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Tutti gli articoli con tag piazza san giovanni

Le pagelle del lunedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Massimo D’Alema: In. Voto + 8. Baffino attacca Berlusconi che dice che le regionali sono un referendum sulla sua persona ma se perderà dirà che erano solo elezioni amministrative. Il Cav. non cambia. Cambia il vento?

Silvio Berlusconi: Out. Voto – 8. Dopo la guerra dei numeri di Piazza San Giovanni, il Cav. torna in trincea: “In Italia la sovranità appartiene a Magistratura democratica”. Premier senza freni, fuori controllo. Silvio “go home”!

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La manifestazione del Pdl di Silvio Berlusconi: dal reality alla piazza

pubblicato da Giovanni Molaschi



La manifestazione del Popolo della Libertà organizzata a Roma oggi, 20 marzo, è una vera e propria novità per il panorama politico italiano. Come osserva qualcuno da diversi giorni, attraverso i social network, non si era mai visto il partito più votato dagli italiani scendere in piazza per dissentire pubblicamente contro l’opposizione.

Il plebiscito che oggi Silvio Berlusconi e gli altri si augurano di ottenere in piazza San Giovanni già esiste. Il Pdl che piaccia o meno è riuscito a conquistare sufficienti piazze per governare, potenzialmente bene, da qui fino alla fine della legislatura.

Diverso è lo spirito con il quale l’opposizione ha manifestato la scorsa settimana. Pierluigi Bersani, seppur con qualche riserva, ha appoggiato i propri compagni affinché l’imminente appuntamento elettorale permetta alla minoranza di crescere. Il Pd, a differenza del Pdl, non può contare su un numero necessario di piazze per governare.

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Ecco il "No B day". Ma al Cav. non torce un capello. Cercasi alternativa

pubblicato da Massimo Falcioni

Il “No Berlusconi Day” organizzato oggi a Roma dalla rete, è manifestazione legittima e rispettabile. Altra cosa è valutarne l’impatto politico. La domanda è una sola: cui prodest?

Al premier e al suo Governo gli oltre 300 mila di Piazza San Giovanni non torceranno un capello. Si rischia invece l’ennesimo boomerang nella sinistra e nell’opposizione.

Il “solito” Pd resta nella tenaglia dell’ambiguità con il segretario Bersani, novello Ponzio Pilato, che di fatto dice ai suoi, dirigenti e militanti: “fate quel cazzo che vi pare”.

L’altra sinistra, quella defenestrata dalle sedi parlamentari dalla mannaia del Porcellum, cerca di ritrovarsi nel suo luogo d’origine (la piazza, la protesta, il no) e lanciare un segnale: “ci siamo ancora”.

Infine l’Idv, con la solita furbata di Di Pietro che mette il cappello su roba non sua, per prendersi tutta la scena e rubacchiare qualche altro voto all’alleato/nemico Pd, non certo al Pdl del Cav.

Evidentemente non ci sono solo due modi diversi di intendere e fare opposizione. L’altra sinistra resta interlocutore essenziale per il Pd o il partito di Bersani teme di contaminarsi e quindi si smarca allontanandosi più che può?

Insomma, se questo è il quadro, non sarà la piazza a dare la spallata a Berlusconi. L’idea “miracolistica” non paga, perché minoritaria e velleitaristica: anzi di più, rischia di estendere il consenso del Premier e ricompattare il Pdl in tilt.

La sostanza è che manca nel Pd e nella sinistra la credibilità. Non c’è una vera alternativa politica (contenuti e alleanze) a Berlusconi e al berlusconismo. Alternativa che non può venire dalla piazza.

Le pagelle del lunedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Silvio Berlusconi: ballista. Voto – 9. Dopo lo show al Circo Massimo del Pd, il premier Berlusconi attacca il Pd e il suo leader Veltroni: “Sulla manifestazione del 25 ottobre ho letto le dichiarazioni della Questura e dico che quella è la sinistra delle frottole, delle insulsaggini, delle invettive e delle calunnie. Sulle cifre, solo frottole. Veltroni ha perso le elezioni, si riposino e ci lascino lavorare. Di Pietro? Un malvagio. Con questa opposizione non è possibile collaborare”. Ballista 1, “siamo due milioni. È la più grande manifestazione della storia”: 2 dicembre 2006, Piazza San Giovanni. Barano persino sui numeri. Credibilità zero.

