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Tutti gli articoli con tag piazza navona

Le pagelle del venerdì

pubblicato da Massimo Falcioni

Nanni Moretti: avvilito. Voto + 8. Il commento del regista sul No Cav Day: “Sono molto avvilito per quello che è successo a Piazza Navona. Gli organizzatori sono stati degli irresponsabili. Mi dispiace che con gli interventi di Grillo e della Guzzanti siano stati oscurati gli obiettivi della manifestazione e forse sia stata sporcata anche la stagione dei movimenti del 2002. E’ stata una cosa da irresponsabili chiamare chiunque. Sono avvilito e frastornato”. Forse è solo per “disperazione” che gente di sinistra possa ritenersi rappresentata da certi personaggi. Non è ora di dire basta alla logica ”il nemico del mio nemico è mio amico”?
Stefano Menichini: Europa contro L’Unità. Voto – 8. Menichini, il primo e unico direttore al mondo che ha proposto la chiusura del giornale che dirige (Europa ex quotidiano della Margherita) spara 109 righe ad alzo zero contro il giornale fondato da Antonio Gramsci accusandolo di “flirtare con l’estremismo populista” e paragonandolo a “fiancheggiatore dei terroristi”. Il direttore dell’ex organo del Pci, Antonio Padellaro, replica: “Attacco livoroso e ignobile”. Ma Europa, sotto la testata, non porta la dicitura “Partito Democratico”? Possibile che Veltroni, D’Alema, Franceschini, Rutelli non abbiano niente da dire? Fratelli coltelli. La base continua a mandar giù rospi.

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Ore 12 - Gli allegri e arricchiti giullari e la corte ammuffita dei soliti noti

pubblicato da Massimo Falcioni

altro Ai meeting del G8 la gente non ci fa caso. Men che meno in Italia, dove la politica è gossip. E i nostri leader di cartapesta, sfrontati quanto inutili, si sfidano sul nulla.

Le cronache del G8 in Giappone riportano che sul nodo fondamentale del clima c’è stata la rottura tra Paesi ricchi e poveri e Cina e India hanno fatto saltare l’accordo sulle riduzioni dei gas serra entro il 2050.

Ma la novità, con l’annuncio/bomba dato da Berlusconi (sì, proprio Silvio, sempre lui!), è che c’è (o ci sarebbe?) un accordo del G8 per costruire nel mondo 1000 nuove centrali nucleari. Mica bruscolini! Il nostro Premier ha detto che “ si tratta di anticipare il passaggio dai combustibili fossili al nucleare, non abbiamo altra scelta”.

La replica viene da Emma Bonino in una interessante intervista sul Riformista: “Peccato che per sostituire petrolio, gas e carbone occorrerebbero da 15 mila a 20 mila centrali nucleari da 1000 megawatt sparse in tutto il pianeta, di cui 200 in Italia”. Uno scenario irrealistico, con problemi geopolitici forse irrisolvibili.

Nel frattempo il governo italiano, per bocca del ministro allo Sviluppo economico Claudio Scajola, lancia un Piano basato sulla scelta del nucleare, anticipando una conferenza nazionale per la prossima primavera e ancor prima, entro il 31 dicembre 2008, la scelta dei siti dove impiantare le nuove centrali nucleari.

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Intercettazioni Carfagna - Berlusconi: voi cosa fareste?

pubblicato da V.

Continua la saga Berlusconi, Carfagna, intercettazioni, e fellatio ad uso ministeriale. Dopo i brogliacci bufala che Sabina Guzzanti sosteneva fossero stati pubblicati dal Clarin, oggi è una specie di day after. Nel forum di Italians del Corriere c’è chi implora a gran voce una intervista alla Ministra delle Pari Opportunità: giusto.

La conceda a noi per esempio, sarei onorato di pubblicarla. Marco Travaglio invece parla di autogol, riguardo alla querela presentata dalla Carfagna contro l’autrice satirica “figlia di Paolo”: nel caso di un processo verrebbero finalmente mostrate quelle intercettazioni che - lo dico senza ironia - stanno facendo sognare gli italiani.

La Carfagna però per me sta sbagliando completamente strategia: il silenzio non è sempre la migliore risposta, anzi. Tantomeno le querele piccate, o le risposte da maestrina. Voi che dite? Per esempio, date un’occhiata al blog della ministra. Neanche mezza parola. E poi guardate qui sopra e sostituite a Clinton, Silvio Berlusconi. Andrà a finire così?

Le pagelle del giovedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Walter Veltroni: divorzio all’italiana. Voto + 8. Il segretario del Pd ha preso la palla al balzo della giornata caos di Piazza Navona per “divorziare” da Di Pietro. “Era solo un accordo elettorale” ha chiosato l’ex sindaco di Roma. Di Pietro era il nodo per strozzare il Pd. Ma è l’ennesima dimostrazione degli errori commessi da Walter. Adesso si gira pagina. Si aprono nuovi orizzonti. Per il Pd è il preludio a una nuova politica delle alleanze, in primis dal Partito socialista all’Udc. Si cambia, compagni. Per Veltroni, vietato sbagliare.

