Tutti gli articoli con tag pierluigi bersani

Il sabato del villaggio

pubblicato da Massimo Falcioni in: Campagna elettorale Impresentabili Il fatto della settimana E basta Emergenza rifiuti Cronache di guerra


Rullano i torpedoni verso la capitale. Il popolo “interclassista” risponde agli ordini del “sultano”, oggi a Roma, per la conta.

Altri tempi quando il Cavaliere ripudiava le piazze rosse “inutili” e “minoritarie”, quando il popolo vero, la “maggioranza silenziosa” se ne stava comoda a casa davanti alle libere tv del Biscione.

Se non fosse per le facce di Bondi, La Russa, Verdini, quello di oggi che s’intruppa a San Giovanni, la mitica piazza della sinistra che fu, potrebbe sembrare un popolo “festoso” che tocca con mano la “Roma ladrona”, il Palazzo, la Casta, la Politica.

Come dite? Che a Palazzo Chigi non ci sta Prodi, che al Campidoglio il bello “guaglione” e il “uolter” sono come la statue di Marcantonio e la fascia tricolore ce l’ha un ex fascista ripulito, che il Sultano tiene il potere da non si sa più nemmeno quando, che Bossi presto farà senatore persino uno come il figlio. “Ecchissenefrega”.

Questi (questo) hanno riportato la libertà, concesso il benessere, spazzato via con la ramazza … di leninista memoria i comunisti, hanno messo in riga giudici inneggianti al Che, hanno cancellato leggi e regole obsolete e inutili. Viva il Cav. Ieri, oggi, domani.

Pierluigi Bersani (anche stavolta) non c’azzecca, nell’affondo contro Berlusconi: “Fa il capo partito, il capo popolo, il capo lista, il capo redattore del Tg1, fuorchè fare il capo del governo”. Ma ringraziamo Iddio!

L’Italia peggio di così non è mai stata. Se questi l’hanno ridotta così, un ridicolo circo, senza governarla, chissà, governandola, cosa avrebbero combinato!

Così, per evitare i processi nei tribunali e per evitare il giudizio degli italiani, oggi Berlusconi chiama i compatrioti in piazza. Gliefarà vedere lui, al “nemico” (inventato)! Fra una settimana si vota. Gli italiani, nell’urna, possono fare in modo che quella di oggi sia l’ultima crociata. E l’ultima piazzata.

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La manifestazione del Pdl di Silvio Berlusconi: dal reality alla piazza

pubblicato da giovanni molaschi in: Il punto politico



La manifestazione del Popolo della Libertà organizzata a Roma oggi, 20 marzo, è una vera e propria novità per il panorama politico italiano. Come osserva qualcuno da diversi giorni, attraverso i social network, non si era mai visto il partito più votato dagli italiani scendere in piazza per dissentire pubblicamente contro l’opposizione.

Il plebiscito che oggi Silvio Berlusconi e gli altri si augurano di ottenere in piazza San Giovanni già esiste. Il Pdl che piaccia o meno è riuscito a conquistare sufficienti piazze per governare, potenzialmente bene, da qui fino alla fine della legislatura.

Diverso è lo spirito con il quale l’opposizione ha manifestato la scorsa settimana. Pierluigi Bersani, seppur con qualche riserva, ha appoggiato i propri compagni affinché l’imminente appuntamento elettorale permetta alla minoranza di crescere. Il Pd, a differenza del Pdl, non può contare su un numero necessario di piazze per governare.

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Il legittimo impedimento visto da destra e da sinistra

pubblicato da giovanni molaschi in: Il fatto della settimana Il punto politico



Con 169 voti favorevoli, 26 contrari e 3 astenuti il “legittimo impedimento” è diventato legge ieri grazie al Senato. Il provvedimento che consentirà al presidente del Consiglio e ai Ministri di sottrarsi alle convocazioni in sede giudiziaria è stato approvato dopo la richiesta dell’ennesimo voto di fiducia (il 31esimo) chiesto dall’amministrazione di Silvio Berlusconi.

Vero e proprio uomo dei record il leader del Popolo delle Libertà è riuscito, in questo mandato, a chiedere più voti di fiducia di quanti ne avesse già chiesti in passato. Nel secondo Governo, durato 3 anni e dieci mesi, Silvio Berlusconi riuscì ad avvallersi di ben 29.

