Berlusconi lo ha scaricato dicendo che è “troppo testardo” e che non ha fatto il bene comune. Parliamo di Fini? No, il premier si riferiva all’allenatore del suo Milan. Povero Cav, in questi giorni di passione – tra nemici interni, esterni e antipatie varie – ha avuto sollievo e gioia solo parlando al telefono con la dolce Noemi. Leon-hard
Scajola incastrato o innocente? Ha fatto tutto in regola o ha commesso qualche errore che adesso lo mette nei guai? S-vista Colosseo
Forse il ministro ha lasciato troppe tracce, troppe impronte del suo ‘passaggio’ in questo affaire immobiliare? Zampo(li)ni…di maiale
Grande folla a Torino per la sindone che ritrae l’effigie di Piero Fassino ai tempi del suo calvario da segretario dei Ds. Il grande telo è segnato dal suo sudore nell’estate drammatica delle scalate bancarie. San Franceschini ha celebrato messa per i fedeli. Su-Dario
Bersani & Morgan: tempo perso. Voto – 7. Dopo l’espulsione da Sanremo per l’uso di droghe, il cantante Morgan trova un difensore doc, Pier Luigi Bersani: “Diamogli una seconda possibilità”. Idem per il segretario Pd, dopo la spennata delle Regionali?
Fassino & Epifani: aria & fritta. Voto – 7. L’ex segretario Ds e il capo della Cgil, entrambi Pd, si arrovellano su una diatriba da “terza internazionale”: Sergio Marchionne è un socialdemocratico o no? Il mondo trattiene il respiro. Capponi manzoniani.

Cominciamo la nostra periodica rassegna dei commenti della stampa straniera sui fatti italiani con un articolo di Forbes in cui la rivista statunitense di economia e finanza ha riportato, facendo proprie, le parole di qualche giorno fa del governatore di Bankitalia Draghi, il quale oltre ad aver propugnato la necessità di un innalzamento dell’età pensionabile, ha sostenuto le ragioni di una riforma degli ammortizzatori sociali:
La percentuale di italiani che riceve il sussidio di disoccupazione, o che si avvale del part-time forzato pur di mantenere l’impiego, è il 40% del totale dei disocupati, mentre in Spagna è il 73% e in Francia il 97%. Mentre gli italiani impiegati nelle grandi aziende manifatturiere possono usufruire della cassa integrazione [in italiano nel testo N.d.T], che gli permette di essere lasciati temporaneamente a casa percependo una parte di stipendio, il settore dei servizi e le piccole industrie non possono avvantaggiarsi di questo schema
Con oggi riprendiamo le nostre rubriche poli-televisive, chiedendo scusa per aver mancato la prima puntata di Ballarò, in onda martedì scorso. È stata una settimana mediaticamente convulsa, e questa promette di non essere da meno con le voci sull’assenza di Marco Travaglio giovedì ad Annozero.
Tornando alla programma di Floris, questa sera saranno di scena l’economia e la legge finanziaria. Dopo l’apertura di Maurizio Crozza, infatti:
Ballarò affronta temi economici, come lo scudo fiscale e la legge finanziaria, dei quali torna a parlare il Paese, ancora squassato dalle polemiche politiche.
Ospiti in studio il leader dell’Idv Antonio Di Pietro, il vicepresidente della Camera Maurizio Lupi, l’esponente del Pd Piero Fassino, l’esponente della Lega Roberto Castelli, l’imprenditore Diego Della Valle e il giurista Stefano Rodotà.
Come sempre questo spazio sarà a disposizione per i commenti alla trasmissione. Appuntamento su Rai3 alle 21.10
Pdl: tamburi di guerra uno. Voto – 8. Il Pdl replica a Fini: “Non si accettano lezioni di laicità”. E’ riferito al biotestamento. Ma è un alt “politico” al presidente della Camera. Fino a quando la corda tiene?
Pd: tamburi di guerra due. Voto – 8. Il Pd è in apnea, impegnato nell’unico gioco che sa fare: l’autodistruzione. L’ultima perla è di Fassino: “Chi sta con Bersani è un nostalgico”. Tiro al piccione.

Piero Fassino, incurante del prossimo congresso del Partito Democratico, ha iniziato le trattative con l’Udc per vincere alle prossime elezioni regionali e comunali. Appuntamento importante anche per la maggioranza tanto che il Ministro Brunetta punta a diventare il primo cittadino di Venezia.
Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera l’esponente del partito di centro-sinistra avrebbe manifestato un certo interesse per il Veneto dove si capirà, probabilmente, l’alleanza tra il Premier e la Lega che vorrebbe candidare al posto dell’attuale governatore Giancarlo Galan il Ministro dell’Agricoltura Luca Zaia.
Piero Fassino, dopo aver espresso pubblicamente il proprio apprezzamento per il governatore che rischia di non essere confermato per una serie di litigi politici della maggioranza, starebbe dunque elaborando un’alleanza con altri partiti per tentare di arginare sul territorio la crescita della Lega.
Continua a leggere: Il PD di Piero Fassino: alleanza con l’Udc, appoggio a Giancarlo Galan del Pdl
Piero Fassino, riferendosi alla “bomba” della candidatura a segretario del Pd di Beppe Grillo, si rifugia in una inutile frase fatta “non è una cosa seria”.
