A Ostia faceva campagne contro viados e spacciatori. Aveva chiesto il test antidroga per i politici. Si diceva molto religioso e devoto al Papa. Ora il consigliere Pier Paolo Zaccai, grazie a Morgana e alle altre, ha sdoganato la destra rispetto al mondo dei trans. E ha smentito la teoria secondo cui questo genere di frequentazioni piaccia solamente a sinistra. Come dice Storace, il problema non sono i gusti sessuali, ma l’uso di stupefacenti. Fatta…Morgana
Il buon Zaccai è anche fondatore della Confraternita dei Cavalieri di Anco Marzio, che alle ultime elezioni comunali capitoline portò in processione, a Ostia, la tanto venerata Madonna di una località portoghese che l’esponente Pdl di certo apprezza molto. Fatti-ma
Il Cav arriva in Brasile, dice che “qui il calcio è poesia” ed ecco che i verde-oro vengono clamorosamente eliminati dal Mondiale. Non è che il nostro caro premier porta una leggera sfiga? Ma giusto un po’! Intanto un centrocampista della squadra di Dunga diventa il capro espiatorio per l’intera nazione. E Falcao: “Farebbe meglio a non venire nemmeno per le vacanze”. Felipe…melo inc…lo
Come un grande giocatore deve avere dignità nella sconfitta, così un ministro deve sapere quando è il momento di farsi da parte. RonAldo Brancher
La scorsa notte, come spiegato in dettaglio su queerblog.it, un gruppo di sconosciuti ha lanciato contro il Gay Village di Roma dei petardi. Il gesto vandalico, già condannato da Gianni Alemanno e dal responsabile capitolino della sicurezza, è stato invece giustificato dalla Destra di Francesco Storace.
Secondo Maurizio Brugiadelli, dirigente nazionale del partito dell’ex Governatore del Lazio, i teppisti avrebbero agito perché provocati da una serie di cartelli pubblicitari affissi per la città nei quali si sostiene che Roma sia gay.
“Pretendo - ha dichiarato l’esponente politico - rispetto per la mia città. Vedere Roma tappezzata di manifesti con 2 uomini che si baciano con la scritta “Roma è gay” credo non abbia fatto piacere ai romani, e lo si può considerare anche un’istigazione a gruppi di esaltati.
Ai cittadini della capitale avrebbe fatto piacere che il sindaco Alemanno si fosse espresso drasticamente anche nei confronti di chi ha affisso, anche in modo selvaggio, quel manifesto che ha offeso gran parte dei cittadini romani”.
Lo scandalo scoppiato attorno a Pier Paolo Zaccai, il consigliere regionale del Pdl fermato dalla polizia dopo aver partecipato ad un festino a base di cocaina e trans, è destinato a spegnersi nelle prossime ore. Lunedì, probabilmente, quanto accaduto all’esponente politico per molti cittadini sarà un solo ricordo.
Prima di archiviare il caso vale pena riflettere su come la vicenda è stata recensita dalla stampa italiana. Per la prima volta, dopo molto tempo, i giornalisti riconducibili a due schieramenti politici opposti hanno convenuto sottolineando gli sbagli di Pier Paolo Zaccai.
Sia Alessandro Gilioli, dell’Espresso, che Marcello Foa, del Giornale, hanno condannato l’esponente politico che si stava contraddistinguendo nel panorama italiano per via delle sue idee moralistiche.
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Pare che il consigliere provinciale Pdl di Roma, Pier Paolo Zaccai, avesse improvvisato al balcone un comizio fatto di frasi sconnesse dopo aver abusato di cocaina. In realtà, prima di sentirsi male, stava solo leggendo ad alta voce la relazione del Tesoro sul federalismo fiscale. Una pista d’uomo
Questa devoluzione erariale sembra ancora una scatola vuota. Nessuno sa dire quanto costerà. Intanto Tremonti sogna di mettere le briglie anche alle spese delle amministrazioni centrali, Palazzo Chigi in testa. Ma il Cav non vuole tetti e limitazioni nel suo regno. Costi stand-hard
Trapattoni a casa anzitempo beffato da un colpo di mano. Capello a casa beffato da un gol fantasma. Lippi a casa beffato da una squadra fantasma, gli azzurri. Tempi duri per i ct italiani. Scoach dirlo, ma è così
Urso Yoghi va in giro di qua e di là a sbattersi per promuovere il made in Italy, in attesa che il premier scelga un nuovo ministro allo Sviluppo. Da poco è stato in Libano, Paese appena pacificato e ora in pieno boom economico. Il viceministro ha portato alla terra dei cedri il messaggio del governo italiano. Bei-rutto
Sono state sufficiente poche ore per rendersi conto che lo scandalo in cui è coinvolto Pier Paolo Zaccai non terminerà con gli stessi toni che accompagnarono le fine prematura del mandato di Piero Marrazzo che, per tutelare il proprio operato, scelse di lasciare la Regione Lazio dove era in qualità di Governatore.
L’elemento principale che contraddistingue le due vicende sono i rapporti che i diretti interessati hanno avuto con i propri partiti dopo essere stati sorpresi in flagrante. Il Popolo delle Libertà ha già sospeso Pier Paolo Zaccai che nel frattempo è stato liquidato anche da Gianni Alemanno.
“Mi auguro - ha dichiarato il primo cittadino di Roma commentando la vicenda Zaccai - che la magistratura faccia luce e accerti se ci sono reati”.
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