

Si fa strada una insoddisfazione “trasversale” che riguarda soprattutto il governo incapace e la sua maggioranza rissosa, un cono d’ombra minacciosa che presto coinvolgerà lo stesso premier.

Scrive Peppino Caldarola sul Riformista: “L’opinione pubblica viene logorata dall’immobilità apparente della politica, dal ripetersi di un copione che non cambia mai, dal bisogno di cercare altre strade”. Sì, l’Italia è oramai a questo punto di crisi.

La gente paga sulla propria pelle le mancate promesse del Governo e “sente” che Berlusconi non è in grado di dare al Paese la “svolta” promessa.

Anche l’annunciato discorso televisivo (una vera e propria minaccia) del Cavaliere alla nazione sui temi della giustizia viene recepito come un “rito” stantio e potrebbe sancire il nuovo gap fra il premier e la nazione: invece di un plebiscito per un rilancio alla grande, un boomerang per il definitivo e repentino ko.

La fine del berlusconismo (come modello di società e della politica) non è vicina. Ma non è lontana la debacle di Berlusconi.

Ore 12 - Antonio Di Pietro (stavolta) ... c'azzecca

pubblicato da Massimo Falcioni

altroNessuno più ricorda il can can sulle “ronde”, toccasana, secondo le Lega e il governo, per garantire la sicurezza degli italiani.

Quanti discorsi a vanvera, dei soliti noti, nei salotti televisivi per dimostrare la bontà del mettere in strada i nuovi “squadristi”! Il flop è stato totale e di “ronde” non c’è traccia.

Ma anche dei poliziotti “veri” non c’è (quasi) più traccia, ridotti (quasi) all’impotenza dalla politica scellerata di questo governo.

E non può stupire la inedita forte protesta nazionale di ieri, stavolta per le strade di Roma, con 40 mila poliziotti (presente l’intero comparto della sicurezza) a gridare la loro incazzatura e la loro impotenza.

“Forse è un paradosso dell’epoca berlusconiana – scrive Peppino Caldarola sul Riformista – se il Governo che più ha puntato le sue carte e la sua comunicazione politica sulla sicurezza viene messo alla berlina dagli uomini che sono pagati, male, per difenderci”.

Continua a leggere: Ore 12 - Antonio Di Pietro (stavolta) ... c'azzecca

Ferrero e Diliberto: i comunisti alla "riscossa" ... di Berlusconi

pubblicato da Massimo Falcioni

La premessa è questa: quando nelle sezioni del Pci un compagno si permetteva di criticare l’Urss, veniva subito zittito: “E allora, in America?”.

In gergo era la linea dello “storicismo”: essendoci il nemico, tutte le nefandezze del comunismo erano accettate perché considerate “necessarie”, quando non “indispensabili”. E’ così che l’Urss non c’è più, che il Pci pure.

Questo per dire che se si parla di Caio, di Caio bisogna parlare. E se si critica Caio, non significa che si difende Tizio. Chiaro?

Oggi parliamo dei due comunisti (si fa per dire), Oliviero Diliberto (il fascinoso, onesto, prof snob) e Paolo Ferrero (finto burbero, ex ministro inchiodato alla poltrona del governo Prodi), i cui partiti comunisti si sono riuniti (dopo nuove divisioni) per poter superare il muro del 4% alle elezioni europee.

Illuminante, per comprendere di che pasta sono fatti i due capi rossi, è il giudizio sui sequestri dei manager.

Il segretario del Pdci: “Io comprendo che li fa”. E Ferrero: “Io se fossi un licenziato, sequestrerei personalmente i manager”. E’ esattamente l’opposto del comunismo di Gramsci, Togliatti, Berlinguer ecc ecc. Ai tempi di Enrico Berlinguer e di Luciano Lama, i due che invitano ai sequestri e quindi alla violenza, sarebbero stati cacciati “democraticamente”.

Scrive Peppino Caldarola: “Questi leader falliti, in pantofole e sigaro in bocca, non hanno un grande seguito”. Già.

Il grande seguito ce l’ha Silvio Berlusconi. Che grazie (anche) ai Ferrero e ai Diliberto è diventato il Caimano. Avanti popolo!

Ore 12 - Governo, sondaggi giù. E il Pd come ... don Falcuccio

pubblicato da Massimo Falcioni

altroSilvio Berlusconi insiste nella politica del disprezzo contro il Pd delle “frottole e delle insulsaggini”.

Ma non sventola più i sondaggi sullo stato del suo governo. Perché i sondaggi dicono che per la prima volta ci sono più italiani insoddisfatti del governo che soddisfatti.

