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Tutti gli articoli con tag pierluigi bersani

Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Catturato Ratko Mladic, il macellaio di Srebrenica. Berlusconi: “Bene, è un amico di Pisapia in meno che va in giro a fargli campagna elettorale”. Fondamentale, nel blitz in un villaggio a 80 chilometri da Belgrado, l’apporto di Giorgio Stracquadanio. L’obiettivo del Pdl è fare terra bruciata attorno al candidato milanese del centrosinistra in questi ultimi giorni prima del voto. E non mancheranno altri colpi di scena. Che sorprese hanno in…serbo?

Siamo a un cambio di stagione? Ok, basta che a sinistra non emerga la solita tentazione dell’ammucchiata anti-Cav. Coacervo a primavera

Nuove defezioni per il “direttorissimo”. Nemmeno alla giornalista Elisa Anzaldo piace l’informazione precotta e gelatinosa del Tg1. Pappetta indigeribile? Carne Minzotin

Bersani ironizza: “Berlusconi come Leonardo? Di fronte a lui Monna Lisa sarebbe scappata. E avrebbe fatto bene”. La Gio-condom

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Scopriamo che, alla faccia dell’iPad, la leggiadra Marianna Madia e l’antico mangiatore di bambini Massimo D’Alema prendono carta, penna e giocano a tris nei momenti pigri in Parlamento. Tutto questo mentre Bersani si arrotola le maniche e si sbatte per far sembrare il Pd qualcosa di serio e credibile. Sudo(ku) sette camicie

Intanto il piccolo premier fagocita piano piano pezzi dell’opposizione e si mangia parlamentari come fossero biglie. Scacciando così i fantasmi della sua caduta. Pac Nan

Le giovani e brillanti deputate Pdl, invece, quando sono preda della noia tra i banchi, preferiscono fare qualcosa di più intellettuale e impegnativo per loro. Il gioco dell’oca

Questo Scilipoti è una povera vittima. Lui è un cavaliere solitario, viene dal profondo Sud e combatte per un ideale romantico, cavalleresco. L’ago è la sua spada, la puntura è la sua missione. La sua hidalguìa è nobiltà tutta interiore. Nulla a che fare con ignobili mercimoni. Don Chisciotte della…mancetta

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Berlusconi, una "furia"! Bersani & C. puntano tutto su Milano (sulle urne, non sulle procure ...)

pubblicato da Massimo Falcioni

Pierluigi Bersani cerca di rispondere come può alle nuove pesantissime bordate di Silvio Berlusconi su scuola pubblica e sulle toghe. Il segretario del Pd le definisce: “l’ennesimo stupidario quotidiano del presidente del consiglio”. Ma, nel suo discorso di chiusura del convegno del suo partito sui “150” va oltre.

“Nell’ultimo decennio ci siamo bevuti il modello populistico. Sconfiggere il populismo, soprattutto quello di governo, è esigenza nazionale ma non si chiude come una parentesi, bisogna lavorarci molto”. Bersani ha (finalmente?) capito che Berlusconi non si abbatte con spallate extrapolitiche: “non è detto che liberarsi di una persona significhi liberarsi del problema. C’è una battaglia più di fondo”.

E qui il segretario ha citato Antonio Gramsci, quando riconobbe una responsabilità delle forze democratiche nel consolidamento del fascismo. “Noi non saremo una parte della crisi, saremo protagonisti della soluzione”, ha assicurato. “. Serve modificare “l’istituto parlamentare delle decisioni, la legge elettorale e l’assetto dei partiti. Perchè capi e capetti ne abbiamo avuto a bizzeffe, ma non abbiamo avuto maggioranze che tenessero”.

Su questo punto Bersani ha insistito. “Voglio una legge sui partiti che devono avere meccanismi di partecipazione e di trasparenza, e un finanziamento che non può discostarsi dalla media europea”.

Tutto ok. Ma dal dire al fare c’è di mezzo il mare. C’è una occasione da non mancare: le elezioni amministrative del 15 maggio. Solo dalle urne può arrivare la spallata che invece mai arriverà da alleati, complotti interni o disgrazie giudiziarie. Ed è evidente che è Milano, la città da dove può venir giù l’intera impalcatura dell’attuale maggioranza di centrodestra. E’ all’ombra della Madonnina che Bersani deve giocare gran parte delle sue carte. E sarà lì che anche il Terzo polo dovrà gettare la maschera in un eventuale e decisivo ballottaggio.

Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Un Parlamento precario e un’immagine che fa epoca. Scilipoti che si catapulta tra i banchi dell’aula a votare con la plasticità di un centometrista. Usain SciliBolt

Aventino sì o no? Trattare con la Lega o non trattare? Popolari in fuga? Il Pd è proprio in crisi. Soffre di un male oscuro. La sua parabola tormentata è una saga che ha il sapore della sagra. Di stellare non ci sono le guerre ma solo le fesserie che si odono a destra e a manca nel partito. Chi lo salverà? Chi sarà il nuovo eroe (o eroe di ritorno)? Luke SkyWalter

Con l’idea del fondo anti-scalate e l’intervento della Cassa depositi e prestiti, rinasce la vecchia tentazione delle partecipazioni statali. Tremonti fa il colbertista e l’avallo di Prodi è più che sospetto. L’Iri funesta del pelide Achille

Il premier e la barzelletta della mela. Un buon modo per mostrare i nervi saldi mentre crescono disoccupazione, inflazione e tensioni nel Mediterraneo. Cosa ne pensa l’italiano medio? “Mela prendo in c…”

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Si avvicina il 17 marzo, l’Italia si imbandiera e i leghisti si preparano a utilizzare altre sottigliezze retoriche, arzigogoli logici, scuse contingenti o pretesti pseudo-storici per obiettare e non celebrare. Il cavillo di Garibaldi

E poi il premier è stufo di tutta questa storia dell’Unità, della cultura che cementa l’identità nazionale, delle lamentele per i tagli al sapere e delle proteste contro alcuni ministri chiave. Per lui il governo ha la coscienza a posto e basta. L’eroe dei due Bondi

Mentre l’uomo-acne, il ‘poppante’ Renzi cerca di fargli le scarpe, Bersani rilancia all’insegna dell’ottimismo: “Siamo patrioti e vinceremo le elezioni anche a Milano”. La Breccia di Porta (Pisa)pia

Il capo del governo e i processi a tappe forzate. Ghedini e Longo prendono tempo e la tirano per le lunghe. Al pm De Pasquale saltano i nervi. Non menare il Cav per l’aia

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Bersani vira verso la Lega sulle pagine della Padania: "Un patto per il federalismo"

pubblicato da Luca Landoni

Rompe gli indugi Pier Luigi Bersani e forse per la prima volta nel corso del suo intero mandato elabora una strategia politica per uscire dalla stagnante situazione in cui si cacciato il paese.

L’idea è di staccare la Lega Nord dalla coalizione di Governo per far fuori Berlusconi, promettendo di “fare il federalismo insieme”. Il segretario Pd ha scelto un’intervista proprio col quotidiano leghista La Padania per uscire allo scoperto, segno che fa sul serio.

“Pur con posizioni diverse e anche alternative, ci sono due vere forze autonomiste nel nostro Paese: il Pd e la Lega”, ha dichiarato Bersani, aggiungendo: “Impegno me e il mio partito a portare avanti il processo federalista dialogando con la Lega”.

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Il premier è nell’occhio del ciclone e il giornale più autorevole, il Corriere della Sera, si barcamena con astuzia tra editoriali pro e contro il Cav. Ahi serva Italia, di dolore Ostellino…

Giuliano Ferrara si schiera, argomentando, contro i “puritani del PalaSharp” tipo Eco, Saviano e Zagrebelsky. Berlusconi non era andato così per il sottile e aveva detto: “Questi qui non contano nulla”. Intanto impazzano le polemiche sulla piccola e bella Sara Tommasi, che prima si dedica ai festini e poi piange al telefono con la madre. Donna nana, tutta (puri)tana

Bersani scherza: “Se Berlusconi risolleva davvero il Pil con quei provvedimenti, mi metto il saio e vado ad Arcore a piedi”. Poi magari si fa riaccompagnare dalla scorta del Cav come un’arcorina qualunque, una brasiliana tra le altre. Saio Paulo

Il capo del governo cerca la “scossa” economica. Ma qui a voler mettere le dita nella presa è soltanto il milione in più di disoccupati e cassintegrati a zero ore dell’ultimo anno. WATT-ela a pija’ nder c…

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Le pagelle del giovedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Pier Luigi Bersani: testaecroce. Voto 7. Il leader del Pd avverte Berlusconi e Bossi: “Se oggi nella bicameralina sul federalismo finisce 15 a 15, Pdl e Lega si fermino e premier e governo vadano a casa”. Ora et labora.

Silvio Berlusconi: messoincroce. Voto 3. Il premier tenta il rilancio con nuove promesse sullo sviluppo ma Famiglia Cristiana lo stronca: “L’Italia mai così male dal 1946. Tutta colpa di Berlusconi”. Amen.

Le pagelle del venerdì

pubblicato da Massimo Falcioni

Silvio Berlusconi: caserma. Voto 4-. Il partito del predellino scende in piazza il 13 febbraio contro i giudici. Ultima parata prima del ko finale o test dell’Italia modello Bokassa?

Pierluigi Bersani: casamatta. Voto 4-. Il segretario del Pd commissaria il partito napoletano dopo il caos primarie. A quando il commissariamento nazionale del partito groviera?

Le pagelle del martedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Silvio Berlusconi: inclinato. Voto 4 -. Il premier è con la bava alla bocca: il governo traballa, i sondaggi Pdl in picchiata, il malumore dei vescovi cresce, Bossi scalcia pronto a saltare il fosso. E’ l’ora del ko finale e del “governo del presidente”?

Pierluigi Bersani: incrinato. Voto 5-. Il Lingotto 2 di Veltroni e le primarie di Bologna e Napoli sono le vittorie di Pirro del segretario del Pd. E intellettuali di sinistra sono in rivolta: “basta giustizialismo sul caso Ruby”. Il Re travicello?