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Tutti gli articoli con tag politici e media

Guerra in Libia, Gheddafi e Berlusconi: intervista di Frattini alla BBC

pubblicato da Bruno Marino

“Ovunque andiamo, ci facciamo riconoscere”. Un vecchio cliché, che accompagna gli italiani in giro per il mondo, ma che dopo l’intervista del Ministro degli Esteri, Franco Frattini, assume un nuovo significato. Intervistato da Jeremy Paxman, Frattini ha regalato alcuni colpi da maestro, davvero notevoli. Qui sopra trovate il video dell’intervista, mentre a questo link la traduzione in italiano (sostanzialmente fedele alla trascrizione inglese). Di seguito, ecco il meglio dell’intervista.

Paxman chiede a Frattini dove debba andare in esilio Gheddafi. Frattini risponde che è meglio non dirlo, per non pregiudicare la buona riuscita dell’esilio. L’intervistatore chiede come mai l’Italia non si fosse offerta e il Ministro replica dicendo che il nostro paese non vuole un dittatore. “Perchè non chiedete che compaia dinanzi alla Corte Internazionale di Giustizia?”, chiede il giornalista. E Frattini replica dicendo che Gheddafi dovrebbe presentarsi alla Corte. Paxman allora chiede se il motivo per la mancato esilio in Italia del dittatore libico sia la necessità, da parte del nostro paese, di consegnarlo alla “giustizia internazionale”. Frattini risponde che l’Italia, come ogni altro paese, sarebbe obbligata a consegnare Gheddafi alla Corte.

A questo punto, il giornalista inglese fa una domanda ovvia: se, potenzialmente, ogni paese dovesse consegnare Gheddafi alla giustizia internazionale, perchè qualche nazione dovrebbe ospitarlo? Frattini replica dicendo che è proprio per questo motivo che non ci sono offerte ufficiali da parte di altri paesi. La logica inizia lentamente a scomparire. L’intervista continua con altre perle frattiniane… (seguiteci dopo il salto)

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Le pagelle del martedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Emma Bonino: ok. Voto + 9. La “pasionaria” radicale in sciopero della fame e della sete contro la mancanza di legalità nella raccolta delle firme per le regionali. Protesta sacrosanta e coerenza personale.

Massimo D’Alema: ko. Voto – 9. Red Tv chiude e 14 giornalisti, a casa. Ennesimo flop per “baffino”, peggio di Attila. Dove mette le mani (partito, giornali, radio, tv, primarie), non cresce più un filo d’erba.

Le pagelle del lunedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Politica: out 1. Voto – 9. In Italia la lotta politica è oramai basata sulle “esse”: sesso & soldi. Manca (ancora) la terza esse, sangue. E’ l’Italia della Seconda Repubblica, bellezza!

Sinistra: out 2. Voto – 7. In Italia la sinistra esulta per la vittoria (dopo 54 anni) dei “Democratici” in Giappone. Ma che “c’azzecca”? I “nostri” insuperabili per la … faccia tosta.

La campagna elettorale masochista di Filippo Penati: scegliere la persona o il partito?

pubblicato da Giulio Mattioli


Criticare le campagne di comunicazione del PD è un po’ come sparare sulla Croce Rossa, ma a volte non si può resistere alla tentazione. Prendiamo i manifesti che il presidente uscente della Provincia di Milano Filippo Penati ha fatto affiggere negli ultimi giorni: vi si vede il candidato a figura intera, sopra alla scritta “Scegli la persona“.

Questo slogan costituisce un piccolo disastro, dal punto di vista comunicativo e da quello politico, per vari motivi: innanzitutto ammette senza alcuna vergogna davanti all’elettore che il proprio schieramento politico è poco attraente. Il sottinteso di “Scegli la persona” è infatti chiaro: “non il partito“. In secondo luogo, Penati vorrebbe liberarsi della zavorra dello scarso appeal del PD puntando tutto sul proprio carisma personale. Peccato che quest’ultimo sia molto più presunto che vero: la lista che porta il suo nome, altro esito della strategia appena illustrata, viene data dai sondaggi più ottimistici attorno al 5%.

Terzo: il presidente di Provincia sembra voler fare riferimento in modo obliquo al fatto che il candidato del PDL, Guido Podestà, era fino a poco tempo fa un eurodeputato sconosciuto ai più. Peccato che Penati e i suoi pubblicitari non abbiano afferrato una cosa piuttosto elementare: chi si recherà tra due settimane a votare per il Popolo della Libertà non sceglierà affatto un partito, ma una persona. Quella di Silvio Berlusconi però.

Elezioni provinciali Milano 2009: i manifesti di Filippo PenatiElezioni provinciali Milano 2009: i manifesti di Filippo Penati

Divorzio Berlusconi Lario: ecco i 10 rospi ingoiati da Veronica

pubblicato da V.

paginone novella

Dopo la pietra miliare del gossip ad uso politico segnalatavi ieri - Chi sembrava un misto tra la Pravda e le diapositive di viaggio che ti fanno vedere gli amici noiosi - mi segnalano che anche su Novella 2000, ci sono delle perle notevoli. Come non riproporvi quindi la demenziale top ten dei 10 rospi ingoiati da Veronica Lario predivorzio? Continua tutto dopo il salto.