La fiducia che veniva chiesta ogni 90 giorni (circa) oggi viene pretesa ogni 21 malgrado la maggioranza, forte e solida, su cui può contare il Presidente del Consiglio che, fanno già sapere dalla Procura di Milano, non potrà sottrarsi ai processi aperti nei suoi confronti.

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Decreto salvaliste, sulla manifestazione unitaria di protesta Pd e Idv marciano già divisi

pubblicato da Christian De Mattia in: Il fatto della settimana Il punto politico


Non c’è dubbio che il decreto salva liste abbia unito l’opposizione in una protesta molto forte nei confronti del governo ma allo stesso tempo non si può che rilevare che si sia divisa nella valutazione dei corresponsabili: mentre il Pd difende Giorgio Napolitano (anche se non esageratamente pur avendolo voluto e imposto alla presidenza della Repubblica), Antonio Di Pietro attacca a testa bassa proponendo addirittura un assurdo impeachment. E ora la manifestazione organizzata per sabato 13 marzo potrebbe vedere una parte della piazza contestare apertamente Napolitano e un’altra non essere affatto d’accordo con questi attacchi. Pierluigi Bersani non nasconde di voler porre alcuni paletti

Di Pietro dovrà convergere sulla piattaforma sottoscritta da tutti, chiara e netta nella battaglia al governo e non certo al Presidente della Repubblica. Se non ci sta, se ne assume la responsabilità e rischia di rimanere isolato.

Insomma le condizioni le vuole dettare il Pd, Di Pietro va sterilizzato e la strategia nella piazza deve essere solo d’attacco al Governo. Peccato che il leader dell’Idv non abbia alcuna intenzione di ritirare le sue critiche al Presidente della Repubblica, sfidando apertamente il Pd

Gli amici del Pd, a cominciare da Bersani e Letta, abbiano il coraggio di riconoscere che il Capo dello Stato ha avvallato con la sua firma un comportamento illegittimo e anticostituzionale del governo. Diciamo che il Presidente della Repubblica non è stato arbitro, ma si è messo alla stregua del giocatore. Non sono io che ho permesso di far nascondere il governo dietro il Colle, è stato lo stesso presidente Napolitano che si è messo a ruota del Pdl, mortificando la sua funzione e il suo ruolo. E su questa vicenda, caro Bersani non accettiamo lezioni e andremo direttamente dagli elettori a chiedere conto dell’operato di un governo golpista e di chi ha messo la firma e la faccia su questo vergognoso provvedimento

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Intervista - polisblog incontra Cristiano Zecchi autore di “Cinzia Gate”

pubblicato da giovanni molaschi in: Intervista con...



La cattiva informazione che è stata fatta sulla ricostruzione de L’Aquila, e le relative proteste fatte contro l’operato di Augusto Minzolini (attuale direttore del Tg1), rappresentano parte del giornalismo contemporaneo. Elargito senza approfondimento.

Si è soliti fornire a propri utenti poche informazioni e slegate dal contesto. Per questo motivo ad alcune settimane dal Cinzia-gate (scoppiato a Bologna e che è costato a Flavio Delbono la poltrona da primo cittadino) abbiamo intervistato Cristiano Zecchi che della vicenda se n’è occupato molto prima di scriverci un libro.

Procediamo con ordine. Lei lavora come giornalista a Bologna. Prima che scopiasse il Cinzia-gate sull’ex sindaco Flavio Delbono circolavano delle voci che preannunciavano quello che poi è successo?

“Alcune voci circolavano, ma difficilmente i politici che si candidano non ricevono colpi bassi o illazioni nei loro riguardi.

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Veritometro: Bersani, la decadenza del senatore Di Girolamo e il PDL

pubblicato da giulio in: Partito Democratico PD Pierluigi Bersani

“‘Noi avevamo gia’ a suo tempo lavorato per la decadenza di quel senatore. Allora la maggioranza non fu convinta”

Pierluigi Bersani

Scopri perchè dopo il salto

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Ore 12 - La nuova "crociata" del Cavaliere. Cada Sansone con tutti i Filistei?

pubblicato da Massimo Falcioni in: Il punto politico

altroUno che se ne intende, Vittorio Feltri, ha offerto una “corretta” interpretazione del nuovo inquietante affondo del Premier titolando sul Giornale “Silvio fonda forza Silvio”.

E se qualche distratto non l’avesse ancora capito bene, ci pensa il sottotitolo: “Berlusconi crea un partito di fedelissimi dentro il Pdl. Obiettivo: arginare Fini, che subito si ribella”. E in grassetto: “L’offensiva giudiziaria fa saltare la pace pre-elettorale. Brambilla e Santanchè pretoriane del Cav”.