L’ex segretario dei Ds si sbaglia. E’ il Partito democratico che non è una cosa seria.
L’ultimo atto del (presunto) stupratore romano (e le polemiche conseguenti), dimostrano lo stato di un partito allo sbando, in decomposizione.
Grillo non è Pannella e darà seguito alla sua provocazione: mettergli il veto, non dargli la tessera, è quello che il comico vuole. Sarà come buttare benzina sul fuoco, un roteare di sciabole sul nulla.
Il nodo vero resta uno solo: il fallimento del Pd. Partito nella tenaglia della debolezza politica che genera altre debolezze. Dalla debolezza politica nasce la commistione fra potere , partito, affari, nasce la questione morale, cui l’ultimo atto dello stupratore romano è “solo” una scheggia impazzita.
Non c’è nessun cambio di passo in questa fase precongressuale. E nessun cambio di passo ci sarà al congresso. Le ripetute debacle elettorali sono state catastrofi annunciate, frutto di leadership inesistenti, di scelte politiche sbagliate, di una situazione di paralisi, smottamento e smarrimento.
Il trasformismo, riprovevole sotto l’aspetto etico, è uno dei mali del partito che ovunque ha rotto l’antico radicamento politico e sociale e anche nelle regioni rosse ha evidenziato una gestione del potere sempre più paternalistica e burocratizzata.
Continua a leggere: Ore 12 - La "bomba" di Beppe Grillo sulle macerie del Pd
Questa sera Ballarò prende chiaramente spunto dalle dichiarazioni ottimistiche di Tremonti e Marcegaglia sulla crisi, e prova a fare un punto della situazione rispetto a un mese fa. Ricordiamo che sia il “Superministro” dell’Economia, che il capo di Confindustria hanno recentemente fatto rilevare che il momento peggiore è superato e ci sarebbero motivi di cauto ottimismo.
Un mese fa sembrava una crisi economica devastante, senza fine. Oggi si scopre che il peggio è passato: come stanno veramente le cose? Se ne parla a Ballarò, il settimanale condotto in diretta da Giovanni Floris.
Ospiti in studio saranno l’esponente del PD Piero Fassino, il ministro della Difesa Ignazio La Russa, il leader dell’UDC Pierferdinando Casini, il vicepresidente della Camera Maurizio Lupi, Paolo Mieli, il presidente della Ipsos Nando Pagnoncelli. In apertura la copertina satirica di Maurizio Crozza.
PolisBlog seguirà in diretta la trasmissione con Marco Paganini. Appuntamento su Rai3 alle 21.05
Stasera a Ballarò si torna sull’argomento crisi, ma relazionandola alle ricette escogitate negli Usa. La politica del neo-Presidente sarà infatti al centro del dibattito per una puntata dal titolo Obama ha deciso: in America a pagare la crisi saranno anche i ricchi ai quali saranno alzate le tasse.
In Italia si puo? Come? E, altrimenti, da dove possono uscire i soldi per aiutare chi ora sta maggiormente pagando gli effetti della crisi globale. Sono queste le domande cui cerca risposte Ballaro’, il settimanale di informazione condotto da Giovanni Floris, in onda questa sera.
Ospiti della trasmissione saranno l’esponente del Pd Piero Fassino, il sottosegretario allo Sviluppo economico Adolfo Urso, il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, il filosofo Remo Bodei e il produttore cinematografico Domenico Procacci.
In apertura la consueta copertina satirica di Maurizio Crozza. Appuntamento alle ore 21,05 su Raitre. Buona visione.
Il terremoto interno al Partito Democratico ha lasciato i suoi segni anche sulla programmazione televisiva domenicale. Era previsto che il neo-segretario Dario Franceschini fosse ospite della consueta intervista settimanale di Lucia Annunziata per In 1/2 h, ma la Rai fa oggi sapere che al suo posto verrà Piero Fassino. Peccato, perché sarebbe stato veramente interessante ascoltare il progetto di Franceschini, apparso subito molto battagliero, ma certo il politico piemontese non sarà da meno, e magari apprenderemo qualche retroscena del congresso straordinario di ieri. Appuntamento su Rai3 alle 14,30.
Che tempo che fa, dopo l’intervista di ieri con Beppino Englaro, ospita invece il sindaco milanese Letizia Moratti. Sarà l’occasione per fare il punto su un mandato che veleggia verso i 3 anni (fu eletta nel maggio 2006) e soprattutto sui preparativi per l’Expo 2015. Il tutto sempre su Rai3 a partire dalle 20,10.
Per finire a grande richiesta segnaliamo Presa Diretta, ancora su Rai3 subito dopo Fabio Fazio, ovvero alle 21,30 circa. Questa sera si parlerà dell’universo del popolo Rom, a partire dallo sgombero di un campo nomadi del popoloso e centrale quartiere Testaccio di Roma, seguito da Cinzia Torriglia, per poi passare all’insediamento per i Sinti fatto costruire da Cacciari a Venezia, per finire in Spagna e alla condizione dei Rom sotto Zapatero.
Buona visione.
Nella foto: Rutelli, Franceschini e Fassino in visita al Capo dello Stato