Walter Veltroni: ballista. Voto – 9. Adesso il segretario del Pd appare “risorto”. Una domanda: perché i capi della nomenclatura che sabato stavano ritti dietro Veltroni, da governanti, non hanno realizzato una sola cosa detta nel comizio? Sul resto. Vale sempre l’ammonimento del leader del Psi Pietro Nenni: “Piazze piene e urna vuote” e: “Quando il Pci spara una cifra sulle proprie manifestazioni, dividetela per dieci”. Siamo alla solita mazurka del numeretto: due milioni e mezzo di persone per Veltroni, 200 mila per la Questura di Roma. Una differenza abissale. Chi bluffa? Perché il Pd non “denuncia” il Questore capitolino chiedendone le dimissioni? Barano persino sui numeri. Credibilità zero.

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Oggi il Gay Pride delle polemiche

pubblicato da Luca Landoni



Ormai assurto a simbolo politico, oggi il Gay Pride sfilerà per le strade di Milano (partenza ore 16 da via Palestro) e Roma, dove alle 20,30 in piazza San Giovanni avrà luogo la cosiddetta “protesta silenziosa”, per lamentare lo spostamento dell’arrivo del corteo in quest’ultima (invece della prevista piazza Navona). Gli imbavagliati saranno i radicali Rita Bernardini, deputata, Sergio Rovasio, segretario dell’Associazione Radicale Diritti, esponenti del movimento Lgbt (lesbo gay bisex transgender), l’esponente di Rifondazione Comunista Elettra Deiana e il segretario romano del Prc Massimiliano Smeriglio.

Anche a Milano si verificherà qualcosa di simile, ma in questo caso per protestare contro la Chiesa cattolica e la politica in generale, che a dire dei manifestanti ne vorrebbe tacitare la voce (certo che in questo caso avrebbe davvero ottenuto l’effetto contrario, visto che non si parla d’altro).

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No al Primo Maggio comunista

pubblicato da Luca Landoni



Come al solito arriva il Primo Maggio e io, che sono un lavoratore come tutti voi, vengo gratificato di una giornata di riposo festivo. Che bello, mi dico, oggi mi sentirò affratellato con tutti gli altri lavoratori d’Italia e potrò godermi una bella dormita, seguita da una gita o quant’altro, e perché no anche dal classico concerto di piazza San Giovanni anche se so bene che è organizzato dai sindacati di sinistra, presentato da attori di sinistra e vi partecipano solo artisti di sinistra.

E’ sempre stato così, ripeto tra me e me con tono consolatorio, non posso rovinarmi lo spettacolo per questo. E poi mi piacciono un sacco i Subsonica, Elio e le Storie Tese, Stefano Di Battista ecc. e quindi me lo guardo lo stesso sperando di non sentire anche quest’anno sproloqui alla Rivera. D’altronde se dovessi tagliare dal mio orizzonte tutti gli artisti che non la pensano come me, primo sarei un imbecille, secondo rischierei di non ascoltare più niente del tutto… e comunque la musica non ha colore politico, almeno non per me.

Sceso dunque al solito compromesso con la teoria gramsciana dell’egemonia culturale, prima di godermi lo spettacolo mi sparo una bella carrellata di immagini dai vari cortei cittadini organizzati in occasione della festività. Chissà, magari quest’anno ci saranno meno bandiere rosse, magari le cose stanno cambiando e io, umile metalmeccanico nero-verde-azzurro, insomma tutto tranne che rosso, potrò sentirmi rappresentato dai miei colleghi scesi in piazza. Eh sì sì. Specialmente a Torino, dove si bruciano bandiere israeliane e americane per la strada, tra lo sguardo compiaciuto dei manifestanti.

E allora dico: e basta! Basta, basta e ancora basta!La festa del Primo Maggio non è vostra. Sì lo so, abbiamo accettato per decenni che fosse così, ma ora ci siamo svegliati e non lo accettiamo più. Siamo lavoratori tutti quanti, destra-sinistra-centro, e siccome non siamo all’asilo e non vogliamo bruciare bandiere cubane, palestinesi e cinesi per par condicio, chiediamo rispettosamente che non vengano bruciate le nostre. Grazie.

Foto ANSA