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Tutti gli articoli con tag politica

Ma quanto va male il PdL?

pubblicato da Andrea Signorelli

alfano pdl malissimo

Il Pdl è in costante calo nei sondaggi: secondo le ultime rilevazioni il partito dell’ex premier ha toccato il minimo storico del 22,5%, lontano oltre sei punti dal Pd e a una distanza siderale dal 37,4 toccato nelle elezioni politiche del 2008. Una situazione critica che sta mettendo in difficoltà lo stato maggiore del partito, in parte contrario alla linea del segretario Alfano, che dal suo profilo di Twitter conferma la volontà di sostenere il governo Monti: “Il Pdl sosterrà le riforme per avere uno Stato più moderno, efficiente e vicino ai cittadini”.

La scelta di continuare ad appoggiare il governo Monti sta creando disaffezione tra l’elettorato, mettendo Alfano e il Pdl in una situazione difficile: se il partito perde consensi in quanto parte della “maggioranza salva-Italia”, è anche vero che se facesse cadere il Governo non solo verrebbe accusato di irresponsabilità, ma si troverebbe anche ad affrontare le elezioni in una condizione di forte debolezza.

Un circolo vizioso da cui Alfano sta cercando di uscire anche proponendo una sua via alle liberalizzazioni: “Che devono essere fatte col giusto peso ponderato, senza uccidere mestieri e professioni che sono alla base del modello italiano. Non siamo a caccia di pretesti per mettere in difficoltà il governo, ma speriamo che la nostra visione generale venga recepita”, ha spiegato il segretario in conferenza stampa.

Quello del segretario pidiellino è un tentativo di uscire dall’impasse che vede il suo partito “costretto” ad appoggiare le riforme di Monti, ma i suoi elettori i più contrari alle liberalizzazioni. A peggiorare la situazione, l’esordio della maggioranza “salva-Italia” con l’incontro pubblico tra rappresentanti del Pd, del Terzo Polo e del Pdl con il ministro per gli Affari europei Milanesi. Al termine dell’incontro Frattini ha confermato che la mozione unitaria sull’Europa verrà presentata lunedì: “Stiamo lavorando a un testo ambizioso e c’è un’ampia convergenza”. Parole che potrebbero non piacere a buona parte dell’elettorato del Pdl.

Foto | TMNews

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Nozze "reali" inglesi e caste "reali" Made in Italy ...

pubblicato da Massimo Falcioni

Sarà anche vero che gli italiani ne hanno le scatole piene delle tv e dei giornali sempre colmi di Berlusconi. E tutti gli altri, nel mondo, non ne possono più di news su guerre, crisi, scandali, disastri di ogni tipo. Ciò detto, si può ben capire il “successo” planetario delle nozze reali celebrate ieri a Londra pompate e immortalate da una copertura mediatica senza precedenti.

Ma è tutto oro quello che luccica? Non si rischia anche di scadere – come scrive oggi su L’Unità Valerio Rosa - “ In un ridicolo e anacronistico tripudio di teste coronate e cotonate, copricapi a forma di frisbee per lei e uniformi pluridecorate di patacche e cianfrusaglie per lui”. Oltre due miliardi di persone sono davanti alla tv dove: “Sfila davanti a una pletora di nobili, eccellenze, ciambellani, camerlenghi, dignitari, altoborghesi e facce da rotocalco. Gente che gode di privilegi inaccessibili ai comuni mortali, ma certamente non possiede la virtù della discrezione né il senso della misura”.

Perché tanto interesse? Lo show è lo show e il business è business, l’uno e l’altro hanno sempre un forte appeal nella gente comune. Poi, specie in periodi grami, qualche piacevole diversivo può servire a non deprimersi.

Ma aggrapparsi al sogno di un matrimonio “reale” non è un po’ come aggrapparsi a una bottiglia di grappa? Poi, dopo la sbronza, resta quel fastidioso cerchio nella testa e si torna alla realtà.

Non per fare abbinamenti irriverenti, ma anche nel Belpaese sguazzano privilegiati e mantenuti di ogni risma con codazzi vari che in molti (troppi) ammirano e applaudono. I nostri parlamentari, gli inviolabili della politica e tutto l’apparato clientelare e burocratico annesso e connesso. Per non dire delle cricche amiche, furbetti e furbastri. E’ una vera casta, quasi paragonabile ai “reali”, pur mancando del loro charme e del loro … sangue blue.

Tanti auguri agli sposi … reali. Anche agli italiani che di reale si trovano solo la malapolitica.