Più chiaro di così! Altro che gli arzigogoli gattopardeschi di Pierluigi Bersani! Nemmeno a Savonarola sarebbe venuta così bene l’idea di lanciare “la lotta contro le forze del male”. Ci va giù più soft Padre Livio su Radio Maria del padre/padrone di un Pdl sempre più dilaniato e senza valori e di Governo sempre più paralizzato e inutile.

Il modello di società voluto dal “berlusconismo” è “fallito”. L’Italia non è solo un Paese in arretramento generale e miseramente e spudoratamente corrotto: è sempre più un Paese a sovranità limitata, con la ‘ndrangheta che “controlla” la politica e piega le istituzioni (lo stesso Parlamento non fa più leggi ma zibaldoni) a proprio uso e consumo.

Di Girolamo non è “la” mela marcia. Chi gli ha detto al Cavaliere di candidare Di Girolamo? E’ stato Di Gregorio, l’ex dipietrista passato al Pdl come capo del movimento”Italiani nel mondo”. E’ una oscenità tutta Made in Italy, di una Italia nel gorgo torbido dell’illegalità senza fine, nel teatrino di una finta democrazia.

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega in: Satira

Negli anni ‘90 gli imprenditori che cercavano i favori dei politici finirono per scatenare Mani pulite. Oggi riparano gli sciacquoni in casa altrui. Sempre di igiene si tratta: con i tempi è cambiata solo la parte del corpo interessata. Il cul(t)o della personalità

Il Cav che fa una legge anti-corruzione è come il lupo che scrive le regole a difesa delle greggi. Cosa ne penseranno le pecore? Finisce a tarallucci e o-vino

Mourinho fa il gesto delle manette in campo. Di Pietro si compiace per la citazione, Berto-laser lo prende come un preoccupante segno premonitore, ma il mondo del calcio si indigna. La squalifica del tecnico interista trova quasi tutti in sintonia. Ma che Mou-sica maestro!

Bersani, Scajola… I politici a Sanremo raramente fanno bella figura. E raramente si salvano dalle contestazioni. Ma cosa sarebbe accaduto se avessero addirittura cantato? Irene…glandi

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Elezioni Regionali 2010: Italia Futura di Luca Cordero di Montezemolo contro Roberto Formigoni

pubblicato da giovanni molaschi in: Regionali 2010



Secondo molti dei lettori di polisblog.it gli scontri registrati in via Padova sono stati causati, anche, dallo strapotere economico che l’amministrazione milanese ha concesso agli imprenditori negli ultimi anni.

Probabilmente non è così. Per capirlo è sufficiente riflettere sull’accusa che ItaliaFutura, l’associazione di Luca Cordero di Montezemolo (che insieme ad altri è il simbolo dell’imprenditoria italiana), ha fatto contro l’ennesima candidatura di Roberto Formigoni.

“Nel comprensibile silenzio dei suoi maggiori protagonisti - si legge sul sito di ItaliaFutura- si consuma in questi giorni l’ennesimo, intollerabile, caso di collusione elettorale tra i due schieramenti principali, in spregio alla legge e al rispetto degli elettori”.

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Tonino torna in piazza. Pierluigi accusa il colpo. Silvio gode

pubblicato da il passator cortese in: Alle 5 della sera

Passato il Congresso (Idv), gabbato … lo santo (Pd). La svolta annunciata da Antonio Di Pietro “Basta con la piazza!” e accolta con l’abbraccio da Pierluigi Bersani è già nel dimenticatoio.

Infatti il leader dell’Italia dei Valori conferma l’adesione alla manifestazione del Popolo Viola il 27 febbraio prossimo “contro il legittimo impedimento, a sostegno degli organi di garanzia costituzionale e della libera informazione”.

Intendiamoci, legittima protesta e tematiche condivisibili. Ma l’ex Pm non poteva proprio evitare di metterci il cappello?

La coerenza a “senso unico” dell’Idv, più che creare problemi a Berlusconi e al suo Governo, destabilizza il Pd, “costretto” a subire a destra e a manca e, in mancanza di “strategia”, a farsi dettare la linea dalla piazza (degli altri).

Avanti così, a rimorchio di Tonino, la cui politica è la migliore polizza elettorale che Berlusconi possa desiderare.

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