Antonio Di Pietro: divorzio all’italiana. Voto – 8. Sull’onda del successo elettorale del 14 aprile Di Pietro aveva fatto la voce grossa, una opposizione autonoma basata sull’antiberlusconismo militante, convinto di condizionare il Pd e, anzi, di eroderne i voti. Nel botta e risposta con Veltroni, l’ex pm è caduto nel “tranello” di Walter. Ora Di Pietro dice che “lui sta con la piazza e con i cittadini”. Di fatto adesso è “single”. L’Idv rischia la deriva massimalista e qualunquista. I girotondi non voteranno mai Di Pietro. C’è già aria di fronda. L’Idv rischia lo “squagliamento”

No Cav Day: tutti i volti dei girotondi

pubblicato da Luca Landoni



Una giornata pesantissima volge al termine, tra accuse, contro-accuse, querele annunciate e insulti di vario genere. Ieri in piazza Navona è andata in scena una feroce contestazione al governo, ma più ancora al sistema, e all’opposizione “alla camomilla” del Partito Democratico veltroniano.

E allora vediamo un po’ i volti della protesta.

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Ping Pong: botte (e risposte) della giornata politica

pubblicato da il passator cortese

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No Cav Day: the day after. Si muove la procura di Roma per verificare il reato di vilipendio del Pontefice e l’offesa al capo dello Stato. Dura reazione della Cei: “che squallore l’attacco al Papa”. Berlusconi: “E’ solo spazzatura”. Anche Di Pietro fa dietrofront. Pd unito contro l’ex pm. Sondaggi Euromedia: ancora più forti Premier e governo.

Il nostro commento. Il “No Cav Day” è finito peggio di come era iniziato. Una manifestazione nazionale tanto roboante con 15-20 mila partecipanti è un fallimento organizzativo oltre che politico. Un bluff annunciato. Tanto più che i presenti si sono divisi fra loro e la maggioranza non ha condiviso il “taglio” dato soprattutto da Grillo, Guzzanti e Travaglio. Persino Di Pietro si dissocia. Ma quelle dell’ex pm sono solo lacrime di coccodrillo. Il risultato politico? Il sondaggio di Euromedia dà in crescita la fiducia degli italiani verso il governo e addirittura Berlusconi vola al 61,9%. Non c’è più niente da aggiungere. Una volta tanto concordiamo con il quotidiano L’Avvenire: “Mai così in basso”.

La CEI: “Le offese rivolte al Papa nascono e crescono in una palude di menzogna e ignoranza alla quale la coscienza laica del paese si ribella”.

Silvio Berlusconi: “La manifestazione di Piazza Navona? Della spazzatura mi occupo a Napoli”.

Antonio Di Pietro: “Mi dissocio dagli attacchi al Quirinale, al papa e al Pd”.

Marina Sereni “Per il Pd quelle di Di Pietro sono solo lacrime di coccodrillo”

Gianfranco Fini: “Non è stata satira. Questi non sono comici, ma esibizionisti e come tali vanno trattati”.

Walter Veltroni: “Attacchi intollerabili. Una manifestazione più contro il Quirinale e il Pd che contro Berlusconi: vergogna!”.

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Walter Veltroni su Facebook: tutte le immagini

pubblicato da V.

Walter Veltroni su Facebook

Continuo con l’opera di alleggerimento di una giornata insopportabilmente seriosa, a seguito della manifestazione No Cav di Piazza Navona. Il numero di A in edicola racconta della nuova passione di Walter Veltroni: andate come sono andate le politiche, ha deciso di buttarsi sul social networking. Ed ha aperto uno spazio su Facebook. Qui sotto una piccola gallery che vi racconta la sua pagina dove campeggiano perle come quella lasciata da Fra Mu sul Wall:

comunque se continuate cosi alle elezioni europee non prenderete neanche il 20% e alla manifestazione di ottobre ci andrete in 5: tu, d’alema, franceschini, letta e rutelli

Al momento Walter ha 3413 amici.

Walter Veltroni su Facebook
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Umberto Eco non ha dato la mano a Bondi: ma tu cosa avresti fatto al suo posto?

pubblicato da V.

bondi ubriacoC’è questa demenziale boutade che improvvidamente riprendo al volo proponendovi un sondaggio, così alleggeriamo una giornata un pò pesantina, visti i postumi del dopo Piazza Navona e No Cav. Sandro Bondi, l’uomo passato con disinvoltura dalla Falce e Martello a “Meno male che Silvio c’è” racconta a “Il Giornale” di un incontro in cui Umberto Eco gli avrebbe offerto la mano, si, ma ritraendola subito, come schifato.