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Caso Ruby, Berlusconi e la prostituzione: il video di ieri sera è un boomerang?

pubblicato da Bruno Marino

Il video, trasmesso ieri sera da Studio Aperto e dal Tg4 (strano, vero?), in cui Silvio Berlusconi si difende e contrattacca, annunciando al popolo fremente che ha una fidanzata, è molto interessante. Al di là delle accuse, da un punto di vista comunicativo ci sono molti spunti di riflessione:

Lo sfondo - Berlusconi è in uno studio privato, alle spalle si vedono alcune foto che lo raffigurano con i figli, e sullo sfondo una enorme libreria con quella che sembra un’enciclopedia e molti altri libri. Non parla da Palazzo Chigi, anche l’arredamento è molto sobrio, quasi come se volesse calarsi al nostro livello (cosa che ha sempre fatto, dal 1994 ha sempre cercato di dire “sono come voi, un po’ meglio di voi, è vero, ma in fondo mi capite…”). Le foto con i figli completano il quadro: è un uomo che pensa alla famiglia, i figli sono una parte importante della sua vita. Veronica, invece, non viene nemmeno citata. Ormai rappresenta il passato, anche perchè ha osato rivolgere parole di fuoco al Sultano, e deve scomparire.

I colpevoli - Come al solito, Berlusconi radicalizza il discorso politico, creando una contrapposizione tra Noi e Loro. Loro ovviamente sono i magistrati di Milano, che usano metodi illegittimi e discriminatori, che non hanno accettato la fiducia ottenuta (o meglio, comprata) dal governo il 14 Dicembre.

Seguiteci dopo il salto…

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Le parole del 2009: Udc, Veneto e Zaia (Luca)

pubblicato da Giovanni Molaschi

U come Udc. Più che una moglie fedele il Partito di Pierferdinando Casini sembra un’amante pronta a concedersi al miglior offerente tanto che in vista delle prossime elezioni Regionali ha deciso di stare sia con il Partito Democratico che con il Popolo delle Libertà. Non vale più il proverbio meglio soli che male accompagnati?

V come Veneto. Dove si è visto concretamente quanto l’alleanza tra Silvio Berlusconi e Umberto Bossi sia pronta franare con un nonnulla. Pur di far contento il compagno di Governo il Premier ha deciso di tradire Giancarlo Galan al quale ha negato la possibilità di ricandidarsi per il posto che fino ad oggi occupava come governatore.

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Le parole del 2009: Raffaele (Lombardo), Scandalo e Terremoto

pubblicato da Giovanni Molaschi

R come Raffaele Lombardo. Il governatore della regione Sicilia più di altri ha rappresentato la distanza tra l’amministrazione e i cittadini. Al di là di tutte le vicende di colore che l’hanno riguardato dell’esponente politico ci ricorderemo il cospicuo assegno ricevuto da Silvio Berlusconi per evitare uno scisma all’interno del Popolo delle Libertà.
Quei soldi sarebbero serviti per aiutare la Sicilia. E l’Italia. Possibile che nel 2009 non si riescano a costruire adeguate protezioni per evitare frane omicida?

S come Scandalo. Ma anche come spettacolarizzazione dello scoop. La condivisione pubblica delle vicende private del Premier hanno dato inizio ad un eterno reality show che con cadenza quasi precisa presentava a noi, pubblico, uno scandalo di cui disquisire. Chiusa la vicenda Boffo e quella Marrazzo nelle scorse settimane si è iniziato a parlare del sex tape di Alessandra Mussolini. Della vicenda, ad oggi, non si sa più nulla.

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Le parole del 2009: Italia (dei Valori), Lodo (Alfano), Marrazzo (Piero) e Partito (Democratico)

pubblicato da Giovanni Molaschi

I come Italia dei Valori. Il partito di Antonio Di Pietro ha preso, di fatto, il posto della sinistra radicale che nelle precedenti amministrazioni tanto faceva tribolare i governi dell’uno e dell’altro schieramento politico. Ma il progetto dell’ex magistrato all’elettorato piace tanto che alle elezioni europee lo premia con un numero maggiore di consensi.

L come Lodo Alfano. La bocciatura della proposta dell’omonimo Ministro inasprisce ulteriormente il dibattito. Il rapporto tra l’amministrazione Berlusconi e la magistratura si fa sempre più teso tanto che della difesa del Premier non si occupa solo il Ministro della Giustizia. Con Silvio anche Franco Frattini, responsabile degli Esteri, e Renato Brunetta, responsabile della Pubblica Amministrazione.

M come Marrazzo Piero. Lo scandalo che ha travolto l’ex Presidente della Regione Lazio oltre ad indebolire la credibilità del Partito Democratico è stato per settimane e settimane al centro di un dibattito sociologico che politicamente non è collimato in nulla. Anzi. Per apparire più maschio ogni esponente politico dichiarava di non essersi trattenuto con una prostituta transgender. Eppure l’esistenza di chiappe d’oro è certa.

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Le parole del 2009: Divorzio, Eluana Englaro, Fiat e Giustizia

pubblicato da Giovanni Molaschi

D come Divorzio. L’abbandono del tetto coniugale di Veronica Lario ha dato il via, e ad alcuni mesi di distanza lo si può affermare con una certa sicurezza, ad una serie di grattacapi per il Premier che di certo non hanno contribuito alla sua resa politica.

