
Il prossimo appuntamento elettorale potrebbe farci rimpiangere il Bagaglino di Pippo Franco. In attesa di una conferma della candidatura del Ministro Brunetta a sindaco di Venezia contro qualcuno del Partito Democratico, che non potrà avvalersi del supporto di Massimo Cacciari deciso ad abbandonare la politica al termine del mandato, inizia a farci ridere anche l’Idv.
Stando a quanto dichiarato da Raffaele Grassi che rappresenta in Lombardia il partito dell’ex magistrato contro Roberto Formigoni il centrosinistra dovrebbe candidare proprio Antonio Di Pietro.
Secondo l’esponente politico il leader dell’Italia Dei Valori dovrebbe candidarsi spinto dal feeling che ha con la regione nato grazie al lavoro che a Milano ha fatto durante Tangentopoli.
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Chi vi scrive non è mai stato molto tenero con le compiacenze politiche della satira, ma indipendentemente dall’eventuale (e alquanto presunto) segno ideologico, ciò che il Bagaglino ci ha ammannito dal 1995 era quanto di peggio potessimo sopportare. Un vero insulto all’intelligenza degli italiani oseremmo dire, dando sponda a chi - prevalentemente da sinistra ma non solo - ha sempre sostenuto che fosse ciò che il nostro paese si meritava.
Se vogliamo dare credito a quest’ultima tesi non possiamo dunque che rilevare con soddisfazione la soppressione dello show, segno di un’evoluzione della coscienza critica dei telespettatori che hanno finalmente negato il loro ascolto. Gli ultimi dati, poco più di due miseri milioni di audience, sono infatti più che esplicativi della totale mancanza di gradimento dello spettacolo; e la cosa non può ricondursi alla sola assenza del grande Oreste Lionello, recentemente deceduto, nè alla formula pluri-soubrette alla “Macario”.
Dobbiamo e vogliamo essere ottimisti, vedendo in tutto ciò un’evoluzione dei costumi, che ha spostato gradualmente il proprio interesse verso trasmissioni di maggiore spessore critico e culturale. E non parliamo solo di satira, ma anche e soprattutto di programmi di approfondimento, politico e non, come quelle che seguiamo abitualmente qui su PolisBlog.