Frutto della manifestazione del Pd del 25 ottobre? Macchè. Il partito di Walter Veltroni non raccoglie niente di questa inversione di tendenza e non intercetta nemmeno uno scontento del governo.

Gli italiani, la vera maggioranza degli italiani che al Circo Massimo sabato non c’è andata, non condividono il partito di “lotta e di governo” veltroniano. Quanto meno non comprendono, per dirla con le parole di Eugenio Scalfari: “la schizofrenia veltroniana: esprimere insieme rabbia e ragionevolezza”.

Il leader del Pd ha fatto il salto del gambero: rispolverando la “diversità morale” di berlingueriana memoria, ha liberato il bisogno auto consolatorio della base di sentirsi la “parte migliore” dell’Italia.

Ma se questa cultura retorica ha fatto spellar mani e agitar bandiere (non rosse, stavolta), non ha però “attratto” la maggioranza degli elettori che comincia (in piccola parte, ancora) ad essere delusa del governo ma non crede a questo Veltroni, a questo Pd, a questa opposizione.

Veltroni ha inoltre commesso un errore che né Berlinguer né Togliatti fecero mai (loro nei confronti della Dc): ha impostato il suo ragionamento sulla “estraneità di Berlusconi e della destra” rispetto al Paese. Come se i voti delle elezioni fossero un optional.

Continua a leggere: Ore 12 - Governo, sondaggi giù. E il Pd come ... don Falcuccio

....
condividi 9 Commenti

Ore 12 - Veltroni scatta e "schiatta"; il Pd alza bandiera bianca

pubblicato da Massimo Falcioni

altroValli a capire, questi del Pidì! Da una parte c’è il leader Veltroni che scatta per agguantare il fuggitivo Berlusconi e annuncia raggiante il quasi aggancio del Pd al Pdl. Dall’altra parte ci sono i colonnelli (alti ufficiali, ufficiali, graduati e affini) del leader del Pd che non vedono nessun recupero e anzi sono così sfiduciati da alzare già bandiera bianca e aprire la trattativa con il…nemico.

Visto da fuori, questo “giro d’Italia” della politica avanza blando verso il traguardo del 13 e 14 aprile. Il fatto (vero) è che gli scatti (veri) li fa Berlusconi. Strumentalmente o no è da vedere. Ogni volta che il gruppo (anche le squadre Pdl) fa melina, batte la fiacca, il Cavaliere lancia un grido: “Alitalia!”, oppure: “Pensioni!”. E via che, dal fondo del plotone, i suoi avversari, non solo i gregari, scattano, si gettano ventre a terra, spingono sui pedali, sbavano fino a schiattare inseguendo nessuno.

Perché davanti non c’è nessuno. E questi del Pidì sono costretti alla fine a prendere fiato sul ciglio della strada e vedere sfilare, fresco e gagliardo, il Berlusca con tutto lo squadrone Pdl che s’involano verso l’agognato traguardo. Capito? Ma quale Alitalia, quali pensioni, quali sfide televisive?

Continua a leggere: Ore 12 - Veltroni scatta e "schiatta"; il Pd alza bandiera bianca

Ore 12 - Veltroni e d'Alema cancellano l'ex amico eretico Peppino Caldarola

pubblicato da Massimo Falcioni

altroUno come Peppino Caldarola, eclettico intellettuale doc prestato alla politica, non si sa se etichettarlo come vincente “yes man” d’alto bordo, felpato e temuto suggeritore del “principe” di turno o come irriducibile anarchico libertario terzomondista e perdente “eretico”.

Caldarola, prima e dopo la Bolognina di Occhetto, ha amato e odiato D’Alema e Veltroni. D’Alema e Veltroni hanno ricambiato, più con l’odio che con l’amore. Di Caldarola si vuol ricordare che fu quello che “l’Unità la accompagnò per mano nella fossa”. Adesso, quelli del PD, lo hanno fatto fuori e non ce lo hanno voluto nelle liste.

Parlamento addio, dunque, per il finisseur Peppino che stavolta non è riuscito a piazzare la zampata vincente proprio quando il traguardo sembrava ormai a portata di mano. Eppure (dopo i continui amori & tradimenti nei movimenti di sinistra, e nelle varie sinistre fino alla toccata e fuga dalla Costituente socialista) il tardivo ma significativo riabbraccio con Veltroni dopo l’incoronazione di Walter nelle primarie sembrava far presagire il grande rilancio di Peppino.

Continua a leggere: Ore 12 - Veltroni e d'Alema cancellano l'ex amico eretico Peppino Caldarola

....
condividi 0 Commenti