E come Eluana Englaro. Nei giorni antecedenti alla morte della donna si è fatto un gran parlare di cosa fosse giusto per i malati terminali eppure a quasi un anno dalla quel tragico fatto di cronaca nessun esponente politico, sia destra che a sinistra, è ritornato sull’argomento. Perché? Chiusa la notizia chiuso il dibattito?

F come Fiat. Ma anche come fabbriche già chiuse. Non c’è giorno che i media paralleli a quelli ufficiali raccontino la crisi eppure il Governo non presenta ai propri elettori un progetto di rilancio del paese tanto che nel frattempo per sperare nella ripresa dobbiamo confidare in Giovanni Minoli che ha deciso di produrre “Agrodolce” con la regione Sicilia per creare dei nuovi posti di lavoro.

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Le parole del 2009: Anno Zero, Renato Brunetta e Clan (dei Casalesi)

pubblicato da Giovanni Molaschi

Non seguendo l’esempio di Silvio Berlusconi, già proiettato al 2010, noi un bilancio dell’anno che si conclude lo vogliamo fare. Stabilire però cosa sia da salvare è piuttosto difficile. Per questo motivo abbiamo deciso di condensare il 2009 in un elenco. Di seguito trovate la prima parte.

A come Anno Zero. Michele Santoro insieme ad altri ha rappresentato, nel 2009, l’informazione non gradita al Governo pronto a premiare invece i giornalisti più vicini alla maggioranza. Oltre alla sospensione della prima puntata di Ballarò per mandare in onda l’ennesimo speciale di “Porta a Porta” è di poche settimane fa lo slittamento in palinsesto del programma di Daria Bignardi per quanto dichiarato, contro Silvio Berlusconi, da alcuni dei suoi ospiti.

B come Brunetta Renato. Allievo prediletto del Premier, il Ministro della Pubblica Istruzione pur di non perdere nessuno talk show (da quello più impeccabile a quello più peccaminoso) ha accantonato la realizzazione dei propri progetti contro i fannulloni. Pare infatti che l’esponente politico sia pronto a candidarsi al ruolo di primo cittadino di Venezia.

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Termini Imerese: cosa sta succedendo e di chi è la colpa

pubblicato da Luca Landoni



Torniamo ad occuparci della questione Termini Imerese in uno sforzo analitico scevro da populismi e facili esercizi di retorica. Nel titolo ci proponiamo di stabilire di chi sia la colpa se lo stabilimento chiuderà a ottobre del 2010, ma è evidente che non esistono verità iscritte nella pietra, e tantomeno verità “facili”.

Ciò che invece è sicuramente vero, è che sulla pelle dei lavoratori si sta svolgendo un gioco di interessi e piccole astuzie che abbiamo già visto molte volte negli anni, ultima della quale la crisi Alitalia. Come detto, la situazione non è facile, e si inquadra in una crisi generale del comparto auto davanti alla quale non possiamo chiudere gli occhi. Molti vecchi potentati (vedi Opel e Chrysler) sono andati in bancarotta e l’accordo americano della Fiat non ha fatto che gettare fumo negli occhi.

La realtà di un paese normale sarebbe semplicemente che i due stabilimenti del sud (Termini e Pomigliano d’Arco) sono improduttivi e non stanno in piedi, anche se la loro situazione non è poi molto dissimile dagli altri 3 nel resto d’Italia. I 5 stabilmenti italiani, come ha ammesso lo stesso Marchionne, producono lo stesso numero di vetture dello stabilimento polacco che però conta più del 30% degli operai in meno. E addirittura un numero inferiore al Brasile con meno della metà di persone impiegate (7.300 contro 22.000).

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Oliviero Diliberto (PDCI) a polisblog: "Alleanza anche col Diavolo per cacciare Berlusconi"

pubblicato da R.D.

diliberto polisblog

Durante il No B Day della scorsa settimana si è avuta la prima apparizione pubblica della Federazione della Sinistra (nuova formazione politica che riunisce Rifondazione Comunista e Comunisti italiani), di cui Christian de Mattia ha già scritto su polisblog. Abbiamo incontrato per voi Oliviero Diliberto, segretario nazionale dei Comunisti italiani, con cui abbiamo parlato di crisi, di lavoro, di ambiente e delle possibili alleanze contro Berlusconi.

Diliberto, cosa rappresenta per la sinistra italiana questa nuova Federazione?

Innanzitutto la circostanza che per la prima volta si cerca di unirsi invece che dividersi. Si apre un percorso che può portare anche ad un ulteriore allargamento della federazione stessa. Per ora siamo, e non è poco, Rifondazione Comunista, i Comunisti italiani e due formazioni più piccole: una che fa riferimento alla sinistra della CGIL e l’altra che è Socialismo 2000, guidata da Cesare Salvi. La Federazione è la premessa indispensabile per tornare utili, nel senso che finché saremo frammentati in realtà così piccole non saremo utili. E’ la speranza di poter ricostruire, a sinistra del Partito Democratico, una formazione che conti qualche cosa.

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