Rospi ingoiati da Veronica: la top ten di Novella 2000
Rospi ingoiati da Veronica: la top ten di Novella 2000Rospi ingoiati da Veronica: la top ten di Novella 2000Rospi ingoiati da Veronica: la top ten di Novella 2000Rospi ingoiati da Veronica: la top ten di Novella 2000Rospi ingoiati da Veronica: la top ten di Novella 2000Rospi ingoiati da Veronica: la top ten di Novella 2000Rospi ingoiati da Veronica: la top ten di Novella 2000Rospi ingoiati da Veronica: la top ten di Novella 2000

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Berlusconi Lario e il paese delle meraviglie: cosa resta dell'Italia?

pubblicato da davide f.

vauro L’Italia di questi giorni non solo ha toccato il fondo ma continua a scavare. Disinteressati della crisi che la sta travolgendo, ignari dei decreti sicurezza spia da ventennio spinti dalla Lega, uno solo è il dilemma che ha spaccato in due i media: il divorzio Lario Berlusconi.

Il culmine è stato raggiunto ieri, con il presidente che in una delle sue televisioni ha spiegato al ciambellano Vespa come la moglie, dopo anni di umiliazioni, debba anche scusarsi. Un premier che tratta le donne così non può che entusiasmare il pubblico elettorale di ‘Itagliani’.

Diceva bene Zucconi ieri su Repubblica, le uniche parole che possano spiegare bene l’Italia oggi sono quelle di Lewis Carroll in Alice nel paese delle meraviglie.

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Passaparola di Travaglio: storia di Montanelli e la guerra di Berlusconi

pubblicato da davide f.

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“Buongiorno a tutti.Oggi dirò poche cose, di mio. Oggi vorrei far parlare Indro Montanelli, nel centenario della sua nascita. Montanelli è nato a Fucecchio il 22 aprile del 1909, quindi anche se è morto nel 2001 ha molte cose da dirci. Anzi, molte cose le ha dette quando molte belle addormentate nel bosco, molti di quelli che non vogliono vedere, molte Alici nel paese delle meraviglie, molti servi, molti killer non vedevano o non volevano vedere quello che in realtà era visibile fin dal 1994…”

Un passaparola ad alta tensione per Marco Travaglio, che ricorda Indro Montanelli e la sua “resistenza” contro Berlusconi, all’epoca assiduo nel tentativo di mandare via il direttore del vecchio “Il Giornale“.

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Il Consiglio d'Europa sull'immigrazione: l'Italia deve fare di più contro la xenofobia

pubblicato da davide f.

da flickr, common creative

Le 25 pagine del rapporto sull’Italia scritto da Thomas Hammarberg, Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, esprimono “profonda preoccupazione” per la sistematica violazione dei diritti umani di migranti e delle minoranze. Il rapporto che esce oggi si basa sulla visita di Hammarberg di gennaio.

Il commissario per i diritti umani ha incontrato esponenti del governo e delle amministrazioni locali, rappresentanti di organizzazioni governative e non, ha visitato i campi Rom della periferia romana e l’affollatissimo centro di espulsione di Lampedusa, e ha tratto delle impressioni e qualche conclusione.

Per esempio “una grande preoccupazione per i nuovi provvedimenti in materia di immigrazione e asilo, nel rapporto definiti “draconiani”( ossia eccessivamente duri), come l’aumento della pena per i migranti irregolari, il cosiddetto aggravante di clandestinità, oppure l’obbligo per i medici di denunciare chi ha bisogno di cure ma non ha i documenti.

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Anno zero: punito Santoro, sospeso Vauro

pubblicato da davide f.

Era nell’aria, ed è arrivata la “punizione” per la trasmissione di Santoro, Anno zero. Il provvedimento è in una lettera del direttore generale Rai, Mauro Masi. Domani Santoro nella puntata dovrà “attivare i necessari e doverosi riequilibri informativi specificatamente in ordine ai servizi andati in onda dall’Abruzzo“.

Vauro, invece, non ci sarà. Colpevole, secondo Masi, di aver offeso “le vittime e chi le piange” con la vignetta sulle cubature (minuto 1.26 del video). Aspettando la reazione della redazione di Anno zero vi chiediamo cosa ne pensate.

Berlusconi e Fini contro Anno zero di Santoro: qual è la vera indecenza?

pubblicato da davide f.

“Una televisione pubblica non può comportarsi così”. Alla fine è arrivata la polemica su Anno Zero, quando sale le tensione puntualmente esplode, lanciata per l’ennesima volta da Berlusconi e Fini. Chiede giustamente oggi Emma Bonino, non una fan del programma, “Cosa si contesta a Santoro?”. E aggiunge: “La liberta’ di espressione ha un limite solo, quella della menzogna”.

E’ proprio questo il problema del premier e dei suoi fedeli politici e seguaci: dà fastidio tutto ciò che contrasta o rovina l’immagine del premier tra la gente, del governo efficiente che aiuta i terremotati, dell’immagine di una Protezione Civile perfetta. Non le menzogne di Anno zero, che “sbadatamente” non vengono mai indicate da coloro che accusano e insultano la trasmissione.

Premesso, e lo ripetiamo per l’ennesima volta, che non si è mai visto un premier che continua ad attaccare programmi di informazione che non gli vanno a genio, un governo realmente democratico dovrebbe avere la capacità di rispondere a delle critiche, anzi, dovrebbe farne tesoro per migliorare.

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