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Tutti gli articoli con tag polizia

I lavoratori perdono il posto e ricevono ... manganellate

pubblicato da il passator cortese

In un Paese, come dice la cantante Fiorella Mannoia, “in formato talk show”, non fa certo notizia un sindacalista ferito dalla polizia negli scontri di stamattina in un corteo di Roma.

Si tratta di un delegato sindacale dell’Alcoa di Portovesme finito (con ritardo, l’ambulanza è giunta dopo 38 minuti …) all’ospedale dopo essere svenuto per una manganellata di un poliziotto.

I lavoratori erano scesi nella capitale per difendere il loro posto di lavoro, oramai appeso a un filo, o più verosimilmente, dato per spacciato. Pare che, a causa di una deviazione del percorso stabilito, è scattata la carica degli agenti in tenuta antisommossa e la conseguente baruffa.

Fra i manifestanti c’erano il leader della Cgil, Epifani e quello dell’Idv, Di Pietro. Ben distante, il Governo. Ma anche gli altri partiti.

Le vertenze in corso sono migliaia e non è facile per i lavoratori esasperati (e disperati), rimanere sempre “in riga”. Le forze dell’ordine non devono però farsi prendere la mano dalla tensione.

Spetta al Governo, in primis al Ministro degli Interni, agire e far agire con il massimo senso di responsabilità e il necessario sangue freddo.

Insomma, la crisi, durissima, non deve diventare un problema (anche) di ordine pubblico.

Il G8 dell'università e gli scontri a Torino: il punto di vista degli studenti

pubblicato da davide f.

La protesta a Torino degli studenti raggiunge oggi il culmine, con l’arrivo da tutta Italia di altri manifestanti per protestare contro quella che loro stessi hanno definito “un tentativo di legarsi al brand g8 con un’abile operazione di marketing utile ad accreditare la Crui e gli altri soggetti partecipanti al g8 ufficiale”.

In questi giorni più che ascoltare le rivendicazioni studentesche come al solito i media hanno giocato al “condanna il black block”, ignorando la tre giorni di incontro e confronto ribattezzata ClimateCamp.

Per chi volesse seguire gli eventi cercando anche di capire le ragioni studentesche può trovare qui continui aggiornamenti. Sopra il video girato dai manifestanti durante le cariche della polizia, che tanto inquietano per la somiglianza con quelle del pre g8 di Napoli, segno premonitore della “macelleria messicana di Genova”.

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'La notte nera di Milano', ovvero quando lo stato si autoassolve: il San Paolo di Milano come la scuola Diaz?

pubblicato da davide f.

Oggi si concluderà a Roma il processo per i fatti del “San Paolo”, l’ospedale di Milano dove la notte della morte di Davide “Dax” Cesare, esponente del centro sociale O.r.s.o, accoltellato e ucciso da tre estremisti di destra, ci furono scontri tra polizia e gli amici di Davide.

Il video sopra è la controinchiesta ‘La notte nera di Milano’, che mostra come le forze dell’ordine picchiarono brutalmente i ragazzi accorsi per sapere come stava il loro amico accoltellato.

Decine di giovani vennero gravemente feriti nei pestaggi. Il processo, che finora ha visto condannati i ragazzi e assolti i poliziotti, e che è stato paragonato da alcuni alla notte della Diaz, arriva oggi in Cassazione.

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Governare con la paura di Deaglio, Cremagnani, Portanova: il g8 del 2001, i giorni nostri

pubblicato da davide f.

da flickr, common creative

“Non saranno più accettate azioni di minoranze organizzate che calpesteranno la legalità “. La voce del presidente del consiglio annuncia la “nuova” strategia di governo, mentre sullo sfondo scorrono le immagini della repressione a Chiaiano e dei militari mandati a presidiare i nuovi “obiettivi di interesse strategico nazionale” all’interno delle nostre città.

E’ questo l’input che apre il nuovo lavoro di Enrico Deaglio, Beppe Cremagnani e Mario Portanova, un libro e un dvd dal titolo Governare con la paura. La tesi è questa: se la repressione del G8 di Genova fosse stata la prova generale di un sistema che doveva venire? Una dimostrazione per preavvisare i “sovversivi”, dopo aver dimostrato che “si può fare”?

Dai fatti di Genova alle violenze di Chiaiano, dalla ragazza nigeriana maltrattata nel carcere di Parma a Emmanuel pestato dai vigili sempre nella città emiliana, dalle cariche sui No Dal Molin agli scontri nei giorni dell’Onda studentesca fino ad arrivare alle violenza sui manifestanti a Bergamo nel corteo contro la sfilata di Forza Nuova.