Ora, io posso credere anche a Bondi, ma non alla maleducazione di Eco. Ma buttiamola sul ridicolo: voi che cosa fareste se vi capitasse di dover stringere la mano a Bondi? Pensate anche voi che sia tutta una questione di

un odio quasi antropologico. Sandro Bondi non è Sandro Bondi ma il simbolo del male sulla terra. Hanno l’idea di rappresentare i migliori e non mostrano alcun rispetto per l’uomo, per la persona

No Cav day: l'euforia di una piazza politicamente scorretta

pubblicato da fc

Manifestazione contro il Governo, 8 luglio 2008 - Roma

Bisognava esserci ieri, a Piazza Navona, a Roma, per saggiare con i propri sensi (vista, udito) la folle euforia di una piazza politicamente scorretta che esulta e gode dinanzi agli insulti. Si infiamma per la prima volta col redivivo Moni Ovadia che invoca una “mobilitazione permanente”. E’ in delirio all’arrivo di Tonino Di Pietro ma, si accende solo con Grillo e Guzzanti. Alla fine, insomma, trionfa il popolo dei Vaffa.

I ripetuti attacchi, che si succedono nel corso della serata, al Presidente della Repubblica travalicano, come ha scritto giustamente stamani il nostro Massimo Falcioni nelle sue pagelle, il limite del vilipendio. Sembrerà un paradosso ma la manifestazione romana era cominciata proprio con un ringraziamento e un messaggio di solidarietà a Napolitano letto da un giovane dell’Italia dei Valori. Ha ragione, dunque, Furio Colombo, quando, mentre va in onda il Grillo-show, sbotta con i cronisti: “Non ho mai partecipato ad una manifestazione in cui da un palco si lanciano offese a chicchessia”. Piccolo particolare: il “No Cav Day” è una sua “creatura”.

Una creatura che sfugge, però, a un certo punto della serata, dalle mani dei suoi “creatori” per divenire strumento di insulto e oltraggio da parte di giullari qualunquisti che – evidentemente – non avendo capito lo spirito (originario) di quella piazza e, accalorati da una folla che li ascolta con la bava alla bocca, utilizzano quel palco per scagliarsi senza sé e senza ma contro tutti e tutto: dalla Carfagna a Benedetto XVI, in un mix di volgarità e sconcezze.

Manifestazione contro il Governo, 8 luglio 2008 - RomaManifestazione contro il Governo, 8 luglio 2008 - RomaManifestazione contro il Governo, 8 luglio 2008 - Roma

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No Cav day, Guzzanti attacca la Carfagna

pubblicato da fc

(Segue) Ma i veri showman della serata sono Grillo e la Guzzanti. Il comico genovese, in diretta telefonica, attacca - come ampiamente previsto - il capo dello Stato (“un Morfeo che sonnecchia, ma poi firma provvedimenti per la banda dei quattro”): “Io - dice riferendosi al lodo Alfano che garantisce l’immunità per le prime quattro cariche dello Stato - Pertini, Ciampi o Scalfaro non me li immagino a firmare cose del genere…”.

Quindi, prende di mira Veltroni: “Topo Gigio in tre mesi ha fatto cadere il governo Prodi, ha perso Roma e ha disintegrato i partiti della sinistra. È il più grande alleato dello psiconano”. E, ancora: “Ci stanno prendendo per il culo, il governo e l’opposizione sono identici. Non vedo differenza tra l’indulto votato dal Governo Prodi e l’impunità che adesso vuole Berlusconi”.

Inizia, invece, il suo intervento parafrasando un noto stornello romano la comica Sabina Guzzanti (“Osteria delle ministre / paraponzi ponzi po / le ministre son maestre / paraponzi ponzi po / e se al letto son portento, figuriamoci in Parlamento / dammela a me Carfagna / pari opportunità”) che attacca subito il premier: “A me non me ne frega niente della vita sessuale di Berlusconi - spiega - ma tu non puoi mettere alle Pari opportunità una che sta lì perché t’ha succhiato l’uccello, non la puoi mettere da nessuna parte ma in particolare non la puoi mettere alle Pari opportunità perché è uno sfregio”.

Non risparmia nessuno, la figlia del parlamentare del Pdl, nemmeno il Santo Padre: “Fra vent’anni Ratzinger sarà dove deve stare, cioè all’inferno, tormentato da diavoloni frocioni attivissimi”. Il governo - sostiene - è caduto anche grazie al Papa perché, “con quella porcheria della negata partecipazione a La Sapienza che è stata sostenuta da tutti i media e i politici, ha generato una polemica che non sta né in cielo né in terra”.

(2. Fine)

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