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Limite alcol alla guida e taglio agli etilometri: la "tolleranza zero" all'italiana

pubblicato da Giulio Mattioli


Se la vostra memoria a lungo termine funziona in maniera soddisfacente, ricorderete sicuramente la tempesta mediatica degli ultimi mesi sul limite dell’alcol alla guida. Era stato il governo ad aprire le danze, ordinando il sequestro dell’automobile ai soggetti con tasso alcolico superiore a 0,8 g./l e la sua confisca oltre gli 1,5.

In seguito, aveva fatto molto discutere la proposta del PDL di abbassare il tasso consentito da 0,5 a 0,2 e c’era stato addirittura chi, come l’onnipresente Ministro Sacconi, aveva suggerito un vero e proprie limite-zero per i minori di 21 anni.

E’ di ieri tuttavia la denuncia dei sindacati di polizia: tra i vari tagli subiti dalle forze dell’ordine ci sarebbe anche una riduzione dei fondi per l’acquisto degli etilometri (da 1.258.698 euro a 544.953). Sembra dunque che l’inasprimento delle norme si accompagnerà ad una riduzione delle risorse destinate a controllare il rispetto delle stesse: un paradosso a ben vedere piuttosto frequente nel nostro paese.

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Barcellona: arrestato Enric Duran, il Robin Hood catalano della finanza

pubblicato da davide f.

Enric Duran, il Robin Hood catalano delle banche, è stato arrestato a Barcellona mentre si trovava all’università: era diventato famoso per aver «espropriato» grazie ad alcuni movimenti bancari 500 mila euro ad alcuni istituti di credito. Il suo attivismo contro la finanza aveva incrociato quello degli studenti dei movimenti universitari.

Uno dei simboli della rivolta catalana contro il mondo della finanza in questo periodo di crisi è stato “fregato” dai duri scontri verificatisi gli scorsi giorni a Barcellona(qui sopra il video da Youreporter), che hanno convertito il centro della capitale catalana nella sede di una guerriglia urbana conclusasi con 81 feriti tra studenti e poliziotti e le scuse ufficiali del consigliere dell’interno catalano Joan Saura per gli “errori” (leggi abuso di potere e violenza, insomma modalità molto familiari anche in Italia) della polizia locale, per l’uso indiscriminato della violenza, colpendo alla cieca non solo studenti ma anche turisti e anziani e mandando all’ospedale quattro fotografi della stampa locale.

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Le pagelle del giovedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Pdl: la carica dei 170. Voto – 6. Quasi 200 deputati del Pdl mandano una lettera a Berlusconi: “No alla fiducia sul ddl sicurezza”. E’ la prima rivolta interna. Davanti c’è Alessandra Mussolini. Ma dietro c’è la regia di Gianfranco Fini. Bossi: “La legge non si tocca”. Il Pdl non è ancora nato e già si … rivolta.

Governo: la “carica” alla Sapienza. Voto – 6. Molte decine di contusi fra gli studenti dopo le cariche della polizia alla Sapienza di Roma.. L’accusa dei giovani: “I poliziotti colpivano con il manganello girato dalla parte del manico”. Le regole vanne rispettate. Da tutti. E non solo in piazza. Mala tempora currunt.

Ronde, assistenti alla sicurezza e milizie di partito

pubblicato da Bruno Marino

Il tema ronde (dire “persone disarmate che vanno in giro a fare nonsisacosa” è, francamente, troppo lungo) continua ad essere al centro del “dibattito politico”. Proviamo a fare, alla Lucarelli, un passo indietro. Le ronde ci torneranno utili tra poche righe.

Se in Italia ci fosse un Governo degno di questo nome oggi stesso dovrebbe mandare qui i suoi agenti e carabinieri a scioglierci e ad occupare le nostre sedi. Non è concepibile un’organizzazione armata con tanto di quadri di Regolamento in uno stato che ha il suo Esercito e la sua Polizia. Soltanto che in Italia lo stato non c’è.”

(tratto da Renzo de Felice - Mussolini il fascista. 1. La conquista del potere 1921-1925; citato in Juan Linz - Democrazia e Autoritarismo)

Lo scritto qui sopra, inviato da Mussolini a Cesare Rossi, è estremamente utile per comprendere meglio l’attuale situazione italiana. Naturalmente, conosco le obiezioni che starete già avanzando nella vostra testa: le milizie padane-comuniste-forzanoviste sono disarmate, dovranno essere apolitiche e composte in un certo modo, saranno controllate dalla prefettura (qui un articolo del nostro Luca Landoni). In fondo, servono a dare una mano alle forze dell’ordine e a controllare in modo più efficace ed articolato alcune aree cittadine. Giusto?

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Fuga di massa dal Cpa di Lampedusa. 1300 clandestini forzano i cancelli beffando le forze dell'ordine

pubblicato da Luca Landoni

Sta rapidamente degradando la situazione a Lampedusa, dove ieri non meno di 1.300 immigrati clandestini sono riusciti agevolmente a forzare i cancelli del Centro di accoglienza (Cpa) riversandosi nelle strade cittadine. La polizia ha cercato di rimediare istituendo dei posti di blocco, ma al momento con scarsi risultati, mentre una buona parte dei fuggitivi ha raggiunto la piazza del municipio inneggiando alla “Libertà”, forti del sostegno del sindaco De Rubeis e di un buon numero di abitanti dell’isola, capeggiati dall’ex-primo cittadino Totò Martello, leader del comitato che si oppone alla realizzazione del centro di identificazione ed espulsione nell’isola voluto da Maroni.

Riassumendo la vicenda, tutto è nato proprio dall’iniziativa del Ministro degli Interni, che per la prima volta sta cercando di agire con atti concreti all’invasione dell’isola - e di qui del paese - da parte dei clandestini. L’idea, già messa in pratica a tempo di record, è di trasferire celermente gli immigrati dal Cpa al centro di identificazione, da cui vengano poi rimpatriati per direttissima, fatti salvi i rari casi di aventi diritto allo status di rifugiati. In parole povere, usando le stesse parole di Maroni: «Chi arriva sull’isola non sarà trasferito in altri centri. Resterà lì in attesa del rimpatrio».

Il decisionismo del Viminale nei giorni scorsi aveva provocato la reazione di un comitato di isolani, peraltro appoggiato dal sindaco che aveva addirittura invocato l’intervento del Papa. Gli abitanti di Lampedusa temono chiaramente che la maggiore delle Pelagie si trasformi in un gigantesco carcere/centro smistamento. Il punto però è che la soluzione alternativa adottata fino ad oggi - trasferimento nei centri della terraferma, Brindisi in particolare - si è dimostrata fallimentare almeno quanto l’accordo col leader libico Gheddafi, e non è più possibile proseguire su questa strada. In attesa che dalla Libia giunga almeno il via libera al trasferimento delle motovedette che dovrebbero pattugliare le coste africane congiuntamente a quelle dell’ex-scatolone di sabbia, Maroni ha dunque dato sfoggio dell’auspicabile decisionismo prendendo un provvedimento chiaro e concreto.

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G8 Genova: pubblicate le motivazioni della sentenza sulle violenze della caserma di Bolzaneto

pubblicato da paganini


Nel luglio scorso la sentenza del Tribunale di Genova sugli abusi compiuti dalla polizia contro gli attivisti fermati e reclusi nella caserma di Bolzaneto ha aperto la strada all’autoassoluzione e alla completa impunità per i rappresentanti delle forze dell’ordine responsabili dei reati legati alla repressione della manifestazione di Genova del 2001. Una strada poi seguita con le miti condanne e le numerose assoluzioni per l’assalto alla scuola Diaz.

In entrambi i casi il punto di vista degli ultrà della politica del manganello è stato enunciato con chiarezza: dato che c’erano gli scontri di piazza la polizia era autorizzata a reagire agli attacchi. Forse è vero, anche se opinabile. Ma in questi due casi non c’erano scontri di piazza, c’erano persone che dormivano e giornalisti soli e disarmati che sono stati picchiati fino a finire in coma (nel caso della scuola Diaz) e c’erano persone tratte in arresto e recluse (nella caserma Bolzaneto).

Un solo esempio, per capire di cosa si sta parlando. Nelle motivazioni della sentenza (che potete leggere qui) c’è scritto che Anna Poggi viene condannata a 2 anni e 4 mesi. Per quali motivi?
“Sottoponeva a misure di rigore non consentite dalla legge le persone ristrette presso la Caserma per il periodo in cui erano a disposizione della Polizia di Stato più precisamente tollerava, consentiva e comunque non impediva che le persone ristrette in Bolzaneto (in alcuni casi visibilmente ferite in conseguenza degli scontri di piazza): fossero costrette, nelle celle di pertinenza della Polizia di Stato, senza plausibile ragione (e senza necessità legata alla detenzione) a rimanere per numerose ore in piedi, con il volto rivolto verso il muro della cella,

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